Sicurezza

San Leonardo, i residenti: «Non ne possiamo più»

San Leonardo, i residenti: «Non ne possiamo più»
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I residenti di San Leonardo riuniti in assemblea lanciano un grido d'allarme: «Non ne possiamo più». I rappresentanti dei gruppi di opposizione Altra politica, Parma unita, Udc e Civiltà parmigiana, promotori della riunione, si mettono in ascolto e si offrono di essere il megafono dei residenti. Ecco il resoconto dell'assemblea e le idee dei cittadini per risolvere i problemi e sensibilizzare le autorità cittadine.

Cittadini esasperati e stanchi di vivere in una zona di città diventata quasi terra di nessuno. Spacciatori in ogni angolo e degrado sotto gli occhi di tutti: nel quartiere San Leonardo la gente non ne può più. E la sala civica a due passi dall’Euro Torri, martedì sera, ha fatto davvero fatica a contenere la rabbia dei tantissimi residenti accorsi per l’incontro pubblico sul tema organizzato dai consiglieri comunali di minoranza Roberto Ghiretti (Parma Unita), Maria Teresa Guarnieri (Altra Politica), Giuseppe Pellacini (Udc) e Franco Cattabiani (Civiltà Parmigiana, assente a causa dell'influenza). «Nessuna speculazione politica, vogliamo ascoltare le vostre istanze e fare da megafono per mantenere alta l’attenzione» puntualizza subito Ghiretti, con la Guarnieri che rimarca il concetto («Si tratta di un tema che interessa tutta la città, senza simboli di partito») e Pellacini che avanza la prima proposta: reintroduzione del servizio notturno della Polizia Municipale, magari anche con auto in borghese.

Tema caldo fin dalle prime battute sono le attività di spaccio stupefacenti che vengono svolte ormai a tutte le ore del giorno e della notte senza alcuna remora e la scarsa presenza delle forze dell'ordine. In questo senso numerosi residenti del San Leonardo chiedono l'attivazione di telecamere come deterrente per la microcriminalità, oltre ad un impiego diverso e più diffuso delle diverse forze di polizia. La risposta del vice questore Massimo Bax, ora in pensione, chiarisce, tra le altre cose, come uno dei modi più efficaci per limitare l'impatto dello spaccio siano i controlli continuativi, frequenti e coordinati da parte delle forze dell'ordine. La proposta è quindi di attivare il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto, con cadenza almeno quindicinale, in modo da esercitare un effettivo coordinamento tra le forze dell'ordine e le istituzioni per dare risposte immediate a seconda dei problemi che emergono nelle varie zone della città.

A spiegare le difficoltà ci pensa poco dopo un rappresentante del sindacato autonomo dei vigili: «Non si può fare molto. Coi numeri attuali la coperta è cortissima. E comunque - spiega - la Polizia Municipale ha un ruolo ausiliario per la pubblica sicurezza, che invece è di competenza di Polizia dello Stato e Carabinieri».

In sala torna a farsi sentire chi invoca più telecamere di videosorveglianza. E chi chiede maggiore sensibilità nell’educare i giovani a tenersi alla larga dagli spacciatori. Escono poi altre richieste e proposte: per risposte concrete ed immediate servono più pattugliamenti delle forze dell’ordine («Altrimenti cosa succede? Che dobbiamo farci giustizia da soli?» si domanda un signore dalla platea) e più controlli contro gente «maleducata e prepotente». Quasi tutti concordi, infine, anche nell’accogliere l’invito a riappropriarsi del proprio quartiere non tanto con la forza («Le ronde non servono, contro sei o sette di questi con le spalle larghe riuscirei a fare ben poco» fa notare un anziano residente), quanto con l’unione tra cittadini.

Particolarmente significativo anche l'intervento di alcuni residenti dei quartieri Pablo e San Lazzaro-Lubiana, giunti in delegazione per far sentire anche in questa occasione la propria voce. Lo scenario è lo stesso evidenziato per il San Leonardo: la gente ha paura, il controllo delle strade sembra essere completamente nelle mani degli spacciatori. Da non sottovalutare poi i problemi di degrado, evidenziati dallo stato di abbandono delle diverse aree pubbliche, dalle difficoltà della raccolta differenziata e dal dilagare di topi e ratti che certo non contribuiscono a rendere sicuro il quartiere.

«In via Savani qualche risultato lo stiamo ottenendo» fa notare un gruppetto giunto in delegazione. «Organizziamoci e riprendiamoci la nostra città». B.F.

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  • Samuele

    19 Febbraio @ 18.29

    Calma e gesso, vedrete che una soluzione definitiva e intelligente la troverà la guarnieri &Co. E' una cosa delicata , ci vorrà ancora qualche decina di anni però intanto hanno ascoltato la gente...

    Rispondi

  • la rivolta di atlante

    19 Febbraio @ 16.19

    la rivolta di atlante

    SMETTEREMO DI PAGARE 2 O 3 TASSE E CON QUEI SOLDI CI PAGHIAMO LA POLIZIA ANCHE PRIVATA .. O FACCIAMO COME I RICCHI E COMINCIAMO A MONTARE I CANCELLI NELLE STRADE DEL COMUNE COSÌ VIVREMO TUTTI IN COMPOUND CON GUARDIOLA ARMATA. DOPO MILANO DUE FAREMO S.LEONARDO 2015 .... CI MANCA SOLO JENA PLINSKY ... ( FILM SOCIAL-FUTURISTA DEGLI ANNI OTTANTA).

    Rispondi

  • filippo

    19 Febbraio @ 13.36

    ma questi cittadini chi hanno votato alle ultime europee? qui a parma il 52% PD....col decreto svuotacarceri del DL 30 06 2014 è stato depenalizzato lo spaccio di droga leggera..dove erano questi cittadini? dove erano quando il PD al governo ha chiuso quasi tutti i centri di espulsione? come si combatte i criminali?

    Rispondi

  • Marzio

    19 Febbraio @ 10.58

    Non è meglio in altri quartieri, né tanto meno nelle aziende dove lavoriamo

    Rispondi

  • Lavapiatti

    19 Febbraio @ 10.39

    Beh almeno si sono interessati del problema...non se ne sono fregati...ora però speriamo non trascurino tutto...se no si riparte da capo...chi viene beccato viene portato SE viene portato in carcere una notte al caldo e il giorno dopo è fuori...io a scuola con un'altra classe avevamo fatto due spettacoli che ci eravamo divisi su un argomento solo: il nostro il primo si chiamava "indignez-vous" il secondo dell'altra classe si chiamava "impegnez-vous" entrambi parlavano di un libro di attualità di un poeta e scrittore francese di cui adesso non ricordo esattamente il nome....ecco proviamo ad applicarlo alla vita reale Se c'è un'indignazione dietro a un problema perché non ci deve essere un impegno per l'indignazione e cercare di risolvere il problema?

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