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I genitori del "Tartaruga": "E il dialogo dov'è?"

Il Pd: "E' la Giunta senza progetti chiari su cui confrontarsi"

I genitori del "Tartaruga": "E il dialogo dov'è?"
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Bufera asili: è questo il tema degli ultimi giorni. Dopo la protesta di sabato mattina in piazza Garibaldi, il sindaco Pizzarotti in una intervista alla Gazzetta ha confermato "scelte obbligate" ma con la disponibilità sia a un confronto pubblico sia a riaprire il discorso di fronte a "idee migliore e sostenibili sul piano economico". E oggi intervengono anche il Comitato genitori dell'asilo Tartaruga, la cui gestione dal prossimo anno scolastico dovrebbe essere esternalizzata, e il capogruppo Pd Nicola Dall'Olio e il segretario cittadino Pd Lorenzo Lavagetto.

"Quello che segue, e che in molti spero leggeranno, è un appello ai nostri amministratori e alla comunità di Parma tutta.

Siamo il Comitato dei genitori e parliamo della scuola dell’infanzia Tartaruga e non solo: parliamo anche a nome di tutte le scuole coinvolte nel sistema dei TAGLI ai Servizi Educativi (Nidi e Scuole dell’Infanzia) attuati dal Comune di Parma,
TAGLI drastici, non trasparenti nei numeri e nelle modalità,
TAGLI che non considerano veramente COSA si sta tagliando, ovvero un bene di Parma, un pezzo della sua storia e della sua tradizione scolastica e culturale". Inizia così la lunga lettera dei genitori della scuola materna Tartaruga.

Un lungo intervento in cui il comitato di mamme e papà, già in piazza Garibaldi sabato mattina, difende a denti stretti la sua scuola e- in particolare - il percorso educativo portato avanti dalle maestre, molte delle quali "storiche".

Ecco come continua la lettera:

"La Scuola dell’Infanzia e i Servizi Educativi nascono a Parma, prima ancora che in altre parti dell’Italia, nella prima metà dell’800 con la finalità di dare a tutti i bambini, soprattutto a quelli che non avrebbero avuto la possibilità di continuare gli studi, i primissimi rudimenti di scolarizzazione, del leggere e dello scrivere. Da allora di tempo ne è passato e di esperienza se ne è maturata tanto da rendere Parma uno dei modelli educativi di riferimento nazionale ed internazionale, insieme a Reggio Emilia. Ad oggi delegazioni estere vengono a visitare le nostre scuole e i nostri nidi, mentre studenti stranieri, attraverso il Progetto Erasmus, vengono a fare stage formativi qui a Parma.
Il Polo dei Servizi Educativi di Parma, soprattutto Nidi e Scuole dell’Infanzia, è stato sempre capofila nell’aggiornamento, nella ricerca, nelle collaborazioni con le varie università nazionali ed estere, formando docenti di altissimo profilo, che hanno sempre avuto come fulcro del proprio lavoro il bambino nella sua complessità. I continui scambi culturali con l’estero e con le Univertà nazionali, hanno reso questo servizio un’eccellenza che oggi rischia di essere dispersa e persa per sempre!
Smantellare le scuole dell’Infanzia, chiuderle e venderle, significa non solo non capirne l’importanza, ma anche non considerare il BENE che queste scuole e queste insegnanti rappresentano e hanno rappresentato per molte famiglie , per molti bambini e per tutta la Comunità.
La scuola dell’Infanzia Tartaruga, nello specifico, è la più grande di Parma, con più sezioni, con maggiore continuità educativa, con docenti di grande esperienza e formazione.
È la scuola nel quartiere più popoloso, con liste d’attesa sempre piene, questa scuola è il simbolo delle scuole dell’Infanzia di Parma. Le loro maestre sono una preziosa memoria storica della gloriosa tradizione di questo nostro importante Sistema Educativo, nonché un punto di riferimento per famiglie e bambini da trent’anni!
Questa stessa scuola, solo pochi mesi fa, era stata considerata un centro di eccellenza dalla nostra amministrazione, a seguito di un progetto intitolato “ Una storia, mille storie” realizzato dai bambini ed esposto presso la biblioteca comunale C. Pavese, a Palazzo Pigorini e presentato in un servizio televisivo sulla Rai.
Ci viene adesso detto dopo la chiusura del bando d’iscrizione che da settembre POTREBBE cambiare tutto con una ESTERNALIZZAZIONE: tutte le tate perderanno il loro posto, due delle 8 sezioni saranno chiuse e i bambini spostati in altre sezioni.
Ci viene anche chiesto far domanda di riconferma per il prossimo anno scolastico, basandoci evidentemente su un puro atto di fede! Non sapendo, ad oggi, chi si prenderà carico dei nostri figli.
I numeri poi, che sono le loro motivazioni, perché per questa amministrazione i nostri figli e le maestre sono numeri e il loro valore non viene considerato, sono i numeri poco chiari.
Non si conoscono i dati delle nuove iscrizioni, sappiamo solo che il risparmio è di 603,430 euro, 1,7% della spesa dei servizi per l’infanzia ed è meno dello 0,3% del bilancio del Comune.
Sono certi che non si poteva fare altro, guardando altrove, magari in qualche consulenza risparmiabile, in qualche manifestazione che evidentemente la città non si può permettere?
Tutto questo rientra in un PROGRAMMA chiaro, logico e non ultimo coerente con quelle che erano stati i loro programmi in campagna elettorale?
Le domande sono tante e le risposte non sono arrivate chiare!
Se il problema è, e possiamo crederci, anche il taglio del 20% sulla spesa corrente operata da Roma, allora diciamolo, non parliamo di iscrizioni POTENZIALI e di cali di nascite, quando le liste d’attesa scoppiano e i bandi di iscrizioni, non adeguatamente pubblicizzati, durano solo 15 giorni!
SIAMO PRONTI PER SCENDERE TUTTI IN PIAZZA, ANZI NOI CI SIAMO GIA’!!!!
Confidando, per concludere, che si tratta di IPOTESI come ci è stato detto più volte, perché le parole per noi hanno ancora un valore, e confidando nell’estrazione politica della nostra classe dirigente che predica il dialogo come modello di democrazia, siamo fiduciosi che questo nostro appello verrà accolto: LA SCUOLA TARTARUGA DEVE ESSERE TUTELATA E PROTETTA COME BENE COMUNE DI PARMA, NON VERRA’ SVENDUTA E PREVARRA’ IL RISPETTO PER QUESTA TRADIZIONE, PER LE MAESTRE E PER I NOSTRI BAMBINI, CHE NON DEVONO MAI ESSERE TRATTATI COME MERCE DI SCAMBIO!"

