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Parma XL - Frane: la Montagna che non si arrende

Lunghi mesi di frane e di emergenze, ma anche di tenacia e dignità - La cronaca e i video

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Parma XL è una nuova sezione del nostro sito: articoli "extralarge" e contributi multimediali (anche con i video della redazione del Tg Parma), per approfondire e capire meglio i temi di Parma, al di là del succedersi frenetico delle singole notizie. Oggi facciamo il punto sulla situazione delle frane, e delle tante vecchie e nuove ferite del nostro Appennino, ormai due decenni dopo la grande e storica frana di Corniglio.

La frana storica degli anni ‘90: Corniglio
il 27 gennaio del 1996 la parte produttiva di Corniglio, che vantava diversi salumifici, il centro sportivo, il cimitero nuovo e il quartiere/frazione di Linari è stato investito da una frana, classificata in quel momento come la più profonda d'Europa. La strada per diverse frazioni fu interrotta per anni. Fu abbattuta una pineta centenaria e furono demoliti 5 salumifici, una cinquantina di abitazioni e diverse attività commerciali con inestimabile danno economico per la vita del paese e del comune. (da Wikipedia)

Oggi le frane segnalate nel Parmense sono circa 400. Un terzo del dissesto idrogeologico regionale è targato Parma, e si traduce nella necessità di fondi per 86 milioni: cifre largamente superiori a quelle effettivamente disponibili (la Regione ha già stanziato 5 milioni, e questo è l’intero importo previsto nel bilancio 2014…). Il Parmense si è affacciato alla primavera con una situazione di 5 strade provinciali chiuse e altre 7 a senso unico alternato. Un piccolo esempio della distanza fra le priorità da affrontare e le risorse a disposizione: nella Bassa il solo ponte del Diavolo di Gramignazzo richiederebbe lavori per 2,6 milioni.
Ma è soprattutto l'Appennino che in questi ultimi 12 mesi ha pagato un tributo altissimo. Questa cronaca cerca di riassumere i fatti principali di 12 mesi da incubo, ma vuole anche e soprattutto essere un omaggio alla nostra Montagna che non si è mai arresa, e alla straordinaria gente che la abita (anche se in qualche caso ha dovuto abbandonare in fretta e furia le proprie case) e che si è subito rimboccata le maniche per ripartire. E che noi non dobbiamo lasciare sola…

2013
Già alla fine dell’inverno non mancano le situazioni critiche sul nostro Appennino. “Apriamo la porta e davanti alla casa c’è un abisso” è l’eloquente racconto dei fratelli Zermani a Musino, frazione di Bore.
Ma è fra il 7 e l’8 aprile che il dramma della montagna parmense esplode in tutta la sua drammaticità. a Boschetto di Tizzano.
VIDEO - Tg Parma 8 aprile 2013: “La frana ingoia la Massese”

E’ solo l’inizio: tre giorni dopo non c’è più la strada che conduce a Schia da Musiara inferiore: la strada del Mulino, un nome da favola per un luogo incantevole e abitato da gente bella. E anche le altre notizie sono sconfortanti: Pietta si affaccia sul nulla, e a Boschetto c’è ormai un fiume di acqua e melma al posto della carreggiata, con 4 famiglie isolate a Lasagnana. Il racconto del Tg Parma stringe un nodo alla gola
VIDEOTg Parma 8 aprile 2013: “Viaggio nella montagna che si mangia le strade”   

 

E’ un aprile di grande sofferenza. Chiudi un fronte (dopo due settimane Schia, Capriglio e Casagalvana non sono più isolate grazie alla riapertuta della strada Belvedere nel Tizzanese ad opera della Bonifica) e immancabilmente se ne apre un altro in un’altra zona del Parmense: Monticello, nel Felinese, rischia di rimanere isolata. E a Sauna non si riesce neppure a dormire: “La terra continua a muoversi notte di paura”. Arriva perfino il Gabibbo di Striscia la notizia.
A fine aprile il presidente della Provincia Bernazzoli lancia l’allarme : “E’ in pericolo il sistema economico”. Ma l’Appennino ferito non si limita certo ai lamenti: la Montagna parmense si è già rimboccata le maniche e si è rimessa al lavoro. Si parla anche di un fondo economico, mentre nuove emergenze vengono segnalate da vari fronti: danni a due edifici di Case Pesci di Berceto, cresce il livello dell’acqua del “lago” di Pessola (formato da una frana che ha invaso il torrente in comune di Varsi), 4 case isolate a Rampata di Neviano, strada chiusa a Mediano. Quella che gazzettadiparma.it ha raccontato pochi giorni prima è davvero un’isola sospesa nell’incubo
VIDEO - Boschetto-Schia: odissea tra le frane (di Chiara Cacciani)

Ma già un nuovo incubo si è materializzato a Corniglio, nella frazione di Sauna:
“Si fa fatica a riconoscere il nostro paese”
VIDEO - Tg Parma 29 aprile 2013 : “Il crollo di una casa a Sauna”
Nel dramma, anche la storia quasi miracolosa della maestà sulla collina, risparmiata dalla terra che si muove impazzita.

