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Regio, Fontana e Arcà lasciano

Decisione di dimettersi comunicata nel corso del Cda. Ghiretti: "Amministrazione in malafede"

Regio, Fontana e Arcà lasciano

Maria Laura Ferraris, Carlo Fontana e Federico Pizzarotti

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Quello che era nell'aria da alcuni giorni è diventato ufficiale al termine dell'incontro a porte chiuse del Cda del Regio: l'amministratore Carlo Fontana lascia il teatro parmigiano. A Fontana era stata confermata la fiducia del sindaco Federico Pizzarotti e dell'assessore alla Cultura Laura Ferraris, ma questo non è bastato a fargli cambiare idea. Sulla decisione sembra pesare la situazione del Teatro, con il Festival Verdi ridimensionato a  una sola opera in città, e la "bocciatura" del Governo per nuovi fondi, ma anche alcune divergenze sul futuro del teatro.
Fontana porterà avanti il suo incarico fino al 31 dicembre 2014. Con lui si è dimesso - a sorpresa - anche il direttore artistico Paolo Arcà.

 

Il comunicato del Comune


"Nel corso del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio, che si è riunito oggi in Municipio alla presenza del Sindaco, l’amministratore esecutivo del Teatro Carlo Fontana ha presentato le sue dimissioni, unitamente a quelle del direttore artistico Paolo Arcà, che diventeranno operative dal 31 dicembre 2014". Inizia così il comunicato di Roberto Ghiretti, capogruppo di Parma Unita. 
Che continua: "Nell’occasione Carlo Fontana ha presentato al Consiglio una dettagliata relazione sull’attività intrapresa nel corso del suo mandato, che era finalizzato soprattutto al risanamento della situazione finanziaria dell’Istituzione, che al suo arrivo si trovava sull’orlo del fallimento.
La dirigenza del Teatro ha quindi lavorato in modo rigoroso, contenendo al massimo le spese e riuscendo comunque ad allestire per l’anno 2013, pur con risorse limitate, una programmazione di qualità che ha prodotto risultati dalla ricaduta positiva a livello culturale ed economico.
I conti sono decisamente migliorati e i debiti notevolmente ridotti, come si evidenzia nel bilancio consuntivo che chiude con un avanzo di gestione, tuttavia la diminuzione parallela dei ricavi impone una riflessione sulla struttura stessa del Teatro Regio di Parma, che è oggi un teatro di tradizione, e come tale deve attentamente valutare cosa si può permettere, sia in termini di struttura che in termini di programmazione.
Partendo da questa consapevolezza, l’amministratore esecutivo, e con lui il direttore artistico, hanno deciso di rassegnare le loro dimissioni, ribadendo stima e rispetto per l’Amministrazione Comunale, con la quale continueranno a collaborare per metterla in condizione di gestire al meglio la riorganizzazione e l’assetto futuro del Teatro.
Nel frattempo Carlo Fontana e Paolo Arcà continueranno il loro lavoro fino al 31 dicembre prossimo e presenteranno una proposta artistica anche per l’anno 2015, auspicando che arrivi il riconoscimento nazionale dovuto al Festival Verdiano e che la futura dirigenza sia messa in grado di operare al meglio.
Il Consiglio di Amministrazione ha accettato le dimissioni dei due dirigenti, ringraziandoli per la serietà e la responsabilità dimostrati anche in questa occasione, con una scelta dettata solo dal bene dell’Istituzione Teatro Regio.
In particolare il sindaco Federico Pizzarotti e l’assessore Laura Maria Ferraris hanno assicurato che, anche grazie all’impegno da parte dell’attuale dirigenza, verranno garantite la continuità di gestione e di programmazione del Teatro Regio di Parma.

L'accusa di Ghiretti (Parma unita): "Le bugie hanno le gambe corte"

