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Parcheggi selvaggi, caos a Lagdei

Parcheggi selvaggi, caos a Lagdei
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Lagdei è una delle attrattive ambientali principali dell’Appennino, ma vive alcune criticità. La principale: la viabilità. Anzi, i parcheggi. Ecco cos'è successo ieri.

Alex Botti

Lagdei è una delle attrattive ambientali principali dell’Appennino, ma vive alcune criticità. La principale: la viabilità. Panorami fantastici, natura incontaminata e ricettività di alta qualità, per un colpo d’occhio che lo rende uno dei posti più belli da visitare, ma a volte il traffico arriva anche qui.

In alcuni periodi dell’anno infatti, l’affluenza di gente è talmente alta che questo aspetto diventa un problema serio, con rischi conseguenti molto grandi. L'inconveniente, per esempio, si verifica nelle domeniche di luglio e agosto. Il caldo, il bel tempo, i giorni di vacanza portano tante persone a scegliere di passare una giornata in montagna al fresco. Se poi aggiungiamo la riapertura della seggiovia e una manifestazione sportiva, la situazione degenera e l’area arriva al collasso.

Ma perché si arriva a questo? I motivi di questa situazione, che per fortuna si verifica in modo sporadico (basti dire che l’anno scorso, causa la stagione incerta per tutta l’estate, non ci sono mai stati problemi), sono riconducibili a due cause: l’inciviltà e la mancanza di attenzione da parte degli automobilisti e la gestione e la regolamentazione da parte di chi di dovere. Nei giorni di massima affluenza infatti, il problema più grosso di tutto diventa il parcheggio. Fino a che i posti nelle aree dedicate nella piana di Lagdei non sono esauriti, tutto procede normalmente, ma quando sono tutti occupati e le vetture continuano ad arrivare, il parcheggio diventa «selvaggio». I vari autisti, che siano di automobili, camper o moto, spesso non si curano di rispettare le poche norme vigenti e ancor meno quelle di buon senso. È a quel punto che si iniziano a vedere mezzi parcheggiati sui passaggi pedonali, davanti alle cartine impedendone la fruizione, accanto a cancelli, davanti alle fontanelle impedendo di potervi accedere. E poi il peggio: i mezzi parcheggiati male, che occupano più posto di quello che potrebbero occupare, non consentendo ad altri di posteggiare, e il parcheggio «ovunque si riesca» nella strada che da località Cancelli porta a Lagdei.

Senza parlare del divieto di parcheggio a monte che mai viene rispettato. A controllare? Nessuno. Tutti cercano di avvicinarsi il più possibile a Lagdei, per evitare di dover fare due passi in più, con queste conseguenze. Ed oltre al danno la beffa: in località Cancelli c'è un parcheggio di recente costruzione che spesso rimane vuoto.

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  • Daniel Bernoulli

    13 Luglio @ 18.23

    Seggiovia e strade aperte a tutti. Dare la possibilità ad ognuno di arrivare dappertutto con mezzi meccanici. A questo serve avere il territorio inserito in ben due parchi (Nazionale e Regionale)? Questa è la politica turistica dei nostri amministratori? Lagdei, Lago Santo e Lagoni, in estate diventano luoghi da evitare; pieni di smog, di polvere, di rumori assordanti; gli scarichi dei rifugi riversano liquami direttamente nei corsi d'acqua (Lagdei) o sul terreno (Lago Santo). Presidenti e Direttori dei Parchi, responsabili della gestione del territorio, non hanno mai sentito parlare di sostenibilità ambientale? Di eccessivo sfruttamento di aree fragili sotto il profilo del carico antropico? E tutto questo a vantaggio di chi? Solo dei gestori di rifugi e impianti di risalita, che per la maggior parte non sono neppure residenti in loco. Invito turisti e gitanti a fermarsi nei paesi del nostro comune, dove pure sono presenti strutture ricettive e dove si può passare una giornata sicuramente più tranquilla che nella piana di Lagdei. D. Bernoulli

