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Stuprata dal branco nel centro sociale

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Stuprata a turno da cinque giovani di un collettivo di estrema sinistra, che hanno abusato di lei in modo brutale.

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  • marirhugo

    16 Marzo @ 20.36

    Provate a controllarlo questo sito perche' qui io leggo tutt'altre cose da quello che scrivete nelle risposte.. Che ci siano 5 indagati, sul sito, non c'e' traccia. Si legge che ci sono 5 stupratori, neppure presunti, no, stupratori. Sembra quasi che voi vediate cose diverse

    Rispondi

    • Medioman

      17 Marzo @ 10.36

      In effetti, su un altro sito ho letto che erano fascisti, travestiti da comunisti; la ragazza si è lasciata ingannare dalla "divisa".

      Rispondi

      • marirhugo

        17 Marzo @ 14.22

        e qui invece hai letto che sono di sinistra, e per la gazzetta neppure presunti, stupratori. Tu piuttosto ripensa al Circeo.

        Rispondi

        • Medioman

          17 Marzo @ 17.16

          Marirhugo, più che al Circeo ripenso ad un episodio molto simile, accaduto ad alcuni miei "amici del bar" tanti anni fa. Erano in quattro, hanno caricato una ragazza, e sono andati "a fare un giro". Purtroppo, il giro si prolungò: alla ramanzina del padre (perché aveva fatto tardi), la ragazzina rispose che "era stata costretta".... siccome era minorenne, scattò la denuncia. Non ricordo se fossero fascisti o comunisti (avevo amici rossi e neri), ma, secondo me, la ragazza, più che essere "stata costretta", se l'era cercata.... sarà andata così, anche questa volta?

          Rispondi

        • marirhugo

          17 Marzo @ 22.04

          . Cioè morale della favola : prima di tutto c'e' il maschio. poi fascista, comunista, piddino, grillino.... .. MI tocca concordare,

          Rispondi

    • 17 Marzo @ 07.24

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Oppure le vedi diverse tu

      Rispondi

      • Filippo

        17 Marzo @ 14.04

        Non entro nel merito dei fatti, su cui probabilmente con marirhugo non saremmo della stessa opinione, ma sulla questione semantica mi sembra abbia pienamente ragione lui: titolo e breve riassunto qui sopra dicono (ed inducono a credere) cose diverse dalla notizia completa, pubblicata sulla Gazzetta.

        Rispondi

        • 17 Marzo @ 16.19

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Poichè a lei posso concedere una buona fede che invece da tempo non riconosco a marihugo, a lei rispondo più in dettaglio: l'articolo è uno di quelli in paywall, ovvero di quelli a pagamento. Per questo, ma anche per mille altri articoli, titolo e sommario dicono l'inizio, non sono l'articolo. Ma lo stesso vale per qualunque tipo di titolo e sommario: da Bossetti/Yara a Berlusconi al Parma calcio. Comè che nessuno ha mai fatto obiezioni per un titolo analogo se è VIOLENTATA IN DISCOTECA o AGGREDITI A PUGNI PER STRADA o RISSA FRA ALBANESI? Allora diciamo tutte le cose come stanno: 1) Lei (lei che è in buona fede) può aver ragione sul fatto - ne stiamo discutendo anche fra noi, ma non solo in relazione a questa singola notizia - il prodotto gratuito titolo + sommario sia troppo breve (ma d'altra parte, come abbiamo spiegato più volte, se vogliamo che i giornali sopravvivano anche i lettori non possono pensare di avere tutto gratis; nessuna attività durerebbe a lungo in questo modo!) 2) Questa notizia non è trattata in modo diverso dalle altre: è diversa la reazione di certi lettori (non mi riferisco a lei) per motivi politici, non per dissertazioni giornalistiche 3) Il racconto della Gazzetta, cartacea e web, è chiarissimo e correttissimo. Chiaro che se mi fermo a un titolo posso avere dei dubbi 4) Infine le dico che una critica come la sua è uno stimolo a far meglio di cui la ringrazio, mentre le lezioncine di professori di obiettività che sono in realtà assai meno obiettivi di noi avranno sempre altro tipo di risposta. - P.s. - per tornare al "casus belli", laddove il titolo fosse davvero insufficiente questo spazio commenti ospita dal primo giorno chiarimenti, critiche e a volte perfino insulti. Quindi nessuno ci può accusare di aver dato del fatto una versione scorretta: è, ripeto, la notizia di una violenza sessuale, da verificare e confermare come OGNI notizia di violenza sessuale. Solo che la notizia di "questa" violenza (presunta esattamente come le altre), per alcuni non doveva essere data, perchè la libertà di stampa (vedi striscione via Bixio) alcuni la invocano solo fin quando non dà fastidio, non diversamente da quel ventennio al cui ricordo dicono di contrapporsi.

