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IL CASO

Gli ospiti della Rems: «Veniteci a trovare, poi ci giudicherete»

Gli ospiti della Rems: «Veniteci a trovare, poi ci giudicherete»

Ospiti e operatori della Rems con il sindaco Azzali e i consiglieri Bertoli e Pellegri

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Una merenda con torta salata, aranciata e dolci per stemperare le tensioni, esterne, degli ultimi giorni. Una lunga chiacchierata in giardino sotto il sole, disposti in cerchio, insieme agli ospiti della Rems – tra loro anche l’uomo che si era allontanato il primo maggio - per raccontarsi, conoscersi meglio e gettare le basi di progetti da portare avanti insieme per una struttura in dialogo con il territorio.

Dopo le polemiche per i due allontanamenti i consiglieri comunali di Mezzani Alfio Bertoli, per la minoranza, e Giovanni Pellegri, per la maggioranza – insieme al sindaco Romeo Azzali – sono stati accolti all’interno della Rems di Casale.

Per loro un paio di ore a diretto contatto con gli ospiti, visitando le stanze della struttura. Poi una lunga chiacchierata in giardino.

«I cittadini di Mezzani e non solo – ha spiegato il direttore del dipartimento di salute mentale Pietro Pellegrini – potranno visitare la Rems quando vorranno. Basterà prendere accordi con la struttura per entrare all’interno, conoscere gli ospiti e vedere da vicino, con i propri occhi, le attività che vengono organizzate. La Rems vuole essere un acquario, trasparente per i cittadini. L’attenzione dimostrata dai cittadini di Mezzani in queste settimane è per noi un fatto positivo. Dimostra che siamo in un territorio responsivo, in una realtà di paese ancora attenta a quello che accade sul proprio territorio. Già solo in città la situazione è ben diversa. A Parma nessuno si sarebbe accorto degli allontanamenti, qui invece c’è un tessuto sociale attivo ed attento e per noi questo è un valore aggiunto».

La responsabile della struttura Giuseppina Paulillo e gli operatori hanno poi illustrato il calendario di attività che vengono svolte ogni settimana: dalle attività di gruppo a quelle individuali tra corsi di teatro, cineforum, momenti ludici e di attività terapeutica, cura del verde e dell’orto della struttura e poi ancora cucina ed attività musicali oltre ad uscite in gruppo o individuali.

«Il concetto primario è quello della dignità umana – hanno spiegato gli operatori - Noi parliamo di ospiti proprio perché vogliamo che la loro presenza in struttura sia transitoria. La Rems non è un carcere, ma una struttura sanitaria dalla quale le persone non devono scappare, ma compiere un percorso per uscire a testa alta dalla porta principale. Stiamo compiendo un passaggio storico che un domani potrebbe essere ricordato come l’epoca di Basaglia per gli ospedali psichiatrici. L’aspetto fondamentale, anche per evitare allontanamenti che restano sempre possibili, è quello di prevedere adeguati percorsi di cura. Gli invii in struttura devono essere valutati attentamente e gestiti nel modo adeguato e l’ospite deve essere preparato ad iniziare un percorso di cura con noi».

«Qui si sta bene – confermano gli ospiti - Come abbiamo scritto in un testo vogliamo stupire, in positivo, i cittadini. Chiediamo alla gente di non essere giudicati per sentito dire, ma solo dopo averci conosciuto».

Ora nuovo slancio ai progetti verso l’esterno. Tra questi anche quello di istituire un premio letterario, aperto a tutti, dal titolo «Potremmo stupirvi in positivo» nel quale affrontare i temi dell’inclusione. C’è poi l’idea di coinvolgere i consiglieri comunali per favorire il dialogo con i territori di provenienza degli ospiti della Rems per non far cadere nel vuoto il lavoro svolto nella struttura di Mezzani.

Al termine della visita positivo il commento del consigliere di opposizione Bertoli: «la struttura sembra del tutto idonea al proprio scopo – ha commentato il consigliere che tra l’altro ha lavorato per dieci anni nel settore psichiatrico -. Gli allontanamenti, purtroppo, fanno parte dei rischi di queste strutture. Qualche dubbio mi resta in merito alla scelta di un paese piccolo come Casale. Prevedere una struttura simile in una realtà più grande, come Colorno o Sorbolo, avrebbe forse offerto qualche opportunità di inclusione in più agli ospiti potendo contare su una rete di servizi più ampia».

«Non c’è da spaventarsi – ha aggiunto Pellegri – è importante conoscere».

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