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Ecco la mappa dello spaccio

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Una città divisa per zone. E a ogni zona corrisponde una banda di spacciatori e un tipo di sostanza. Mentre torna di moda l'eroina ecco la fotografia dei supermarket dello sballo: sempre aperti e sempre affollati. Di pusher e di clienti.

Luca Pelagatti

E' come al supermercato: si trova di tutto. E a prezzi di saldo. La qualità no, quella non diminuisce. Anzi migliora. La differenza è che i centri commerciali ad una certa ora chiudono. Il market dello sballo no. E soprattutto che i negozi si trovano in certe zone. I venditori di droga invece sono ormai ovunque. E in questo campo il fallimento non esiste.

Non è una esagerazione: il quadro è sotto gli occhi di tutti. I pusher hanno ormai colonizzato le strade e i parchi di tutta la città e i residenti sono passati dal fastidio alla rabbia. E poi alla rassegnazione. Le forze dell'ordine, per parte loro, fanno quello che possono. Gli spacciatori infatti conoscono bene le regole e sanno come fare lo slalom tra i guai. Se ci si aggiunge che i recenti decreti hanno reso assai improbabile l'arresto per spaccio si comprende quale possa essere la situazione. Che difficilmente migliorerà.

Tanto che ormai è assai difficile trovare zone di Parma non toccate dalla presenza degli spacciatori. Che agiscono a qualsiasi ora. Le uniche fasce orarie in cui il discount della roba sembra sonnecchiare sono quelle del mattino. Ma già nel primo pomeriggio i cavalli prendono posto. E fanno affari d'oro.

San Leonardo è una delle zone in cui la presenza dei pusher è più evidente. Quest'area è colonizzata dai nigeriani specializzati in cocaina e marijuana. La mappa dello spaccio infatti si potrebbe disegnare di diversi colori: ad ogni zona corrisponde, prevalentemente, un gruppo etnico. E ad ogni etnia si abbina un certo tipo di sostanze. I nigeriani, come detto, oltre a San Leonardo hanno occupato la zona di piazzale Pablo, via Buffolara e via Reggio. Lo smercio avviene secondo una modalità ben collaudata. Gli spacciatori nascondono la sostanza tra le siepi, nei muretti, vicino ai cestini. Poi, senza nulla addosso che possa creare problemi in caso di controllo delle forze dell'ordine, si mettono ad aspettare i clienti. In realtà, per questo ruolo esistono due tipi di figure: i cavalli in bici e gli osservatori a piedi. I primi sono quelli che fisicamente battono i marciapiedi senza sosta. Basta giusto uno sguardo o un gesto discreto per attirare la loro attenzione: i soldi passano di mano e il pusher sputa una pallina che tiene in bocca.

Oppure, velocemente grazie alla bici, torna dove la droga è stata nascosta e la prende per consegnarla al cliente. Il tutto dura pochi istanti. E poi si aspetta il successivo. Gli osservatori a piedi, spesso piazzati agli incroci, invece hanno un duplice ruolo: controllano che non arrivino vetture della polizia ma soprattutto tengono d'occhio, da lontano, il luogo dove è nascosta la merce che scotta.

Piazza della Pace, invece, è terra di nessuno. Nel senso che si trovano venditori di ogni provenienza: nigeriani, senegalesi, tunisini. I primi piazzano la coca, i senegalesi la marijuana, i tunisini anche eroina e coca. Qui non si lavora in bici ma a piedi. Le dosi sono nascoste nelle fessure del palazzo della Pilotta e intorno al vascone e al monumento a Verdi. Anche qui il cliente aspetta gironzolando nel prato che il venditore recuperi la dose. Poi rapido passaggio di mano e ognuno per la propria strada. Analoga la situazione nella vicina via Verdi e nelle laterali: anche qui le provenienze dei rivenditori sono varie. I clienti invece sono per lo più italiani.

Sono nostrani anche quelli che spacciano intorno alle pensilina di via Toschi e ai giardini di San Paolo. In queste aree la merce è diversa: francobolli di acido, ketamina, ecstasy, ovvero le sostanze che vanno a ruba durante i rave party e in certi locali dove rimbomba la musica elettronica. Le chiamano in gergo «fun drugs», droghe del divertimento. Di spassoso però hanno poco: sono intrugli chimici, messi insieme chissà dove e da chi, e agiscono sui neurotrasmettitori. Dicono i medici che bastano poche decine di assunzioni per avere danni permanenti a livello celebrale.

L'Oltretorrente è invece un quartiere colonizzato dai tunisini; il loro campo di azione è concentrato su eroina, coca e hashish ma nella loro lottizzazione dello sballo hanno lasciato degli spazi di cui si sono impossessati i soliti nigeriani attivi in particolare in piazzale Inzani e nei borghi circostanti. Tra i due gruppi, per il momento, non ci sono stati problemi.

