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Fontevivo vietata ai migranti: lettori divisi

Fontevivo vietata ai migranti: lettori divisi
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Clamorosa decisione del Consiglio comunale di Fontevivo: approvata la proposta della maggioranza di vietare l'accoglienza dei migranti in paese, non solo nelle strutture pubbliche ma anche nelle case private

Chiara De Carli

Tutti contro tutti sul tema dei migranti durante la seduta di consiglio comunale di ieri sera a Fontevivo. All’ordine del giorno ben tre proposte di delibera, ognuna con una proposta diversa ma tutte con un unico comune denominatore: controllare il flusso dei migranti in arrivo in Italia e, nello specifico, a Fontevivo. La prima, in ordine cronologico ad essere protocollata, già lo scorso luglio, è quella di Manuel Marchini, consigliere di maggioranza, e da Raffaella Pini e Andrea Mari dell’opposizione. La mozione è quella già portata alla cronaca dal sindaco di Verona Flavio Tosi e relativa alla richiesta a Regione e Governo di «concedere ai profughi di un permesso umanitario per la libera circolazione in Europa, così che tutti gli Stati membri debbano farsi carico dell’emergenza. Invito tutti i consiglieri a usare il buonsenso: nella nostra mozione si parla chiaramente di profughi».

Proposito sposato nelle intenzioni ma mozione bocciata con il voto contrario della maggioranza compatta e l’astensione di Lucia Mirti e Fabio Moroni. Ad accendere il dibattito è stata la proposta della maggioranza, che finirà approvata con l’astensione di Mari e Marchini e il voto contrario di Pini, Moroni e Mirti. Il problema sollevato immediatamente è stato quello della terminologia usata, che non permetteva sufficiente chiarezza nell’interpretazione dell’atto.

Il testo iniziale prevedeva infatti un impegno del sindaco e della giunta «a rispondere in modo fermamente negativo alla richiesta di ospitare immigrati in strutture e luoghi pubblici e anche all’accoglienza nei luoghi privati posti sul territorio comunale, stante i problemi sanitari e sociali che ne conseguirebbero, e comunque previa verifica dell’idoneità igienico-sanitaria della struttura ospitante e successivamente alla certificazione medica sullo stato di salute degli accolti». La questione «immigrati» ha sollevato obiezioni e il testo è stato emendato con «migranti» «o come diciamo noi - ha suggerito dal capogruppo di maggioranza Andrea Zorandi - clandestini». Una proposta che ha visto «sconcertato» il consigliere di opposizione Fabio Moroni. «Se l’amministrazione ritiene di non volere immigrati per questioni ideologiche lo rispetto più che mi veniate a dire no per problemi sanitari. Che poi ci vogliamo arrogare il diritto di dire che i privati non possono ospitarli a casa loro, questo no. Non è un comizio: questo ordine del giorno è inapprovabile e inaccettabile». Anche Marchini si unisce al coro di proteste: «Dubito che si possa dire di no al prete che vuole ospitare le famiglie di profughi nella sua parrocchia». «Va distinto chi cerca qua miglior fortuna da chi scappa dalla guerra. Abbandonate la corrente politica e condividete la mozione che abbiamo presentato» è stata la proposta di Raffaella Pini mentre Mari, il terzo firmatario, ha chiesto a Zorandi se, come medico, è conoscenza di focolai di epidemie portate dai migranti.

«Si chiede di certificare lo stato di salute di chi arriva e l’idoneità delle strutture ospitanti - ha replicato Zorandi -. Nascono cooperative ad hoc in strutture fatiscenti per lucrare sulla pelle di queste persone: quale miglior tutela di questo atto? Con le centinaia di migliaia di clandestini che sono arrivati e che continuano ad arrivare, stiamo rischiando di importare tutta una serie tipologie di agenti infettivanti per ora a noi sconosciuti». Tenta invano la conciliazione Lucia Mirti, con un ordine del giorno che «faccia sintesi» proponendo «il ritiro di tali documenti dalla discussione odierna, rinviando alla Commissione consiliare sul sociale l’esame dei documenti stessi per cercare di definire, se possibile, una posizione unitaria. Legittimo che la maggioranza si dichiari indisponibile all’accoglienza di migranti in strutture pubbliche, anche perché il Comune non dispone di luoghi idonei per un’accoglienza dignitosa. Motivare con la paura di rischi igienico sanitari è inaccettabile e, ancor più grave, irresponsabile».

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  • Indiana

    18 Settembre @ 11.49

    Indiana

    Bruno,io non sono cristiana e non mangio né carne né pesce.E,essendo etologa,sono fermamente convinta che non debbano esserci differenze tra le specie,come non ce ne devono essere tea gli uomini.La religione é un problema umano,una sua prerogativa:gli animali non c'entrano e non è giusto ucciderli facendoli soffrire per un rituale umano (sub umano per me).Ci vuole rispetto per gli altri esseri viventi che,oltretutto,per colpa dell'egoismo e della megalomania umana hanno sempre meno spazio sul pianeta che,ricordo,non è ad uso esclusivo umano,per quanti a qualcuno piaccia crederlo.Tanto che l'uomo è l'unico animale che lo distrugge.Quindi secondo lei è giusta anche l'infibulazione e l'imposizione del burka? In certi posti si usa così......

