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Il caso

Inceneritore, respinta la richiesta di danni contro il Comune. Iren fa ricorso

La multiutility chiedeva 28 milioni di euro per il blocco ai lavori di tre mesi imposto nel 2011

Inceneritore, respinta la richiesta di danni contro il Comune. Iren fa ricorso
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"Respinta la richiesta di danni avanzata da Iren di 28 milioni euro" a dare l'annuncio è l'assessore all'ambiente Gabriele Folli sul suo profilo twitter. Il Tar ha dato ragione all'amministrazione comunale, respingendo il ricorso di Iren per il blocco di tre mesi del cantiere del Paip disposto dall'allora sindaco Pietro Vignali, nel 2011.  "Fondamentali le foto che testimoniano i lavori al cantiere", twitta Folli. Secondo i giudici, infatti, nella sentenza di merito depositata "manca del tutto la prova documentale del pregiudizio economico effettivamente subito". 

IREN FA RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO.Iren Ambiente fa ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Parma, che ha negato alla multiutility un risarcimento di 28 milioni, chiesti al Comune per lo stop di 94 giorni alla costruzione dell’inceneritore imposto nel 2011 dalla precedente amministrazione. La società lo ha fatto sapere con una brevissima nota in cui sottolinea che "proporrà appello avanti al Consiglio di Stato".

Il comunicato del Comune - A metà pomeriggio, sull'argomento, è arrivata anche una comunicazione ufficiale da parte del Comune:

Il Tar di Parma, con sentenza pronunciata dalla Camera di Consiglio del 27 febbraio scorso e pubblicata oggi, ha bocciato la richiesta di risarcimento milionaria avanzata da Iren Ambiente S.p.A. per lo stop alla costruzione dell’inceneritore imposto nel 2011 ai tempi della Giunta Vignali.

I giudici sono stati chiarissimi: “La domanda risarcitoria – scrivono nella sentenza – così come formulata, essendo del tutto sfornita di prove, sia nell’an che nel quantum, deve essere respinta”.
Vengono invece compensate le spese di giudizio “attesa la complessità della questione trattata”.
Il Tribunale Amministrativo ha ripercorso tutto l’iter della vicenda, partendo dai 28 milioni di risarcimento richiesti con il ricorso di Iren Ambiente a titolo di risarcimento per la sospensione dei lavori del “termovalorizzatore cogenerativo per l’incenerimento dei rifiuti”, avanzata in seguito alle due ordinanze di sospensione da parte del Comune nell’anno 2011 (rivelatasi comunque illegittima per una sentenza passata in giudicato perché non appellata ai tempi del Commissariamento del Comune), per un totale di 94 giorni, che Iren Ambiente ha ritenuto causa di un ritardo di 300 giorni per l’avvio dell’impianto, quantificando con una perizia di parte un risarcimento di quasi 28 milioni di euro.
Ora il Giudice ha stabilito che “non è provato il nesso di causalità” e che “manca del tutto la prova del’entità del ritardo”. Di conseguenza – scrive il Tar – “manca la prova documentale del pregiudizio economico effettivamente subito di danno emergente e lucro cessante”.
Tradotto in soldoni, per il Comune, con questa sentenza, viene meno ora il rischio incombente di un maxi risarcimento che avrebbe pesantemente gravato sulle casse municipali.

 

 

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  • Vercingetorige

    28 Marzo @ 19.59

    HARRIS , guardi che i tentativi infondati di strumentalizzazione dello Studio Moniter facevano parte dei ritornelli terroristico - ideologici della propaganda della GCR di tre - quattro anni fa , ai tempi degli zufoli, dei tamburelli, delle trombette e delle pentolacce . E' rimasto indietro come il codino del prosciutto...........

