12°

politica

Dall'Olio: il segretario ideale del Pd è "Civenzi"

Il capogruppo stima Renzi ma voterà Civati

Nicola Dall'Olio, capogruppo Pd

Nicola Dall'Olio, capogruppo Pd

2

Il capogruppo del Pd, Nicola Dall'Olio, prende posizione sulle primarie Pd. Ecco il testo pubblicato sul suo blog:

Renzi o Civati? La mia posizione sulle primarie del PD
 
In una lontana estate del ’78, giocando a calcio nel cortile di Ronco, mi ero dato il nome di Betros, sintesi di quello che doveva essere ai miei occhi l’attaccante perfetto. Questo nome un po’ esotico mi pareva un’invenzione originale e ingegnosa, ma perfino mio nonno, che di calcio non se ne intendeva granché, aveva capito che si trattava dell’unione delle sillabe iniziali dei due attaccanti della nazionale dei mondiali di Argentina: Bettega e Rossi. 
Trentacinque anni dopo, un lasso temporale che fatico a capire come possa essere passato, non tiro più pallonate contro un muro. Il contesto e il “gioco” sono cambiati. Si tratta di scegliere chi sostenere per il congresso nazionale del PD. Potessi ancora baloccarmi con i nomi il mio candidato ideale sarebbe il connubio di due persone: Civati e Renzi. Entrambi hanno meno di 40 anni, si sono fatti e affermati da sé, al di fuori delle tradizionali filiere di cooptazione. Parlano il linguaggio del presente e guardano al futuro. Rappresentano e interpretano in modo complementare il rinnovamento. Quel rinnovamento indispensabile per recuperare la fiducia degli elettori e costruire una proposta politica convincente e al passo con i tempi.
Civati è più tecnico, più focalizzato sui temi e sui contenuti, sugli assist e sul gioco corale. Renzi è il bomber di razza, quello che sradica di potenza i palloni, magari passa poco la palla, ma tira sempre in porta. Sulla carta una bella coppia. Non è un caso che proprio da questa coppia sia partito il primo vero segnale di risveglio del PD con la prima Leopolda nel novembre del 2010.  
Poi le loro strade si sono separate e ora siamo qua a dover scegliere in una situazione di forte polarizzazione, in cui prevalgono gli schieramenti e le logiche di appartenenza. E per me non è semplice. A differenza di molti renziani last-minute, impegnati nello sport italico dei posizionamenti e del salto sul carro, alle scorse primarie ho sostenuto e votato Renzi senza indugio. Ho apprezzato da subito il suo coraggio e la sua forza, la sua anima liberal, la sua sfida aperta a una nomenclatura di partito arroccata e ormai inadeguata. E resto convinto che con lui avremmo vinto agevolmente le elezioni. Ma avevo anche detto che se ci fosse stato Civati lo avrei votato. E alla fine così farò. 
Si dice che in politica contino solo gli interessi. Che i rapporti personali stiano a zero. Non sono ancora arrivato a quel punto. Con Civati ci conosciamo da alcuni anni, mi ha sostenuto e aiutato nelle primarie per il Sindaco di Parma. E’ grazie o per colpa sua se ho ritrovato le motivazioni per restare a fare politica attiva nel PD in un momento in cui volevo mollare (Il nostro tempo, Bologna ottobre 2011). E queste cose, bene o male, per me contano. 
Ma c’è dell’altro. I contenuti. La mozione di Civati, oltre ad essere la più articolata e completa, è l’unica che coglie e mette al centro delle politiche di rilancio economico e sociale il tema della sostenibilità. Non l’ambiente. Non lo sviluppo sostenibile. Ma la sostenibilità. Una cosa diversa. Un principio guida su cui la sinistra dovrebbe (ri) costruire la sua proposta politica per una società più equa e per un benessere duraturo, aperto a tutti, anche agli ultimi della Terra, quei miliardi di persone di cui ci ricordiamo solo in occasione di tragedie come Lampedusa.
Voterò quindi Civati per coerenza e per dare più peso, dentro al PD, a questo tema centrale per un partito riformista che voglia guardare al futuro e liberarsi del provincialismo congenito della politica nazionale. Ma al di là dei nomi, ciò che più importa, in queste primarie, è che alla fine vinca davvero il rinnovamento, a dispetto dei convertiti dell’ultimo minuto e delle inestirpabili dinamiche correntizie. Dopodiché tutti a terra a spingere il carro per fare in modo che le cose cambino cambiandole. Con l’auspicio che si ricomponga sotto nuove forme quel connubio che, di fatto, il cambiamento lo ha innescato.