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  • filippo

    13 Luglio @ 13.30

    Maxbonny: la motocavalcata è uno scempio e i permessi hanno solo lo scopo di legalizzare lo scempio. Se essere pseudo-ambientalista e disinformato è pensare che sia uno scempio allora lo sono, non mi offendo. Sappiate solo che ormai vi odiano tutti voi enduristi, siete come i cacciatori. Sono inutili le vostre cene per accogliere fondi e fare quelli attenti al sociale..non avete rispetto degli altri, la favola che sistemate i sentieri non la beve più nessuno, fatti un giro a Cozzano o Montagna a a vedere come siete rispettosi...firmato Uno Pseudo Ambientalista non informato

    Rispondi

    • maxbonny

      13 Luglio @ 14.26

      Rispondo con piacere per colmare la Sua disinformazione e mi fa ulteriormente piacere che Lei abbia nominato due zone in particolare. Io pratico il fuoristrada in moto dal lontano 1978 e anche da prima che io cominciassi, le zone di Cozzano, Calestano, Marzolara, Monte Sporno, e Monte Montagnana sono sempre state le più frequentate dai fuoristradisti. Fatto sta che dopo quasi quarantanni di "disastro ambientale" le carraie sono sempre le stesse e ancora attualmente percorribili con qualsiasi mezzo adatto....compresi i piedi, anche i suoi. Nello specifico, al Monte Montagnana sino agli anni 80 si accedeva solo superando una pietraia molto impegnativa e arrivati ai pratoni si poteva godere il meritato riposo. Da quando invece i Suoi amici ambientalisti hanno aperto una agevole strada sterrata larga 8 metri che da Ravarano consente di arrivare al Montagnana anche con una 500 scarburata, su quegli stupendi prati si trovano montagne di sacchi del rudo, residuo di "amici della natura".

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  • sabcarrera

    13 Luglio @ 11.46

    Italiani che vanno a fare una camminata in montagna poi devono parcheggiare il più vicino possibile al rifugio

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  • PEPOMAN

    13 Luglio @ 10.32

    SIAMO ITALIANI SIAMO I SOLITI ITALIANI ED è GIUSTO CHE GLI ALTRI CI PRENDANO IN GIRO SIAMO RIDICOLI NON SIAMO UN POPOLO CIVILE.....è COSI' PURTROPPO POPOLO...POI è UNA PAROLA GROSSA SIAMO UNA ACCOZZAGLIA DI GENTE CHE PENSA SOLO AL SUO ORTICELLO E ALLA SUA BELLA AUTO...PULITA...PULITA

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  • bastiano

    13 Luglio @ 10.31

    non lamentiamoci di questa cosa che è purtroppo arcinota! Non esiste alcuna volontà di regolamentare questo l'accesso da parte dei gestori ma soprattutto da parte del Comune di Corniglio. La forestale è li che guarda e guardie comunali non se ne vedono . Ci si fa prendere dalla volontà cieca di portare clienti ai 3 rifugi interessati (lagoni, Lagdei, Mariotti). D'inverno è ancora peggio con sprovveduti che si avventurano e poi si piantano nella neve con blocco della strada a lagdei. Tempo fa si facevano le spole con i pulmini . Adesso è un caos generale. Con l'ultima trovata poi di rinnovare la agibilità della seggiovia che si avvia al mezzo secolo di funzionamento (!), si estende il caos anche al Mariotti. La soluzione è sotto gli occhi di tutti e sarebbe anche molto ovvia per gli amanti della montagna e cioè chiudere le sbarre raggiunto il numero di quelle 100 o poco più macchine che ci possono stare e mandare le macchine al parcheggio dei cancelli oppure servizio navetta . Un avviso già a Bosco che le sbarre sono chiuse. la gente deve sapere che non è detto che a lagdei o lagoni ci arrivi in macchina sino alla soglia del bar! ALtrimenti aspetti come si fa con i musei, oppure vai altrove, oppure stai a casa.

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