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la vicenda del teatro

Pizzarotti: "Noi abbiamo allontanato la politica dal Regio"

Il sindaco: "A Parma arte e cultura sono e resteranno in mano alla collettività. Ora servono nuovi finanziatori e una nuova guida"

Pizzarotti: "Noi abbiamo allontanato la politica dal Regio"
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"Il Teatro Regio è un patrimonio di Parma e dei parmigiani. Fino a quando ci sarà la mia Amministrazione non sarà in mano a nessun partito, a nessun gruppo politico, a nessun movimento". Parte così, con decisione, l'intervento a tema Teatro Regio che il sindaco Federico Pizzarotti ha affidato ancora una volta ai social network. 

Dalla seduta del Consiglio comunale che ha preceduto la riunione del Cda della Fondazione Regio e le dimissioni di Fontana e Arcà Pizzarotti aveva scelto la strada del (quasi) silenzio. Ora torna a parlare.

"Una caratteristica dell’Italia, purtroppo, è la politicizzazione anche di settori come la Cultura e l’Arte. Ringraziate i partiti per questo enorme danno ad una nazione ricca come la nostra - accusa -.. Ma non a Parma, dove arte e cultura sono e resteranno in mano alla collettività, come beni pubblici e inalienabili. All’inizio del nostro mandato la Fondazione rischiava la liquidazione, e il Teatro la chiusura. Non frasi fatte, ma situazioni concrete. Da quando siamo arrivati non solo abbiamo evitato tutto questo, ma carte alla mano abbiamo chiuso il consuntivo 2013 in utile, seppur non cospicuo; abbiamo dimezzato il debito e, facendo squadra con il territorio, abbiamo ottenuto che oltre il 50% delle risorse messe a disposizione dal Comitato Nazionale per il Bicentenario Verdiano arrivassero qui, dove ne sono le origini. Abbiamo fatto tutto questo per amore del nostro Teatro, tra i più belli e più importanti in Italia".

"Questi risultati - continua Pizzarotti - li abbiamo ottenuti grazie anche alla professionalità e al lavoro splendido di Carlo Fontana e Paolo Arcà, ai quali vanno la nostra stima e gratitudine. Chiuso un ciclo che doveva chiudersi, adesso la sfida continua. Il Regio deve tornare ad essere quello spazio di libertà culturale che hanno amato i parmigiani. Quindi dobbiamo essere più bravi di prima: guarito il male, cancellati i debiti e allontanata la politica, ora servono nuovi finanziatori ed una guida. Una volta aggiustata la macchina non siamo qui per tenerla in sosta ma per farla ripartire".

 

Intanto in questi ultimi mesi l'Updop - Università popolare dell'opera di Parma, sta promuovendo una ricerca su "Il pubblico del teatro d'opera" alla quale si può partecipare rispondendo ad alcuni questionari online, suddivisi per aree tematiche, presenti sul sito www.sondaggi.updop.org

La ricerca si concluderà in autunno con la presentazione dei risultati in occasione di una giornata di studio promossa in collaborazione con la Casa della musica.

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  • Rick

    19 Luglio @ 12.30

    Che a mettere in fila una serie così lunga e articolata di castronerie sia un fanatico idolatra di qualche setta ci può stare : sono tutti slogan privi di qualunque contenuto ed è pura propaganda. Che sia il sindaco di Parma, presidente di un Teatro storico rinomato nel mondo intero invece è assolutamente inaccettabile. E' mancare di rispetto ai suoi concittadini, a quelli che gli pagano lo stipendio, alla storia di questa città, agli artisti e ai professionisti che hanno reso grande questo Teatro, ai giovani che qui sono diventati importanti, agli appassionati che non hanno mai smesso di sostenere il Teatro anche nei momenti meno felici. E' evidente che non ha la minima idea di ciò di cui parla : il Teatro in mano a costui, la città in mano a costui...poveri noi !

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  • Francesco

    19 Luglio @ 10.46

    Mi sfugge un.. particolare: Pizzarotti dice di aver allontanato la politica.... ma lui cos'è??? Se non è un politico cos'è??? un dittatore? Il suo gruppo ha monopolizzato Il Regio, escluso il vecchio gruppo politico entra quello nuovo. Non è cambiato nulla eccetto la qualità degli spettacoli ed il prestigio che sono precipitati. Il Regio deve tornare ad essere la casa di ama e conosce veramente la lirica, deve essere far crescere un pubblico esperto, deve essere un'eccellenza. Per gli spettacoli di massa e per i concertini pop ci sono gli altri teatri. In questo modo abbiamo solo un'appiattimento verso il basso.

    Rispondi

  • SILENZIOSO

    19 Luglio @ 08.40

    La vs distanza dall'arte e dalla cultura e' siderale. Si puo' essere ignoranti ed amare l'arte : non e' il vs caso. La vs dimensione e' quella del trattamento dei rifiuti, e poi anche li' mostrate quel che valete. Avete allontanato tutti, nessuno si fida di voi. Di cosa riempirete il Regio ? Di farse di ridolini ? Farete un referendum su internet su Verdi ? Anche lui era un politico, ma senza di lui e delle sue opere politiche non ci sarebbe l'opera e forse nemmeno l'Italia. Ma sono concetti troppo complicati per voi. Andate a ridere delle tristi battute del vs capo spirituale. Il pubblico di Parma vi ha condannato senza appello.

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  • gian luca

    19 Luglio @ 07.42

    Ma perché non risolviamo il male alla radice? Liquidiamo tutto , azzeriamo i debiti e poi chiudiamo tutto , purtroppo ci sono dei vincoli altrimenti avremmo potuto anche vendere il teatro a qualche immobiliarista , potevamo cavarci dei bei soldini... purtroppo questa amministrazione oltre al paraocchi ben piantato non sente minimamente l'amore per la lirica e quindi non è tecnicamente in grado di capire e quindi di fare...

    Rispondi

  • victoria

    19 Luglio @ 07.38

    ............la politica e non solo!!!

    Rispondi

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