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Diario di una mamma/5

L'inserimento al nido

Appunti sull'avventura più bella del mondo

L'inserimento al nido
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Diario di una mamma. Nel nostro speciale dedicato alle mamme di Parma, accanto a notizie e informazioni utili, abbiamo voluto inserire prima il racconto di una (S)-gravi-danza, ovvero gioie e paure della magìa più grande, ed ora con il racconto del "dopo": non meno impegnativo e non meno bello.

Naturalmente, questo diario parmigiano può diventare un racconto a più voci, attraverso la partecipazione di alttre mamme, o neo mamme, o mamme-nonne, con racconti, esperienze e consigli attraverso lo spazio commenti di questo articolo. E, magari, al diario delle mamme si potrà affiancare quello dei papà...  

5° puntata - L'inserimento all'asilo nido

Oggi vorrei parlarvi di un momento clou nella vita dei bambini e delle loro famiglie: l’inserimento all’asilo nido. Però in questa puntata farò una premessa, anche perché si tratta di un evento strettamente correlato: ‘una domenica di ordinaria follia’ dovuta a shopping necessario. 

Ci servivano assolutamente tre cose che si trovano solo lì (a un prezzo accettabile) in quel noto luogo che vende tutto per la casa e non solo per la casa, quel luogo che gli uomini, in genere detestano, invece le donne, in genere, adorano… E così partiamo con le commissioni domenicali, quelle cose che durante la settimana non si riescono proprio a fare, commettendo un errore fatale: non lasciare la creaturina dai nonni, per non approfittare di loro anche nel week end.
Il luogo deputato, oltre che il paradiso per le donne, lo è anche per i bambini e così, mentre lei non voleva più venire via, in noi piano, piano cresceva lo stress.
Ci sono quei bimbi timidi, riservati, che non si staccano dalle gambe dei genitori quando sono in luoghi che non conoscono, ecco, lei non è così. Soprattutto se vede giochi a volontà. Siamo anche stati costretti a pranzare lì…
E questo mi ha fatto ben sperare per l’inserimento al nido perché confermava le idee che mi ero fatta sul suo carattere: gioiosa, disinvolta, socievole…
E così di lunedì, finalmente, si parte verso il nido, un luogo pieno d’irresistibili attrazioni: bimbi, giochi, colori! Finalmente mi riapproprierò del mio tempo in breve tempo!

Giorno uno, lunedì, ore 10: entriamo ci cambiamo le scarpe con le calze antiscivolo, posiamo le scarpe nel nostro posticino segnalato da una palla verde e viola che abbiamo colorato il giorno prima, ci sono tre bimbi con le mamme presenti e la tata carinissima che cerca di coinvolgerli, partono a giocare senza neanche guardarci, la mia compresa, stanno li un’oretta e li dobbiamo letteralmente strappare a forza per riportarli a casa! Bene! Questo non fa che confermare e rafforzare le mie idee!
Giorno due, martedì, ore 10: parcheggio l’auto, la piccola dice: ‘Eccoci’! Entriamo, si dirige alla ricerca delle calze antiscivolo, sa già dove sono – noto io - posiamo le scarpe nel posticino segnalato dalla palla verde e viola, entriamo, parte a giocare, tutto come il giorno precedente insomma, a parte quando la maestra ci dice: ‘Proviamo un piccolo saluto, vi allontanate dieci minuti, un quarto d’ora e tornate’. Ok, facciamolo.
Dopo cinque minuti scarsi mi fanno chiamare, le altre mamme mi guardano con aria di costernata comprensione, corro dalla piccola e la trovo urlante con fiumi di lacrime che scendono copiose, paonazza per aver singhiozzato più che poteva. E la tata mi dice: purtroppo mentre gli altri bimbi hanno interagito con me e in qualche modo mi hanno preso come riferimento, lei no, non mi ha mai guardato, dobbiamo procedere più lentamente.
Il gelo, il crollo delle mie convinzioni e soprattutto niente riapproprio del mio tempo…

