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Dieci cose di Parma che conosce solo chi è di Parma

Dieci cose di Parma che conosce solo chi è di Parma
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1) Il profumo inebriante di pane davanti alla Pandea, di giorno, su via La Spezia, di fronte al Cavagnari.

2) Prima di essere "solo" una paninoteca, da Pepen si mangiavano anche lasagne e primi piatti. E non erano male. Ma mai come lo Spacca e la Carciofa.

3) Nei sentieri del torrente Parma puoi trovare di tutto, baracche, villette, galline, cavalli, perfino un piccolo appezzamento agricolo, dalla parte che costeggia via Po, ora probabilmente portato via dall'alluvione di lunedi 13 ottobre.

4) Di fianco al Duomo c'è un vicolo ribattezzato da generazioni di parmigiani quindicenni "borgo piscio", fino a quando gli abitanti hanno deciso di metterci un cancello per evitare l'anarchia degli adolescenti incontinenti. Onestamente, hanno fatto bene a metterci quel cancello.

5) Un tempo in piazzale della Pace, al posto di giovani con la chitarra e i tamburelli, prima dei palloni da calcio, c'era un parcheggio. Era brutto, ma non era male avere qualche appiglio per arrivare in centro. I posti auto sarebbero da tutelare come una specie protetta, ormai.

6) Nel parco nascosto e più bello della città, i giardini di san paolo, Stendhal ha ambientato l'incontro d'amore tra i suoi due protagonisti della Certosa di parma. Molti giovani si sono baciati per la prima volta in questo angolo di verde. Vallo a dire oggi ai ragazzini che stanno ĺì per mandare in fumo questi ricordi.

7) Sul ponte di mezzo c'era una statua sacra, quella di San Giovanni Nepomuceno. I parmigiani la chiamavano nè pu' nè meno, in modo scherzoso. Gli anarchici però erano un po' meno scherzosi, nel 1914 durante le sommosse la buttarono in acqua. Erano così, ma di fronte a Padre Lino non dicevano nulla, perchè era l'unico sacerdote che rispettavano.

8) La divisione tra centro storico e Oltretorrente, fra potere e ribellione, è più un ricordo vivo che una realtà attuale. Se una città parallela esiste, esiste in ogni angolo, in ogni borgo.

9) Esiste invece una rivalità profonda, bonaria, radicata e ancestrale: quella con Reggio Emilia. È inutile, sono due opposti che non si integrano, così vicini da essere agli antipodi. Ogni parmigiano lo sa: appena sente un accento d'oltrenza, appena sente la parola "Reggio" subito scatta un atavico senso di orgoglio, di diffidenza.

10) Per ultimo, c'è una cosa che un parmigiano con più di venti anni conosce di Parma, anche se oggi non c'è più. La pizza di Poldi. Un appuntamento fisso per tanti fogonari. Un ricordo semplice, bello come una Madeleine perduta.

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  • rodolfo

    26 Novembre @ 10.30

    Cosa si ricorderà di oggi fra 20 anni? Lo spaccio, i negri, gli scippi, Pizzaballa, le righe blu, le tasse, lo sfacelo, le buche in strada, la movida, il rudo dappertutto, la burocrazia contorta, le idiozie quotidiane, il cemento, ..... vado avanti?

    Rispondi

  • DAVIDE

    04 Novembre @ 17.54

    Lasciando stare polemiche varie o di arlia (mi riferisco anche tra Parma e Reggio -e pensare che nel medioevo le botte se le davano spesso e volentieri i piacentini con i parmigiani aiutati, questi ultimi, udite udite, dagli amici/nemici reggiani !!!) direi che ci sono alcune cose, secondo me, importanti che mancano tra i ricordi. Lasciando in secondo piano (per modo di dire) il Bar Perugina in via D'Azeglio (sempre a proposito di "fogoni"), un pezzo fondamentale di Parma che nessuno di voi ha citato è la locomotiva di Piazza Lubiana, fonte di gioco per anni per centinaia di bambini. O i mitici "grillo" presenti al parco ducale, motivo di gioia per molti bambini (e tutt'ora presenti).

    Rispondi

    • federicot

      04 Novembre @ 22.59

      federicot

      si ma i grilli ci sono ancora mi sembra....

      Rispondi

      • DAVIDE

        05 Novembre @ 18.56

        E io cosa avevo scritto ??

        Rispondi

      • Laura BM

        05 Novembre @ 12.05

        io in giardino mi prendevo il famoso frappé, 600 lire nel 1978 se non ricordo male :-)

        Rispondi

        • Margherita

          05 Novembre @ 17.31

          al chiosco del giardino prendevamo la granatina all'amarena sedute a uno dei tre tavolini che stavano sul retro...ma parlo degli anni '60 e non mi ricordo quanto costava

          Rispondi

        • RENZ

          29 Novembre @ 09.35

          R E N Z

          Al chiosco del girdino c'era anche la macchinetta del pop-corn caldo che fu la prima a comparire a Parma nei primi '70 e ci sembrò un'americanata pazzesca!

          Rispondi

  • Enzo

    03 Novembre @ 22.12

    La pizza di PIERO! Ätor che Poldi! E il parcheggio della pilotta faceva schifo! Se oggi vuoi parcheggiare c'è il parcheggio Toschi, altrimenti pedala!

    Rispondi

    • Vercingetorige

      04 Novembre @ 17.13

      FINO A QUANDO , CON L' APERTURA DELLA CONAD IN GHIAJA , FARANNO APRIRE IL PARCHEGGIO SOTTERRANEO SOTTO LA PIAZZA , che sarà anche meglio .

      Rispondi

  • Andre

    03 Novembre @ 18.14

    E la sala bigliardo di Peppino in piazza ? ... quanti fogoni passati lì !!!

    Rispondi

  • pattysmith

    03 Novembre @ 14.45

    e il "chinato" in giardino dove lo lasciamo?

    Rispondi

    • Andre

      03 Novembre @ 18.22

      Io avevo presente il chinato da Ercole :) (cioè dai dù brasè )

      Rispondi

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