Prostituzione

Due minorenni salvate dai vigili

Due minorenni salvate dai vigili
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Nuovi «risvolti» nel mondo del sesso a pagamento della nostra città. Due nigeriane di appena 17 anni fermate e accompagnate in caserma dagli agenti della Polizia Municipale. Donne dell'est che vendono prestazioni per pochi euro in pieno giorno al Parco Ducale. A fronte di un mercato che non conosce flessioni, ci sono istituzioni e realtà - Comune e volontariato - che si impegnano con forza per contrastare questo fenomeno.

Pierluigi Dallapina

Agli agenti della Polizia municipale continuavano a ripetere di essere grandi abbastanza per rimanere sulla strada e guadagnarsi da vivere con l’unica cosa che riescono ad offrire: il proprio corpo.

Ma al contrario delle parole, a non mentire è stato il loro volto da bambine e il loro corpo, analizzato attraverso uno speciale esame medico in grado di stabilire con precisione l’età attraverso la radiografia delle ossa. Una volta scoperta la verità, per le due minorenni di 17 anni provenienti dalla Nigeria è scattata la segnalazione ai servizi sociali e la successiva attivazione di un percorso di allontanamento dal mondo della prostituzione. Un mondo abitato da trafficanti senza scrupoli, che non si sono fatti problemi a sbatterle sulla strada praticamente nude, tanto che in un caso è stata una agente, mossa da compassione e senso del pudore, ad andare a comprare mutande e reggiseno per coprire la ragazza trattenuta nella caserma di via del Taglio. I dettagli dell’operazione vengono resi noti dalla Polizia municipale, al termine di un’attività di indagine contro la prostituzione minorile durata una ventina di giorni e scattata in seguito a numerose segnalazioni relative alla presenza di prostitute dai lineamenti adolescenziali.

La prima ragazza è stata notata lo scorso 19 agosto in strada Argini Enza, una delle vie del sesso insieme a via Emilia Ovest (nei pressi di San Pancrazio) e via Emilio Lepido (nella zona di San Prospero). La 17enne era in strada, quasi nuda, quando verso le 15.30 è stata affiancata da una lussuosa Bmw, guidata da un italiano di 74 anni e residente a Milano. La prontezza degli agenti ha impedito il verificarsi dell’atto sessuale fra l’anziano e la minorenne, subito accompagnata in caserma e affidata alle agenti del nucleo Antiviolenza, che si sono preoccupate di vestirla, di tranquillizzarla e di farle da interprete, dato che parlava solo inglese. L’esame auxologico (in grado di stabilire l’età radiografando le ossa) ha confermato i sospetti degli agenti, che nel giro di un pomeriggio sono stati in grado di ricostruire la storia della giovane, sbarcata a Lampedusa tre mesi prima. Intenzionata ad abbandonare la prostituzione, la minorenne è stata affidata ad una struttura protetta, mentre il 74enne è stato indagato per il reato di utilizzo della prostituzione minorile e ora rischia una multa dai 1500 ai 6000 euro e da uno a sei anni di reclusione.

Venerdì scorso, in strada del Macchione, gli agenti della Municipale hanno scoperto un’altra minorenne costretta a prostituirsi, sempre grazie all’esame auxologico. Anche in questo secondo caso la ragazza era quasi nuda, ma prima di salire sul furgone che l’ha caricata ha indossato rapidamente una felpa. Una volta fermata, con lei c’erano due cingalesi che sostenevano di volerla accompagnare ad un fast food della zona. Peccato che per farlo stavano usando il mezzo di proprietà di una ditta di spedizioni, che è stato sottoposto a fermo per tre mesi. Grazie all’esperienza degli agenti, anche questa 17enne ha deciso di collaborare e di abbandonare la strada, accettando di essere trasferita in una comunità protetta. «Il contrasto di questi fenomeni è fondamentale per assicurare una buona qualità della vita. Ricordo che a Parma esiste un’ottima collaborazione con la procura della Repubblica che ha istituito un pool contro la violenza sulle donne», commenta Gaetano Noè, comandante della Polizia municipale.