Giorno tre, mercoledì 10.30: parcheggio l’auto, la piccola dice: ‘Eccoci’! Andiamo verso l’asilo, si dirige alla ricerca delle calze antiscivolo posiamo le scarpe nel posticino segnalato dalla palla verde e viola, entriamo. Dopo tre minuti realizza che la lascerò lì, perché nel frattempo io, il padre, la sorella e i nonni, le abbiamo spiegato la bellezza dell’asilo, luogo in cui esclusivamente bimbi e maestre stanno insieme giocando, che non bisogna piangere perché le mamme tornano sempre a prendere i loro cuccioli…
E comincia a urlare a più non posso e ad aggrapparsi al mio collo con tutta la forza possibile. Sgomente io e la maestra ci guardiamo e lei mi dice: ‘Prova ad andare tanto sta già piangendo, ti chiamiamo se sei qui vicino, se c’è bisogno’. Ok! esco, mi apposto fuori dalla porta e niente lei continua a disperarsi, comunque vado. Dopo 10 minuti mi chiamano, niente da fare, stessa scena del giorno precedente. E se il tempo che i bimbi passano all’asilo, in questa fase d’inserimento dovrebbe progressivamente aumentare, nel nostro caso continua progressivamente a diminuire, alle 10.55 eravamo già fuori.

Giorno quattro, giovedì ore 10: arrivo, parcheggio l’auto, la piccola dice: ‘Eccoci’! Andiamo verso l’asilo, muniti di orsetto di fiducia, entra, fa finta di non sapere dove sono le calze antiscivolo, comunque posiamo le scarpe nel posticino segnalato dalla palla verde e viola, entriamo. Consegniamo alla maestra un disegno (ho pensato di fare una palla verde e viola, così giusto per un senso d’identificazione con l’asilo), lei capisce, comincia a ululare: ‘Mammaaaaaaaa’, ma io, d’accordo con la maestra, vado. Esco mi apposto fuori dalla porta e dopo poco smette di piangere! Vai incredibile, non ci speravo più… Torno dopo mezzora e la trovo abbarbicata tipo koala sulla maestra che giudica comunque la cosa molto positiva, finalmente ha trovato un altro adulto a cui appoggiarsi. Bene!
Giorno cinque, venerdì ore 9.30: arrivo, parcheggio l’auto, la piccola dice: ‘Eccoci!’ Andiamo verso l’asilo, sempre muniti di orsetto di fiducia, entra, fa finta di non sapere dove sono le calze antiscivolo, comunque posiamo le scarpe nel posticino segnalato dalla palla verde e viola. ‘Dai andiamo a giocare con i bimbi’? E lei: ‘No’! Comunque entriamo, piange, si dispera….
Ora è tardi, sono le 11 (non mi hanno ancora chiamata) e devo scappare a prenderla! Vi farò sapere come è andata, la settimana prossima. E comunque come dice una mia amica sui bimbi che entrano nel sistema scolastico: ‘Credo che prima o poi si rassegnino’…
Ciao, Tata 

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Diario di una mamma - Puntate precedenti:

1- Parole, parole, parole...

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  • federicot

    03 Ottobre @ 18.16

    federicot

    Il bimbo o bimba si ciocca all'asilo e lo si fa piangere finchè non smette. Ho 40 anni, hanno fatto così con me e non ne ho alcuna memoria, nè porto alcun trauma. Idem per tutti gli altri bambini dell'asilo. Ci sono asili che fanno un MESE di inserimento, poi chiediamoci perchè abbiamo i bamboccioni.

    Rispondi

  • legione

    03 Ottobre @ 16.43

    il problema fondamentale per le mamma parmigiane durante i giorni dell'inserimento credo sia.....DOVE PAVCHEGGIAVE IL SUV VE'! ULTIMAMENTE NON C'E' PIU' UN MAVCIAPIEDE LIBEVO!

    Rispondi

  • cambogiano

    03 Ottobre @ 14.37

    forse perchè è sempre stata abituata a troppe attenzioni materne e alla sua costante presenza ossessiva.., se la portasse il padre o il nonno?

    Rispondi

  • Rhea

    03 Ottobre @ 12.12

    Piccole Principesse crescono e piano piano acquistato autonomia e scoprono il mondo senza la mamma :) Rhea

    Rispondi

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