          Rispondi

        • Filippo

          17 Marzo @ 21.43

          Ringrazio per l'articolata risposta, su cui non ho niente da eccepire, tranne il punto essenziale, che però visto che state discutendo anche voi probabilmente è effettivamente controverso: che sia una questione tecnica (sfuggitami altre volte perché quando cazzeggio sul sito, la gazzetta cartacea l'ho già letta, quindi le notizie le conosco già) non toglie però che, anche se per "incuriosire" l'approfondimento del lettore, titolo e sommario non possano risultare fuorvianti rispetto alla notizia in sé e al senso generale dell'articolo. Senza accusarvi di nessuna scorrettezza, ma per amor di logica.

          Rispondi

        • 18 Marzo @ 07.35

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Le sue osservazioni ci stanno. Però ne faccio una io, diretta non tanto a lei ma a certi commentatori di questa vicenda. Guardate adesso la nostra prima pagina e leggete questi tre titoli: VIOLENZA DOMESTICA: VOLANTI IN VIA IMBRIANI , CARABINIERI A SCUOLA: LA DROGA VOLA FUORI DALLA FINESTRA , QUEL BARISTA OFFENDE BUDDHA. Il grado di certezza che noi abbiamo su queste notizie è identico a quello che c'è sulla violenza sessuale di via Testi (e di TUTTE le violenze sessuali di cui abbiamo parlato). E' chiaro che un titolo, nella sua sintetica lunghezza, parte dal fatto. Ed è altrettanto chiaro che ognuno di questi fatti dovrà comunque essere accertato e giudicato. Giusto quindi ragionare insieme su come chiarire sempre meglio. Meno giusto considerare quello di via Testi un caso diverso e particolare: lo abbiamo trattato esattamente come gli altri, questo deve essere chiaro. Grazie

          Rispondi

        • Filippo

          18 Marzo @ 13.34

          Senza voler essere troppo pignolo, però mi sembra che tutti e tre i titoli da lei citati siano aderenti ai fatti, mentre nel caso in oggetto fra un po' potrebbe venir fuori che le cose non stavano esattamente così. "Indagati per stupro nel centro sociale": senza voler insegnare niente a nessuno, ma mi sembra sarebbe stato altrettanto sintetico e molto più appropriato.

          Rispondi

        • 17 Marzo @ 16.19

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Poichè a lei posso concedere una buona fede che invece da tempo non riconosco a marihugo, a lei rispondo più in dettaglio: l'articolo è uno di quelli in paywall, ovvero di quelli a pagamento. Per questo, ma anche per mille altri articoli, titolo e sommario dicono l'inizio, non sono l'articolo. Ma lo stesso vale per qualunque tipo di titolo e sommario: da Bossetti/Yara a Berlusconi al Parma calcio. Comè che nessuno ha mai fatto obiezioni per un titolo analogo se è VIOLENTATA IN DISCOTECA o AGGREDITI A PUGNI PER STRADA o RISSA FRA ALBANESI? Allora diciamo tutte le cose come stanno: 1) Lei (lei che è in buona fede) può aver ragione sul fatto - ne stiamo discutendo anche fra noi, ma non solo in relazione a questa singola notizia - il prodotto gratuito titolo + sommario sia troppo breve (ma d'altra parte, come abbiamo spiegato più volte, se vogliamo che i giornali sopravvivano anche i lettori non possono pensare di avere tutto gratis; nessuna attività durerebbe a lungo in questo modo!) 2) Questa notizia non è trattata in modo diverso dalle altre: è diversa la reazione di certi lettori (non mi riferisco a lei) per motivi politici, non per dissertazioni giornalistiche 3) Il racconto della Gazzetta, cartacea e web, è chiarissimo e correttissimo. Chiaro che se mi fermo a un titolo posso avere dei dubbi 4) Infine le dico che una critica come la sua è uno stimolo a far meglio di cui la ringrazio, mentre le lezioncine di professori di obiettività che sono in realtà assai meno obiettivi di noi avranno sempre altro tipo di risposta. - P.s. - per tornare al "casus belli", laddove il titolo fosse davvero insufficiente questo spazio commenti ospita dal primo giorno chiarimenti, critiche e a volte perfino insulti. Quindi nessuno ci può accusare di aver dato del fatto una versione scorretta: è, ripeto, la notizia di una violenza sessuale, da verificare e confermare come OGNI notizia di violenza sessuale. Solo che la notizia di "questa" violenza (presunta esattamente come le altre), per alcuni non doveva essere data, perchè la libertà di stampa (vedi striscione via Bixio) alcuni la invocano solo fin quando non dà fastidio, non diversamente da quel ventennio al cui ricordo dicono di contrapporsi.

