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IL CASO

Paride Mori, il governo premia i figli

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Il governo riabilita il bersagliere traversetolese Paride Mori, capo della Brigata Mussolini. Il sottosegretario Delrio consegna ai figli la Medaglia con la seguente motivazione: «In riconoscimento del sacrificio offerto alla Patria». Scoppia la polemica. Cosa farà adesso l'esecutivo-Renzi?

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  • Vercingetorige

    16 Marzo @ 19.28

    IN EFFETTI , anche senza voler entrare nel merito , le Istituzioni , qualunque cosa facciano , a questo punto ci fanno la figura dei cioccolattini . Come si fa a dire : "adesso che abbiamo dato la medaglia , indagheremo su chi l' abbiamo data " ? Cose fatte a casaccio , senza nessun coordinamento , ai massimi vertici istituzionali . Dilettanti allo sbaraglio . Torno a fare la mia proposta : lasciamo le cose come stanno.

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  • siamo messi male

    16 Marzo @ 15.01

    Se hanno intitolato un'aula a Carlo Giuliani...vale tutto

    Rispondi

    • giorgiop

      16 Marzo @ 16.58

      giorgiop

      Esatto.

      Rispondi

  • baluba

    16 Marzo @ 13.53

    Verci, ma co dìt? Allora perché guareschi è stato deportato in Germania, in pochi hanno aderito alla rsi? Quelli che hanno avuto scelta, molti hanno aderito alla rsi ed è pure normale per un soldato, mantenere la parola data verso il propri alleati e al proprio leader. Sarebbe stato vergognoso il contrario. Ci sono storie di ufficiali della Marina che all' ordine di consegnare la nave agli alleati piuttosto l' hanno affondata, e sono affondati con essa(prenda nota il sig. Schettino). Molti non hanno nemmeno avuto la possibilità di aderire alla Repubblica sociale perché si trovavano in giro per il mondo a combattere. Quello che è certo, è che tra i partigiani i soldati erano molto pochi. Comunque entrando nel fatto specifico, e cioè della concessione e della probabile revoca della medaglia, così come era successo per la via a travrrsetolo, sembra palese che quando di queste cose se ne occupa una commissione di storici non politica, il Mori venga sempre premiato.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      16 Marzo @ 16.56

      I MILITARI ITALIANI CHE HANNO ADERITO ALLA RSI SONO STATI UNA PICCOLA MINORANZA , perchè erano tutti ben consapevoli che l' RSI non rappresentava l' Italia , ma uno stato fantoccio nelle mani di Hitler . Lo stesso Mussolini , quando fu liberato da Campo Imperatore dai nazisti , rendendosi conto d' essere condannato a fare il bamboccio, pare abbia detto : "Questa non ci voleva !".Quando fu insediata la Repubblica Sociale, soldati italiani "in giro per il mondo a combattere" non ce n' erano piu' , perchè eravamo stati cacciati ovunque. La Flotta italiana si consegnò compatta agli Inglesi nel porto di Malta . La corazzata Rex fu affondata dai nazisti durante il viaggio . Coi nazisti rimase solo la "X MAS". I militari del disciolto Regio Esercito nelle file partigiane erano molti , compreso il leggendario "Pablo" , capo dei Partigiani nel Parmense , che era un Ufficiale di Artiglieria. Poi, essendo i Partigiani un Esercito irregolare , senza un Ufficio Matricola , ci si infiltrò di tutto.

      Rispondi

  • giorgiop

    16 Marzo @ 10.30

    giorgiop

    Luca, al di là della ricostruzione storica, precisa e puntigliosa della quale mi complimento, quello che non riesco a capire è quale sia la ragione per la quale un governo (minuscolo voluto) dapprima riconosca il valore della persona e poi, a cose fatte, tenti una penosa marcia indietro che non solo fa male alla famiglia del defunto ma a tutta la pubblica opinione che ha visto nella persona un semplice soldato che ha fatto, come tanti altri e di tutti gli schieramenti, il proprio dovere. O meglio, riesco a capire che quando si tratta di coinvolgere la sinistra e le sue propaggini propagandistiche, tutto cade e tutto diventa oscurabile, insabbiabile, nascondibile. Gli orrori delle foibe non hanno avuto la stessa visibilità, per esempio, delle fosse ardeatine grazie a tutti coloro che volutamente hanno sempre taciuto. Nel caso specifico si sta svolgendo, sulla ormai persa pelle del soldato, una ignobile cagnara politica degna di un paese delle banane quale politicamente siamo. La tua ricostruzione mi fa pensare che tu sia della famiglia o molto vicino al soldato; se è così hai tutto il mio supporto, altrimenti semplicemente lo do alla memoria del defunto. E adesso aspettiamo che esca fuori qualche militante antifascista dell'ultima ora a darci lezione di storia.

