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Vacanze in auto: 10 consigli per l'esodo

Arrivano i weekend "caldi" sulle strade. Ecco tutto quello che è bene non dimenticare

Vacanze, l'auto fa gli straordinari: 10 consigli per viaggiare al meglio
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Vacanze «fai da te»? Ottima idea, in barba a un vecchio spot pubblicitario. Purché non si dimentichi di caricare in auto anche il…cervello. Proprio l’automobile è il mezzo di trasporto che la maggioranza dei parmigiani – e degli italiani in generale – ha individuato come compagno di viaggio per le agognate ferie estive. Indipendenza dagli orari, flessibilità di itinerario, la comodità – in molti casi - di giungere sin sotto l’ingresso dell’hotel, del villaggio o della casa vacanze. Tuttavia abbandonare in auto la città a cavallo tra luglio e agosto, quando cioè sulle maggiori arterie stradali sventola «bandiera rossa», richiede di adottare una soglia minima di buon senso e fantasia. Pena, il «downgrade» del proprio viaggio da vacanza ad «odissea». Traffico da evacuazione metropolitana e temperature da Parigi-Dakar, ma non solo. I fattori in grado di trasformare un gradevole trasferimento in una Caporetto da libri di storia includono anche la sfera regolamentare, la tutela della salute dei passeggeri, in generale una cultura della mobilità che proprio in casi estremi come il classico esodo di mezz’estate viene sottoposta al più severo degli «stress test». Di seguito, un semplice (e mai banale) decalogo per non rimpiangere di aver preferito l’auto al treno. Per non dire, addirittura, il mare alla piscina comunale.

1. Rosso di sera…

Sempre si verifichino per tempo le condizioni meteorologiche. Sia all’arrivo, sia lungo il tragitto. L’offerta di siti internet e «app» tematiche è abbondante: meglio affidarsi ai servizi istituzionali piuttosto che ai portali di natura commerciale. Consultando il meteo, si potrà tenere a portata di mano l’abbigliamento adatto per affrontare eventuali sbalzi di temperatura da una sosta a quella successiva.

2. Quando il diavolo ci mette la «coda»
Per risparmiarsi il classico rimprovero da moglie: «Te l’avevo detto». Talvolta, la strada per alcune località di villeggiatura è obbligata. E in caso di incolonnamento, non esistono alternative a una logorante marcia a singhiozzo (quando va bene). Nell’anno dei Signore 2016, tuttavia, gli strumenti per aggirare gli imbottigliamenti autostradali sono troppi, per poter perdonare al «macchinista» un’eventuale scelta infelice. Come per il meteo, si monitori il grado di scorrevolezza del traffico sia prima di ruotare la chiave di accensione, sia durante la guida. Attraverso la radio, la funzione TMC del navigatore, oppure le numerose «app» digitali gratuite dal proprio smartphone.

3. «Take action»
Ascoltare gli aggiornamenti sul traffico non serve a nulla, se poi non si ha spirito di iniziativa e non si imbocca per tempo l’ultima uscita autostradale utile. Meglio allungare il tragitto di qualche chilometro, piuttosto che trascorrere ore incolonnati: la qualità del viaggio è comunque migliore, in più si può cogliere l’occasione di conoscere itinerari nuovi e attraversare località di campagna che spesso riservano piacevoli sorprese paesaggistiche o monumentali. E magari, ispirano una sosta gastronomica fuori programma.

4. Sei quello che mangi
A proposito di alimentazione: il principio secondo il quale guidare a stomaco pieno induce sonnolenza e ostacola la corretta digestione vale a maggior ragione in caso di viaggi lunghi e afflitti da temperature elevate. Meglio se «pilota» ed equipaggio, il giorno della partenza, limitino l’introduzione di grassi e carboidrati, preferendo cibi e condimenti leggeri e resistendo ai peccati di gola, almeno fino a destinazione. Chi siede al volante dovrà impegnarsi anche la sera prima: al bando le «ore piccole», guidare centinaia di chilometri è roba seria.

5. «Bevi» responsabilmente
Una massima dal significato duplice. Quella di non assumere alcolici prima di mettersi alla guida è una regola che tutti dovrebbero conoscere: sia per amore della propria patente, sia in funzione della sicurezza di sé stessi e gli altri utenti della strada. Quella di rigenerare con frequenza il proprio organismo con abbondanti quantità di acqua è invece una prassi che si tende a trascurare, ricordandosene solo in caso di forte sete o di sudorazione eccessiva. La corretta idratazione non solo scongiura il rischio di malori o svenimenti dovuti alla calura: bere molta acqua incrementa anche il grado di attenzione alla guida. E pazienza se la vescica supplicherà una sosta in più in area di servizio.

6. Climatizzatore? Sì grazie, ma…
I modelli di fascia alta sono equipaggiati di climatizzazione bi-zona o addirittura tri-zona. In questi casi, rispettare abitudini ed esigenze dei singoli passeggeri risulterà più semplice. Il «clima» esiste per proteggere il comfort e la salute di chi siede a bordo, quindi ben venga il suo utilizzo, specialmente in chiave di deumidificazione. Purché la temperatura impostata non differisca eccessivamente dalle condizioni esterne, e a patto che si sia disposti a consumare un surplus di carburante.

7. Baby on board?
Se si parte con bimbi al seguito, si programmi una sosta al massimo ogni due ore, per far loro sgranchire i muscoli e stuzzicare qualche snack. Quaderni e giocattoli allietano loro il viaggio, ma è bene parlare spesso con loro e proporgli giochi semplici e coinvolgenti. Come quello di individuare un campanile, un castello, oppure l’auto di un determinato colore. Il trasferimento diventerà divertente per i più piccini, ma il tempo trascorrerà più in fretta anche per chi si trova alla guida. Raccontare loro aneddoti relativi ai luoghi che si attraversano può infine risultare un’esperienza educativa. 8. In vacanza con «Fido»Se a bordo viaggia un cagnolino, si tenga conto delle sue esigenze fisiologiche: uno stop al massimo ogni due ore per farlo camminare, urinare e dissetarsi. Lungo la rete autostradale, in alcune aree di servizio sono tra l’altro previste zone appositamente attrezzate per i nostri amici a quattro zampe.

9. Paese che vai, usanze che trovi
Prima di muoversi in automobile sul Continente europeo, è buona norma informarsi sulle regole di circolazione in vigore sia sul territorio di destinazione, sia – soprattutto – sulla rete viaria dei Paesi di transito, troppo spesso trascurati nella preparazione del viaggio. Il classico «trabocchetto» nel quale incappano numerosi connazionali è quello del bollino autostradale, o «vignetta», sistema che in gran parte delle nazioni Ue sostituisce il pedaggio alla sbarra come noi lo conosciamo. Non solo la Svizzera: anche Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania e Lituania adottano il bollino.

10. Tutto questo non sarebbe possibile senza…
Noi partiamo per le vacanze, mentre «lei» viene chiamata agli straordinari. Più ancora che su base quotidiana, in vista di un viaggio di piacere l’automobile richiede un insieme di cure eccezionali che vanno dal ripristino della pressione dei pneumatici (e dal controllo del loro tasso di usura) al monitoraggio del livello dell’olio motore, da un check-up dell’impianto frenante al test del grado di affidabilità della batteria. Senza dimenticare funzionamento delle luci e dei tergicristalli, rabbocco del liquido lavavetri, infine un accertamento della regolarità amministrativa del mezzo in questione (carta di circolazione, assicurazione, revisione) e del conducente stesso (patente). Ora sì, è possibile mettere in moto e godersi il meritato tuffo in mare.  

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