Ed ecco l'intervento del capogruppo Pd Nicola Dall'Olio e del segretario cittadino Lorenzo Lavagetto

 

"Il comunicato dei 5 stelle sulla manifestazione organizzata dai sindacati contro la “riorganizzazione” dei servizi educativi dimostra quanto il MoVimento alla guida del Comune sia ormai totalmente scollegato dal sentire della città e lontano da quel clima di speranza nel cambiamento che lo aveva trascinato alle elezioni del 2012 - scrivono -. Secondo i 5 stelle, la manifestazione di sabato, come già in passato la fiaccolata sul servizio di integrazione scolastica dei disabili, sarebbe stata strumentalizzata dai partiti, in particolare dal PD. E’ ormai evidente che questa storia noiosa e ripetitiva della strumentalizzazione è divenuto un meccanismo di autodifesa per evitare di entrare nel merito delle questioni e guardare in faccia la realtà. Se qualche consigliere comunale di maggioranza fosse stato presente, insieme a quelli di minoranza, si sarebbe accorto che in piazza c’erano soprattutto genitori, educatori, insegnanti venuti liberamente a manifestare la loro preoccupazione per le incertezze sul futuro del servizio per le scuole per l’infanzia".

"Il Sindaco - continuano - da parte sua replica con il solito mantra che non ci sono i soldi, che è tutta colpa dei tagli del governo. Ma qui a mancare sono soprattutto la capacità progettuale e la volontà di ascolto e confronto. La principale lamentela che viene dai genitori è infatti sul metodo, sull’assenza di un reale percorso partecipativo, come era previsto dallo stesso programma elettorale dei 5 stelle. Percorso che nulla ha a che fare con i tagli, in quanto, a differenza dei Consigli di cittadini volontari, sarebbe a costo zero.

Il Sindaco dice che attende proposte concrete e non una semplice difesa dell’esistente, ma ancora una volta confonde i ruoli. Perché è l’amministrazione che ha la responsabilità e il dovere di presentare proposte concrete e un progetto chiaro e definito, una volta ascoltati tutti i soggetti e le parti in causa. Ed è su quel progetto che poi ci si deve confrontare per arrivare infine ad una decisione definitiva il più possibile condivisa.

Ma qui, come per i disabili, come per il Teatro Regio, il progetto non c’è, non si vede. Nonostante sia stato sollecitato più volte, non esiste un documento ufficiale, uno studio che parta dall’analisi dei fabbisogni quartiere per quartiere, che definisca vincoli e opportunità, punti di forza e di debolezza del sistema educativo, aspetti organizzativi da difendere ed altri da riformare, dando infine conto dei criteri e delle ragioni delle scelte.

Ci sono solo dichiarazioni rilasciate alla stampa, comunicati e post su Facebook, cifre che ballano continuamente e che alimentano incertezza e preoccupazione in chi deve organizzare la propria vita familiare cercando di garantire il migliore servizio educativo per i propri figli.

Dopo tre anni di amministrazione ci si attendeva sinceramente qualcosa di più. L'inesperienza non può più essere utilizzata come giustificazione. E non basta gridare alla strumentalizzazione per coprire un’evidente incapacità di ascolto e di progetto. Non ci crede più nessuno.

 

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