    Rispondi

  • Vercingetorige

    28 Marzo @ 19.05

    HARRIS , HO LETTO CON ATTENZIONE TUTTO LO STUDIO CHE LEI CHIAMA "MONITOR" , NEL QUALE NON E' DETTO DA NESSUNA PARTE CHE GLI INCENERITORI PROVOCHINO "TUMORI" ! LEI, PERALTRO L' HA LETTO COSI' BENE DA NON ACCORGERSI CHE SI CHIAMA "MONITER" E NON "MONITOR". Mi permetto di ricopiarle alcune brevi frasi tratte dalle conclusioni dello Studio che lei , così ben conoscendolo , sa essere di dimensioni enciclopediche : ..........In conclusione, i dati ottenuti nel test di trasformazione in vitro non supportano l’esistenza di un eccesso di rischio cancerogeno attribuibile al PM2.5 prelevato nel punto di massima ricaduta dell’impianto di incenerimento durante le 2 campagne effettuate nell’ambito del progetto Moniter................... ) La concentrazione degli inquinanti aerodispersi valutati nei due PM2.5 e PM1, quali: IPA e NIPA (espressi come totale dei singoli IPA misurati e somma di quelli che presentano il fattore di potenza cancerogena, oltre al valore del singolo B(a)P e ai trasformati in BaP equivalenti), PCB (sia totali, sia diossino-simili, sia non diossino-simili), diossine e furani non risulta essere superiore nei campioni prelevati nei siti di massima ricaduta (Frullo est e Frullo ovest) rispetto ai campionamenti effettuati presso i siti di minima ricaduta (Calamosco e F19, che costituiscono i rispettivi controlli) in entrambe le campagne di monitoraggio (estiva 2008 e invernale 2009). Alla luce di tali osservazioni sperimentali e sulla base dei modelli di ricaduta valutati, l’impatto sulla qualità dell’aria dell’impianto di termovalorizzazione di Bologna sembra non sussistere.................... Per quanto riguarda le concentrazioni di diossine e furani si osserva un aumento significativo nella campagna invernale rispetto a quella estiva ma, in seguito alla trasformazione del dato in TCDD equivalenti, valore più predittivo per gli effetti tossici, tale significatività viene persa. Di nuovo non si osservano nei siti di massima ricaduta (Frullo est e Frullo ovest) valori superiori ai siti dei controlli (rispettivamente Calamosco e F19). ....In altri termini, valori così bassi di diossine inalate non costituiscono un problema sanitario...... In riferimento alla valutazione del rischio cancerogeno si può affermare che i livelli di B(a)P misurati in entrambe le campagne di monitoraggio sono inferiori al valore limite posto su base annua (1 ng/mc) presente nel riferimento normativo (D.Lgs 152/07). ........... La invito a leggere.

    Rispondi

  • HARRIS

    28 Marzo @ 13.28

    @il commento n° 9 delle 28/03/2014 11:01 - La invito a leggersi lo studio Monitor che spiega bene l'impatto degli inceneritori sulla salute umana (tumori compresi). Sarebbe anche bello sentire un parere dei lettori come Maurizio sul cogeneratore di Felino dove verranno bruciati i grassi animali della Citterio autorizzato dalla maggioranza comunale del partito democratico.

    Rispondi

  • Dario

    28 Marzo @ 12.49

    Chiedo alla Gazzetta la pubblicazione integrale della sentenza. Perchè qui si rischia l'effetto "ASSOLTO ASSOLTO!" della Buongiorno su Andreotti... Pubblicatela e leggetela, c'è da ridere su come è stato definito l'operato del Comune dal TAR...

    Rispondi

  • Vercingetorige

    28 Marzo @ 11.12

    I 28 MILIONI DI EURO DI RISARCIMENTO DANNI AL COMUNE DI PARMA SONO STATI CHIESTI DA IREN PER IL BLOCCO DEI LAVORI IMPOSTO DAL SINDACO VIGNALI NELL' ESTATE 2011 . Ora il TAR ha respinto quella richiesta con la motivazione che il danno subito da IREN non è documentato . Folli potrà farselo spiegare meglio dai funzionari IREN da cui si fa scortare quando va ad imporre ai Cittadini il suo dissennato sistema di raccolta dei rifiuti . COMUNQUE Pizzarotti non ha nè la colpa di aver provocato quella richiesta di risarcimento , nè il merito di averla , per il momento , evitata.

    Rispondi

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