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Il nobel a Dylan? Critici divisi. Parma vota "no"

La rivincita di Bianca Guariglia, 44 anni fa derisa per la sua tesi sul "menestrello" (leggi)

Il nobel a Dylan? Critici divisi
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A una settimana di distanza, la notizia dell’assegnazione del Premio Nobel 2016 per la Letteratura a Bob Dylan fa ancora discutere, divide, indigna e sorprende. Com’è facile immaginare, chi è più vicino al mondo della musica è in genere d’accordo, mentre chi è più affine al mondo della letteratura è in genere in disaccordo con la decisione degli accademici svedesi.

Sul sito abbiamo lanciato un sondaggio, se il premio fosse giusto o no. Tanti clic, tanti voti. L'esito? Il 53% dei nostri lettori ha votato no. Piccolo scarto sui "no", 47%. 

Abbiamo provato a chiederlo a due esperti per entrambi i settori cosa ne pensassero. È un piccolo gioco per mettere a confronto due aspetti della cultura contemporanea per vedere se davvero Bob Dylan può unirli. Una serie di mini-interviste anticipate dalla storia di Bianca Guargilia, prof d'inglese ora in pensione, che 44 anni fa fece la tesi proprio sulla poetica di Dylan. Non senza scatenare commenti negativi e ironici da parte della commeissione (leggi).

A Francesco Monaco (caposervizio alla pagina degli Spettacoli della Gazzetta di Parma) e Bernardo Lanzetti (cantante, autore nel 2010 di «Dylanz», disco tributo al leggendario artista americano) per la parte musicale e a Giuseppe Marchetti (critico letterario) e Roberto Ceresini (direttore della libreria Feltrinelli di Parma) abbiamo chiesto: «È meritato il Nobel per la Letteratura a Dylan? Quale può essere il motivo che ha determinato questa decisione? C’è un altro esponente musicale che possa avere le qualità per meritare questo riconoscimento? Qual è il disco di Dylan preferito? Qual è la canzone di Dylan preferita?

Giuseppe Marchetti
«Il giudizio è sospeso finché non si conoscerà la motivazione e per quali opere è stato assegnato il premio. In questi casi, come per quello dato proprio a Fo, bisognerebbe capire se la decisione è stata presa per voler dare notorietà all’Accademia svedese o per mettere in risalto questo genere di arte - risponde Marchetti -. Evidentemente, l’Accademia ha giudicato i testi di Dylan, che nascono per accompagnare la musica, in grado di reggere da soli. De André, ad esempio, ha scritto dei bellissimi testi, ma senza la musica diventavano poco più che storielle. In Italia ci poteva essere Domenico Modugno, ma ormai è tardi. Oppure Paolo Conte, che ha scritto splendidi testi. Ci sono grandi autori in Francia, e uno dei primi a venirmi in mente è Charles Aznavour. Non ho - continua - né dischi né canzoni preferite, non mi piace molto il genere e non lo ascolto».

Francesco Monaco
«Più che giusto direi sacrosanto - risponde il caposervizio degli Spettacoli della «Gazzetta» -. A quanto mi risulta, la motivazione ufficiale è proprio quella: l’Accademia svedese ha voluto premiare non tanto (o non solo) la valenza poetica dei suoi testi ma l’importanza capitale dell’opera di Dylan nella creazione di un nuovo genere popolare all’interno della tradizione della canzone americana. E in questo si potrebbe addirittura obiettare che il premio è... tardivo. A questo punto, sdoganati i grandi cantautori, la lista è già pronta: Leonard Cohen, Tom Waits, Paul Simon». E per il disco? «E’ dura scegliere, se devo citare un solo titolo dico  "Blood on the Tracks". E per la canzone idem come sopra: "Idiot Wind"».

Roberto Ceresini
«Il Nobel è giusto e non capisco le polemiche che ci sono state, (forse gli accademici svedesi dovrebbero pensare a scindere il premio: uno per la Letteratura e lo dai agli scrittori puri, e uno per la cultura e allora musicisti, pittori e tutti quelli che lavorano e operano nel campo delle arti). Detto questo - spiega Ceresini - Dylan rientra per me nei poeti del ‘900 per aver scritto testi unici e fondamentali per la maggior parte nella prima parte della sua carriera. Ha rivoluzionato la canzone prendendo spunto da Pete Segeer e Woody Guthrie, che però venivano da esperienze diverse, mentre Dylan è immerso nel suo tempo. Altri musicisti che potrebbero meritarsi il premio? Mi vengono in mente Leonard Cohen e forse Van Morrison, ma i nostri De André o Paolo Conte no? (Aggiungerei che spesso sono stati dati nobel a scrittori o poeti per motivi più politici-geografici che per meriti letterari). Il disco che preferisco di Dylan è "Blonde on Blonde", mentre il pezzo è "Knockin’ on heaven’s door", che insieme ad "Imagine" rappresentano la canzone perfetta».

Bernardo Lanzetti
«Premio meritato. Nessun altro cantautore ha sperimentato con la lingua inglese/slang americano come Dylan - conclude Lanzetti -. Altri artisti ancora non hanno prodotto la mole di componimenti come Dylan. Per il disco? Non può essercene uno "migliore" per Dylan. Almeno 5 sono fondamentali. E non ho nemmeno una canzone preferita, ma so che gli esperti di poesia in lingua inglese, considerano "A simple twist of faith" un capolavoro assoluto.

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  • Giovanni

    21 Ottobre @ 22.41

    con tutte le persone che ogni giorno si dedicano con sacrificio nel volontariato non c'era nessuno che dovesse essere ricordato come esempio.dare un premio nobel ad un cantante mi sembra che certi valori non valgono come si dovrebbero riconoscere.

    Rispondi

    • 21 Ottobre @ 23.06

      Il Nobel era alla letteratura. Fosse stato per la pace sarebbe stato un altro discorso

      Rispondi

  • Alberto

    21 Ottobre @ 16.54

    Beh, mi aspettavo di sicuro che il Nobel dato a Dylan suscitasse qualche borbottio dal basso. Sono comunque rumori di fondo che portano con sé malanimo dovuto a invidia. E ciò non sarà accaduto solo in Italia. Menomale che a lui queste cose manco lo sfiorano: non è il tipo. Ultimamente, in occasione della sua dipartita, ho anche saputo che Dario Fo l'intera somma del premio l'ha devoluta in beneficienza. Come potete vedere, la pioggia bagna i degni e i grandi.

    Rispondi

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