PROTESTA

Sindaci: no alla chiusura delle Poste

Sindaci: no alla chiusura delle Poste
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Tredici sindaci della provincia hanno manifestato contro l'annunciata chiusura degli uffici postali periferici. Con indosso la fascia tricolore, hanno incontrato il prefetto Forlani e il direttore delle Poste. Annunciate nuove proteste se le loro richieste non saranno accolte. Scopri il contenuto del documento consegnato.

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  • Paolo

    28 Luglio @ 11.50

    paolo.regg@email.it

    Questo succede quando si mettono i soldi prima dell'Uomo, cioè quando è il libero mercato, cioè la vittoria della disumanità, ad imperare. Per intenderci è come funziona l'Europa d'adesso, quella che affama i popoli a beneficio della partita doppia: ne siamo una prova noi italiani con la politica di Monti ed adesso di Renzi; ne è una prova la Grecia, con la gente che per vivere deve rovistare nella spazzatura. Non che l'aspetto economico debba essere trascurato: tutt'altro! Ma non può essere al primo posto e nemmeno al secondo nella scala dei valori. L'importante è spendere bene i soldi. Si è perso completamente il concetto di servizio alla cittadinanza che non può fare i conti con i costi, pagati dalla tasse che la nazione versa a livelli stratosferici; ed anche la riduzione promessa probabilmente resterà tale o, tutt'al più, sarà di entità risibile. Non illudiamoci di quanto suonano i pifferai magici della politica in cerca di consensi quando calano nei sondaggi. Le poste, come i trasporti pubblici, le forze dell'ordine e via elencando sono servizi essenziali per la cittadinanza e non devono, né possono fare lucro. Appartengono a quel che paga la fiscalità, che, ripetiamo, è a livelli astronomici per tutti. Non vale quindi più il mantra sempre ripetuto "che non ci sono soldi"; ci dicano piuttosto dove va a finire quel rastrellamento di denaro che tanto decurta stipendi e pensioni, nonché quel che paghiamo a caro prezzo con IVA (l'aggiunta di quasi un quarto del costo del bene acquistato!), accise (solo per la benzina è più di 1 € al litro), diritti e via dicendo. La questione è piuttosto di quei nostri soldi spesi male, verso interessi più o meno occulti ed illeciti, in una mastodontica corruttela, in favoritismi di camarille varie, in costi parassiti della macchina politica e tant'altro. È ovvio che il denaro da tanto che è (complessivamente il 40% ed oltre del reddito nazionale: una cifra immensa) si riduca a poco e, con la scusa del libero mercato, si riducono e peggiorino i servizi. Il rimedio è in mano a noi italiani, che, mai dimenticare, siamo i detentori della sovranità nazionale. Impariamo ad usarla.

    Rispondi

    • Alfonso

      28 Luglio @ 16.49

      Sta facendo un misto di concetti e complotti abbastanza aberrante. Il mercato delle Poste un libero mercato? se lo fosse effettivamente avremmo riduzione dei prezzi e concorrenza sui servizi. Non mi sembra il mercato italiano delle Poste (per ora) il caso, nonostante l'apertura. Ha mai pensato che chiudere quegli uffici potrebbe evitare diseconomie di scala? Meglio pensare a poteri occulti in effetti....

      Rispondi

      • Paolo

        29 Luglio @ 11.27

        paolo.regg@email.it

        Signor Alfonso apprezzo la Sua obiezione pur non capendo che cosa ci sia di "aberrante" e dove ho scritto di "complotti". Lei ritiene che il libero mercato, che per i servizi è la privatizzazione, sia foriero di minori costi e risparmi; nella pratica si è invece visto che è il contrario: pensi alle ferrovie da un'azienda autonoma dello Stato ora sono nove società (con conseguenti poltrone dirigenziali e loro seguito); il servizio è notevolmente scaduto (lo dice la cronaca). Il privato deve fare -giustamente- lucro, mentre il pubblico deve soltanto spendere bene i soldi. Le Poste sono ora un SpA e, per quanto lo Stato sia grande azionista, vengono gestite come un'azienda commerciale. Un servizio serve i cittadini e non il bilancio: è lo Stato sociale, attento alla persona nel senso della solidarietà. E non dirà che contribuiamo poco con la fiscalità! I "poteri occulti" non li dico io ma la cronaca quotidiana dello sfacelo nazionale, che come un cancro hanno pervaso tutta la nazione.

        Rispondi

    • federicot

      28 Luglio @ 12.34

      federicot

      non ho ben capito di chi sia la colpa.....dei marziani? la Sfi..a? Non ho capito a chi dobbiamo chiedere dove finiscono i soldi. Soprattutto non ho capito chi siano i ladri i corrotti e i corruttori. ...o forse la risposta è sempre la stessa? GLI ALTRI.

      Rispondi

      • Paolo

        28 Luglio @ 15.22

        paolo.regg@email.it

        Gentile Federicot, ringraziandoLa dell'attenzione che ha posto al mio commento. Per risponderLe devo precisare che quel che ho scritto è un promemoria relativo a quanto lamentato -giustamente- dai sindaci ampliandolo al concetto di servizio pubblico. La colpa di tutto questo malaffare è della politica (a tutti i livelli di amministrazione pubblica), cioè di chi decide cosa fare nella nazione ed ha in mano i soldi della fiscalità. La colpa è del disinteresse diffuso dei cittadini verso la politica, delegando la sovranità con un voto elettorale e poi non curandosene più. "Gli altri" che Lei nomina siamo noi stessi, con la nostra indifferenza a come veniamo amministrati. Per ottenere risposte bisogna organizzarsi in buon numero e richiedere (in modi da studiare di volta in volta) i rendiconti ai "nostri dipendenti eletti". Non posso dettagliare di più in così breve spazio; richiede contatti, incontri, progetti ed applicazioni. In modi democratici, pacifici ma forti e decisi.

        Rispondi

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