    Rispondi

    • Bruno

      18 Settembre @ 14.13

      Non mi metta in bocca parole che non ho detto... mai sostenuto che sia giusto uccidere animali per sacrifici religiosi e men che meno che siano giuste pratiche barbare come quella dell'infibulazione (sempre legate alla religione ). Ho solo confutato, carte alla mano, le sue affermazioni "Il disgustoso sindaco pd ha autorizzato la festa del sacrificio ai musulmani,quella che prevede lo sgozzamento di animali per festeggiare la fine del ramadan! Una barbarie,inciviltà e una crudeltà senza uguali autorizzata in casa nostra!!!!" e ancora "La nostra legge prevede lo stordimento dei poveri animali prima dell'uccisione.Quella islamica li sgozza e dissangua da VIVI con la compiacenza di quelli come te e del pd calabraghe,che sono gli stessi che vogliono togliere i presepi dalle scuole, e poi autorizzano una simile schifezza!" Il sindaco ha solo concesso l'occupazione del suolo pubblico e la legge italiana, piaccia o no, prevede la macellazione rituale. I calabraghe non c'entrano una mazza...

      Rispondi

  • killer

    17 Settembre @ 22.54

    Cara Gazzetta di Parma, non mi sembra che i lettori siano molto divisi !!! Vero? Cari miei BUONISTI.

    Rispondi

    • 18 Settembre @ 06.44

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Ho riletto i commenti e ribadisco: lettori divisi. Come del resto è ovvio su un tema nel quale solo alcuni (da una parte e dall'altra, sia chiaro) possono pensare di avere una ricetta valida al 100%. Quanto al resto del suo commento, non BUONISTI ma CRONISTI. E comunque, credo che al mondo facciano più danni i "cattivisti" dei buonisti: e solo una società malata può trasformare questa parola in insulto... Le aggiungo che sono appena tornato da Berlino: anche lì qualcuno aveva pensato di risolvere tutto con un muro, ma sa : anche la Storia a volte è un po' buonista, e alla fine i muri cadono..... (G.B,. parere personale)

      Rispondi

      • killer

        18 Settembre @ 07.43

        Essere sinceri non vuol dire essere cattivi. Sinceramente quanti di voi ospiterebbero CLANDESTINI a spese personali ? ( T.D.parere personale)

        Rispondi

        • 18 Settembre @ 08.07

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Non credo che il problema sia ospitare in casa propria, dove farei già fatica a far stare un parente (logisticamente, intendo) . La realtà è che siamo di fronte a una emergenza epocale (e non è che su ciò che succede in Africa non abbiamo anche qualche colpa storica...), e pensare di risolverla con un muro o con un divieto temo non basti. Allo stesso modo però, e qui sono d'accordo con lei, non approvo chi - per difendere un giusto principio umanitario - non vede o fa finta di non vedere i problemi che questa migrazione di massa può creare alle nostre realtà. Come risolvere, allora? Non ho una risposta (vedo che non la hanno neppure i governanti internazionali), ma se c'è ci si arriva con il dialogo e con qualche dubbio sulle proprie stesse idee: non con le certezze granitiche del sì e del no.

          Rispondi

  • marirhugo

    17 Settembre @ 21.55

    fontevivo fa 5953 abitanti, lesignano 5040, A fontevivo decidono una cosa e la gazzetta ne da notizia, a lesignano decidono una cosa e la gazzetta non ne da notizia. Mah!? Clamorosa decisione? ma voi la decisione di Hitler di mandare 6milioni di persone nelle camere a gas l'avreste definita clamorosa? Come li chiamate voi giornalisti? refusi? Clamorosa al posto di criminale?

    Rispondi

    • 18 Settembre @ 06.48

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Criminale è una cosa vietata dalla legge: se lei la pensa così, vada a denunciare il sindaco dai carabinieri di Fontevivo, così intanto dà un po' di respiro anche a noi, esimio professore di tutto

      Rispondi

  • rradamess

    17 Settembre @ 19.55

    STRACOMPLIMENTI!!!!! Nonostante il can can mediatico, dalla parte della gente!

    Rispondi

  • Indiana

    17 Settembre @ 15.47

    Indiana

    Bruno l'atto cruento avviene comunque o non ti hanno mai detto come si usa festeggiare la fine del ramadan? La nostra legge prevede lo stordimento dei poveri animali prima dell'uccisione.Quella islamica li sgozza e dissangua da VIVI con la compiacenza di quelli come te e del pd calabraghe,che sono gli stessi che vogliono togliere i presepi dalle scuole,che non fanno male a nessuno,e poi autorizzano una simile schifezza! Ma dimmi: cosa ci stanno a fare tutti quei teli di plastica per terra? Un conto è la libertà di culto,cosa sconosciuta in tanti paesi musulmani,un'altra é il rispetto per la vita degli altri.O forse lei è così superbo da considerarsi superiore a un animale o con maggiori sentimenti?

    Rispondi

    • Bruno

      18 Settembre @ 09.00

      In Italia la macellazione rituale è consentita dal 1980 (DM 11/06/1980) e riguarda sia i riti islamici che ebraici: Articolo 1 Si autorizza la macellazione senza preventivo stordimento eseguita secondo i riti ebraico ed islamico da parte delle rispettive comunità. Articolo 2 La macellazione deve essere effettuata da personale qualificato che sia perfettamente a conoscenza ed addestrato nell’esecuzione dei rispettivi metodi rituali. L’operazione dovrà essere effettuata mediante un coltello affilatissimo in modo che possano essere recisi con un unico taglio contemporaneamente l’esofago, la trachea ed i grossi vasi sanguigni del collo. Ecc.Ecc. In Italia la macellazione, o lo “sgozzamento” degli animali, non può assolutamente avvenire in pubblica piazza come nella foto pubblicata da Il Giornale o dal sito della Lega. Le ricordo che durante la pasqua cristiana vengono uccisi numerosi agnelli, siamo superiori o inferiori rispetto a questi?

      Rispondi

    • marco

      17 Settembre @ 19.58

      mi sa che non hai mai visto uccidere un maiale nelle nostre campagne...

      Rispondi

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