Renzi o Civati? La mia posizione sulle primarie del PD In una lontana estate del ’78, giocando a calcio nel cortile di Ronco, mi ero dato il nome di Betros, sintesi di quello che doveva essere ai miei occhi l’attaccante perfetto. Questo nome un po’ esotico mi pareva un’invenzione originale e ingegnosa, ma perfino mio nonno, che di calcio non se ne intendeva granché, aveva capito che si trattava dell’unione delle sillabe iniziali dei due attaccanti della nazionale dei mondiali di Argentina: Bettega e Rossi. Trentacinque anni dopo, un lasso temporale che fatico a capire come possa essere passato, non tiro più pallonate contro un muro. Il contesto e il “gioco” sono cambiati. Si tratta di scegliere chi sostenere per il congresso nazionale del PD. Potessi ancora baloccarmi con i nomi il mio candidato ideale sarebbe il connubio di due persone: Civati e Renzi. Entrambi hanno meno di 40 anni, si sono fatti e affermati da sé, al di fuori delle tradizionali filiere di cooptazione. Parlano il linguaggio del presente e guardano al futuro. Rappresentano e interpretano in modo complementare il rinnovamento. Quel rinnovamento indispensabile per recuperare la fiducia degli elettori e costruire una proposta politica convincente e al passo con i tempi.Civati è più tecnico, più focalizzato sui temi e sui contenuti, sugli assist e sul gioco corale. Renzi è il bomber di razza, quello che sradica di potenza i palloni, magari passa poco la palla, ma tira sempre in porta. Sulla carta una bella coppia. Non è un caso che proprio da questa coppia sia partito il primo vero segnale di risveglio del PD con la prima Leopolda nel novembre del 2010.  Poi le loro strade si sono separate e ora siamo qua a dover scegliere in una situazione di forte polarizzazione, in cui prevalgono gli schieramenti e le logiche di appartenenza. E per me non è semplice. A differenza di molti renziani last-minute, impegnati nello sport italico dei posizionamenti e del salto sul carro, alle scorse primarie ho sostenuto e votato Renzi senza indugio. Ho apprezzato da subito il suo coraggio e la sua forza, la sua anima liberal, la sua sfida aperta a una nomenclatura di partito arroccata e ormai inadeguata. E resto convinto che con lui avremmo vinto agevolmente le elezioni. Ma avevo anche detto che se ci fosse stato Civati lo avrei votato. E alla fine così farò. Si dice che in politica contino solo gli interessi. Che i rapporti personali stiano a zero. Non sono ancora arrivato a quel punto. Con Civati ci conosciamo da alcuni anni, mi ha sostenuto e aiutato nelle primarie per il Sindaco di Parma. E’ grazie o per colpa sua se ho ritrovato le motivazioni per restare a fare politica attiva nel PD in un momento in cui volevo mollare (Il nostro tempo, Bologna ottobre 2011). E queste cose, bene o male, per me contano. Ma c’è dell’altro. I contenuti. La mozione di Civati, oltre ad essere la più articolata e completa, è l’unica che coglie e mette al centro delle politiche di rilancio economico e sociale il tema della sostenibilità. Non l’ambiente. Non lo sviluppo sostenibile. Ma la sostenibilità. Una cosa diversa. Un principio guida su cui la sinistra dovrebbe (ri) costruire la sua proposta politica per una società più equa e per un benessere duraturo, aperto a tutti, anche agli ultimi della Terra, quei miliardi di persone di cui ci ricordiamo solo in occasione di tragedie come Lampedusa.Voterò quindi Civati per coerenza e per dare più peso, dentro al PD, a questo tema centrale per un partito riformista che voglia guardare al futuro e liberarsi del provincialismo congenito della politica nazionale. Ma al di là dei nomi, ciò che più importa, in queste primarie, è che alla fine vinca davvero il rinnovamento, a dispetto dei convertiti dell’ultimo minuto e delle inestirpabili dinamiche correntizie. Dopodiché tutti a terra a spingere il carro per fare in modo che le cose cambino cambiandole. Con l’auspicio che si ricomponga sotto nuove forme quel connubio che, di fatto, il cambiamento lo ha innescato.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • gianabo

    20 Novembre @ 14.14

    Civenzi! Così, che sia eletto uno o l'altro, lui ci sta sempre dentro. Bravo, questa si che è coerenza.

