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Incidenti in moto, giugno nero

Incidenti in moto, giugno nero
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L'ultima vittima è stata, lunedì scorso, Maurizio Toscano, 45 anni, padre di tre figli. Con lui sono quattro i motociclisti parmigiani che, a giugno, hanno perso la vita nelle strade del Parmense o altrove.

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  • salamandra

    01 Luglio @ 16.46

    Sarebbe anche ora di rendere obbligatori guard rail che non uccidano i motociclisti. Con quelli attuali un motociclista sbalzato dalla moto va a colpire i paletti tipicamente procurandosi danni maggiori rispetto a quelli della caduta. Esiste la possibilità di aggiungere ai guardrail delle fasce plastiche di protezione nella parte inferiore dei guard rail.

    Rispondi

  • lol

    01 Luglio @ 12.53

    Armi mortali, si deve ridere o piangere per questa definizione? al posto di sparare sentenze da dietro una tastiera, quando vedete un motociclista dategli la precedenza. al posto di lamentarvi dietro una tastiera. E non confondete uno scooterista con un motociclista, c'è differenza. Ma per favore che ragionamenti piccoli piccoli.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      01 Luglio @ 18.03

      A PROPOSITO DI "RAGIONAMENTI PICCOLI PICCOLI" : al motociclista diamo volentieri la precedenza quando ce l' ha , quando , invece , non ce l' ha , deve darla lui , e , questo , vale allo stesso modo per motociclisti , scooteristi , ciclisti e carri a trazione bovina !

      Rispondi

      • Oberto

        01 Luglio @ 22.28

        e si come no, diamogliela questa precedenza, soprattutto quando non ce l'hanno, altrimenti come fanno a fare quei bei numeri a tutta canna.

        Rispondi

        • 02 Luglio @ 07.37

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Quando scriviamo su certi temi, ricordiamoci - perlomeno dei temi - che stiamo parlando di tragedie umane, ammesso e non concesso che le colpe siano sempre di chi sta su un mezzo e non su un altro. Credo che un tema così delicato necessiti di riflessioni un po' meno superficiali e da tifosi da stadio che se la prendono solo con gli "avversari": io giro tantissimo con tutti i mezzi,e posso testimoniare - da cronista - che i "numeri" (spesso pericolosissimi) li fanno motociclisti, automobilisti ciclisti e pedoni, senza eccezioni. E ci possiamo mettere anche qualche autista di bus. Quindi sforziamoci di parlarne più seriamente, e magari anche con meno leggerezza nei toni. Grazie

          Rispondi

        • lol

          02 Luglio @ 10.36

          Certo che la precedenza si da quando ce l'ha, e vale per tutti. Pensavo fosse un ragionamento non scontato, scontatissimo. Però molte volte su una strada diritta, vedendo nella moto un mezzo piccolo, si tende a svoltare tagliandole la strada. Il mio era un riferimento a certi commenti. Come la differenza tra moto e scooter, sono quest'ultimi, per la maggior parte, che superano a destra, salgono sui marciapiedi e via dicendo. Un pò comè paragonare un automobilista ad un possessore di smart. E poi scusate, se vedete uno correre, anche se ovviamente non dovrebbe ed avete la precedenza, che fate? Gli tagliatetagtagliate la strada perché, giustamente, ci siete prima voi? Costringendolo ad una brusca frenata e magari con più gravi conseguenze. Auto o moto che sia. Quando si guida si deve guidare con la testa degli altri, non con la prepotenza di avere la precedenza, purtroppo è così. Io, almeno, la precedenza la do anche quando è mia, se è il caso.

          Rispondi

  • Vercingetorige

    01 Luglio @ 11.35

    SUI SINGOLI CASI DEVE GIUDICARE LA MAGISTRATURA , NON IL GIORNALE , NE' , TANTOMENO , I LETTORI . Ciò premesso , è vero che i motociclisti tendono a "smanettare" un po' troppo col gas , ed è vero che , avendo un veicolo con un ingombro limitato , pensano di poter passare dappertutto , PERO' E' ANCHE VERO QUEL CHE VADO PREDICANDO INVANO DA ANNI : UNA DELLE PRIME CAUSE DEGLI INCIDENTI STRADALI E' IL MANCATO RISPETTO DELLA PRECEDENZA ( la velocità aggrava le conseguenze , ma raramente è la causa prima ) ! Un' infrazione pericolosissima e molto frequente , che , però , purtroppo , NON VIENE MAI PERSEGUITA , se non DOPO che l' incidente è avvenuto , ma , a quel punto , che ce ne facciamo ?