La storia - Sauna: la frana non tocca la maestà

Però nei giorni successivi la frana di Sauna raggiunge il rio Lucconi e si teme un effetto trascinamento che sarebbe la rovina del paese (e Angela Riboldi, 71 anni, solo dopo alcuni giorni trova il coraggio per uscire, e le vengono le lacrime agli occhi ma dice “La solidarietà è la nostra speranza”) ; a Tizzano resta in primo piano la situazione del ponte di Antria; A Solignano il dissesto minaccia la rete dell’acquedotto; a Neviano e frazioni ancora molte strade chiuse. E poi ancora, passando da un comune all’altro, Agna, Pessola, La Ripa…fino al Salsese (6 frane: da quella “storica” di via Rimenbranze a Montauro e Bargone, mentre la strada di San Vittore sarà ripristinata a inizio luglio).
Ma per capire quello che c’è, dietro le cifre e le notizie, occorre vedere la foto, sulla Gazzetta del 29 aprile, con i volti di Marisa Rabaglia con la mamma Rina, dopo l’evacuazione e l’abbattimento della loro casa: “lì dentro i nostri ricordi più belli: una persona non può spiegare cosa prova in un momento come questo in cui tutta la tua vita viene cancellata”
Inizio di maggio. A Sauna nuove crepe e nuove demolizioni. Arriva il vescovo Solmi, che porta agli abitanti (anche di Capriglio) parole di conforto, e invita tutti a “rimanere coesi”. Un altro ma non meno importante conforto arriva tre giorni dopo da un incontro con amministratori e tecnici per fare il punto Della situazione: agli abitanti viene spiegato che “il paese non rischia”.
Intanto a Tizzano, con un eloquente video, i sindaci denunciano la drammaticità della situazione e chiedono un intervento del governo, sperando anche nell’impegno promesso dai parlamentari Pagliari e Maestri. Un altro tipo d’aiuto, intanto, arriva lunedì 6 da una equipe di psicologi, che incontra la popolazione per portare un aiuto a chi vive un simile dramma. Fra le lacrime degli altri abitanti, uno di loro, Tonino Ferrari, dice: “La frana ci farà piangere, ma nessuno deve mollare”
Ma ancor più eloquente è la protesta di due giovani assessori (Matteo Cattani e Serena Brandini), che in silenzio e davanti ai vasi con la terra delle frane di Tizzano e Corniglio chiedono in uno striscione: “La nostra terra frana, la nostra gente piange. Governo, dove sei?”. I due giovani, in precedenza, hanno anche lanciato appelli su facebook, convinti che “la nostra gente ce la farà” (videointervista).

Ma il bollettino dell’angoscia non è ancora finito. E a maggio alle tante emergenze si aggiungerà quella di Capriglio, ancora una volta nel Tizzanese.
VIDEOViaggio a Sauna e Capriglio, fra macerie e orgoglio (Chiara Cacciani , 22-5-2013)

Mercoledì 8 maggio – Sauna: abbattuta una villetta, anche questa di proprietà della famiglia Rabaglia.
Giovedì 9 maggio, ore 17.20: un boato scuote Sauna. E’ la casa della famiglia Magnani, annessa all’azienda agricola e destinata alla demolizione: la frana, ora, l’ha sbriciolata. E certo è altrettanto sconsolante che, lo stesso giorno, sulla Gazzetta compaia un intervento dell’assessore provinciale Ugo Danni, per il quale “i progetti per la difesa del territorio ci sono, ma mancano i finanziamenti”. Per fortuna, il giorno successivo una buona notizia arriva da Roma, via Bologna: il governo ha stanziato una prima tranche di 14 milioni di euro per la Regione. E questo consentirà di avviare i lavori per la variante di Boschetto: “non sono molti soldi, ma possiamo iniziare a rialzarci” è il commento dei sindaci della Montagna.
Altri fondi arriveranno dalla solidarietà comune di industriali e sindacati-lavoratori: un’ora di lavoro sarà donata dai dipendenti, e la cifra sarà raddoppiata dai proprietari delle aziende.
E in quello stesso giorno, la speranza ha anche il volto di una cartina, pubblicata dalla Gazzetta, che mostra il progetto per la variante di Boschetto: nel Parmense in ginocchio, uno dei primi obiettivi per rialzarsi è ripristinare la Provinciale ora spaccata in due.
Solo a Corniglio, a metà maggio, il conto degli interventi per le emergenze risulta di un milione e mezzo. E reperire le risorse non è facile: un mese dopo, ancora in piena emergenza, l’assessore Fellini annuncia interventi sulla viabilità per 1,4 milioni (“risposte concrete nonostante la crisi”). Due priorità: sp74 Staiola e sp15 Armorano-Berceto
Nel’estate sullo scenario delle frane ci sono anche importanti storie di solidarietà: “Insieme per Sauna”, mettendo insieme imprenditori, associazioni e semplici gruppi o privati, ha raccolto 35mila euro, per le due famiglia (Magnani e Rabaglia) in difficoltà. Ma c'è un dolore che va oltre i soldi: a metà giugno muore Giovanni Rabaglia, dopo 50 giorni di silenziosa amarezza per aver visto demolite le case che aveva lui stesso costruito, per sè e per i figli.

