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Ma la notte parmigiana è davvero spenta?

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Gli addetti ai lavori commentano l'inchiesta della Gazzetta sulla crisi dell'intrattenimento nella nostra città e il «pendolarismo» verso realtà vicine​. Ecco i loro pareri.

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  • Francesca

    11 Settembre @ 17.17

    Buonasera, Questo è' un tema molto particolare e delicato. Sicuramente a Parma, mancano veri bei locali dove potersi incontrare e passare una bella serata, con eventi musicali e di intrattenimento per giovani e iniziative culturali. Il centro offre qualche ristorante e diversi bar che propongono da bere , spesso angusti e la gente si riversa sulla strade provocando spesso disagi alla gente che ci vive in quanto diventano rumorosi. Se per voi è' questo far serata!!!! Non si può pensare che questo sia divertimento!!! Il risultato è' che cosi si crea degrado, sporcizia , spesso i ragazzi bevono e lasciano in giro bicchieri. Dunque sicuramente c'è poca offerta in città' , ma bisogna trovare un compresso per rendere più vivibile il centro.

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    • Carlo

      11 Settembre @ 22.18

      D'accordo, ci sono maleducati che, per definizione, andrebbero educati. Però, secondo me, sarebbe sbagliato anche localizzare ogni occasione di ritrovo nelle zone artigianali o comunque molto fuori l'ambito cittadino (sarebbe comunque qualcosa, visto che non abbiamo neppure questo). E' un po' lo stesso discorso che si fa per i negozi di vicinato e i centri commerciali. I negozi del centro storico muoiono perché non reggono la concorrenza (ma anche perché la gente ormai è abituata all'opulenza visiva del centro commerciale) e nel contempo il luogo dove chiudono va incontro al degrado. Inoltre c'è una conseguenza educativa, sia civica che estetica: il centri storici vanno vissuti, al di là del commercio, perché sono la memoria storica dei cittadini nonché un loro riferimento estetico. Non si può paragonare l'asetticità di un centro commerciale, la sua ripetitività strutturale con la creatività, che si sviluppa e si diversifica nei secoli, di un qualsiasi centro cittadino italiano.

      Rispondi

  • Carlo

    09 Settembre @ 23.14

    @MarcMarquez. Infatti, l'intento era quello, secondo me. Si fa notare come si debba emigrare in altre province per trovare un po' di divertimento, la movida c'entra fin lì. Qualche anno fa (o molti, forse), Parma aveva i suoi locali "al chiuso" anche in centro. Oggi ne ha pochi anche nelle zone artigianali. E nessuno si può comparare, per esempio, ad un "Fuori Orario" (anche se a me non piace, così com'è oggi, troppo "industria", ma "de gustibus..."). Qualcuno avanza l'ipotesi che sia un cartello di posizioni dominanti nell'ambito del divertimento (in effetti Parma ha questo difetto di alimentare circoli chiusi): non lo so, per certo. So che Parma vive molto sul passato (la città di Verdi, Il Regio, Maria Luigia, ecc. ) per cui, appena soffre di una piccola "defaillance" economica mira, più che altro, a mantenere (seppur in stato comatoso) il suo status quo. Ma tra tra le sue eccellenze spicca anche il fatto che è (o meglio, è stata) un città universitaria importante, anzi, molto importante in Italia almeno per due facoltà: Medicina e Giurisprudenza, e che forse un'eco di questa eccellenza giunga ancora altrove. La Movida esiste perché migliaia di persone (compreso il contributo puramente fisico dei"fighettoni" cittadini) credono ancora a questa realtà. Togliamo anche questo e Parma diventa una città desertificata del Texas che, ogni lustro, attrae un regista in vena di paturnie "underground". Purtroppo c'è qualcuno che, credendo di evocare un ordine morale, evoca solo una non appartenenza, forse anche un'invidia. Giusto far rispettare orari e leggi ma, quando c'è ressa ( e la ressa è anche economia), ci sarà sempre qualcuno che piscia qua e là, che stramazza oltre l'orario di consegna, che va "sopra le righe". Sarà sbagliato, ma questo è lo stato delle cose. Mettetevi i tappi. Non bisogna mai colpevolizzare prima di fare le addizioni (che sono anche a proprio favore). Se ci fosse un formula matematica che potesse dimostrare, in modo assolutamente diretto, quanto l'abolizione delle movide (via D'Azeglio e via Farini) nuocerebbero all'economia globale della città (come ha nuociuto la riduzione all'osso dei programmi verdiani o concertistici, in generale), questi fautori dei c***i loro famigliari ci penserebbero due volte: probabile anche una loro messa in discussione lavorativa. Non facciamo illusioni, tutto è connesso: nessuno può mettersi al riparo da qualcosa e tutto contribuisce a tutto. Sarò involuto, Gualazzini (se sei tu).

