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Lettera al direttore

La mamma dell'incidente di Eia: "Bambini salvi grazie all'impegno volontari, medici e infermieri"

Lina: "Al pronto soccorso non sbufferò più nell'attesa. Nella sanità, eccellenze da non disperdere"

La mamma dell'incidente di Eia: "Bambini salvi grazie all'impegno volontari, medici e infermieri"
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Stava portando i suoi figli e due loro amichetti in un maneggio, per un pomeriggio all'insegna dell'allegria. Un pomeriggio, quello del 14 dicembre scorso, che invece si è concluso al pronto soccorso per la signora Lina e i quattro bambini che viaggiavano con lei. La signora ha scritto una lettera a Gazzettadiparma.it per ringraziare i volontari, i medici e gli infermieri che li hanno soccorsi e curati. Non solo: Lina spiega che questa esperienza l'ha fatta riflettere su alcune cose. Andando al pronto soccorso è capitato "di sbuffare nell'attesa": ora, assicura, "non lo farò più perché ho visto ciò che avviene dietro quelle porte chiuse". I tagli alla sanità - aggiunge la lettrice nella sua riflessione - rischiano di disperdere un patrimonio di competenze importante: "d’ora in poi mi impegnerò come cittadina a fare del mio meglio affinché ciò non accada".


Ecco la lettera integrale inviata da Lina Dallafiora:

 

Egregio Sig. Direttore,
il Suo giornale ha dato grande risalto ad un incidente avvenuto ad Eia il 14 di dicembre e che coinvolgeva un’auto con bordo quattro ragazzini.
La mamma che guidava quell’auto sono io; due dei ragazzini erano i miei figli e gli altri erano loro amichetti: stavamo andando al maneggio per un pomeriggio in compagnia, un bel momento che in un secondo si è trasformato in una tragedia sfiorata.
Dico sfiorata, perché, malgrado la violenza dell’urto, sia l’occupante dell’altra auto sia quattro dei passeggeri della mia sono rimasti illesi.
Mia figlia purtroppo ha subito una lesione abbastanza grave, ma guaribile in 60 giorni; una lesione importante, che poteva essere fatale.
Se questo non è avvenuto è grazie alla tempestività ed alla capacità delle squadre di volontari che sono intervenute sul posto, alla professionalità degli operatori del Pronto Soccorso ed al team straordinario dei medici e degli infermieri della Neurochirurgia e della Maxillo Facciale.
Volevo quindi ringraziare, tramite la Sua testata, i volontari che spero di avere correttamente individuato fra quelli della CRI di Pontetaro e dell’Assistenza Pubblica di Parma, i quali hanno prontamente assistito tutti noi con competenza e partecipazione, gli operatori – medici, infermieri, tecnici – che quotidianamente al Pronto Soccorso intervengono con grande professionalità e umanità in situazioni di emergenza e di profondo caos emotivo; come è accaduto a molti, mi è capitato di accedere al PS per ragioni che a me sembravano urgenti e di sbuffare nell’attesa: non lo farò più, perché ho visto ciò che avviene dietro quelle porte chiuse.
Un ringraziamento speciale va alla Dottoressa Camille Bailleul della Maxillo Facciale, che con estrema dolcezza e capacità ha “rappezzato” la guancia di mia figlia, accompagnando ogni cura con un sorriso.
Infine la mia gratitudine più profonda va al Prof. Baldi, al Dott. Murgese e a tutta l’equipe che è intervenuta per sistemare le vertebre di mia figlia con la competenza e l’intelligenza di chi sa spiegare in modo semplice e diretto qual è il problema e quale sarà la soluzione e le sue implicazioni: capire chiaramente come avrebbero agito e quali saranno i passi della guarigione è stato per me molto rassicurante.
Volevo includere in questo ringraziamento la Sig.ra Pipitone, Dirigente Infermieristico, e tutto il personale della Neurochirurgia: ogni terapia è sempre stata accompagnata da un gesto di partecipazione, un sorriso, una parola amica.
Infine un’ultima considerazione: i tagli continui al nostro sistema sanitario rischiano di depauperare e disperdere un patrimonio di competenze ed eccellenze di cui tutti noi siamo fruitori; d’ora in poi mi impegnerò come cittadina a fare del mio meglio affinché ciò non accada.
La ringrazio per questo spazio che mi ha concesso.

