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Morto l'avvocato Franco Bassi

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E' morto Franco Bassi, professore emerito di diritto amministrativo per oltre un trentennio a Parma, e prima a Sassari, avvocato, studioso dei codici e della materia urbanistica in campo legislativo: è stato davvero un luminare nel suo campo. Un insigne giurista, un esempio di scienza, docente, avvocato, illuminato maestro di diritto e umanità. Bassi, parmigiano, classe 1929 - aveva compiuto 85 anni lo scorso luglio.

Dire che se è andato un Maestro, in questo caso non è un iperbole. Franco Bassi, professore emerito di diritto amministrativo per oltre un trentennio a Parma, e prima a Sassari, avvocato, studioso dei codici e della materia urbanistica in campo legislativo, è stato davvero un luminare nel suo campo. Un insigne giurista, un esempio di scienza, docente, avvocato, illuminato maestro di diritto e umanità. Bassi, parmigiano, classe 1929 - aveva compiuto 85 anni a luglio - non ha rappresentato solo l'esempio di come la vita professionale e quella privata siano un tutt'uno imprescindibile. Con il proprio amore ha coltivato i sentimenti famigliari (la moglie, i quattro figli, di cui tre avvocati, i nipoti) e con lo stesso amore ha indirizzato la propria esistenza sulla propria materia di competenza. Lo studio di via Petrarca era il suo regno di sovrano del diritto (con la fedele segretaria Roberta, che, sottolineando la gentilezza e la professionalità di Bassi, ha voluto ricordare nel necrologio «una vita passata tra il fumo di un sigaro e il dettare un parere, sempre di fretta, ma sempre “per piacere”»), mentre la sua casa in Strada Repubblica era il luogo degli affetti, del riposo, delle amate letture umanistiche e storiche. «Non era solo un avvocato di grande spessore, ma un grande giurista e un docente universitario di chiara fama - ricorda l'avvocato Ugo Salvini, presidente dell'Ordine degli avvocati di Parma - tre caratteristiche che gli davano una grande autorità, ma che lui viveva con estrema riservatezza». Più di una volta, gli stessi giudici lo ascoltavano - in udienza - con l'attenzione di chi aveva da imparare dalla sua cultura e dalla sua preparazione giuridica. L'avvocato Giancarlo Artoni, con cui ha condiviso per un trentennio lo studio in via Petrarca, sottolinea l'essere schivo, l'understatement dell'uomo, la sobrietà mai affettata, ma quasi connaturata al suo essere. «Abbiamo lavorato nello stesso ufficio per trent'anni, condividendo questioni e problematiche di diritto, ma senza poter ricordare di lui mai una parola di troppo». Studi classici al Romagnosi, laurea all'università di Parma, iscritto all'Ordine degli avvocati dal '54, toga d'oro nel 2004, nel 2005 nell’aula dei Filosofi della facoltà di Giurisprudenza, nel corso di un importante convegno organizzato dall’associazione italiana dei professori di diritto amministrativo in collaborazione con la nostra Università, gli era stata conferita la qualifica di Professore Emerito. «Anche se inusuale ritengo di dover assegnare una medaglia a un uomo che è ed è stato per tutti un maestro - aveva affermato l'allora Rettore Gino Ferretti nell’atto della consegna della decorazione -. Il festeggiamento di tanta e quale carriera si inserisce in un contesto, a Bassi dedicato, che affronta una tematica cui tanto lavoro e impegno ha dedicato il protagonista di questo evento nel corso della vita». Parole riverenti, ma soprattutto cariche di affetto, erano state anche quelle di Laura Pineschi, docente di Diritto internazionale, in vece del preside di Giurisprudenza Giovanni Bonilini: «L’occasione è una cornice perfetta in cui onorare una personalità di importante fama professionale e di grande spessore umano. Non posso che riprendere, per titolarlo, che la parola maestro, perché per il nostro Ateneo è stato il fondatore di una scuola. Uomo schivo, riservato e essenziale, Bassi con la pacatezza propria del suo stile ha sempre consigliato con particolare saggezza questa Facoltà, e nei momenti più difficoltosi e in quelli più felici».

Nonostante il carattere schivo lo spingesse a vivere intimamente le sensazioni, Bassi non aveva voluto far a meno di esprimere la propria commozione per la stima ricevuta, pur senza rinunciare alla propria modesta inclinazione: «A voi tutti, ringraziandovi, dico in totale umiltà che non mi sento degno di ricevere in dedica questo convegno e neanche tanta considerazione. Io sono uno studioso molto modesto in quanto nato senza radici culturali: per pura fortuna, terminata la formazione universitaria sono finito in uno studio professionale in cui si portavano avanti studi sul diritto amministrativo dell’epoca. La tematica scientifica che più ho amato nel corso di questi anni e che tutt’ora rappresenta la mia passione è quella ordinamentaria. Sono stato testimone di un periodo epocale per la materia. In cinquant’anni è stato detto e redatto tutto e il contrario di tutto». Nicola Occhiocupo, già più volte rettore del nostro Ateneo e preside della facoltà di Giurisprudenza nonché insigne costituzionalista, afferma: «la scomparsa del professor Bassi suscita sentimenti di profonda commozione e tristezza in quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Uomo fine, cortese, colto, riservato, studioso raffinatissimo e acuto di dritto amministrativo e di diritto pubblico dell'economia, esercitò il suo magistero accademico prima nella università di Sassari, da cui proveniva un altro suo allievo, prematuramente scomparso, Giorgio Cugurra, e poi per decenni nella facoltà di giurisprudenza di Parma, formando generazioni di giovani affermatisi nelle varie professioni giuridiche, economiche e anche nel campo politico, come l'attuale senatore Giorgio Pagliari. Autore di numerose pubblicazioni in cui emergono rigore di metodo, profondità di pensiero, chiarezza espositiva, Bassi ha esercitato anche la professione forense, onorando università e il foro, fulgido esempio per le generazioni future.

Cesare Azzali, direttore dell'Upi così lo ricorda. «E' stato uno dei grandi maestri della facoltà di giurisprudenza, uomo di grande competenza giuridica ma soprattutto maestro di misura e equilibrio nell'affrontare le questioni professionali ed esistenziali, un maestro di pensiero per molti studenti che hanno avuto la fortuna di averlo come professore. Il suo corso di diritto amministrativo resta fra i ricordi e le esperienze più belle e stimolanti della mia vita di studente. Ho poi avuto la fortuna di conservare nel tempo un importante rapporto con lui, per frequentazioni legate a questioni professionali, ma anche personali. Resta il rammarico di non potersi più confrontare con una persona capace di dare un contributo sempre costruttivo della realtà, un altro pezzo della città migliore che perdiamo e che rimpiangiamo». I funerali si svolgeranno lunedì, alle 14,45 nella chiesa di San Giovanni Evangelista per la Villetta. d. b.

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