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Il Parma frena col Mezzolara

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Non è arrivata la quinta vittoria consecutiva: il Parma non va oltre lo 0-0 con il Mezzolara e viene raggiunto in testa dal Lentigione.

Paolo Grossi

Prima o poi doveva esserci il grumo, l’inciampo, la scivolata. Chiamatelo come volete ma a Budrio contro il Mezzolara il Parma per la prima volta in questo campionato non ha vinto e si è dovuto accontentare di uno 0-0. Diciamo che è emersa una faccia sporca della serie D che non avevano ancora incontrato. Niente di losco però. Non è colpa dell’arbitro, gli avversari sono stati corretti, il campo era, anche se strettino, decente. I bolognesi guidati dall’ex bomber di A Fabio Bazzani sono però stati più squadra di chi li aveva preceduti nel calendario e soprattutto il Parma è stato meno intenso del solito. Proprio come aveva detto alla vigilia Apolloni, è solo mettendoci più voglia degli avversari che si fanno venir fuori le superiori doti tecniche. Ieri il Parma non l’ha fatto e dovrà riflettere sui limiti emersi.

Aria di festa

Il prepartita è un po’ come essere in gita: piadine, panini con salsiccia, birrino, e i tifosi che sciamano tranquilli per le strade di Budrio, spesso con famiglie al seguito. Un gruppo di ultras del Bologna verso l’una prova a provocare le avanguardie parmigiane, ma quando i Boys arrivano non trovano più nessuno con cui confrontarsi perché si trattava di diffidati che all’ora della partita devono essere in Questura a firmare. Al fischio d’inizio lo stadio Zucchini è tutto gialloblù, come il se Parma giocasse in casa.

Apolloni lascia a riposo Saporetti riproponendo Ricci terzino. Dall’altra parte c’è Messina e non Adorni. Il Mezzolara si schiera con un 4-4-2 molto stretto, compatto.

Attacco statico

Il Parma parte bene, muove palla rapidamente e arriva in area due-tre volte senza però concretizzare le chance. Il Mezzolara si fa vivo al 13’ e Iarrusso con la punta in acrobazia prova a pungere ma Zommers è ben piazzato. Il primo vero tiro dei crociati, dopo che Baraye ha mal gestito due buone situazioni in ripartenza, lo scocca in girata Longobardi, ma il suo rasoterra è fiacco e Busato lo blocca a terra. Al 31’ altro rischio per i crociati quando Visani su respinta della difesa sfugge ai difensori e anticipa anche Zommers in uscita disperata ma il suo diagonale si perde a lato. Al 34’ sbaglia un controllo Cacioli e Macagno a calciare da buona posizione ma centra Zommers che para in due tempi. Insomma il Parma si espone a diversi rischi senza riuscire a pungere in avanti. Baraye invece di cercare spazio tra le linee, che in effetti sono abbastanza compresse, fa il centravanti aggiunto, appiattito sulla linea di Longobardi e così facilmente neutralizzabile.

Al riposo si va sullo 0-0. Il Mezzolara ha usato, bene, le sue armi. Gamba e agonismo in dosi massicce. Su questo piano è stato l’avversario più “carico” che il Parma finora ha trovato sulla sua strada, non riuscendo a trovare i fili di una manovra efficace. Troppo statici i tre alle spalle di Longobardi, che mai incrociano le corse o provano ad aprire spazi. Pochi tagli, zero sovrapposizioni sulle fasce, ben coperte dal 4-4-2 avversario. E questo atteggiamento durerà fino alla fine.

Nella ripresa diagonale alto di Sereni al 4’ dopo una manovra ben congegnata e l’assist finale di Baraye. Bravo, il senegalese, al 7’ quando addomestica di testa un pallone che arriva da fallo laterale e saetta in girata: il portiere devia in corner. La novità è che sulla trequarti adesso gioca Longobardi con Baraye che gli sta davanti. Per poco però, perché al 16’ Apolloni lo toglie manda dentro Lauria. Al 23’ colpi di testa di Longobardi alto di poco. E fuori anche un colpo di testa di Sereni al 26’. In campo c’è solo il Parma e a questo punto Apolloni gioca anche la carta-Guazzo, che entra per Longobardi. L’occasione più nitida capita al Parma al 32’ quando Guazzo apre per Melandri a destra, e i radente basso del “Micio” attraversa lo specchio di porta senza che Lauria, slanciatosi in spaccata, riesca a deviarlo. Lo stesso Lauria chiama Brusato a un bel tuffo per respingere un tiro dal limite, poi, in pieno recupero, Sereni col piattone non trova la porta.

Leggerezza

A differenza di quanto auspicava Calvino per la scrittura, nal calcio la leggerezza è un difetto, perché è sinonimo di poca concentrazione, poca fame, poca cattiveria. Ieri il Parma, forse ammorbidito dalle grandi manifestazioni di entusiasmo che lo circondano, è stato leggero in tutti i reparti, specie negli ultimi trenta metri. Si giocava come se prima o poi il gol della vittoria dovesse arrivare per diritto divino. Bene, ci è stato ricordato che non funziona così.

Le pagelle

ZOMMERS 6

Nessun intervento impegnativo, ma l’ordinario l’ha svolto senza sbavature.

MESSINA 5,5

Una prova opaca. Scarso il contributo in avanti, affanni di troppo in difesa.

CACIOLI 6

Stranamente in imbarazzo nel primo tempo, si è presto rimesso in carreggiata vincendo tutti i duelli aerei.