Distinti Saluti

Lina Dallafiora

 

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  • Vercingetorige

    31 Dicembre @ 11.48

    IO SONO ,PER FORMA MENTALE ,FAVOREVOLE ALLA LIBERTA' D' ESPRESSIONE E CONTRARIO ALLE CENSURE ,MA TROVO SQUALLIDO che la televisione trasmetta"spot" pubblicitari che istigano i cittadini a denunciare i Medici che li hanno curati. Abbiamo già detto e ridetto che i Medici sono uomini , e non esiste uomo infallibile. Gli errori medici ci sono , ma in Italia non sono più numerosi che in tutti gli altri Paesi del Mondo. Sobillare la gente a far denuncia tutte le volte che non si ottiene il risultato sperato, o si verifica qualche evento avverso , è squallido. Ho già detto su questo "forum" che , secondo me, la dirimente è la buona fede. Se un errore è commesso in buona fede ,è giusto dolersene ,ma si rientra,purtroppo , nell' ordine naturale delle cose. Se l' errore è in mala fede, allora le cose possono cambiare. Gli "studi" che istigano alle denunce di cosiddetta "malasanità" sono gestiti da Avvocati e Medici ( si , Medici ! ). La maggior parte delle loro denunce penali finisce in archiviazione o assoluzione , perchè la Magistratura non ravvisa estremi di reato. Un pò miglior fortuna hanno le richieste di risarcimento sul piano civile , il che rende le assicurazioni sulla responsabilità civile verso terzi di Ospedali ed Operatori Sanitari (secondo me sarebbe bene che cominciassero ad assicurarsi anche gli Infermieri , vista la recente rivalutazione della loro figura professionale , che può comportare maggiori responsabilità) , Ospedali e Medici fanno fatica a trovare una Compagnia che li assicuri , e , quando la trovano , pagano premi astronomici. Secondo me le denunce a pioggia potrebbero essere limitate se Medici ed Ospedali prendessero l' abitudine di querelare chi li denuncia ingiustamente , chiedendo un congruo risarcimento dei danni morali. Gli "studi" che si fanno pubblicità dicono di esser disponibili ad iniziare l' azione legale senza chiedere alcun pagamento, ma state sicuri che , quel che non pagate all' inizio ,lo pagate alla fine. COMUNQUE GODIAMOCI IL NOSTRO SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO FIN CHE C' E' , PERCHE' SI LAVORA SUBDOLAMENTE ALLA SUA DEMOLIZIONE ( "tickets" sempre più esosi , limitazioni nella prescrivibilità di farmaci , accertamenti diagnostici e consulti specialistici ,difficoltà alla dispensazione di certi medicinali , anche d' uso comune , liste d' attesa interminabili .....) .Si vuol tornare dal Sistema Beveridge (universalistico) , al Sistema Bismarck (assicurativo) , come caldeggiato dalla Loggia Massonica P2 fin dal 1970

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  • simone

    31 Dicembre @ 10.27

    lavoro da 15 anni in ospedale, ho lavorato molto sulle urgenze e mi stupisce che ad un cittadino serva un incidente per capire cosa succede dietro le quinte di un pronto soccorso, che altro dire a mio avviso le persone che sbuffano nell' attesa sono solo degli idioti, mica e' un albergo di lusso ne una vacanza, e' un pronto soccorso, le urgenze ed il loro numero e' imprevedibile, ed e' impossibile avere un numero adeguato di operatori tale che le persone che ricorrono al pronto soccorso non aspettino mai, almeno da non aumentare di molto le tasse…. penso sinceramente che per apprezzare il sistema pubblico molti italiani dovrebbero beccarsi per qualche anno una sanità' privata…poi imparerebbero ad apprezzare quella pubblica.

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  • marirhugo

    31 Dicembre @ 01.24

    ma e' im portante quello che scrive la signora sui tagli alla sanita' significano tagli al welfare, non si deve tagliare sulla cura e l'assistenza; i soidi vanno trovati e ci sono e ce ne sono tanti. nelle casseforti di qualche cittadino. E che chi ne ha l'aurita' si spicci altrimenti arriva prima arsenio lupin e quelli mica li mette nella sanita' .

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  • marirhugo

    31 Dicembre @ 01.14

    certo certo come dice paolo purtroppo non e' sempre cosi'; e purtroppo a volte ci si scorda l'arrosto nel forno.

    Rispondi

  • meredit

    30 Dicembre @ 18.54

    Ho potuto constatare personalmente, per effetto di interventi chirurgici particolarmente complessi e delicati, l'alta professionalità dei nostri medici, anche universitari, del personale infermieristico e tecnico, nonostante i costanti tagli dei vari Governi alla sanità pubblica, che, a Parma, è veramente di ECCELLENZA !

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