Via Volturno

Gli abusivi tornano in pausa pranzo

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Via Volturno: quando volontari Auser lasciano l'area per andare a mangiare subito rispuntano i «parcheggiatori». Ecco cosa succede dalle 13 alle 156

Margherita Portelli

Pausa pranzo di «lavoro» per i posteggiatori abusivi di via Volturno. Il presidio di volontari di Auser e Ciac non fa in tempo a «levare le tende» per un paio d’ore di relax, che i parcheggiatori si materializzano nel posteggio dell’ospedale, a chiedere qualche moneta ai passanti e a sbracciarsi per indicare agli automobilisti gli stalli liberi.

Come raccontato sulle colonne della «Gazzetta» nei giorni scorsi, grazie al banchetto che da tre mese presidia il grande posteggio di via Volturno durante quasi tutta la giornata, i parcheggiatori e i venditori abusivi si tengono alla larga (mentre continuano ad aggirarsi tra le righe blu di via Abbeveratoia e nel vicino parcheggio di largo Mercantini).

Ma cosa succede dalle 13 alle 15, quando i volontari che garantiscono la sicurezza dell’intera area di sosta dalle 8 e fino alle 18, inforcano scooter e biciclette per andare a mangiare un boccone? Basta avere un po’ di pazienza e aspettare qualche minuto per rendersene conto. Sono le 13 in punto quando gli ausiliari alla sicurezza di arancio vestiti smontano il loro «banchetto» (un ombrellone, un tavolo e un paio di sedie) e si allontanano da via Volturno: sono in tre e alle 15 altri due «colleghi» riprenderanno «servizio». Una cittadina, che da giorni fa avanti e indietro dall’ospedale per andare a trovare il padre ricoverato, ci aveva segnalato che sarebbe bastato attendere, una mezz’ora al massimo, per veder comparire qualche parcheggiatore abusivo.

«Ieri hanno anche avvicinato mia madre, una signora anziana, con insistenza, spaventandola». Ce ne vogliono 40, di minuti, ma alla fine qualcuno arriva. Un ragazzo di colore si avvicina a piedi: jeans e infradito, è al telefono e parla ad alta voce. Si apposta all’ombra di una pianta e in pochi secondi viene raggiunto da un amico in bicicletta, cassa di birre sul portapacchi. Uno scambio veloce tra i due è sufficiente: in un minuto l’ultimo arrivato se ne va e l’altro comincia ad affiancare i cittadini che transitano dal parcheggio. Allunga una mano per chiedere un aiuto, ma in pochi si fermano, i più accelerano il passo e abbassano gli occhi. Quando una macchina si avvicina il ragazzo si dà da fare per indicare all’automobilista la direzione da prendere per trovare uno stallo libero dove posteggiare e poi si accosta lentamente all’auto. Ogni tanto torna a ripararsi sotto la stessa pianta: anche quando il cielo si copre di nuvole fa sempre ritorno lì.

Va avanti un’oretta, questo «avanti e indietro», per cessare poco prima del ritorno dei volontari, che alle 15 si spingono poco oltre il cancello dell’università per recuperare tavolo, sedie e ombrellone. Grazie ad un accordo con Auser e Ciac (Centro immigrazione, asilo e cooperazione internazionale), tre ausiliari al mattino e due al pomeriggio si mettono a disposizione della cittadinanza per accogliere, informare e tenere sotto controllo la situazione in tutto il parcheggio, dissuadendo educatamente gli abusivi.

In altri parcheggi limitrofi, invece, dove non c’è alcun presidio, parcheggiatori e venditori abusivi non hanno mai smesso di essere presenti: ieri ne abbiamo contati quattro in via Abbeveratoria e uno in largo Mercantini.

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  • gigiprimo

    03 Settembre @ 12.43

    vignolipierluigi@alice.it

    Eh, caro navolta, giusto non è una rondine che fa primavera e forse non è una mela marcia che infetta il paniere, ma quando vedi il camita che ti mostra soddisfatto le chiavi di casa che il buonismo gli ha dato e sai che qualche nostrano dorme in macchina. Allora anche tu dovresti chiederti ma e' questa l'Italia che abbiamo costruito con sacrifici, perché ne godessero i nostri figli e nipoti e arriva il primo furbo a fregarci! Rimangano nei loro paesi e creino ciò che abbiamo fatto noi altro che venire a dare lezioni a noi di democrazia come la kienge o il marocchino di Parma!

    Rispondi

  • PEPOMAN

    03 Settembre @ 08.28

    I VERI FASCISTI SONO I BUONISTI E QUELLI DEI CENTRI SOCIALI.....SE NON SI FA COME DICONO LORO....SONO VETRINE SFASCIATE....SCRITTE SUI MURI....O N O?

    Rispondi

  • gigiprimo

    03 Settembre @ 08.22

    vignolipierluigi@alice.it

    Eh, caro navolta, giusto non è ina rondine che fa primavera e forse non è una mela marcia che infetta il paniere, ma quando vedi il camita che ti mostra soddisfatto le chiavi di casa che il buonismo gli ha dato e sai che qualche nostrano dorme in macchina.

    Rispondi

  • sabcarrera

    03 Settembre @ 08.04

    A cosa serve questo lavoro?

    Rispondi

  • la rivolta di atlante

    03 Settembre @ 01.40

    la rivolta di atlante

    VUOI METTERE MULTARE I LAVORATORI PER MANCATO ALLACCIO DELLE CINTURE.....MOLTO PIÚ COMODO CHE CORRERE DIETRO A CHI SPAVENTA DEI VECCHIETTI ... OCCHIO CHE LA RUOTA DELLA VITA ...GIRA E CONTINUA A GIRARE...

    Rispondi

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