LANGHIRANO

Bricoli: «Evitiamo la chiusura dell'ufficio postale di Pastorello»

«Anche se aperto un solo giorno a settimana è essenziale, specie per gli anziani»

Bricoli: «Evitiamo la chiusura dell'ufficio postale di Pastorello»
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Il sindaco di Langhirano Giordano Bricoli prende posizione contro la scelta di Poste Italiane di chiudere l’ufficio di Pastorello: «E' l’ultimo atto – spiega il primo cittadino - di una politica nazionale che indebolisce cittadini e realtà locali».
«Sono particolarmente preoccupato - dichiara il sindaco - e con me tutta l’Amministrazione Comunale di Langhirano, per le continue penalizzazioni che colpiscono i comuni e le popolazioni locali. Dai gravi problemi conseguenti all’interruzione dell’energia elettrica durante l’ultima nevicata, all’introduzione dissennata dell’Imu sui terreni agricoli nei territori montani, alla riduzione dei trasferimenti ai comuni per l’anno 2015 e ad altri provvedimenti, tra cui, ultimo in ordine di tempo, la comunicazione di Poste Italiane relativa ad un piano di riorganizzazione che prevede la chiusura di centinaia di uffici postali in tutta Italia di cui 11 in Provincia di Parma».
«Mi chiedo - sottolinea il sindaco Bricoli - dove andremo a finire se questo è un effetto delle privatizzazioni, che in teoria dovrebbero garantire economicità e maggiore efficienza dei servizi pubblici. Infatti se per efficientare si chiudono i servizi, lo si può fare senza privatizzare pagando lauti compensi ai manager».
A far discutere è la chiusura dei presidi nelle zone minori, fuori dei grandi centri urbani: «A Langhirano sarebbe prevista, dal 14 aprile, la chiusura dell’Ufficio Postale di Pastorello, oggi aperto un solo giorno la settimana, ma che rappresenta il simbolo di una storica forma di presidio territoriale che garantisce un servizio essenziale alla popolazione con particolare riferimento a quella anziana». afferma Giordano Bricoli.
L’ufficio postale in questione si trova di fianco alla Farmacia comunale, sulla strada provinciale massese.
«Rappresenta, per la sua collocazione, uno snodo fondamentale sia per l’Alta Val Parma che per le località che si affacciano sulla strada massese nonché per le circostanti frazioni dei comuni di Neviano e Tizzano – prosegue il primo cittadino -. Ma da Roma le scelte, spesso, non vengono fatte in base ai bisogni delle popolazioni, bensì sulla base della fredda e rigorosa logica dei numeri e delle statistiche purché portino a far quadrare i conti senza tenere in considerazione le folli ed insensate ricadute che si ripercuotono sui cittadini e sulle realtà locali. A questa situazione, che sta diventando insostenibile per tutti, noi ci opponiamo in modo risoluto. – è l’impegno del sindaco: - Diciamo no alla scelta unilaterale di chiudere gli Uffici Postali e lo faremo assieme agli altri sindaci colpiti dal provvedimento, come concordato in un recentissimo incontro dell’Anci provinciale a Noceto. Non è infatti accettabile che Poste Italiane sia riuscita a trovare nel 2013, in poche settimane, circa 75 milioni di euro per la discutibile operazione di salvare Alitalia e non riesca a trovare le risorse, di gran lunga inferiori, per tenere aperto qualche ufficio periferico aperto qualche giorno la settimana salvaguardando i servizi territoriali che dovrebbero essere più compatibili con la missione aziendale di Poste di quanto non lo siano i voli aerei».
«E’ altresì vero che Poste Italiane è una spa, ma è altrettanto vero che la proprietà è del Tesoro e che gran parte delle proprie disponibilità finanziarie le deve ai risparmiatori italiani a cui vorrebbe chiudere i servizi – conclude Bricoli -. Faccio appello anche ai parlamentari di Parma, sempre molto disponibili e sensibili ai problemi locali, perché sia a livello parlamentare che governativo possano essere messe in campo tutte le misure atte ad un ripensamento urgente del provvedimento. Inoltre faccio appello ad Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) che ha già espresso un parere inequivocabile sul fatto che non possano essere chiusi gli uffici postali in aree montane e nei piccoli comuni impegnandosi a garantire un’azione di vigilanza adeguata».

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