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Sangue, mistero e seduzione

"Il delitto dell'Immacolata", in libreria da oggi. Domenico Cacopardo narra una storia in cui si mescolano enigmi e sensualità

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Domenico Cacopardo

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Un romanzo di sensuale accanimento e di violenza quasi commovente ha composto Domenico Cacopardo con «Il delitto dell'Immacolata» ora edito da Marsilio nella collana «Farfalle» che già annovera tre romanzi cacopardiani del ciclo di Agrò. Ma in questo nuovo racconto dove figura ancora Agrò, lo scrittore ha abbandonato la civile insistenza sui termini, le proporzioni e le analisi dei casi delittuosi per concentrarsi interamente sulla storia di Filippo Soliméni detto Lollo e di Immacolata Pianuzza in Barbalonga Chirò, che sono i primi termini di uno scontro sanguinoso dentro il quale sono coinvolti una ventina di personaggi a vario titolo, che escono ed entrano nella vorticosa spirale impressa alla propria vita del Soliméni, un giovane studente perbene, figlio di Onofrio e di Esperia Erbuzza, una madre di buon cuore e di affettuosa apprensione. Cacopardo non esita a trascinarci subito dentro la vicenda, quando comincia a narrarci di Immacolata, la moglie del maestro di violino Gerardo Barbalonga Chirò e «femme d'à coté». Ha così inizio l'avventura di un giovane adescato secondo i più classici metodi da una moglie santarellina ma tutt'altro che ingenua, una donna che ricorda certe famose «eroine» di romanzi d'un tempo, tutte casa e chiesa ma, in fondo, invece, dominante da una sensualità prorompente che ben s'abbina a quella di Filippo, tipica espressione di sospetti, occhiate, furtivi inviti, accenni, piccoli gesti falsamente innocenti come casuali sorrisi di circostanza, in una Messina degli anni Settanta piena di mare, bagni, passeggiate e altre ragazzate piacevoli e divertenti, ma in realtà percorsa da fremiti inquietanti, ambigui e misteriosi. Città d'infelicità, insomma, come l'atmosfera che sentiamo salire verso di noi, fra tragedia e farsa, dai romanzi di Brancati, di Patti, di Joppolo. Ma «Il delitto dell'Immacolata» ha un suo stigma particolare: è il protagonista che racconta, è Filippo, cioè, che parla, si confessa e pensa: e tale deriva individuale costituisce, alla fine, il punto di scontro e di frattura tra il modo di concepire la vita e la vita stessa che, indifferente e assente addirittura, circola attorno ai personaggi. Tutti dotati, come sempre nei romanzi di Cacopardo, da due estremi di comportamento: uno, severo, legale, serio e persino solenne; un altro, invece, scivolante spesso nel sarcasmo, nell'ironia anche involontaria e, nella più atroce banalità: un comportamento senza perdono, senza finzioni, senza pietà. E' lì che s'annida la sensualità e persino la sessualità di Filippo, il suo gusto di possedere Immacolata, Rosalia e Rosaria D'Abramo, Lia e Lisa Malamma, Antonella o Smeralda Patella, mentre sull'altro lato della vicenda scorrono le figure e i profili del capitano Ecce, del penalista Priscianotto, di Pasquale Gulitto allenatore di boxe, e dell'indimenticabile e buffa Adele Piraino Limongi, sostituto procuratore di Messina. Ai suoi personaggi Cacopardo assegna riti, parole, intenzioni e comportamenti ben precisi: ecco il suo romanzo: un libro di presagi, di invitanti, soleggiati e spensierati giorni, ma anche di cupezze e paure improvvise che nel dialogo incessante che regge la narrazione evidenzia sia i nuclei centrali dei delitti, sia quel senso di straniamento, si ipotesi strampalate, di sospetti e di malignità che reggono le investigazioni dei carabinieri e le improvvise dichiarazioni dell'indiziato Filippo per evitare di cadere nella rete, sempre più fitta e pensante, delle indagini.
Cacopardo si muove con straordinaria abilità. La sua lingua s'adatta alle figure che parlano, il suo incisivo uso del dialetto non è fuorviante, ma anzi dà tono alle chiacchiere, ai modi di dire e ai risvolti psicologici di una storia che trabocca di disgrazie o di prigione, ma che alla fine sfocia sia in un grato e commosso ricordo della gioventù a Letojanni, sia in una forma di amara verità disperata e offesa.
Il delitto dell'Immacolata - Marsilio ed., pag. 221, euro 17,00

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