Le bugie, come il Sindaco dovrebbe ormai ben sapere, hanno le gambe corte. Riavvolgere il nastro della discussione consiliare di martedì pomeriggio alla luce delle dimissioni dei maestri Fontana e Arcà lascia qualcosa di più dell'amaro in bocca. Sono mesi che le opposizioni in Consiglio puntano il dito sulla gestione quantomeno miope del Teatro Regio, eppure dalla Giunta abbiamo ricevuto solo sberleffi e dichiarazioni dove verità e finzione tendono a confondersi in un grigiore uniforme che poco si addice al governo della trasparenza. Come per il caso dell'assessore Capelli o della Comandante Verrusio anche questa volta ci viene propinata la solita storia degli impegni personali, con l'aggiunta del tema “missione compiuta”: secondo l'assessore Ferraris Fontana e Arcà hanno messo in ordine i conti, sistemato i bilanci e quindi possono andare...
Poco importa che il Festival Verdi sia ridotto a un simulacro, poco importa che di sponsor e istituzioni in questi due anni se ne sono visti scappare molti ma arrivare nessuno.
No, assessore Ferraris, le cose non sono a posto e la determinazione con cui ieri siete sfuggiti a qualunque dibattito in Consiglio comunale, negando l'impossibile e fissando al giorno dopo il Cda della Fondazione in cui sarebbero state ratificate le dimissioni dei due Maestri, dimostra che siete in malafede. Magari non per tornaconto personale ma comunque in malafede.
Quello a cui assistiamo da oltre due anni è un teatrino cha ha il solo scopo di negare l'innegabile: che si sono commessi errori; sul Teatro regio come sull'inceneritore o la raccolta differenziata, per fare qualche facile esempio. Un'ansia da prestazione perenne che ingessa non solo il dibattito democratico ma la città intera, costretta a ripetersi come un mantra che tutto va bene madama la marchesa.
Mi piacerebbe pensare che queste due dimissioni possano rappresentare un punto di svolta, un momento in cui Pizzarotti e Ferraris decidono di sedersi a un tavolo, magari cercando un confronto vero con le opposizioni. Ma ormai conosco la psicologia del nostro infallibile Sindaco e so bene che il risultato di questa fuga sarà solo quello di addossare alla minoranza la colpa di cavalcare gli eventi in modo pretestuoso. La Maggioranza è convinta di avere la ricetta in tasca per il Teatro Regio e non saranno certo un paio di defezioni a far cambiare loro idea.
Poco importa che a questo punto il Teatro Regio sia un guscio in mezzo alla tempesta, senza timoni e vele. L'importante per questa Amministrazione è avere il sorriso".

 

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  • Caterina

    20 Luglio @ 13.28

    ma nessuno ha pensato che Fontana se ne va perché è un professionista e non ce la fa più a farsi dare ordini da un comune di incompetenti?

    Rispondi

  • Goldwords

    17 Luglio @ 00.13

    Rendetevi conto di un particolare piccolo ma significativo, al di la della crisi, nessun sponsor vuole affiancarsi, in modo significativo, a questa Amministrazione e il motivo è molto semplice, non vogliono essere paragonati a dei dilettanti. Poi si può dire di tutto, ma la mancanza di capacità imprenditoriale di questi ragazzi, li porta al fuggi fuggi di tutti, per primi di chi deve mettere soldi senza programmi e sostegno della città, perché la città oramai ne ha le scatole piene di questo nulla giornaliero e arroganza politica a go go!!!

    Rispondi

  • Gianni Cesari

    16 Luglio @ 22.28

    giannicesari

    Eh.....Leonardo, Leonardo! (Da Vinci, ovvio). Se fosti ancora in questa valle di lagrime, ispirato dalla foto a corredo di quest'articolo, chissà che bel "Giocondo" potresti metter su tela. si si....a destra....quello a destra...eheheheheh

    Rispondi

  • patrizia

    16 Luglio @ 19.48

    Si, gli sberleffi per nascondere il niente sono tipiche del cast Pizzarotti, purtroppo. Le continue defezioni in effetti fanno pensare:Ina è fisiologica, due uhm, tre proprio no! Mi spiace proprio che questo Sindaco in cui erano riversate tutte le speranze nazionali si sia dimostrato così poco incisivo e molto arrogante. Ha continuato pervicacemente a rigettare qualsiasi tipo di aiuto. Peccato.

    Rispondi

  • Greg

    16 Luglio @ 19.04

    Maurizio, non sarà mica che anche questo è un fallimento dei tuoi amici grillini? Sai che non ne avete azzeccata una? Adesso l'unica giustificazione che potrete accampare è che erano del PD. Ma perché gli avete affidato il teatro? Perché nessuno dei vostri era culturalmente in grado di gestirlo o perché vi siete messi d'accordo con quelli che ci avete fatto credere che fossero i vostri avversari? Tanto non ammette rete mai di essere dei truccapartite, ma la città ha smesso di credere alle vostre balle.

    Rispondi

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