Nella gara della solidarietà, scenderà in campo il Taro Taro Story, che fa “rivivere” la storica discoteca degli anni ’70, con una festa a beneficio dei territori di Tizzano e Capriglio. Tizzano, suo malgrado, sarà scelta in luglio anche come terreno di studio per 50 geologi emiliani, a convegno e in visita sul territorio più colpito.

Però nel frattempo, e a tempo di record, importante e simbolica è la riapertura – seppur grazie ad un bypass provvisorio – della Massese (Video Tg Parma 22-8-2013)
Anche Ferragosto porta una buona notizia: Governo e Regione hanno messo a punto l’iter per i contributi con cui rimborsare le aziende colpite dagli eventi di gennaio-aprile. Una boccata d’ossigeno, in particolare, per la famiglia Magnani a Sauna e per le aziende Pellegri di Capriglio. Ma non solo.
A fine agosto a Capriglio: parte il drenaggio sulla frana che minaccia il ponte di Antria. Gianfranco Larini (del Servizio tecnico di bacino): “Cercheremo di ricostruire l’alveo del torrente Bardea che ora non esiste più. Ma questo è solo per l’emergenza: poi occorreranno altri lavori”. 19-9- 350 mila euro per la Pratolungo-Capriglio stanziati dalla Regione. Il sindaco Bodria: salva la stagione sulla neve a Schia. E un altro segnale di reazione e rinascita, cinque giorni dopo, è il via ai lavori della Musiara Superiore-Schia, altro collegamento importante verso la stazione sciistica.
Ma tanti problemi restano. A Boschetto, a metà settembre, le cronache riportano l’amarezza della famiglia Magri. Maurizio: “Sembriamo invisibili, non esistiamo per nessuno. Viviamo a Langhirano, ma ogni giorno torniamo qui a Boschetto, nella nostra abitazione sull’orlo del baratro”. Una situazione che non si risolverà nei mesi successivi, e che si trascina anche nell'anno in corso. E perfino nei giorni del Natale c'è la cronaca di un crollo: a Cornolo di Bedonia, dove viene evacuato un 77enne che vi abitava.

2014

Nel 2014, l’emergenza frane ha soprattutto i volti degli abitanti di Pietta di Tizzano: il paese sull’orlo del baratro (fotogallery). E poi, quasi ad ogni pioggia, riparte il bollettino:
19-1- Centomila euro per Torre di Chiastre. E’ la somma stanziata da Comune di Calestano e Servizio tecnico di bacino per i primi interventi urgenti, per proteggere i centri abitati e la strada provinciale. La buona notizia è che la frana ora è ferma, ma nello stesso giorno il bollettino parla di sassi caduti sulla provinciale a Ceretolo, del crollo di un muro secolare di sostegno alla chiesa di Cedogno e del Ponte di Isola di Bedonia sgomberata dai sassi, evitando così la chiusura, e della frana di Curatico (Corniglio) che si è riattivata e mette paura (ma anche qui la gente non molla: a inizio febbraio la strada di Curatico è riaperta). Ma poi ancora…ecco una cronologia solo parziale, ma che dà l'idea del succedersi delle frane e delle piccole o grandi emergenze nel giro di un mese:
12-2- Borgotaro: la frana di Ostia contro una casa ed un capanone
13-2- Borgotaro: si aggrava la frana di Boceto
14-2 – Calestano: emergenza frane anche a Ronzano

18-2- Bardi: 7 frane in 10 chilometri

19-2- Frane e viabilità: 1.400 chilometri di emergenze. Sempre in febbraio, a Tizzano c'è perfino la frana in piazza Roma che fa chiudere la trattoria al centro del paese

9-3- A Torre di Traversetolo case a rischio
10-3- Salso, frana di Montauro: partono i lavori per ripristinare la strada.
12-3 – Bedonia: evacuata una casa a Momarola
15-3- Neviano: si è rimessa in moto la frana di Ceretolo. A rischio una vigna ed un palo della linea elettrica
E sono solo alcune delle tante notizie...

