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Viaggio fra le rotatorie dimenticate

Manutenzione assente e abbandono. E il bando sugli «sponsor» non ha dato frutti

Viaggio  fra le rotatorie dimenticate
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Le rotatorie (o «rotonde» come preferiscono chiamarle molti parmigiani) sono spuntate come funghi negli ultimi 10 anni nella nostra città, così come quasi ovunque in Italia. Attualmente nel comune di Parma quelle in funzione, fra definitive, «provvisorie», grandi e «formato-mini», sono circa 150. Un numero elevato, che richiederebbe anche un corrispondente impegno per mantenere le aiuole centrali, là dove sono presenti, in uno stato almeno decoroso. E basta recarsi al di fuori dei confini della nostra città (a Reggio Emilia, tanto per fare un esempio, ma anche in tutte le strade del Mantovano o del Cremonese), per vedere che è praticamente impossibile trovare una rotatoria che non si presenti in perfetto ordine e con la zona centrale trasformata in una sorta di giardino. Cosa che, invece, inspiegabilmente non avviene per molte delle rotatorie parmigiane dove, nel migliore dei casi, ci si limita allo sfalcio dell'erba giusto per evitare intralci alla visibilità della circolazione.
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  • Filippo Bertozzi

    05 Maggio @ 23.51

    @fabe: grazie per il chiarimento, in effetti non avevo capito. Concordo sul fatto che siano state fatte anche rotonde inutili (tutte quelle minuscole sulla via Emilia, per esempio, che costringono quasi ad andare a passo d'uomo). Non concordo invece con Maurizio: visto che esistono gli incivili allora cosa facciamo? Mandiamo tutto in malora, senza fare piu' manutenzioni? Non sarebbe meglio beccarli e fargli fare lavori socialmente utili alla comunita', proprio tipo sfalciare l'erba negli spazi verdi della citta'? Per prevenire i buontemponi che passano sopra e non intorno alle rotonde, propongo di nscondere dei bei blocchi di cemento nell'erba alta che nessuno taglia...

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  • gherlan

    05 Maggio @ 20.09

    @ Marcello: no infatti, quella è l'area incolta tra viale Trombara e viale Pasini dove fino a qualche anno fa sorgevano i ruderi di un ex stabilimento industriale, noti come "Ex Trionfale". L'immobile era al centro di una lunghissima vicenda fallimentare, ed era ormai pericolante e pericoloso per le macchine che viaggiavano lungo i viali circonvicini. Fu espropriato per realizzare una rotonda e un piccolo centro direzionale. La rotonda l'hanno fatta, al posto del centro direzionale ci sono piante ed erbacce. D'altra parte, anche a Milano l'area ex Varesine è rimasta dismessa e incolta per quarant'anni...

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  • Maurizio

    05 Maggio @ 19.16

    Quello che lascia perplessi è il fatto che molti dei protagonisti dello scandalo del verde abbiano chiuso i conti con la giustizia e dopo un linciaggio, giustissimo, pubblico, continuino a vivere come se niente fosse magari nello stesso serttore di prima, probabilmente i guadagni illeciti ai danni dei parmigiani sono stati superiori al prezzo economico pagato con la giustizia. Voglio fare però un'altra riflessione senza scadere nei ragionamenti degli schieramenti politici, è giusto che si faccia manutenzione in beni che inevitabimente verranno danneggiati? Esempi attuali posso farne nel pubblico e privato con amministrazioni di diverso colore politico, partiamo dalla più recente discarica di panocchia ripulita dal privato ma tornata come prima, passiamo alle numerose rotonde del comune di parma dove ogni notte qualche buontempone si diverte a passare in mezzo con le auto fino ad arrivare alla gestione vignali dove ad esempio si sono spesi soldi per ripristinare piazzale della pace dopo che qualche furbo era andato a fare un giro in auto sul prato oppure agli irrigatori automatici delle rotonde messi continuamente fuori uso dai soliti idioti

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  • fabe

    05 Maggio @ 13.50

    @ Filippo: prima di tutto se pensi io possa essere un "grillino" sei lontano anni luce. Probabilmente mi sono espresso male. Le passate amministrazioni (Ubaldi e Vignali) hanno fatto fare rotonde anche dove non ve n'era bisogno (e c'è chi ha fatto la sua FORTUNA su queste scelte). Pur di costruirle, sono state fatte anche senza gli spazi necessari (vedi autobus e messi pesanti costretti a manovre assurde) o con forme improponibili, in posizioni decentrate dagli incroci originali e altamente pericolose per la circolazione dei veicoli (le rotonde della nostra città sono spesso teatro di incidenti). Poi, probabilmente, in programma c'era anche che qualcuno potesse guadagnare sulla manutenzione (come detto da Davide, gli scandali sono noti a tutti). Non è più possibile e allora "chi se ne frega" (non mio, ma di chi ora dovrebbe occuparsene).

    Rispondi

  • gf

    05 Maggio @ 10.58

    Potremmo fare nuovi appalti per toglierle.

    Rispondi

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