«C'è spazio per tutti», ammettono alcuni degli investigatori che invece monitorano con particolare attenzione le guerre per il territorio tra i pusher di nazionalità tunisina. In passato i problemi più grossi, con anche un paio di morti, sono nati tra le bande provenienti da Sfax opposte a quelle di Tunisi. Ora sono subentrati i gruppi di pusher di Kairouan. E la tensione resta alta tra chi punta a prendersi il business tutto intero.

Anche il mercato in via dei Mille, nel parcheggio al centro delle carreggiate e nei pressi di piazzale Santa Croce è diviso in due: ancora nigeriani e gli attivissimi tunisini che controllano anche alcuni altri borghi del centro storico e le aree verdi. Al parco Ferrari, decisamente ripulito rispetto al passato non è difficile comprare coca e hashish ma ora il parco dove si lavora di più è il Falcone e Borsellino. La riprova è il viavai di clienti ma anche certi tragici regolamenti di conti: nel 2013, in tre mesi esatti, ci sono stati due omicidi di spacciatori nordafricani. Il movente il solito: controllo del mercato e sgarri nella gestione degli affari.

Infine le zone più centrali, quelle della movida: qui si trovano anche diversi italiani che piazzano qualche dose all'interno del giro di amici. Il passaggio di sostanze si svolge in casa o durante le serate da passare in compagnia. Per rifornirsi questi piccoli spacciatori preferiscono Bologna: la zona intorno al parco della Montagnola è diventato il centro all'ingrosso in particolare per le droghe sintetiche.

E il resto della città? Almeno quello resta pulito? In parte. Ma, come detto, ci sono commercianti di polverine che hanno provato a invadere mercati vergini. Un po' per dare meno nell'occhio ma anche per non pestare i piedi a concorrenti che potrebbero prenderla male. Così, non è impossibile trovare qualche pusher isolato anche nella zona di San Lazzaro. Per clienti di passaggio.

Si, perché oltre ai discount sempre aperti c'è anche un altro canale: quello a domicilio. Ci sono spacciatori infatti che, per fidelizzare il cliente, lasciano un numero di cellulare. «Mi chiami e te la porto direttamente a casa o dove vuoi», è facile sentirsi dire bazzicando l'ambiente.

E' proprio come al supermercato: il cliente ha sempre ragione. E per non perdere un affare si fa qualunque cosa.

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  • Roberto19

    28 Giugno @ 16.17

    Domanda: Visto che si conosce bene ma molto bene chi sono dove spacciano, visi noti segnalati e ormai ben famosi alle televisioni locali (vedi telecamere ben piazzate) in vari quartieri...........dobbiamo andare avanti ancora molto con questo VERGOGNSO DEGRADO o si può fare qualcosa di più che non sentirsi ripetere il solito " Non possiamo farci nulla abbiamo le mani legate, li mettiamo dentro e poi dopo due ore sono fuori.......) Ho letto decine di articoli sul problema ma nulla cambia . Per l'ennesima volta a chi fa comodo tutto questo? Alle mafie locali? Ai finanziatori di armi per i vari e futuri attentati? Isis .....? Dove va tutto quel denaro?

    Rispondi

  • fortunato

    27 Giugno @ 17.21

    non si può vedere questa schifezza, ma dove viviamo. Perché non si fa niente ???

    Rispondi

    • filippo

      27 Giugno @ 21.51

      perché il governo della città è in mano ad uno che viene da rifondazione, e quello nazionale alla sinistra...hai ma visto uno di sinistra chiedere di punire gli spacciatori ? ovviamente stranieri, per quelli italiani anche 20 anni vanno bene

      Rispondi

  • Alex

    27 Giugno @ 12.52

    Italiani, finlandesi o svedesi spacciano la droga perché altri Italiani, finlandesi o svedesi ne fanno uso?? Finchè c'è domanda, c'è offerta!

    Rispondi

    • filippo

      27 Giugno @ 19.31

      la domanda non è reato, l'offerta si.....informati

      Rispondi

      • Alex

        28 Giugno @ 15.04

        E'per dire: se a Parma ci sono tanti compratori di erba o di tutto quello che viene spacciato (di cui tanto ci si lamenta) è perchè a Parma se ne fa un uso importante, a cominciare dagli extracomunitari e finire ai parmigiani stessi. Che sia reato o meno............Caro Filippo, cogli il senso del commento senza fare il sapientone.

        Rispondi

  • Gio

    27 Giugno @ 10.39

    Giorgio R.

    ASSURDO ! Più c'è offerta (come nel gioco di azzardo) più c'è gente che ci "casca" e si ammala. ELIMINARE GLI SPACCIATORI E GLI ARRIVI DI DROGA. Certo è che per tanti motivi a spacciare sono da quel che si vede e si sa stranieri.

    Rispondi

  • Massimo

    27 Giugno @ 10.17

    Il piccolo spaccio non è più punito dalla legge quindi mappa o mica mappa il fenomeno non è destinato a scomparire.

    Rispondi

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