    Rispondi

  • Luca

    16 Marzo @ 08.50

    Il governo su pressioni dell'ANPI,Centri sociali,SEL ed altri armamentari dell'"antifascismo militante" farà marcia indietro e una figura barbina. Paride Mori non era "capo della Brigata Mussolini", era capitano dei bersaglieri addetto alla movimentazione ferroviaria a Verona che dopo l'8 settembre 43 aderì, come tanti soldati,alla RSI e andò volontario sul fronte orientale nella valle dell'Isonzo coi suoi uomini a difendere quelle terre dagli sconfinamenti dei Titini.Con grande sacrificio di uomini e grande coraggio e nonostante l'inferiorità numerica i bersaglieri di Mori riuscirono a tenere le posizioni ma nel febbraio del 1944, caduto in un imboscata dei partigiani comunisti di Tito, il capitano fu ucciso e il suo corpo fu orrendamente oltraggiato.Al capitano Mori fu conferita la Medaglia d'Argento al Val Militare per il coraggio e spirito di sacrificio, caduto a difesa dei confini d'Italia, non partecipò alla guerra civile e pare che la sua sola ed unica colpa è quella di aver indossata la divisa "sbagliata".Luca

    Rispondi

    • Vercingetorige

      16 Marzo @ 11.03

      NO ! "TANTI SOLDATI ITALIANI" NON ADERIRONO ALLA RSI ! La maggior parte dell' esercito italiano fu disarmata e deportata in Germania (tra i deportati c' era anche Giovannino Guareschi) . Furono pochissimi i nostri soldati che accettarono di giurare fedeltà all' RSI . La maggior parte rifiutò (compreso Giovannino Guareschi ) . Del resto gli stessi tedeschi si fidavano poco e preferivano non averci nei piedi . Si limitarono ad addestrare , in Germania , alcuni piccoli reparti . L' Arma dei Carabinieri fu , di fatto , sciolta , perchè i nazisti la consideravano fedele più al Re che a Mussolini. Molti Carabinieri disertarono e combatterono con la Resistenza .Non parliamo poi di Cefalonia. CON QUESTO NON VOGLIO DIRE CHE IL CAPITANO MORI SIA STATO UN CRIMINALE DI GUERRA . ma che indossasse la divisa sbagliata è fuor di dubbio. COMUNQUE , FAREI UNA PROPOSTA : PERCHE' NON LASCIAMO LE COSE COME STANNO ?

      Rispondi

      • giorgiop

        16 Marzo @ 17.02

        giorgiop

        E quale era quella giusta in quel momento, così tanto per capire il concetto astruso.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          17 Marzo @ 11.33

          QUAL' ERA "QUELLA GIUSTA IN QUEL MOMENTO" l' ha già detto la Storia.

          Rispondi

      • Medioman

        16 Marzo @ 14.33

        Signor Vercingetorige, se "tanti soldati italiani" non aderirono alla RSI fu anche per motivi pratici: la maggior parte erano figli di contadini, con poderi e stalle da mandare avanti. Per quelli residenti al di sotto degli Appennini, oltretutto, non era facile raggiungere Salò, così, magari.... continuarono a "simpatizzare" pur avendo abbandonato la divisa.

        Rispondi

      • Luca

        16 Marzo @ 14.25

        De Felice e lo storico Virgilio Ilari indicano le forze armate della RSI in circa 600.000 uomini mentre le fonti tedesche nei loro precisi rapporti parlavano di 780.000 uomini.Dopo l'8 settembre, con quel "capolavoro" politico e tattico di Badoglio,la maggior parte dell'esercito italiano si squagliò come neve al sole e i soldati ne pagarono duramente le conseguenze da parte dell'ex alleato tedesco.Le scelte individuali di chi, in buona fede e mosso da sinceri ideali, prese in quei determinati momenti non si possono giudicare con il senno del poi.Sia il partigiano dell'Osoppo o il bersagliere Mori ,in quel contesto e su fronti diversi, operavano per mantenere italiane quelle terre minacciate dall'invasione dei partigiani di Tito supportati dai compagni italiani e quindi io penso che i nostri cari amministratori politicamente corretti si tengano pure le strade intitolate a Tito o a Togliatti che la Med d'Arg. al V.M. Capitano Paride Mori sarà onorato di non stare in loro compagnia.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          16 Marzo @ 17.01

          TANTO CHE MOLTI PARTIGIANI "GARIBALDINI" "SUPPORTARONO" A TAL PUNTO l'invasione dei Partigiani di Tito da finire nelle Foibe.

          Rispondi

        • Luca

          16 Marzo @ 20.25

          ironia della sorte......dovrebbe sapere che il maggior numero di comunisti ammazzati li ha fatto il comunismo stesso. Ad ogni modo si rilegga la tragedia di Porzus sull'eccidio dei partigiani della Osoppo da parte dei "garibaldini"comunisti del famigerato Toffanin e capirà come la manipolazione della resistenza da parte del PCI abbia condizionato per anni la politica di questo sfortunato paese destinato a rimanere diviso per colpa di coloro che continuano ad alimentare odio di parte.

          Rispondi

        • Vercingetorige

          17 Marzo @ 11.28

          GUARDI l' "ODIO DI PARTE" LO ALIMENTA LEI . I Partigiani erano un Esercito irregolare , senza un Ufficio Matricola , per cui ci sono stati , inevitabilmente , infiltrazioni di delinquenti che approfittavano del disordine per spacciarsi come "partigiani" , ma , invece di combattere i nazifascisti , rubavano , violentavano , uccidevano. Ad un certo punto i Partigiani , quelli veri , fecero una Polizia Partigiana , apposta per perseguire i responsabili di questi crimini . Non pochi furono fucilati dagli stessi Partigiani . Per la strage di Porzus ci furono processi e condanne . Se io volessi fare maldicenza storica , come fa lei , potrei aggiungere che alcuni hanno ipotizzato che la "Osoppo" fosse una creatura dei Servizi Segreti angloamericani in funzione anticomunista , dalla quale nacque poi "Gladio" , che , per vent' anni , insanguinò l' Italia, da piazza Fontana in poi.

          Rispondi

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