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Crollano le vaccinazioni

Crollano le vaccinazioni
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Crollano a Parma e provincia le vaccinazioni antinfluenzali e pediatriche: non solo quelle raccomandate, ma anche quelle obbligatorie. E tornano malattie che avevamo quasi debellato. Ecco i problemi che la sanità locale si trova ad affrontare.

Monica Tiezzi

A Parma il picco delle vaccinazioni anti-influenzali è stato nel 2005: quell'anno si misero in fila negli ambulatori dei medici di base e in quelli dell'Ausl quasi 70 anziani su 100. Da allora è stato un calo continuo, con il dato «drammatico», dice Ettore Brianti, direttore sanitario dell'Ausl di Parma, del 2014: una copertura vaccinale del 42,2%, «la percentuale più bassa in Regione, che ha una media del 50,6%», continua Brianti.

Le cose non vanno meglio per quanto riguarda le vaccinazioni pediatriche obbligatorie: difterite, tetano, polio ed epatite B, da eseguire entro i 24 mesi di vita, passate in 5 anni da una copertura vaccinale del 98% al 95%. «Sotto questa soglia, certe malattie debellate ricompaiono», chiarisce Carlo Signorelli, docente di igiene all'Università di Parma e presidente della Società italiana di igiene. Come è successo in Catalogna, dove il 27 giugno di quest'anno è morto di difterite (malattia debellata dal 1920) un bambino di sei anni, non vaccinato.

Il fenomeno delle obiezioni alle vaccinazioni non è infatti solo italiano (anche se in Italia ha attecchito più che altrove): epidemie di morbillo si sono verificate lo scorso inverno nel Regno Unito e in Usa, tanto che la California (focolaio del contagio) ha emanato a fine giugno una legge che rende questa vaccinazione obbligatoria. Il contrario di quello che si fa in da noi, dove il Veneto dal 2008 ha sospeso l'obbligo per tutte le vaccinazioni.

Il novembre scorso anche l'Ecdc, l'agenzia dell'Ue contro le malattie infettive, è corsa ai ripari con una risoluzione, recepita anche dal nostro ministero della Salute, che chiede contromisure per arginare «un fenomeno che passa inosservato, ma che porta ad un aumento dei casi di morbillo e rosolia congenita e alla ricircolazione di batteri e virus che avevamo sconfitto», dice Signorelli.

Come risultato, l'anno scorso l'Italia ha fronteggiato la peggiore epidemia di morbillo in Europa: 1.686 casi. E a marzo una delegazione dell'Oms è venuta a Roma a tirarci le orecchie, raccomandando provvedimenti urgenti.

Oltre alle obiezioni dei genitori ai vaccini obbligatori (che prevedono un dissenso scritto, vedi a fianco), sono infatti in caduta libera anche le cosiddette vaccinazioni solo «raccomandate»: morbillo, parotite, rosolia, pneumococco, meningococco, pertosse, antiemofilo. A Parma nel 2014 (fanalino di coda in Regione) le coperture in alcuni casi si sono fermate poco sopra l'87%. E i contagi si sono moltiplicati.

L'anno scorso sono finiti all'ospedale Maggiore - dice Icilio Dodi, medico della pediatria generale e d'urgenza - quattro bambini in condizioni critiche per il morbillo. «Anche i circa 150 bambini che vengono ricoverati ogni anno per le polmoniti potrebbe drasticamente calare se aumentassero le vaccinazioni contro il pneumococco», fa notare Dodi, che lamenta anche un calo delle coperture fra i bambini con patologie. Ancora più gravi possono essere le conseguenze del morbillo per gli adulti, con complicanze e strascichi, dice Bianca Borrini del servizio Igiene pubblica dell'Ausl. Come è accaduto di recente alla gestante parmigiana che, per la malattia, ha avuto un parto prematuro.

Anche la mancata vaccinazione antinfluenzale comporta alti costi sociali e umani: l'ultima epidemia stagionale a Parma e provincia ha fatto morire due parmigiani (54 in tutta l'Emilia Romagna) e ne ha spediti 12 in rianimazione (169 in tutta la regione). Senza contare le morti «silenti» di tanti anziani in seguito all'influenza, che restano fuori dalle rilevazioni ufficiali.

Le motivazioni dei movimenti anti-vaccinazioni sono sostanzialmente quattro, come le riassume Dodi: «La sottovalutazione del rischio delle malattie infettive; la paura degli effetti collaterali dei vaccini, spesso sovrastimati o destituiti di fondamento; le informazioni reperite su siti web che, nove volte su dieci, parlano male dei vaccini; la percezione che non vaccinarsi sia segno di maggiore informazione e cultura». Il tutto unito allo scetticismo verso «big pharma» e alla fiducia nella medicina naturale.

«La scomparsa di tante malattie infettive, una conquista delle campagne vaccinali, passa sotto traccia agli occhi degli obiettori», dice Marella Zatelli, responsabile del servizio malattie infettive dell'Ausl. «Non si deve dimenticare che i due grandi capisaldi della sanità pubblica sono acqua potabile e vaccini. Dove mancano, la vita media si ferma a 40 anni», conclude Signorelli.