    Rispondi

  • 20 Novembre @ 07.48

    Renzi o Civati; non è certo un segretario che cambia le cose. Il problema sono le tessere finte, i congressi farlocchi, i vecchi parrucconi che non mollano la poltrona, i familismi, i favoritismi, le commistioni clientelari e l'illegalità in cui crapula questa partitocrazia senza idee e senza vergogna.

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

«Leone di Lernia, non mollare»

E' grave

«Leone di Lernia, non mollare»

Canale 5, Ceccherini abbandona l'Isola dei Famosi

Foto Ansa

isola dei famosi

Ceccherini litiga con Raz Degan e se ne va. Televoto: sms risarciti

1commento

Velluto rosso

VELLUTO ROSSO

Il rugby irrompe in scena. E arriva il "bello" Sergio Muniz

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Il Carnevale della Pappa

LA PEPPA

Ricette in video: Nodini dell'amore per carnevale Video

di Paola Guatelli

Lealtrenotizie

Chiede i soldi all'ex amante per non pubblicare foto "compromettenti": 28enne parmigiana patteggia

Estorsione

Chiede soldi all'ex amante per non pubblicare foto "compromettenti": 28enne parmigiana patteggia

Inchiesta

Multe, Parma fra le città che incassano di più: è terza in Italia Dati 

Quattroruote pubblica la top ten 2016 delle città dove gli automobilisti sono più "tartassati"

5commenti

Il fatto del giorno

L'ultima verità sulla legionella

2commenti

Allarme

Quei 40 bambini «scomparsi» dalle classi

6commenti

Parma

La Corte dei Conti contesta a Pizzarotti la nomina del Dg del Comune

Lo ha annunciato il sindaco su Facebook: "Esposto di un esponente dei Pd. Sono tranquillo"

4commenti

Giustizia

Tar in via di estinzione? I ricorsi calano del 20% all'anno Video

Intervista: Sergio Conti, presidente del Tar di Parma, fa il punto nel giorno dell'apertura dell'anno giudiziario

3commenti

Marche

Due parmigiane fra le macerie per salvare le opere d'arte: "Situazione inimmaginabile"

PARMA

Si fa prestare lo scooter e scippa tre anziane: arrestato giovane indiano

Una delle vittime, cadendo, è finita al Maggiore con il bacino fratturato e oltre un mese di prognosi

5commenti

Bassa

Furti a Mezzano Superiore: nel mirino anche l'asilo e il circolo Anspi Video

Il caso

Rifiuti e videopoker nel parco

L'INCHIESTA

Maxi traffico di auto, chiesti 88 rinvii a giudizio

il caso

Legionella, nuovo incontro pubblico alla Don Milani

La trasmissione di TvParma "Lettere al direttore" seguirà l'evento

1commento

parma calcio

Parma, lotta di nervi col Venezia. Lucarelli: "Attenzione alla Feralpi" Video

TG PARMA

Corniglio: un tir resta bloccato fra le case Video

Sicurezza

A Pilastro spuntano i dossi

20commenti

tg parma

Pesticidi nel Po: dati preoccupanti, trovate anche sostanze proibite

Pubblicato un dossier Ispra

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Le deprimenti liti dei politici

11commenti

EDITORIALE

L'avventura di un giorno senza telefonino

di Patrizia Ginepri

ITALIA/MONDO

SPAGNA

Discoteca offre 100 euro alle donne senza slip, è polemica

tv

Rai: anche per gli artisti arriva il tetto degli stipendi

SOCIETA'

CHICHIBIO

«Trattoria al Teatro», tutto il buono della tradizione

Fotografia

Scatti al bar per impersonare... la quotidianità

SPORT

Europa League

Harakiri Fiorentina: il Borussia vince 4-2 e passa il turno

Calcio

I play-off di Lega Pro: ecco come funzionano

MOTORI

ALFA ROMEO

Stelvio, il Suv del Biscione. Da 50.800 euro Video

SALONE

Ginevra, 126 anteprime La guida