          Rispondi

  • carlone1973

    15 Marzo @ 13.24

    codardi...che possiate ricevere lo stesso trattamento da 100 persone superdotate!!!

    Rispondi

  • Parmantifascista

    15 Marzo @ 10.29

    Dopo l'articolo di venerdì 13 marzo 2015, a firma Chiara Pozzati, che paventava l'ingresso di "nuovi occupanti" nello stabile che ospita il Sovescio in via Bixio (notizia priva di ogni fondamento con l'evidente obbiettivo di far saltare l'accordo tra amministrazione comunale e associazione Senza Frontiere sul trasferimento nello stabile di Via D'Azeglio), apprendiamo oggi con stupore dalla sempre ben informata giornalista, di un'inchiesta dei carabinieri su un presunto stupro che sarebbe avvenuto nel 2010 all'interno di una sede in via Testi. La sede cui si fa riferimento è una stanza di 40 metri quadri, utilizzata da diversi gruppi e associazioni di movimento per svolgere le proprie riunioni, e si trova all'interno di un grande stabile su tre piani che ospita gli uffici di altrettante numerose e svariate associazioni; nell'articolo, questa sede, diventa strumentalmente -non a caso- addirittura un centro sociale(!). Quello che sappiamo oggi su questa vicenda è, come scritto nell'articolo, che le indagini sono ancora in corso, dunque vincolate dal segreto istruttorio, che sia accusa che difesa sono obbligate a rispettare; per questo motivo non abbiamo elementi utili a verificare se queste pesanti accuse abbiano un fondamento. Ma il giornale degli industriali, oltre a poter costruire false inchieste e false "notizie-bomba" come quella di ieri, evidentemente, può anche violare i segreti della procura e delle forze dell'ordine in tutta tranquillità ed impunità. La Gazzetta, paladina della legalità, pare essere esente dal rispetto della stessa. Forse, l'articolo nasce su imbeccata dei carabinieri, che sappiamo servirsi in questo caso delle informazioni tendenziose di un noto delatore, il quale, per motivi a noi ancora non del tutto chiari -forse ricattato?- li aiuta a mettere in piedi un'ampia campagna diffamatoria nei confronti dell'intero movimento. Lo scopo della Gazzetta è sempre lo stesso, stavolta utilizzando un metodo più bieco ed infamante: criminalizzare il movimento per i diritti sociali e le occupazioni, e cercare di impedire la riuscita delle vertenze e delle trattative in corso con le istituzioni cittadine. Se queste indagini avessero un qualche riscontro oggettivo, i collettivi e i gruppi della Parma Antifascista ne sono completamente estranei: qualsiasi pratica sessista e ancor più qualsiasi tipo di violenza sulle donne, contro cui lottiamo da sempre, hanno sempre trovato e troveranno la nostra più ferma condanna. Parmantifascista

