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Parma in declino, servono umiltà e visione

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Parma è una città in declino. Al di là delle varie classifiche il momento di difficoltà è sotto gli occhi di tutti. E' legato alla crisi economica ma non solo. Le possibili ricette per uscirne.

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  • legione

    15 Dicembre @ 11.54

    chi si lamenta della Parma di oggi paragonandola a quella di 75 anni fa mi fa (amaramente) sorridere...forse il trucco è soltanto scendere dal piedistallo in cui voi parmigiani pensate di dover stare di diritto menandola da Maria Luigia in poi ( che prima di venire qua ignoravo bellamente chi fosse come credo tutti quelli che non sono di Parma), riempiendovi la bocca con la "Petit Paris" e in genere pensare di vivere ancora negli anni 50, quando sostanzialmente tutta la provincia italiana del nord italia soprattutto viveva - con il dopoguerra - un periodo di espansione economica. Oggi il mondo è diverso, inutile rimpiangere quella Parma come inutile rimpiangere quell'Italia, oggi se avete una città messa in croce dai debiti è perchè avete sempre vissuto nell'apparenza di chi, ancora oggi, vedi andare in giro con i SUV e la Vuitton e poi a pranzo mangia grissini. Così la bella Parma si addobbava e faceva il trucco con i soldi altrui, e quando è venuto il tempo di pagare il conto ci si scopre all'improvviso in mutande, ma ancora si fatica a capirlo, e da non parmigiano lo percepisci in ogni comportamento della gente di questa città, che anche per farti avere un preventivo per un lavoro devi pregare e rincorrere, e ti giudica per la macchina che hai e per le scarpe che porti. Scendete allora, sotto il piedistallo vi attende da un pò una vita fatta di più sostanza e meno apparenza

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    • Vercingetorige

      15 Dicembre @ 12.27

      COMUNQUE , LA "BELLA PARMA" NON SI FACEVA CERTAMENTE "IL TRUCCO" COI "SOLDI" VOSTRI ! Semmai il contrario ! Sarebbe interessante andare a vedere quanto avrà pagato Parma, alla scadenza di domani , di TASI e IMU , a confronto della città da cui viene lei !

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  • Nicola Martini

    14 Dicembre @ 20.16

    I gravi errori di pianificazione svolti nei passati 15 anni stanno producendo effetti nefasti. Lo sviluppo poco razionale della città, la creazione di un numero probabilmente eccessivo di centri commerciali, l'abbandono del patrimonio immobiliare del centro, i gravi errori nella pianificazione di una mobilità urbana effettivamente sostenibile e così via dicendo sono tutti elementi che sommati tra loro hanno prodotto il declino della nostra Città. Come se non bastasse il debito mostruoso accumulato dal sistema Comune/partecipate si è venuto a sommare ad una crisi economica pesantissima, la quale è riuscita a colpire duramente anche realtà amministrative locali con i conti in equilibrio. Facendo una sommatoria di tutti gli elementi in questione c'è da restare stupiti del fatto che Parma non ne sia uscita completamente tritata. Il passato purtroppo non può essere cambiato ed al massimo dobbiamo cercare di evitare di ricadere nei medesimi errori o di affidarci a soggetti che propinano soluzioni miracolose. E' necessario avere una visione e rendersi conto che per risollevarci impiegheremo anni. In molti settori (aziende, fiere, Università, aeroporto, ecc.) sarà necessario aumentare le collaborazioni con i territori limitrofi, diversamente si rischia di indebolirsi sino al limite della insostenibilità del sistema. Viceversa in altri settori come quello della mobilità sarà necessario reclamare la propria posizione, rifiutando subalternità che sarebbero deleterie sia per Parma che per l'intera Regione in quanto la non raggiungibilità di un territorio condanna il medesimo al declino. In specifico mi riferisco all'intenzione di far gravitare artificiosamente Modena, Parma e Piacenza sulla Mediopadana per il traffico AV. Con una visione attenta di sistema, sopratutto studiando le realtà dove l'Alta Velocità opera già da decenni e dove la c.d. "cura del ferro" non è un semplice concetto astratto, si sarebbe prevista una stazione in linea del Tav in tutti i Capoluoghi sulla linea veloce. Ciò garantirebbe un abbattimento dell'inquinamento dovuto al traffico autostradale e l'ottimizzazione del sistema di trasporto di massa su ferro, sia di qualità che pendolare. Purtroppo la "visione" citata nel titolo dell'editoriale temo sia frammentaria nelle attuali Amministrazioni locali. Spero di sbagliarmi in quanto non possiamo permetterci una semplice navigazione a vista per uscire dall'impasse in cui siamo finiti.