Sesso al Parco Ducale

Nel fronteggiare il drammatico mondo della prostituzione, fatto di violenze, soprusi, ricatti e minacce, agli agenti della Polizia municipale capitano anche situazioni surreali, al limite del grottesco, che però alla fine si rivelano utilissime perché capaci di svelare fenomeni totalmente sconosciuti ed inaspettati. A rivelare involontariamente una forma di sesso a pagamento che si svolge a due passi da centro, e per di più in pieno giorno vicino a bambini e famiglie, è stato un cliente insoddisfatto, talmente insoddisfatto da arrivare a chiamare i vigili per pretendere la restituzione della somma pagata, dato che la prestazione non era stata garantita. L’uomo si trovava al Parco Ducale, e dopo aver pagato una donna di mezza età originaria dell’Est Europa che gli offrire sesso orale in cambio di 5 euro, al rifiuto della donna ha pensato che non poteva fare altro se non chiamare le forze dell’ordine per farsi ridare i soldi. Incuriositi dalla bizzarra situazione, gli agenti della Polizia municipale hanno deciso di indagare più a fondo, e nel giro di poco tempo hanno scoperto l’esistenza di un nutrito gruppo di collaboratrici domestiche, di età compresa fra i 40 e i 60 anni, che si ritrova al Parco Ducale e che è disposto ad offrire sesso orale per pochi euro. I rapporti, e qui sta l’aspetto più squallido della vicenda, avvengono nei bagni del parco, gli stessi bagni utilizzati dalle mamme con i bambini nei momenti di bisogno e dagli altri frequentatori del parco abituati ad usare i wc per finalità più «tradizionali». Le stranezze però non si limitano al Parco Ducale, perché come è facile immaginare, quando si parla di sesso la fantasia e i gusti sembrano non conoscere limite, per cui, oltre alle prostitute dell’Est o della Nigeria lungo l’asse della via Emilia, esistono altre zone per incontri più particolari. E’ il caso di strada dei Mercati, caratterizzata dalla presenza di travestiti e transessuali, oppure di via Reggio, dove gli agenti della Municipale hanno scoperto l’esistenza di una prostituta nigeriana dalle caratteristiche a dir poco insolite. La donna ha un’età compresa fra i 65 e i 70 anni, esercita la «professione» da una trentina d’anni, e agli agenti ha confessato di avere clienti affezionati. P.Dall.

Ragazze vittime

Non esiste, eppure fa più paura di altri pericoli reali, come le botte o le malattie sessualmente trasmissibili. Per le prostitute provenienti dall’Africa – la quasi totalità è originaria della zona attorno a Lagos, la capitale della Nigeria – la divinità conosciuta con il nome di «Mama Water» è capace di scatenare timore e dedizione assoluta, in quanto sarebbe in grado di assicurare bellezza, salute e giovinezza a donne che non hanno altro da offrire se non il proprio corpo. «Le donne si consacrano completamente a questa divinità in cambio della bellezza. Sacrificano ogni affetto, dicono di non poter amare più nessuno, nemmeno i figli, perché tutto il loro amore è per Mama Water», racconta Maria Bertoluzzi, presidente del Centro di aiuto alla vita, una delle realtà – insieme al Pozzo di Sicar, Caritas, associazione san Cristoforo e Laici Severiani – che nel marzo 2010 ha dato vita alla Rete per l’accoglienza al femminile, riservata a quelle donne in condizione di disagio. «Le donne vittime della tratta – racconta la presidente – sono persone che non hanno mai avuto nulla, spesso sono state vendute dagli stessi familiari, per cui quando ricevono aiuto da degli sconosciuti sono sospettose, e subito chiedono di sapere cosa si vorrà in cambio». Le nigeriane spesso arrivano dotate di un telefonino con un unico numero in memoria, «e si tratta del contatto incaricato di smistarle e avviarle sulla strada», spiega Bertoluzzi, ricordando che non sempre gli sfruttatori sono uomini. «Molto spesso la prostituzione è gestita da altre donne».Il Centro di aiuto alla vita accoglie solo donne con figli o donne incinta, ed ha a disposizione case per la prima accoglienza, residenze «ponte» e alloggi di seconda accoglienza. «Stiamo seguendo il caso di una persona arrivata pochi anni fa col barcone – racconta – che invece di andare in un centro di accoglienza, su segnalazione di un’amica, è scappata ed è finita sulla strada nel giro di poco tempo. Viveva a Brescia, e per quattro o cinque anni è venuta a prostituirsi a Parma. Ora ha deciso di uscire da quel mondo». Oltre alla Nigeria, esiste un’altra nazione che fornisce migliaia di schiave del sesso, ed è la Romania. «Per le donne dell’Est non esistono riti vudù – chiarisce – ma vere e proprie selezioni di ragazze carine reclutate nei villaggi più poveri con la promessa di mandarle a lavorare nel mondo del cabaret in Italia». Sebbene quello della prostituzione sia un mercato che non conosce crisi, Maria Bertoluzzi ricorda il grande impegno dimostrato da Parma nel contrastarlo: «Esiste una buona collaborazione fra diverse realtà, a partire dalle forze dell’ordine. La città, su questo tema, sta dando una risposta forte». P.Dall.

