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"Young parmesan beautiful mind": ecco chi sono i candidati

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Young parmesan beautiful mind: ecco chi sono i candidati: 

ALESSANDRO CHIESA - FISICA
Alessandro Chiesa, laureato in Fisica nel dipartimento di Scienze della Terra, ha 26 anni. Si definisce così:

LAVORO E RICERCA

Sono studente di dottorato presso il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra Macedonio Melloni dell'Università degli studi di Parma. Lavoro al progetto Nuove s de nel nanomagnetismo molecolare: dalla dinamica di spin al quantum information processing, sotto la supervisione del professor Stefano Carretta, nel gruppo di ricerca di cui fanno parte anche i professori Giuseppe Amoretti e Paolo Santini e la Dottoressa Elena Garlatti. Lo studio di nanomagneti molecolari e condotto da un lato tramite avanzate simulazioni numeriche basate sulla teoria del funzionale densità, indirizzate ad individuare sistemi adatti all'implementazione di algoritmi di computazione quantistica. D'altro canto, una nuova linea di ricerca riguarda l'individuazione di schemi ibridi in cui la computazione quantistica si basa su sistemi magnetici accoppiati a fotoni in cavità superconduttrici risonanti. "Sono un ragazzo fortunato, perche mi hanno regalato un sogno", il sogno di lavorare nel campo che amo. Studiare Fisica ed in particolare Teoria della Materia Condensata signifi ca capire quali sono le leggi fondamentali che descrivono il comportamento dei materiali. Diceva Galileo che "il mondo e scritto in triangoli, quadrati ed altre cure geometriche". Di certo si tratta di una semplifi cazione, ma quello che piu mi stupisce ogni giorno e come i nostri modelli matematici relativamente semplici ci permettano di costruire teorie in grado di spiegare e prevedere il comportamento estremamente complesso del mondo naturale. Mi e stato fatto dono di una mentalità matematica che mi aiuta a capire, almeno in parte, il linguaggio della natura. La ricerca signi fica quindi per me soprattutto gioia, perche "il pensare e uno dei massimi piaceri concessi al genere umano".
Interessi di ricerca
I sistemi di cui mi occupo sono nanomagneti molecolari: oggetti che si comportano come minuscole calamite, di dimensioni pari al miliardesimo di metro. Queste calamite possono essere utilizzate come memorie per immagazzinare informazione all'interno dei nostri dispositivi digitali. Ogni calamita si comporta come un oggetto a due stati, che può codi ficare un bit di informazione: ad esempio gli stati logici 0 ed 1 del bit si possono far corrispondere ai due poli Nord e Sud della calamita. La taglia estremamente piccola di queste speciali calamite molecolari ci o re la possibilità di immagazzinare tantissima informazione in pochissimo spazio, riducendo la dimensione dei supporti di memoria ed aumentandone la capacitàa. Ma c'e di piu: le nano-calamite con cui abbiamo a che fare obbediscono alle leggi della meccanica quantistica, che a prima vista ci possono sembrare contro-intuitive o lontane dalla nostra esperienza quotidiana. Il bit classico e un oggetto che può assumere due valori, come una moneta lanciata in aria e lasciata cadere: testa e 0, croce e 1. Il bit quantistico (qubit) si puo paragonare ad una moneta che viene fatta ruotare su se stessa: essa si trova contemporaneamente in entrambi gli stati testa e croce, 0 ed 1. Soltanto nel momento in cui andiamo a leggere l'informazione codi cata nella moneta la facciamo cadere in una delle sue due facce. Tuttavia lo stato di sovrapposizione di testa e croce può essere sfruttato ad esempio per fare interagire tra di loro diverse "monete rotanti" e costruire così computer (fatti di qubit anziche di bit) estremamente piu potenti di quelli attualmente in commercio, in grado di risolvere in pochi secondi problemi che richiederebbero miliardi di anni ad un calcolatore tradizionale. Simulare l'evoluzione di molti materiali a livello microscopico, laddove essi mostrano un comportamento prettamente quantistico, e tipicamente molto difficile su un computer classico: richiede enormi risorse di calcolo e di memoria. Al contrario un quantum-computer potrebbe facilmente essere programmato per mimare il comportamento di un generico materiale, sfruttando appunto il proprio carattere intrinsecamente quantistico.
Piu tecnicamente, i miei interessi di ricerca riguardano: teoria della materia condensata, con particolare riferimento al magnetismo molecolare e alla dinamica di spin in nanomagneti molecolari. Computazione Quantistica e ricerca di sistemi adatti a realizzare algoritmi di quantum information processing, in particolare nel campo del magnetismo molecolare e della elettrodinamica quantistica. Teoria del funzionale densità e approcci ab-initio al calcolo di proprietà magnetiche dei solidi e dei nanomagneti molecolari. Sistemi ad elettroni fortemente correlati e costruzione di modelli a molti corpi».