    Rispondi

    • 15 Marzo @ 10.54

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - 1) Vicenda Sovescio/ via Bixio? Qualunque documento di precisazione è ben accetto. IL giorno dopo la notizia, Radio Parma (anche lei di proprietà degli industriali) ha cercato di far intervenire in diretta esponenti del movimento: chiedere per conferma a Katia Torri 2) Segreto istruttorio "violato"? Non sembrerebbe l'elemento più importante della questione. O avete scritto lettere simili a questa anche per tutte le violazioni del caso Ruby? Quello che conta (d'accordissimo su questo) sono i fatti e la loro verifica. Atteniamoci a quelli. 3) "Costruire false inchieste e false notizie bomba"? Le notizie che la Gazzetta ha dovuto smentire sono assai rare, perchè siamo soliti fare verifiche reali: se fosse come dite voi, non saremmo qui dopo 280 anni... 4) Carabinieri, delatori..? Sono cose che dovete spiegare in procura o agli avvocati degli indagati: non è la Gazzetta ad iscrivere persone nel registro degli indogati per violenza sessuale presunta. Noi ne abbiamo dato notizia, come per mille violenze sessuali: in discoteca o in qualunque altra via o località. E sempre in prima pagina (vedere archivio Gazzetta) 5) "Criminalizzare" un movimento? Cinque persone non sono un movimento, come 8 vigili presunti picchiatori e razzisti non sono un corpo di Polizia municipale. Anche se forse nel caso Bonsu foste meno preoccupati delle "criminalizzazioni del giornale degli industriali" 6) Violenza sulle donne (ovviamente da verificare in tribunale): qui la pensiamo esattamente allo stesso modo vostro, pur senza le 20 righe di equilibrismi e sentenze che precedono quella frase. Che forse bastava, ed era anche meglio dello striscione squadrista di via Bixio su una collaboratrice che ogni giorno cerca di procurarsi notizie, non certamente a senso unico.

      Rispondi

      • marirhugo

        15 Marzo @ 14.07

        La violenza e' da verificare, lo scrivete voi ("ovviamente da verificare in tribunale") ma allora questo che' e' scritto sul sito che roba e'? "Stuprata a turno da cinque giovani di un collettivo di estrema sinistra, che hanno abusato di lei in modo brutale" A me pare che messa cosi, per voi, ci sia poco da verificare.

        Rispondi

        • 15 Marzo @ 15.17

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Caro amico, non è colpa mia se tu guardi le figure anzichè leggere. Titolo di prima pagina "Cinque giovani dei centri sociali indagati per violenza sessuale?". Sai cosa vuol dire indagati? Vuol dire che sono certamente colpevoli? No: vuole dire, per chi conosce l'italiano, che sono indagati. E quindi "la violenza (come l'omicidio di Yara per Bossetti o come abbiamo visto con la concussione di Berlusconi per Ruby) è da verificare". Niente: oggi proprio non sei in forma. Consiglio ulteriore riposino.

          Rispondi

        • marirhugo

          15 Marzo @ 21.14

          C'e'una foto qui sopra su questo sito e si legge "Stuprata dal branco nel centro sociale" e sotto "Stuprata a turno da cinque giovani di un collettivo di estrema sinistra, che hanno abusato di lei in modo brutale" Questo è o no il sito web della Gazzetta di Parma? Sul giornale c'e' scritto ""Cinque giovani dei centri sociali indagati per violenza sessuale?"? Bravi, mettetelo anche sul sito grazie

          Rispondi

        • 16 Marzo @ 07.10

          REDAZIONE GAZZETTADIPARNA.IT - Sotto a quella foto l'articolo dice: "Stuprata a turno da cinque giovani di un collettivo di estrema sinistra, che hanno abusato di lei in modo brutale. È questo il castello accusatorio degli inquirenti" Ecc. ecc. ecc. Torna a dormire

          Rispondi

  • marco850

    14 Marzo @ 22.15

    sarei curioso di vedere i commenti se uno stupro fosse avvenuto a casa pound: tutti a tuonare contro i fascisti.. ma mi chiedo, a oltre 70 anni di distanza ha ancora senso parlare di fascismo? a quanto pare il problema sono questi estremisti di sinistra che ora non si limitano più a occupare, devastare, picchiare eccetera... arrivano allo stupro di branco.... aspettiamoci il ritorno delle p38 a questo punto....

    Rispondi

  • baluba

    14 Marzo @ 20.21

    Verci sono loro che si definiscono antifascisti e il luogo è la sede dell' antifascismo. Non siamo noi o la gazzetta ad aver dato nomi o patenti, ma gli stessi autori del gesto. Quindi è inutile che continui a tirare fuori storie di 70 anni fa.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      15 Marzo @ 11.58

      LA TUA POSIZIONE E' una "posizione di 70 anni fa" . Il luogo in cui sarebbe stato commesso il delitto era un "centro sociale" come avrebbe potuto essere una bocciofila. I delinquenti possono esserci sia da una parte che dall' altra. SIETE VOI CHE CI SPECULATE SOPRA.

      Rispondi

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