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Alcol: Genitori, apriamo gli occhi e chiediamo aiuto

La lettera della mamma di una giovane che ha rischiato grosso per una intossicazione alcolica

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«Una mamma». Si firma semplicemente così l’autrice di una coinvolgente lettera arrivata ieri in redazione, nella quale si ripercorre l’ansia che un genitore può provare solo durante un’inattesa corsa contro il tempo per salvare la vita della propria figlia. Una ragazza come tante altre finite al pronto soccorso pediatrico con una «diagnosi inaspettata di intossicazione alcolica. Cade un mondo addosso, mille domande». È una botta pazzesca. Finché nella signora, la quale in realtà confida il proprio nome affidandosi al buon senso di non dichiararlo pubblicamente, il desiderio di sedersi davanti ad una tastiera per l’amaro ricordo è arrivato dopo la lettura di un recente articolo di Monica Tiezzi a proposito di un crescente e apparentemente incontrollabile fenomeno: l’alcolismo tra gli adolescenti.
Sua figlia «non aveva mai bevuto, non è mai arrivata a casa ubriaca, non aveva mai dato segnali di comportamenti al di sopra delle righe». Eppure un giorno, all’improvviso, squilla il telefono di casa. E solo una volta raggiunta la ragazza che «in compagnia dei compagni di classe, adolescenti tutti, ha pensato di festeggiare bevendo alcolici» senza apparente motivo se non la ricerca del divertimento, la madre preoccupata si rende conto che quel «“non stare bene” stava assumendo un significato ben più grave». La corsa al pronto soccorso è drammatica, col cuore in gola. La diagnosi dei medici un macigno.
E così, oltre al terrore per la salute della figlia, trovano spazio anche altre sensazioni. Perché gli adulti non si accorgono di nulla? C’è da riflettere. «Ho apprezzato molto la proposta della dottoressa Di Gennaro di rendere operativa la collaborazione tra il Centro di Alcologia ed il Pronto Soccorso Pediatrico - continua la lettera-. Mi tranquillizza sapere che nel nostro Ospedale, a differenza di molti altri, c’è un Centro di Alcologia e che problematiche così urgenti possano essere affrontate evitando risvolti anche drammatici». Per fortuna, per approfondire meglio la conoscenza di questo fenomeno tra i più giovani, guardando avanti nella ricerca per la prevenzione, ci sono luoghi e professionisti sempre in prima linea, con grande preparazione. Così come in caso di emergenze. «Grazie Direttore, perché quell’articolo mi ha fatto capire che mia figlia, pur non essendo un alcolista, ha rischiato la vita e non solo a causa dell’alcol» è l’ultima considerazione, prima di un invito importante: «Genitori apriamo gli occhi, documentiamoci e chiediamo aiuto senza vergogna! Nel nostro Ospedale ho trovato, e sono a disposizione di tutti, medici e psicologi preparati e strutture adeguate in grado di ascoltarci, consigliarci e curarci!». b.f.

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  • Francesco

    01 Settembre @ 05.03

    brundofrancesco@libero.it

    Questo è il frutto lasciato nascere sotto la tv che ha fatto da baysitter, dove ai figli non gli insegna il no prima del si, dove tutto è permesso, dove si diventa grandi solo nel fisico e non nel cervello, dove strasgredire è di "moda" senza saperne le conseguenze, dove bere è la manifestazione della virilità non del buon senso e della crescita mentale, bere per piacere non per dovere.... amen.

    Rispondi

    • giuseppe

      01 Settembre @ 10.22

      Sottoscrivo parola per parola, Francesco! Mi fa piacere riscontrare che esistono ancora persone equilibrate e di buon senso come lei, pure in questa arida civiltà votata (anzi, venduta) alla più frivola apparenza!

      Rispondi

  • Falcon

    31 Agosto @ 18.36

    Possiamo anche tenere gli occhi aperti ma gli aiuti da parte delle Istituzioni sono veramente scarsi.Provate a chiedere cosa succede nelle discoteche, dove in barba alle norme che lo vietano, forniscono consumazioni di alcolici e superalcolici a qualsisi eta, scimmiottando un finto controllo.E fuori dalle discoteche che si vedono questi Bambini, perché è questo che sono ancora a 15 16 17 anni, con bottiglie di vino birra e superalcolici che gia barcollano.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    31 Agosto @ 17.49

    I PRONTO SOCCORSO , DA CHE MONDO E' MONDO , SONO SEMPRE STATI PIENI DI UBRIACHI , specie in certe sere della settimana ed in certi giorni dell' anno . A Capodanno , a volte , non bastano le barelle ! Sono una croce per Medici ed Infermieri perchè , talvolta , sono violenti , e voi capite bene che , per chi deve occuparsi di ammalati , magari anche gravi , trovarsi aggredito da un imbecille sbronzo non è il massimo . Qualche volta , per toglierseli dai piedi , finiscono ricoverati al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura , anche se , in realtà , veri ammalati di mente non sono . Il Pronto Soccorso "pediatrico" non è niente in confronto al Pronto Soccorso "generale" . Al "pediatrico" non dovrebbero arrivare pazienti di età superiore ai quattordici anni . Dispiace che le ambulanze debbano restare impegnate per cose di questo genere , mentre , magari , ammalati e feriti aspettano .Una volta arrivò al Pronto Soccorso (generale ) un ometto piccolo sui cinquantacinque . sessant' anni , trovato a terra in mezzo alla strada, senza documenti . Era d' estate ed indossava un paio di "jeans" ed una maglietta a righe orizzontali , per cui il Personale del Pronto Soccorso lo soprannominò " Popeye" , "braccio di ferro" . Dormiva della grossa e puzzava di vino più di una cantina sociale. Poichè non esiste un antidoto dell' alcool che faccia scomparire la sbronza all' istante , fu tenuto in osservazione per il monitoraggio delle funzioni vitali. Ad un certo punto il Medico che lo seguiva lanciò un urlo : "Popeye ha smesso di respirare ! " . Oh accidenti ! Il polso c' era ancora . Tubo in trachea e respiratore meccanico ! Popeye è stato in Rianimazione due giorni prima di svegliarsi . COMUNQUE , SIGNORA "B. F." , SE MI LEGGE , STIA ATTENTA A NON "PSICHIATRIZZARE" SUA FIGLIA perchè s' è presa una "ciucca" coi suoi amici ! Stia attenta che il rimedio non finisca per essere peggiore del male ! Probabilmente sua figlia , più che un' alcoolista , è una sciocchina. Gli alcoolisti veri , quelli brutti , quelli duri , bevono da soli.

    Rispondi

  • giuseppe

    31 Agosto @ 17.06

    Il dilagare dell'alcolismo (e di altri veleni) tra i giovani e i giovanissimi è una autentica PIAGA SOCIALE! Anche se ora i soliti "trasgressivi alternativi" (spesso gestori di locali) mi daranno del bigotto perché, si sa, i giovani hanno diritto di divertirsi in qualsiasi modo, anche rischiando la vita. La mia esortazione, invece, è sempre la stessa: ragazzi, disertate in massa i pub e le discoteche per affollare i parchi e le palestre (in inverno) e crescerete sani (fisicamente e mentalmente e felici). Poco ma sicuro.

    Rispondi

    • Pasquale

      31 Agosto @ 18.57

      Parole sante. Andate in palestra. E se bevete bevete poco e di alto livello.

      Rispondi

  • Viola

    31 Agosto @ 16.14

    Ora è di moda per i giovani bere fino a stare male, una volta era di moda prendere, quando serviva solenni schiaffoni. Ecco ,era meglio la moda di una volta.

    Rispondi

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