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  • Oberto

    14 Dicembre @ 19.53

    Prima di tutto devo dire che l'analisi di Daniela è perfetta e la condivido pienamente. Detto questo sono in pieno accordo anche con chi dice che in realtà la situazione è critica ( io direi bruttissima e gravissima, chechè Renzi ne dica) ma in effetti a Parma si riesce a fatica ancora a barcamenarsi. ( Come diceva quel tale? a si: PARMA , UN MODO DI ESSERE! )

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  • danila

    14 Dicembre @ 16.35

    siamo sempre stati dei "signori" finti. io direi di imparare dai reggiani : scarpe grosse cervello fino

    Rispondi

  • Fausto

    14 Dicembre @ 16.34

    credo che ognuno di noi abbia una quota parte di responsabilità, credo però che la gazzetta ne abbia un pò più di tutti, non avendo portato quel contributo che, sempre a mio umilissimo avviso, un giornale così radicato dovrebbe portare alla propria città. Un dovere che potremmo definire morale, che è mancato. in generale la gazzetta (parmalat ne è il caso emblematico) in generale funge da redazione del bollettino delle sconfitte: annuncia che...sapevamo dove stava seduto Tanzi (ma lo abbiamo scritto solo dopo...), Via Garibaldi chiudono tutti i negozi, ma non ho visto campagne contro il dilagare dei centri commerciali, la movida è un disastro ma non ci sono proposte..forse sbaglio ma non è riduttivo ridurre un giornale radicato come la gazzetta a un bollettino di cronaca a consuntivo? Non sarebbe meglio stimolare il confronto tra i parmigiani e cercare da fungere da lievito per far crescere nei parmigiani la coscienza dell'importanza di parma e dell'importanza del confronto per salvaguardare i valori di parma ? Un giornale come la gazzetta può sentirsi con la coscienza a posto solo facendo la cronaca e la critica di quello che è successo? sicuramente meglio che niente, ma penso che si possa fare di meglio. ovviamente ognuno di noi parmigiani dovrebbe sentirsi poi coinvolto e disponibile a collaborare. Anche per i padroni della gazzetta (UPI) immagino che sarebbe meglio farsi delle domande e favorire un dialogo costruttivo in città. Naturalmente i politici dovrebbero essere i più interessati a questo confronto, però talvolta mi viene quasi da pensare che sarebbe meglio definirli dei marziani: per tutti i commercianti la pubblica amministrazione è il nemico numero uno: basta ricordare le vicende sul plateatico (e i bar storici che chiudono), gli scontri per la movida. Pensare che invece il buon senso suggerirebbe massima sinergia tra Pubblica amministrazione ed esercenti. Transitare in via Bixio o via Garibaldi (ma anche la Piazza senza Bar storici) è una tristezza e fa capire l'importanza dei negozi e per contro non fa capire l'antagonismo del 'comune' con i commercianti. E non fa capire neanche perchè le notizie della gazzetta (per tornare a bomba sul tema iniziale) riducano la movida a quante multe sono state appioppate e non a farsi parte attiva per un momento di confronto tra le varie controparti interessate, cercando di trovare punti di incontro e non di scontro, portando contributi in via preventiva. Forza Molossi, forza Gazzetta, diamoci una mossa

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    • 14 Dicembre @ 16.46

      RISPONDE REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - "Sapevamo dove stava seduto Tanzi" l'abbiamo già spiegata migliaia di volte: forse noi scrivevamo in ritardo, ma ancor più in ritardo qualcuno ci legge.... Parto semiserio per darle una risposta, come le sue domande senz'altro merita. 1) Per partire proprio da Tanzi, non la Gazzetta ma tutti sapevano (e scrivevano, visto che i titoli sui bond erano su Gazzetta come su Repubblica, 24 ore, Corriere, Unità ecc.): sapevamo dei debiti, non di quello che c'era dietro ! E se lei legge nei primi di dicembre non Gazzetta ma Repubblica o altri quotidiani nazionali, vedrà che tutti erano convinti che Tanzi, se si fosse alleggerito di Parmatour, ci sarebbe saltato fuori come sempre. 2) Detto questo, mi sembra molto più interessante il resto del suo discorso. Ma anche qui ci lasci mettere qualche puntino sulle "i". Quando la Gazzetta prende posizione (vedi ballottaggi Comunali), ecco il coro dei lettori a rimproverarci di non essere "obiettivi". Se facciamo cronaca, lei ci dice che il ruolo del giornale non può essere solo questo. VI metteste d'accordo anche fra voi lettori..... 3) Ma ancora non voglio dribblare i suoi temi. Proprio pochi mesi fa, e proprio su questo sito che fino a prova contraria si chiama Gazzetta di parma (.it) abbiamo lanciato uin tema che racchiudeva tutti quelli che propone lei e molti altri: ww.gazzettadiparma.it/news/parma/216014/Parma-2015-fra-crisi-economica--immigrazione--sicurezza--politica-e-progetti.html Guardi sotto l'articolo il numero dei commenti: 8...... Forse a volte le "colpe" dei giornalisti non sono maggiori di quelle dei lettori....... (Gabriele Balestrazzi) P.s. - Comunque grazie, sinceramente, per la riflessione e lo stimolo.

      Rispondi

      • Fausto

        15 Dicembre @ 01.22

        Grazie per la risposta e grazie soprattutto per lo spirito della risposta, credo che non possiamo prescindere, ognuno per il nostro ambito, piccolo o grande che sia, dal nostro impegno e dalla presa di coscienza che il momento è veramente critico e che però con il massimo impegno di tutti Parma può farcela. Credo sia un ottimo proposito per il prossimo anno, per Noi, per Parma, per i nostri figli e per tutti, consapevoli che il confronto è fondamentale solo se animato da spirito costruttivo. grazie ancora e tanti auguri cordiali

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