LUCARELLI 6

Anche lui ha commesso errori pericolosi in fase di disimpegno, poi se l’è cavata con il consueto mestiere. Gli avversari tecnicamente non erano granché, se no il Parma sarebbe andato sotto.

RICCI 6

Resta il piccolo rammarico di non averlo visto agire più avanti, dove domenica scorsa era stato decisivo. Nel finale
ha provato comunque a spingersi in attacco pur partendo dalla terza linea.

GIORGINO 6

Nel grande assembramento del centrocampo ha cominciato bene poi, forse preoccupato di dover lottare sulle respinte da una parte e dall’altra, ha tenuto la posizione. D’altra parte in attacco non si aprivano spazi per le sue incursioni.

CORAPI 6

La sua è stata una buona prova. L’agilità gli ha consentito di patire meno di altri gli spazi stretti. Non era facile impostare il gioco, e infatti non c’è riuscito molto.

MIGLIETTA 5,5

Quando entra non apporta grandi benefici. Dovrebbe essere un big in questo campionato, dovrà solo, speriamo, recuperare condizione fisica e convinzione.

BARAYE 5

Non era facile ieri giocare tra centrocampo e attacco, ma lui certamente ha fallito la missione. Non ha mai fatto movimenti da trequartista, è semplicemente stato un centravanti aggiunto senza avere la combattività che serviva per fare a sportellate. Qualche iniziativa personale a testa bassa che si è spenta sui piedi degli avversari.

MELANDRI 6,5

Il migliore dei crociati. Ieri ha fatto sempre e solo l’ala destra. L’ha fatta bene, purtroppo i suoi suggerimenti sono caduti nel vuoto. Però almeno ha saltato uomini, creato situazioni, movimentato l’attacco. Peccato si sia mosso su un binario come faceva Biabiany. Magari accentrandosi avrebbe potuto produrre qualcosa di più.

LAURIA 5,5

Qualche spunto e una frazione di ritardo sul traversone di Melandri che poteva valere il gol decisivo. Ma in sostanza non ha inciso come ci si aspettava.

SERENI 5

Prova a dir poco incolore. Palloni persi, occasioni fallite. Sotto questo aspetto è sempre il solito. Perfetto tempismo negli inserimenti, pessimo senso del gol sotto porta. Si è fatto anche ammonire per un intervento da tergo dopo che aveva perso un pallone a centrocampo. Non bene insomma.

LONGOBARDI 5,5

Generoso, svetta su molti palloni aerei e fa anche buone sponde. Però sulla palla migliore che riceve non gli riesce l’aggancio e l’occasione, ghiotta, sfuma. La presenza nei suoi paraggi di Baraye poi gli ha tolto spazi.

GUAZZO 5,5

Qualche tocco di fino ma dentro lui fuori Longobardi il Parma non ha più vinto un duello aereo e visto che ormai si giocava solo per lanci lunghi, alla resa dei conti non è stato un cambio produttivo quello che lo ha coinvolto.

ALL.APOLLONI 6

Il suo compito sarà tenere alta la fame di una squadra che ieri, dopo quattro vittorie di fila, è apparsa un poco sazia. Avremmo provato Ricci più avanti nel finale quando gli avversari avevano meno energie e lasciavano qualche spazio in più. Altra complicazione, ma quella era prevista, sarà gestire la rotazione dei vecchi, far crescere fisicamente chi ne ha bisogno, senza contraccolpi sul piano del gioco e dei risultati. Potrebbe aiutare fare un lungo cammino in Coppa Italia.

Non bisogna farne un dramma

Chi aveva cominciato a sognare una parata trionfale verso la Lega Pro, fatta di sole vittorie, ora può svegliarsi. La serie D, come era stato preannunciato da tutti i “veterani” della categoria, è un campionato duro, insidioso. Una maratona che si vince nel tempo, non uno sprint che ci si aggiudica con poche falcate.

Ieri è bastato che il Parma fosse meno determinato, meno “affamato” (e anche meno preciso) del solito per non riuscire a trovare il bandolo della matassa contro un Mezzolara che, a ragion del vero, Bazzani ha schierato in maniera impeccabile. I crociati non hanno trovato spazi e quando sono riusciti ad andare al tiro hanno sbagliato le conclusioni. Peraltro non hanno nemmeno sofferto più di tanto in difesa e lo 0-0 finale rispecchia sostanzialmente l'andamento di una partita nella quale non c'è stata una squadra in grado di imporsi.

Con questo pareggio il Parma si vede raggiunto in testa alla classifica dal Lentigione e sente nuovamente il fiato sul collo dell'Altovicentino, che si è immediatamente ripreso dopo il ko del Tardini. Teoricamente potrebbe anche essere scavalcato dal Forlì, che dopo aver saltato tre partite è tornato a giocare e ha vinto la seconda partita delle due giocate, quindi restando a punteggio pierno. Vedremo cosa combinerà nei recuperi infrasettimanali che dovrà giocare.

Niente di grave, ci mancherebbe, per il Parma che deve imparara dalla lezione di ieri a dare sempre il cento per cento. Ma, soprattutto, è importante che questo pareggio non venga vissuto come un passo falso che mini l'entusiasmo. I tifosi per primi devono continuare ad avere lo stesso fantastico atteggiamento avuto finora. Le insidie non mancheranno lungo la strada, ma se affrontate tutte insieme si posso tranquillamente superare. Paolo Emilio Pacciani

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