Come dicevamo all’inizio, le frane nel Parmense oggi superano quota 400: 400 piccole o grandi ferite.
Ma la Montagna non si arrende, neppure fra le mille difficoltà che a volte la burocrazia aggiunge a quelle della natura, come documentato nel servizio di Marco Balestrazzi per il Tg Parma.
VIDEOTg Parma 31-3 -2014 – A Boschetto un anno dopo, fra incertezza e voglia di lottare   E sulla Gazzetta di fine marzo il titolo è "Dopo il maltempo ecco i cantieri", anche se subito dopo riprende il bollettino delle emergenze: si risveglia la frana del Micone a Fornovo in aprile: chiusi tratti di strada in Valtermina in maggio, mentre a Castelmozzano la frana si mangia la terra sotto la chiesa di San Giacomo......E a Boschetto di Tizzano, un anno dopo, i Magri e i Signifredi sono ancora a ripetere: "Vorremmo solo sapere se torneremo a casa" (video).

Anche l'estate presenta un conto salato: nel Nevianese, ad esempio, il turismo è in ginocchio: l'asfalto martoriato scoraggia l'afflusso verso le feste della zona. E il conto delle frane è salate anche verso valle: a Traversetolo, i lavori per la frana di via 24 maggio richiederanno 140mila euro. In agosto c'è perfino la "rivolta dei medici": Stefano Daolio e Silvia Mantovan parlano delle strade dissestate come di un "pericolo per noi e per i pazienti".

E a Capriglio l'inizio di settembre è ancora "sull'orlo della frana", con la rabbia di Massimiliano Manici: "Siamo arrabbiati con la Regione. Dicono che non hanno i fondi, ma con quello che pago di tasse ci sono i soldi per mettere in sicurezza il paese". Certo non può essere d'aiuto l'ormai agonizzante Provincia, che proprio negli stessi giorni lancia il suo allarme rosso: "Non ci sono soldi per gli interventi". UNa risposta dalla Regione arriverà l'11 settembre: 2,7 milioni, uno dei quali per il ponte di Gramignazzo, mentre al Tizzanese vanno 610mila euro. "Risorse troppo scarse" è la risposta della Montagna che una settimana dopo incontra a Langhirano il direttore regionale della Protezione civile Mainetti. I deputati Romanini e Maestri, pochi giorni dopo,  rivolgono un appello al governo.

Ottobre 2014: alluvione in città e nuovi disastri in montagna - A metà ottobre a "rubare" senza volerlo la scena è Parma città, per la disastrosa piena del Baganza. Un evento preceduto da una bomba d'acqua in alta Val Taro e soprattutto dagli allagamenti nel Cornigliese, mentre a Calestano la situazione è tale da far saltare la prima domenica dell'importantissima Fiera del tartufo. Una nuova e drammatica ferita per una larga fetta del nostro Appennino, cui si aggiunge la rabbia degli abitanti di Bosco per la nuova provinciale ancora inutilizzabile: E poi Valmozzola, Santa Maria del Taro, Bore, Castelmozzano, Val Toccana. La Gazzetta dell1'' dicembre raccoglie lo sfogo dei titolari della trattoria di Mozzano: "Costretti a chiudere per le frane".......

 

2015

Anche nel 2015 bastano pochi giorni per registrare un'emergenza: cede la provinciale del Centocroci. Si apre una voragine di circa un metro: inevitabile la chiusura parziale, con disagi in tutta la zona e pronto intervento di operai e tecnici.

L'eredità di Big Snow - E' un inverno durissimo, anche per la maxi-nevicata che fa notizia soprattutto in città ma lascia ovviamente tanti problemi in tutto il parmense. E mentre la Regione stanzia 300mila euro per Pietta, la sequenza delle nuove emergenze non sembra mai interrompersi: Calestano a rischio isolamento - Bardi: emergenza strade - Una frana sta dividendo Val Baganza e Val Sporzana - Bazzano: fattoria evacuata (video)  - Monte Ardone: una voragine sulla strada .... e anche il primo giorno di primavera, quasi simbolicamente, porta la notizia di Una nuova e grande frana a Gavazzo di Traversetolo.

Poi ancora: isolata Bersatico (Lesignano), inghiottita la strada di Vigolone (Calestano), frana davanti alle case: paura a Gavazzo (Traversetolo)

E bastano alcuni giorni di pioggia in aprile per rendere necessari, al ripristino della viabilità, altri 700mila euro. Ma ogni tanto c'è anche qualche notizia positiva, come l'avvio degli interventi di consolidamento nel Tizzanese, nelle frazioni colpite dal'emergenza di due anni prima (finanziamento complessivo 570mila euro stanziati in particolare dalla Regione).

Insomma, una battaglia durissima e quasi senza tregua. Ma anche una lezione di dignità, pazienza e coraggio: non lasciamo sola la nostra Montagna.

 

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