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Via Newton, il piccolo club del rastrello

Via Newton, il piccolo club del rastrello
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Un parco invaso dai rifiuti e ostaggio di maleducazione e vandali, come raccontano i suoi frequentatori. Ma c'è chi ha deciso di fare la propria parte...

Chiara Cacciani

Il piccolo club del rastrello si riunisce puntuale alle 8.30 per tre giorni a settimana. Giancarla, nonna di 6 nipoti, Mara, neopensionata, e Sabrina, ferrea nel voler restare invisibile a taccuini e macchine fotografiche. Ma solo a loro, perché per il resto no, è impossibile non notare questo terzetto in azione nel parco Galeone di via Newton: testa bassa, occhio allenato e mani svelte, attrezzate di guanti, sacchetti e sì, il rastrello di cui sopra («se no come si fa a tirar su tutti i mozziconi?»).

Mara, Giancarla e Sabrina: custodi volontarie e senza bisogno di «grazie» di uno spicchio prezioso (e frequentatissimo) di verde nel cuore del Lubiana, con strategica vista scuole.

«Abito in zona da 3 anni e il parco lo vivo quotidianamente, soprattutto coi nipoti – racconta Giancarla, che di cognome fa Ferrari –. Ogni mattina scendevo alle 8 col cane e camminavo tra quel che restava soprattutto dei bivacchi della notte. E allora ho cominciato da sola». Che significa tirar su cartacce, mozziconi, preservativi, lattine, contenitori di succhi di frutta, cartine di caramelle e vetri rotti. «Fino a quando una mattina ero così disperata per la sporcizia che ne ho parlato a una mia vicina».

Mara Boni, appunto, che vive affacciata sul parco da 12 anni e vuole che sia «un piacere guardarlo dalla finestra. E da quando sono in pensione finalmente posso dedicarmi a questo progetto. Lo faccio volentieri, e lo faccio anche sapendo che il giorno dopo sarà probabilmente uguale. E io ci ritornerò, coi miei guanti e i miei sacchetti. Lo faccio da cittadino e in questo senso sì, ho accolto l'appello del sindaco: credo che ciascuno di noi, individualmente, può aiutare a migliorare le cose».

Passeggiata col cane dopo passeggiata, e vedendole motivate e indaffarate, anche Sabrina si è unita a loro. «La gente ci guarda con stupore, a volte forse ci considerano poco normali. “Tanto c'è Iren...”. Invece qui i problemi restano, e noi volevamo fare la nostra parte – spiega Giancarla –. Abbiamo stabilito dei buoni rapporti con chi viene a pulire, e abbiamo rassicurato chi pensava potessimo togliergli del lavoro. E per quanto riguarda gli altri fruitori del parco, noi non speriamo tanto che qualcuno si unisca a noi, ma piuttosto che ci aiutino sporcando meno e mettendosi una mano sulla coscienza».

«E in effetti – ammette Mara – da quando ci siamo noi a pulire le mamme un po' ci hanno seguito. Il nostro è un appello alla civiltà, e l'esempio è importante, importantissimo». «Anche per questo è un peccato non essere riusciti a collaborare con la scuola», si dispiace Giancarla. Che auspica anche una maggiore attenzione e un maggiore ascolto da parte di Comune e Iren. «I tempi sono quelli che sono, lo sappiamo. Ma ciascuno deve fare la sua parte: e qui servono manutenzione del verde e delle strutture, e affrontare il tema della sicurezza». Parlano di giochi lasciati rotti per mesi nonostante mille segnalazioni («e fino a quando un papà non ha preso un trapano e sistemato quel che poteva»), altri che ancora attendono di essere restituiti ai bambini, di erba tosata solo dopo tante insistenze («e con l'erba alta non si vede cosa si calpesta, non si vedono le deiezioni dei cani e nemmeno i mozziconi»), di rami caduti sotto il peso della neve e rimasti in giacenza due mesi nonostante tante chiamate che segnalavano il pericolo per i bambini. E del problema – sentitissimo – dei vandali.

«E quando comincia la bella stagione – rincara la dose Mara – qui non si dorme più: nell'area del parco arrivano ragazzi che urlano, divelgono cestini, dormono, si drogano, fanno l'amore. Utilizzano quel salottino di tavoli e panchine sotto le tettoie: che è molto bello, per carità, ma per cittadini civili. O il Comune si viene a riprendere i suoi arredi, oppure deve esserci della vigilanza. Noi abbiamo dimostrato che facciamo la nostra parte, ma perché quando facciamo queste segnalazioni non viene mai nessuno?».

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  • fortunato

    24 Maggio @ 17.42

    vogliamo mettere a posto la città da queste nefandezze si o no, basta !!!!!! vogliamo più sicurezza, più controlli dai vandalismi ,ormai siamo stanchi , basta!!!!!

    Rispondi

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