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Pio Melli, il prosciuttaio che si sentiva ancora norcino

pio melli
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Radici, lavoro, passione: sono tre parole da tenere a mente a Langhirano e Pio Melli era un langhiranese doc. Dal nulla, dopo essere stato garzone di bottega, aveva fondato un prosciuttificio che portava il suo nome e quello del suo socio: Chiastra e Melli, a Cascinapiano.
Andato in pensione, venduto lo stabilimento (che oggi continua a pieno ritmo, con il nome di Dolcevalle prosciutti) Pio Melli ha continuato a lavorare, per gli amici, con la passione del norcino: ogni anno c’erano tradizioni da rispettare, che erano un rito, quello in cui lui preparava la cicciolata, i salami e d’inverno i cotechini.
Pio Melli era nipote del sindaco di Langhirano Celso Melli. Da ragazzino, poco più che bambino, era al lavoro nella farmacia del borgo. Aveva iniziato a lavorare presto, alla mattina andava a scuola, il pomeriggio era in farmacia. Il suo compito era quello di pestare la polvere nel mortaio, per preparare i farmaci. Per questo gli avevano dato un soprannome, il pistèn, come il pestello del mortaio. Un nome che era stato suo anche negli anni successivi.
Dopo il servizio militare aveva cominciato a lavorare nel settore dei prosciutti. Aveva messo su un proprio stabilimento, partendo dal niente, rimboccandosi le maniche, come hanno fatto molti della sua generazione. Quando era andato in pensione aveva ceduto l’attività.
Era nato nel 1946, avrebbe compiuto 70 anni. Faceva il norcino per divertimento: era una passione, quella di far cuocere la cicciolata, tutti gli anni, non solo a Langhirano. Aveva una casa a Corniglio e anche là chiamava a raccolta gli amici di Langhirano, per quello che era un rito per il paese.
Era la sua passione, la pentola enorme, l’ultima dose degli ingredienti, l’ultimo tocco da artista era sempre il suo. Ci sono foto di Vincenzo Tosini, nei suoi ritratti dei personaggi langhiranesi, che raccontano questi momenti. Sabato sarebbe dovuto andare in montagna, a Valditacca, nel Comune di Monchio delle Corti, come norcino, per una giornata la compagnia di amici. Un malore all’improvviso se lo è portato via.
Era conosciuto da tutti. Amava la compagnia, era sempre disponibile, amava stare fra la gente, al centro del suo paese, in piazza, che ha sempre frequentato. «Era un ragazzo di cuore grande, era un grande lavoratore, molto bravo nel suo lavoro - dice un collega - dava aiuto a tutti, a chi lo chiedeva. Non era un egoista, era come un fratello. Era diventato molto bravo, dispensava consigli, non era mai geloso del suo lavoro». «Se ne va un pezzo di storia di Langhirano», è un altro commento che si sente nel settore dei prosciutti. Pio Melli lascia due fratelli, Ugo e Aldo, due figli, Marcello e Filippo, la moglie Giuseppina e le adorati nipoti Lucia ed Elena. I funerali si terranno lunedì. Il rosario sarà recitato domenica sera in chiesa a Langhirano.

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