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  • Berta

    09 Luglio @ 17.54

    Non ho detto che è COLPA degli extracomunitari o dei profughi. Ho detto semplicemente che anche se tu non vai in cerca del mondo, il mondo di OGGI viene da te. E che, visto che in MOLTI paesi del mondo le vaccinazioni (che si fanno in Europa GRATIS dal Dopoguerra in poi) NON sono ancora purtroppo una realtà, è da irresponsabili credere e illudersi che certi rischi NON esistano più. Non solo mettendo in pericolo la vita dei propri figli, ma anche quella di persone innocenti, per es. proprio la tua vicina peruviana cinquantenne emigrata in Italia da vent'anni che, non per colpa sua, non ha potuto godere dei nostri stessi PRIVILEGI da "primo" mondo quand'era bambina e certe malattie potrebbe perfettamente prendersele. Come vedi è proprio il contrario, IO, Gianni, ecc ci preoccupiamo della salute di TUTTI, anche degli emigrati, altri invece se ne sbattono altamente dandosi arie da ecologisti zen. È troppo comodo tergiversare i ragionamenti altrui in malafede in mancanza di argomenti...

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  • Bastet

    09 Luglio @ 17.17

    THE DUDE: svegliati,boccalone!!!! MA CI ARRIVI O FACCIAMO UN GRAFICO? se prima di tot mesi i bambini non possono essere vaccinati e tuo figlio di 4 anni non lo è.....per colpa sua ,pcioè tua e di tua moglie,potrewbbero ammalarsi tutti i bambini che ,per legge ,ancora non possono vaccinarsi! MA HAI FIGLI? NO,VERO? si vede!!!!

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    • riskdesign

      10 Novembre @ 08.11

      ti faccio uan domanda; e se a non essere vaccinato è il genitore del bambino di 4 anni? quanti adulti conosci che hanno fatto tutti i richiami?? dico ci siete o ci fate??

      Rispondi

  • Bastet

    09 Luglio @ 17.16

    the dude :SVEGLIA!!! I BAMBINI PRIMA DEI 3 MESI o forse 6.,.....non si possono vaccinare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SVEGLIA!!!!!boccalone!!!!!!! che se tuo figlio non fa i vaccini previsti per l'anno di vita.....fa ammalare mezzi giardinetti! ci arrivi...o faccio un grafico??????????????????????? ci sono dei vaccini? e allora si fanno!!! altrimenti o torni a casa tua...o si chiamano i servizi sociali!!!!! perché sei un genitore di merda! NON è DIFFICILE,EH?

    Rispondi

    • TheDude

      10 Luglio @ 12.41

      Post talmente sgramamticati andrebbero chiusi automaticamente. Inoltre anche il contenuto che si riesce a comprendere è semplicemente delirante. Avanti così, verso il baratro col sorriso sulle labbra.

      Rispondi

  • Berta

    09 Luglio @ 13.44

    I rischi del ritorno di queste malattie mortali ci sono eccome. Con l'immigrazione di massa e incontrollata anche dal punto di vista sanitario da persone provenienti da paesi in cui la vaccinazione è un optional per miseria e non per scelta, non possiamo sapere con chi veniamo in contatto ogni giorno. Per es., nel caso della difterite a Barcellona (commento censurato??) non si sa da chi sia stato contagiato il bambino visto che né lui né la sua famiglia erano stati all'estero. Qualcuno dall'Asia , dall'Africa o dall'America Latina, chi lo sa? Per la cronaca, gli altri figli di quella coppia sono stati vaccinati d'urgenza e, per fortuna per loro, non era troppo tardi. Comunque non oso immaginare il rimorso con cui dovranno vivere per il resto dei loro giorni quei genitori che hanno, seppure involontariamente, UCCISO il figlio con una decisione TUTTA loro.

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  • Andrea

    09 Luglio @ 13.06

    Sono davvero contento di leggere tutti questi commenti pro-vaccinazione, di gente che usa la ragione invece di fidarsi delle prime cose lette sulla Rete. Scegliere di non vaccinarsi danneggia tutti, non solo chi fa questa scelta scellerata. Inoltre prima di prendere decisioni riguardo ad una qualsiasi cosa, il buon senso richiederebbe di essere abbastanza a conoscenza dell'argomento. Prendere decisioni sanitarie senza contattare un vero professionista ma informandosi su internet è la stessa cosa di voler progettare un palazzo senza essere architetti, ma leggendo qualche rivista di arredamento. @Stefano: va bene leggere i foglietti informativi, ma bisogna anche capirli. Posso capire che leggere cose come "virus inattivato", "batterio indebolito" o "anatossina difterica" possa spaventare, ma una persona che ne capisce dell'argomento comprende bene il significato senza farsi sopraffare dall'emotività. Vorrei sapere quali sono queste incredibili sostanze tossiche che ha letto sui foglietti illustrativi. Per quanto riguarda le controindicazioni, qualunque sostanza le ha. Ho detto sostanza, non farmaco: mi trovi anche una sola sostanza che in determinate concentrazioni non sia tossica e le offro un caffè. Le controindicazioni ci sono per qualunque cosa. Bisogna valutare il rapporto rischio/beneficio, ma questa valutazione dev'essere fatta da professionisti e non da chiunque.

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