    Rispondi

    • sabcarrera

      01 Luglio @ 13.07

      Purtroppo in Italia si va sempre sul singolo caso e la magistratura ma ormai non è più un singolo caso dato che succede spesso e non più un caso dato che sono eventi regolari d'estate. In paesi civili la società prende dei provvedimenti per ridurre i morti ma siamo in Italia ed il cinismo ui morti in strada è normale.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        01 Luglio @ 18.05

        I morti in strada , purtroppo , ci sono in tutto il mondo ed il cinismo pure .

        Rispondi

  • Eddard

    01 Luglio @ 10.49

    castamerains@gmail.com

    Non capisco questo accanimento contro i motociclisti, ma dai commenti, ne evince tutta la frustrazione che gli automobilisti accumulano e, spesso, manifestano nei confronti delle due ruote con atteggiamenti scorretti, pericolosi e di totale incuranza, come in questo caso. A "sindaco" vorrei dire se non sa dove e quando mettere la freccia e la cito: in cui "nessuno" sa quando mettere la freccia.., nessuno appunto, quindi nemmeno lei, di andare a ripassarsi il codice della strada… In incidenti come questo la freccia serve a ben poco certo, ma la palese totale mancanza di precedenza da parte dell'auto e di chi ne è alla guida è gravissima. Troppo spesso infatti, chi guida ragiona (se va bene) con un semplice "ci sto prima di questo" senza valutare e considerare i rischi che spesso possono scaturirsi da manovre troppo azzardate. La verità è che c'è molta ignoranza, da parte degli utenti stradali che guidano solo l'automobile, nel comprendere quanto un'azione propria considerata leggerezza o dimenticanza, possa invece avere un effetto disastroso nei confronti di chi maggiormente è esposto ai rischi e non mi riferisco solo ai motociclisti, ma alle biciclette e ai pedoni. Il guidare è diventata una consuetudine, un'azione troppo disinvolta. Se un automobilista si rimettesse alla guida della propria automobile dopo aver trascorso una giornata su due ruote in mezzo al traffico sono certo sarebbe più sensibile e meno superficiale nel valutare le proprie responsabilità e i rischi delle proprie azioni, Non giustifico certo i motociclisti indisciplinati, ma bisogna smetterla di pensare che siano le automobili le sole e uniche padrone della strada. A chi suggerisce alle moto di andare a correre in pista, potrei rispondere, se regalassero meno patenti B (dato che in 40 anni di vita non conosco una persona, che sia una, a nn essere riuscita ad ottenerla) ci sarebbero meno incidenti, meno morti, meno traffico e meno inquinamento. Riflettere prima di parlare….

    Rispondi

    • sindaco

      01 Luglio @ 12.19

      forse non ci siamo capiti. Io le frecce le uso, ma se gli altri intorno a me non lo fanno, serve a ben poco, perchè a quelli che non le usano gli interessa evidentemente poco anche delle frecce degli altri. seconda cosa, io su 2 ruote ci vado, anche se su "miseri" scooter, avrò accumulato ormai quasi 100mila km in scooter nella mia vita, quindi so benissimo cosa si prova a essere spesso in balia del traffico e viceversa. D'accordissimo sul dare meno patenti, ma in questo paese le scuole guida non servono a IMPARARE A GUIDARE, ma a PRENDERE LA PATENTE, che sono cose diversissime. Riguardo al "ci sto prima di questo", mi costringe a scrivere una frase un pò cruda (e forse verrà censurata) che non ha scritto nessuno ma che hanno pensato tutti, vedendo le foto dell'incidente di colorno: "MA A QUANTO CASPITA ANDAVA QUELLA MOTO????? MA CHE COGNIZIONE AVEVA??" e non vado oltre con commenti ancora più crudi, dato che c'è di mezzo una persona morta e la morte in ogni caso va rispettata.

      Rispondi

      • Oberto

        01 Luglio @ 22.35

        si purtroppo è una tragedia, e a pesarci bene avendo dei bambini anche io, mi sono commosso pensando all'accaduto, ma è anche vero che vedendo la foto ho pensato anche io a quello che ha scritto nelle ultime righe sindaco.

        Rispondi

  • Gianluca

    01 Luglio @ 08.58

    Non è civile lasciare che delle armi mortali (fanno oltre i 200 all'ora) possano girare nelle nostre strade. I criminali sono quelli che le costruiscono, ben sapendo che uccideranno migliaia di persone. E' ciò in nome del PIL. Per fortuna verrà giorno che auto e moto con velocità superiore al limite (ora 130 Km/h) non potranno essere costruite e noi saremo considerati dei barbari. Troppo assurdo e tragicamente ridicolo mettere in commercio bolidi quando c'è un limite massimo di velocità (conquista - anche se ora solo teorica - della civiltà, in alcuni paesi). Anni fa pensare a limite massimo di velocità era impossibile. Sarà uguale per la vendita dei mezzi motorizzati. Ma nel frattempo avremo avuto tanto inutile dolore. Quindi, prima ci si arriva ....

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