ANDREA MODENINI - INGEGNERIA
Andrea Modenini, parmigiano, ha 28 anni. Dopo il diploma all’Itis di Parma «Leonardo da Vinci» con il massimo voto (100/100), nel 2008 ha conseguito con lode la laurea triennale. Nel dicembre 2010 la laurea specialistica in Ingegneria delle telecomunicazioni con 110/110 e lode. «Nel gennaio 2011, ho partecipato al concorso per il corso di dottorato in Ingegneria dell’informazione. Sono arrivato primo, vincendo una borsa di studio triennale. Nei tre anni di dottorato, ho pubblicato diversi articoli di telecomunicazioni digitali e satellitari su riviste internazionali e partecipato a diverse conferenze internazionali del settore. Inoltre ho collaborato a diversi progetti nel campo satellitare: tre progetti con l’agenzia spaziale europea (European space agency, Esa) che hanno portato alla registrazione di un brevetto, e uno con la Rai. Nella primavera 2012, sono stato ricercatore ospite alla Lund University (Svezia), università riconosciuta tra le migliori cento al mondo, con cui continua a collaborare. Nel giugno 2012, ho vinto un fondo dedicato agli studenti di dottorato per presentare il proprio lavoro alla conferenza internazionale delle comunicazioni (International conference on communications, Icc) a Ottawa (Canada). Sono stato anche diverse volte assistente alla docenza (tramite il progetto di tutorato) all’Università di Parma, e nel gennaio 2014 ha tenuto un corso breve sulla simulazione di sistemi di satellitari, con partecipazione di studenti e dipendenti di diverse università, agenzie e aziende europee. Attualmente sono titolare di assegno di ricerca presso l’Università degli studi di Parma».

MATTEO GIUBERTI - INGEGNERIA 
Matteo Giuberti, laureato in Ingegneria dell’Informazione, ha 28 anni. Parmigiano, lavora a Enschede nei Paesi Bassi. «VRehab (abbreviazione di Virtual Rehabilitation) è un progetto coordinato dall’Istituto auxologico italiano (Iai) e co-finanziato dal ministero della Salute e dalla Regione Piemonte che ha tra mi suoi obiettivi quello di sviluppare un sistema poco intrusivo per valutare e monitorare in modo remoto lo stato di salute di pazienti affetti dalla malattia di Parkinson e fornire ai neurologi informazioni utili per la definizione e/o l’adeguamento della terapia - spiega lui stesso -. Questo viene ottenuto mediante l’analisi di dati cinematici raccolti mediante sensori inerziali indossati dai pazienti mentre eseguono specifici esercizi funzionali. Il progetto è iniziato nel 2013 ed è tuttora attivo. Oltre allo Iai, al progetto collaborano, con ruoli differenti, l’unità di ricerca di Parma del Cnit (Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni), Telecom Italia, il Politecnico di Milano e il Cnr di Torino. La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale di un individuo e i cui sintomi predominanti si palesano sotto forma di impedimenti motori di vario genere e includono, ad esempio, bradicinesia (ovvero lentezza dei movimenti) e tremori posturali. La malattia di Parkinson è il secondo disordine neurodegenerativo più comune dopo l’Alzheimer: 6,3 milioni di persone soffrono di Malattia di Parkinson in tutto il mondo. Medicinali dopaminergici (come la Levodopa) sono tipicamente utilizzati ed efficaci a gestire e combattere i sintomi relativi agli stadi preliminari della malattia, ma complicazioni motorie possono essere sviluppate nel tempo, come discinesie e fluttuazioni motorie. Monitorare tali variazioni della severità dei sintomi in relazione a diversi regimi farmacologici può facilitare però la definizione del dosaggio dei medicinali e, di conseguenza, l’efficacia degli stessi». 
«I primi risultati ottenuti nell’ambito di questo progetto - continua - sono stati presentati la scorsa primavera (maggio 2013) in una conferenza internazionale presso il Mit di Boston (Massachussettes, Usa). I risultati ottenuti nel corso di quest’ultimo anno saranno invece presentati in una conferenza internazionale a Zurigo, all’Istituto Eth». 

