gita fuori porta

Gonzaga. Antiquariato da principi

Il 2 giugno, dall'alba al tramonto, centinaia di bancarelle nelle piazze: dagli abiti vintage ai dischi, alle ceramiche

Gonzaga. Antiquariato da principi
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In viaggio nella Bassa mantovana, nel paese che ha dato origine al più famoso casato di questa terra: stiamo parlando dei Gonzaga, il cui nome viene proprio da questa cittadina. E Gonzaga giovedì 2 giugno, festa della Repubblica, ospita il tradizionale mercato «C'era una volta», antiquariato e non solo. Le bancarelle invadono piazza Matteotti, il salotto di Gonzaga, la confinante piazza della Vittoria, piazza Castello e il dedalo di vie che portano a questi luoghi.
MERCANZIE DI OGNI GENERE
Ambulanti dappertutto e con mercanzie di ogni genere: dai mobili alle ceramiche, dai giornali alle riviste d'antan, alle locandine delle pellicole, meglio se degli anni '50 o '60, per continuare con i dischi in vinile - proprio curiosando tra queste bancarelle non è difficile incontrare artisti famosi in passato a caccia dei loro successi - e la bigiotteria, ma di qualità (c'è una signora che la fa arrivare addirittura da Parigi), che strizza l'occhio agli anni Sessanta e Settanta. Come per l'abbigliamento: anche fuori stagione, come può essere per l'evento del 2 giugno, è possibile trovare pellicce. E, naturalmente, borse griffate, abiti vintage, scarpe. Insomma proprio tutto per rifarsi il guardaroba. Certo al visitatore occorrerà tempo e soprattutto molta pazienza per girare tra i numerosi banchi a caccia dell'oggetto che sogna da tempo: ma, alla fine, qualcosa di unico lo troverà certamente. Parola di chi ha già vissuto questa situazione.
ARRIVO IN PIENA NOTTE
Gli ambulanti arrivano da tutta Italia, addirittura in piena notte. «Sono arrivata una volta alle tre del mattino - racconta una signora che, con la sua bancarella, è un'habituée di Gonzaga - e alcuni erano qui. La dislocazione, lo ricordo, è fondamentale: per essere visibili e soprattutto facilmente individuabili. Visto che, certamente ognuno di noi, può contare su una clientela affezionata».
NUCLEO STORICO
E' proprio così perché l'appuntamento di Gonzaga - che si tiene nelle festività come il lunedì di Pasqua, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno e tornerà domenica 24 luglio - può contare su un nucleo storico di visitatori: persone che non si perdono nessuna edizione del mercatino e stabiliscono con gli ambulanti un contatto continuo. Con promesse di acquisto anche post-datate.
«C'era una volta», lo ricordiamo, è organizzato dal Circolo filatelico, numismatico e hobbistico di Gonzaga che ha disciplinato con un regolamento lo svolgimento della manifestazione, i cui proventi vanno in beneficenza.
FIERA MILLENARIA
Ma Gonzaga, prima del mercatino dell'antiquariato, era già conosciuta in tutta Italia per la sua Fiera millenaria, le cui origini risalgono al IX secolo, appuntamento di rilevanza nazionale che richiama, a settembre, allevatori e agricoltori da ogni parte del nostro Paese e anche dall'estero. Gonzaga, come già detto, è nota anche per avere dato i natali a quella famiglia Corradi che, una volta conquistato il potere a Mantova, cambiò il proprio nome con quello del paese d'origine: i Gonzaga.
Una cittadina ricca di storia, non solo per il glorioso nome del casato. Gonzaga, infatti, aveva un castello di origine medievale: venne edificato nel XIII secolo dai conti Casalodi per proteggere la popolazione dalle scorrerie degli Ungari e passò quindi ai Gonzaga che lo dotarono di sette torri e contrafforti. Come abbiamo già accennato la bella piazza porticata domina il «cuore» della cittadina, in fondo alla quale dominano le due torri quattrocentesche, unici resti dell'antico castello: la maggiore, con sopraelevazione cinquecentesca, è una delle più belle di tutto il Mantovano. Di pregevole bellezza anche il convento di Santa Maria, fondato dal religioso Gerolamo Redini di Castel Goffredo e appartenne alla Congregazione degli Eremiti di Santa Maria in Gonzaga. E' datato attorno al 1490. Proprio quest'anno, inoltre, Gonzaga festeggia i 150 anni dall'ingresso nel Regno d'Italia (poi diventato Repubblica) dopo la vittoria nella Terza guerra d'Indipendenza.
QUI GIRO' ANCHE PASOLINI
Infine una curiosità cinematografica: nel 1975 Pier Paolo Pasolini girò proprio a Gonzaga, nella piazza principale e in quelle vicine, alcune scene del suo film «Salò o le 120 giornate di Sodoma»: prima la drammatica uccisione di una donna e poi i rastrellamenti effettuati dai tedeschi.

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