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    • giuseppe

      10 Settembre @ 12.43

      Carlo. hai inutilmente consumato la tastiera per scrivere sciocchezze. La legalità e il rispetto della qualità di vita (costituzionalmente garantita) dei cittadini vengono prima, molto prima di tutto il resto! Parma senza movida = città "desertificata del Texas??? Ma per nulla: Parma città dignitosa e civile. Continueremo a lottare strenuamente per i nostri sacrosanti diritti, puoi giurarci.

      Rispondi

      • Carlo

        10 Settembre @ 18.25

        Tra l'altro, le movide non sono perenni. Ci sono una sera alla settimana (quella di via Farini prima di un giorno non lavorativo, tra l'altro).

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      • Carlo

        10 Settembre @ 18.19

        No, città di anziani (mentalmente prima che anagraficamente). Ripeto, le regole devono essere rispettate ma le eccezioni non possono essere completamente evitate. Basta che rimangano eccezioni. Un "vita" cittadina spenta (sia culturalmente che nel senso delle possibilità di divertimento) non attira turisti, procurerebbe un'ulteriore calo di iscrizioni all'Università (oltre quello dovuto alla crisi economica), ecc. E gli studenti a Parma sono, tuttora, migliaia. Insomma un ulteriore mannaia di tristezza si abbatterebbe sulla città, già sconsolata (Ahi, che dolor!). Deve essere fatto il massimo possibile ma non si può essere al riparo da tutto. C'è solo una condizione per cui si è al riparo da ogni disturbo...

        Rispondi

        • Carlo

          12 Settembre @ 00.36

          ...specie per quattro gatti fautori dei Comitati "antitutto". Caratterizzati, principalmente, per essere stitici nell'anima e nel corpo. Ebbi un negozio di libri usati (vecchi, antichi e fuori catalogo) in via D'azeglio, ricevetti sostegno morale e frasi di incoraggiamento contro la cultura deleteria dei kebabbari della stessa via. In tre anni e mezzo di apertura non ho mai visto nessuno di questi fautori della rinascita dell'Oltretorrente comprarmi qualcosa. E io avevo una parte importante di una libreria di un professore di MIlano, roba che faceva gola anche a professori di filosofia e a vario titolo, li dalla Torre dei Paolotti. Cosa bisogna concludere? Quando ho detto: "ignoranti come le capre", non era ne odio ne un'illazione. Non so chi siano questi vostri perenni commentatori. Ma se sono anche simili a questi "comitati" per la "purezza" di Parma, la purezza di Parma ne fa volentieri a meno.

          Rispondi

  • inside

    09 Settembre @ 17.53

    per forza non siete mai andati in borgo cocconi? se chiamate la polizia non viene eppoi se la richiamate vi intimoriscono . dicendo che vengono da voi

    Rispondi

  • brev

    09 Settembre @ 17.31

    La notte parmigiana è spenta perché appena un gruppo di ragazzi cerca di organizzare una serata i vari Pulp, Dadaumpa etc. chiamano Vigili e Finanza per ostacolarli finendo per non farli neanche iniziare

    Rispondi

    • giuseppe

      09 Settembre @ 19.36

      Meglio così...

      Rispondi

  • Angelo

    09 Settembre @ 14.28

    Ho letto l'articolo sulla Gazzetta di Parma. E' veramente triste e direi anche un pò squallido sentire che i Rappresentanti di Categoria si lamentano per i troppi controlli.Vorrebbero campo libero a discapito dei cittadini che lavorano e pagano le tasse per poter fare i propri comodi! e chi se ne frega della società civile.L'importante è riempirsi il portafogli!Io invece chiedo che i controlli sugli orari di chiusura dei locali pubblici vengano almeno raddoppiati,ci vorrebbero anche più controlli da parte della Guardia di Finanza con agenti in borghese se si volesse attuare una vera lotta all'evasione.

    Rispondi

    • giuseppe

      09 Settembre @ 19.36

      Concordo appieno con te, Angelo! Chi vive sulla trasgressione e sull'illegalità va stangato senza pietà! Cercatevi un lavoro onesto e vedrete che più nessuno vi "perseguiterà"! Più sport e meno sballo e notti perse e sarà...tutta salute!

      Rispondi

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