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Borri, Vangelo e impegno civile

«Andrea Borri, la passione per la politica», a cura di Maria Cavalli e Giorgio Vecchio

Borri,  Vangelo e impegno civile
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Le ultime parole che ci ha detto nostro padre sono state: leggetemi il Vangelo. E così abbiamo fatto. Abbiamo letto il Vangelo insieme». Sono parole lette dai figli durante la celebrazione funebre in Cattedrale il 9 Agosto 2003. Come ha ricordato Romano Prodi nella stessa cerimonia «il ruolo della fede è stato vitale e profondo nella sua vita politica: un rapporto intimo e reciprocamente rispettoso tra fede e vita civile». Il senso religioso della vita ha ispirato le scelte di Andrea Borri nella vita privata e nell’attività pubblica. La sua religiosità, la sua visione e intelligenza politica, sono ancora parole di Prodi, erano una cosa sola, un modo di essere che si esprimeva in uno stile unico e personale. Uno stile unico e personale, fatto di equilibrio, saggezza e serenità. «Un modo mite di fare la politica» lo ha definito Albino Ivardi Ganapini, suo assessore alla Provincia, collaboratore e amico. Li univa una comune visione della politica intesa come servizio, «lontana da impostazioni elitarie, come affare di pochi, aperta invece al verificare le posizioni degli altri». Come con Prodi così con Ganapini c’è stata una profonda consonanza di visione culturale e politica, una autentica passione per il bene comune. Insieme nel 1976 appena Andrea Borri venne eletto al Parlamento fondarono il Circolo Il Borgo che «Andrea voleva fosse popolare con radici tra la gente, tra i borghi. Per questo gli piacque molto l’idea di chiamarlo Il Borgo». Si discusse molto dello statuto e in particolare della sua laicità, aperta alla cultura dei cattolici democratici, molto cara ad entrambi. «Andrea Borri, la passione per la politica» a cura di Maria Cavalli e Giorgio Vecchio, (Carrocci Editore Spa, pag. 175, euro 20) raccoglie i testi e i documenti dei convegni e degli eventi che si sono svolti nel 2013 per ricordare la figura di Andrea Borri a dieci anni dalla scomparsa. Nel volume vengono presentate le varie tappe del suo percorso politico. La lunga esperienza in Consiglio comunale (William Gambetta) iniziata da giovane notaio di 29 anni nel 1964 e continuata fino al 1976, esperienza vissuta sui banchi della minoranza e che si rivelerà decisiva per tutto il suo futuro impegno politico. Sono stati gli anni dello scandalo edilizio e Borri denunciò in Consiglio comunale e nei dibattiti pubblici la commistione di interessi pubblici e di interessi economici privati. Le parole pronunciate allora da Andrea Borri sono rivelatrici della sua originaria visione politica e sono ancora attuali nei ricorsi storici che stiamo vivendo in questi tempi: «… stiamo assistendo da troppo tempo ad una collusione sulla testa dei cittadini tra il potere politico locale ed il potere economico che si danno la mano nella nostra città. Non voglio fare un discorso moralistico. So benissimo che anche la parte politica alla quale appartengo è responsabile di situazioni di questo genere. E’ un problema di civiltà, è necessario prendere coscienza di questa realtà e occorre dire chiaramente alcune verità elementari per rompere questa situazione che non fa onore a Parma e alle sue tradizioni civili». (Camera di Commercio, marzo 1975). Sono parole che dovrebbero risuonare alte ancora oggi di fronte agli scandali recenti e al declino a cui stiamo assistendo della nostra città. Dall’esperienza in Consiglio comunale a quella di Parlamentare dal 1976 al 1994 (Nicola Antonetti). Durante la sua lunga esperienza matura l’idea della centralità del Parlamento che deve essere sostanziale, non solo formale. Si è dedicato alle questioni riguardanti il nostro territorio, specialmente gli enti e gli istituti culturali (Istituto di Studi Verdiani, Biblioteca Palatina, Collegio Europeo, Università ecc.) «mai da lobbista, non ne aveva né la cultura né l’immagine» ma attraverso il suo assiduo impegno nelle Commissioni. Al ruolo di Andrea Borri come membro e poi presidente della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radio televisivi è dedicata la parte centrale del volume (Giulia Guazzaloca). Istruttivo e interessante è ricordare quello che Borri al termine della sua Presidenza in Commissione nel 1992, quasi profeticamente , ebbe a dire circa i rapporti tra TV pubblica e privata. «Se si prefigura una spartizione fifty-fifty tra pubblico e privato, nel caso che il proprietario del privato organizzi un partito sostenuto dalle sue TV, quale democrazia sopravvivrebbe nel caso che vincesse le elezioni?». Eravamo nel 1992. Due anni prima della discesa in campo dell’attuale ex-Cavaliere. La parte conclusiva della vicenda pubblica e terrena di Andrea Borri è l’esperienza di presidente della Provincia e uomo europeo (Alfredo Alessandrini). I progetti e le realizzazioni a favore del territorio della Provincia, e sono stati tanti, sono stati realizzati con una costante visione del nostro territorio in proiezione europea. In proiezione della costruzione di una Europa dei popoli come entità economica e politica, fondamentale per la stabilità degli equilibri internazionali e per la pace.
Sono ricordati i vari progetti realizzati dalla Amministrazione della Provincia sotto la presidenza Borri: Alma Scuola Internazionale della cucina, Collegio Europeo, Parma sede dell’Autorità alimentare (Efsa), Scuola per l’Europa, progetto di collaborazione con la provincia di Napoca in Romania, protocollo d’intesa con la città di Mostar in Bosnia, azione di cooperazione con l’Etiopia in località Shelalla, con il Mozambico, la città di Rosario in Argentina. «Andrea è stato per me un esempio di un umanesimo accogliente, che privilegia l’apertura all’altro e non il rifiuto» sono ancora parole dell’orazione di Romano Prodi. Il tratto peculiare della personalità di Andrea Borri è stata la sua attitudine all’ascolto, l’attenzione all’altro, il farsi carico, il «to care» per l’altro. L’insegnamento, l’esempio, il lascito morale di Andrea è stato accolto e fatto proprio dai figli. «...Fai o Signore che non lesiniamo mai un sorriso, un abbraccio, un gesto di affetto, non mettiamo mai il nostro interesse davanti a quello degli altri, rispettiamo il valore grande della vita e impariamo a essere veramente cristiani» (parole dei figli alla Cerimonia funebre in Cattedrale, Parma 9 agosto 2003).
Andrea Borri, la passione per la politica
a cura di Maria Cavalli e Giorgio Vecchio
Castelvecchi, pag. 175,20,00

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