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  • Una

    02 Settembre @ 14.24

    a giudicare dale gambe, non vedo segnii di fame. Tutelare per favore famiglie che devono sfamare i propri figli con questa crisi!!!!!! Stufa di sentire la solita storia salvati dai vigili'Angeli della prosituzione' !

    Rispondi

    • antonio

      03 Settembre @ 13.55

      Una? ... forse sei solo mezza

      Rispondi

  • la rivolta di atlante

    01 Settembre @ 19.02

    la rivolta di atlante

    CERTO CHE LA SINDROME DA ETICHETTA E' BEN STRANA . L'UOMO DI DESTRA-LEGA BEVE E DOVREBBE ANDARE A PROSTITUTE , MENTRE QUELLO DI SINISTRA SI FA' LE CANNE E VA CON LE PASIONARIE DEI CENTRI SOCIALI ... QUELLO DI CENTRO E' "FLUIDO" ... COME SI DICE ADESSO. PECCATO CHE DALLA PARTE DELLA LEGA CI SIANO MOLTI EX-COMPAGNI DELLE FABBRICHE E CHE NELLA SINISTRA CI SIANO TANTI PSEUDO-INTELLETTUALI EX-DEMOCRISTIANI A CARICO STATALE. NON E' CHE COME SI DICEVA UNA VOLTA L'UNICA COSA CERTA E' CHE L'ITALIANO E' ANCORA QUELLO DEI BORBONI .... FRANCIA O SPAGNA PURCHE' SE MAGNA. CERCHIAMO DI ANDARE OLTRE IL SECOLO SCORSO O NON ENTREREMO MAI NEL FUTURO.

    Rispondi

  • marirhugo

    01 Settembre @ 16.49

    Di giorno a sbraitare contro l'immigrazione clandestina, di notte a farsi .........L'identikit del fascioleghista, Saluto romano e presidio a Baganzola.

    Rispondi

  • Gianni Cesari

    01 Settembre @ 12.14

    giannicesari

    Occorre una Legge precisa, che non dia adito a forzature e interpretazioni, con una chiara separazione delle carriere fra prostitute e "papponi", come la disattesa riforma della Giustizia dove si poneva un solco fra la carriera del Giudice e del Pubblico ministero.

    Rispondi

  • Viola

    01 Settembre @ 10.37

    Quando a scuola uno non riesce, spesso cosa fa? Copia. Bene, basta che chi amministra senza idee e capacità di risoluzione, faccia lo stesso. Guardassero la vicina Svizzera, è tutto regolamentato ,case, tasse, tipo di permesso per le straniere (molto in aumento le italiane) contributi pensionabili, controlli sanitari, denuncia in questura del tipo di lavoro, che così viene automaticamente protetto e tutelato dai vari (papponi) e tutto funziona. COPIARE cosa fanno gli altri dove si risolvono i problemi non dovrebbe essere poi così difficile ed intellettualmente dispendioso.

    Rispondi

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