ALESSANDRO SOLDATI - INGEGNERIA 
Alessandro Soldati, nato a Langhirano, ha 25 anni. Ha conseguito l’anno scorso la laurea magistrale in Ingegneria elettronica con lode. Lavora nel settore dell’automazione a Poviglio nel settore della ricerca e dello sviluppo.
«La passione per l’elettronica - dice lui stesso - e l'informatica, sviluppata negli anni anche personalmente (pratica nel mio laboratorio, partecipazione a fiere), mi ha aiutato ad acquisire senso pratico, capacità di lavoro in autonomia, di ricerca e di aggiornamento». 
«Ho acquisito una conoscenza approfondita di internet - continua - e dell'ambiente web (navigazione, ricerca, e-commerce, social network). Mantengo personalmente la rete domestica e il sito web della società Acs s.n.c. Conosco i linguaggi Html, xHTML, Css, Javascript, Svg. Ottima conoscenza dei client di posta elettronica (Microsoft Outlook, Mozilla Thunderbird). Ha fatto esperienza nell'elaborazione grafica, sia raster che vettoriale. Conoscenza dei principali applicativi nell'ambito del software libero, assemblaggio e configurazione Pc. Conoscenza approfondita del linguaggio Latex per composizione tipografica (utilizzato nella preparazione della tesi).
Pur giovanissimo ingegnere, Alessandro Soldati è anche amante della lettura e dello sport. Ed è così scrive nel suo curriculum anche quali sono le sue passioni: «Mi piace leggere (giornali, riviste, romanzi) e viaggiare; sono appassionato di fotografia digitale. Quando pratico sport, preferisco farlo all'aperto: corsa, bicicletta, nuoto, tennis. Negli anni 2003 – 2008 ho partecipato alle Olimpiadi di informatica, di matematica e di fisica».  

NAZARENA BRUNO - ARCHITETTURA
Nazarena Bruno ha 25 anni. Si è appena laureata in Architettura. E’ nata e vive a Reggio Emilia. «La mia attività di ricerca è legata principalmente a quanto svolto durante la redazione del mio progetto di tesi, realizzata nell’anno accademico 2012/2013 al dipartimento di Ingegneria civile dell’ambiente, del territorio e architettura. La finalità del lavoro è stata la realizzazione di un sistema informativo geografico storico sulla città di Parma su più soglie storiche, che consenta di analizzare la città sotto molteplici aspetti, non limitati al semplice profilo urbanistico, e che possa essere di ausilio alle molte ricerche storiche condotte sulla città nell’ambito di diverse discipline. La città è infatti documento di se stessa, in quanto l’osservazione della sua struttura, delle sue trasformazioni e degli abitanti che la popolano è sufficiente a fornire una visione della società più esaustiva di quanto ricavabile dai documenti scritti. Pertanto conoscere la struttura urbana e relazionarla con i suoi abitanti consente di ricostruire uno spaccato della società e di conoscerne dinamiche evolutive ed economiche. Data quindi la grande importanza assunta dalla città nelle indagini storiche, è stato dato avvio, all’interno del Dipartimento e con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Parma, ad un progetto di ricerca volto all’informatizzazione e all’inserimento in un sistema informativo di varie fonti catastali, corrispondenti alle principali fasi di catastazione della città: l’Atlante Sardi del 1767, il Catasto Borbonico del 1853, il Catasto di inizio ‘900 e il Catasto del 1940, cui potranno essere associati anche dati ulteriori desumibili da censimenti e altri documenti archivistici sulla città».

FRANCESCA RUSCITTI - BIOTECNOLOGIE
Francesca Ruscitti è nata e vive a Parma. Ha 28 anni. Si è laureata in Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche nel 2010. «Mi sono laureata in Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche chiamata così proprio in quanto si tratta di un'interfacoltà tra medicina veterinaria e farmacia - dice -. Di certo è un corso di laurea che fornisce agli studenti le conoscenze e i mezzi per approcciarsi al mondo della ricerca, ma che non prepara agli ostacoli che i ricercatori si troveranno a dover superare. La posizione in cui mi trovo ora è stata resa possibile sicuramente dalla mia esperienza lavorativa all'estero a Parigi, all'Istituto Marie Curie che mi ha permesso di crescere sul piano personale e soprattutto professionale. Spostarsi per lavorare fuori dall'Italia apre le porte e la mente ad un mondo diverso». 
«Attualmente sono assegnista di ricerca all'Università di Parma e svolgo un'intensa collaborazione con l'azienda farmaceutica Chiesi. La ricerca scientifica è fortemente orientata allo sviluppo di prodotti innovativi in diverse aree terapeutiche. Il mio lavoro nel settore ricerca e sviluppo si colloca nel campo dello studio delle patologie respiratorie e della produzione di soluzioni farmacologiche sempre più mirate. Nonostante il periodo di forte crisi che l'Italia sta vivendo io penso che sia necessario sempre guardare avanti e pensare al futuro con occhi positivi ogni giorno. È così che penso anche il mio lavoro, con ottimismo spero che i nostri sforzi siano utili per migliorare la qualità della vita delle persone.

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