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PARMA-CORREGGESE 5-1

Baraye esalta il Tardini

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Con una tripletta di Yves Baraye e i gol di Longobardi e Melandri il Parma si è sbarazzato (5-1) della Correggese e resta in testa alla classifica insieme al Lentigione.

Paolo Emilio Pacciani

LA GARA

Tre perle di Baraye, una più splendente dell'altra, ed un gol a testa di Longobardi e Melandri: così il Parma ha incantato il Tardini in una giornata di festa a spese della Correggese. Certo, non era derby vero (quello ce lo teniamo per l'anno prossimo, vero crociati?), ma un successo così rotondo è sempre importante per il morale che regala. Soprattutto se arriva sette giorni dopo il mezzo passo falso di Brudrio con il Mezzolara. A voler essere pignoli, in mezzo a tanta luce c'è anche qualche ombra: la difesa non è stata sempre impeccabile e il rigore concesso da Cacioli (il secondo in sei partite) per il momentaneo pareggio è una sbavatura. Una imperfezione che ieri non è costata nulla ma che contro squadre più forti può costare cara. Ad illuminare il Tardini, però, ci ha pensato Yves Baraye, il senegalese arrivato dal Chievo ma che l'anno scorso ha giocato in Lega Pro con la Torres, dove in 36 partite ha segnato 3 gol. Tanti quanti ne ha messi insieme nel solo pomeriggio di ieri arrivando a un totale di 7 in stagione (5 in campionato e 2 in Coppa Italia). Tre gol bellissimi. Il primo al 17': riceve palla da Longobardi, vince un contrasto con un difensore e si accentra: arrivato sul dischetto del rigore fa partire un rasoterra di destro che lascia Chiriac senza scampo per l'1-0. Al 27', tre minuti dopo il pareggio di Fioretti su rigore (lo stesso Fioretti aveva saltato in velocità Cacioli che lo aveva steso da dietro prendendosi anche il giallo), il raddoppio: riceve palla spalle alla porta, si gira, e da fermo, da poco meno di 25 metri dalla porta, lascia partire un sinistro di rara potenza e precisione che entra in porta a fil di palo. E il Tardini esplode. Nella ripresa, forte del vantaggio, il Parma non si sbilancia e attacca senza scoprirsi fino a quando, è il 19', Longobardi chiude il discorso. Sereni riceve in piena area ma perde il tempo giusto per concludere: la palla arriva però sui piedi del centracvanti che non ci pensa due volte, calcia di prima e, complice una deviazione involontaria di un difensore, spiazza il portiere trovando il 3-1. A questo punto la partita è di fatto finita ma il Parma non alza il piede dall'acceleratore e sei minuti dopo Baraye firma la sua terza prodezza. Questa volta è appostato appena fuori dall'area di rigore quando riceve dalla sinistra e, con uno splendido destro a giro, infila il secondo palo per il 4-1 e la sua personalissima tripletta. A completare la festa arriva al 28' anche la rete di Melandri, ieri abbastanza in ombra. Il talentuoso giocatore crociato vince un rimpallo sulla trequarti, grazie anche a un fortuito tocco con un braccio che l'arbitro non giudica volontario, e si ritrova a tu per tu con il portiere. Lo salta in bello stile e appoggia nella porta sguarnita per il 5-1. E la Correggese? E' apparsa poca cosa e si spiega perché abbia cambiato allenatore in settimana. Campedelli è appena arrivato e avrà molto da lavorare. Però anche i reggiani hanno avuto un paio di buone occasioni per segnare, oltre al rigore. Al 6', dopo un liscio clamoroso di Lucarelli in area reggiana, la Correggese parte in contropiede e Pipoli si presenta davanti a Zommers che è bravissimo nel neutralizzare la conclusione. Al 25', invece, Fioretti viene steso in area in azione clamorosamente fallosa da parte di un difensore crociato. Probabilmente l'attaccante reggiano era partito in fuorigioco ma l'arbitro non fischia né la posizione irregolare di Fioretti né il fallo da rigore. Nel finale anche Guazzo, inserito da Apolloni al posto di Baraye, potrebbe festeggiare ma la sua punizione finisce di un soffio sopra la traversa. Si chiude in ogni caso con un trionfo che non fa che cementare l'amore dei tifosi crociati per la loro squadra.

L'ANALISI

Il Forlì frena e il Parma è sempre più in alto
Il gol nel finale della Clodiense (ultima in classifica e prossima avversaria del Parma) che costringe al pareggio casalingo il Forlì sancisce in maniera definitiva il primato del Parma in compagnia del Lentigione (vittorioso in rimonta sulla Fortis Juventus). Il Forlì, infatti, anche vincendo tutti e tre i recuperi, potrebbe al massimo agganciare i crociati ma non scavalcarli. Anche questa è una buona notizia in una giornata splendente per il Parma, che oltre ad una facile vittoria ha trovato numerose conferme. Innanzitutto dall'attacco, dove Baraye ha confermato di essere un vero e proprio “fuori categoria”. Il senegalese ha veramente poco a che fare con la serie D e sta dimostrando una facilità di andare a rete impressionante. A dispetto dei soli tre gol segnati nello scorso campionato (ma giocava in Lega Pro). Anche Longobardi è stato protagonista di un'ottima prova (e autore di un gol): è anche grazie al suo enorme lavoro che Baraye trova tanto spazio nelle difese avversarie. Meno brillante è apparso invece Melandri, solitamente uno dei migliori, che comunque in una giornata grigia è riuscito ugualmente a segnare. Conferme anche dal centrocampo, con Giorgino e Corapi sempre solidissimi, mentre le uniche incertezze della giornata sono arrivate nel reparto difensivo. Cacioli ha mostrato di soffrire la velocità degli avversari quando viene puntato ed ha concesso il secondo rigore stagionale. Ma se il Parma ha preso in sei partite solo due gol, e tutti e due dal dischetto, vuol dire che in ogni caso questa difesa è anch'essa di categoria superiore. Merito anche di Zommers, un portiere giovane ma molto affidabile che anche ieri si è prodotto in una parata decisiva. E ed una prerogativa dei portieri bravi quella di farsi trovare pronti anche quando si viene chiamati alla parata una o due volte in novanta minuti. Insomma, per ora tutto, o quasi, gira a meraviglia nella squadra di Apolloni, segno che sia i dirigenti che i tecnici hanno fin qui lavorato benissimo. L'importante è non illudersi che il più sia fatto ma continuare a tenere il piede ben pigiato sull'acceleratore.

Baraye: «Mi sentivo che avrei segnato. Ma tre gol sono tanti»

Alberto Dallatana

Tre gol che sono uno più bello dell’altro. Per Yves Baraye, uomo partita ieri, quella firmata contro la Correggese è la prima tripletta in carriera. Ora, con cinque reti, il trequartista senegalese è il capocannoniere del Parma. Ha già eguagliato la sua stagione migliore sotto il profilo realizzativo, quella 2011-2012, quando vestiva la maglia del Lumezzane in Lega Pro Prima Divisione (la vecchia serie C1). Lui che vanta anche 19 presenze e due reti in B con la Juve Stabia. Facile immaginare che questa sarà la sua miglior annata in fatto di gol. Baraye, classe 1992, presagiva che quella di ieri sarebbe stata una partita speciale. Lo aveva confidato alla madre, che vive in Senegal, con la quale aveva parlato proprio ieri mattina al telefono: «Sentivo che avrei segnato e glielo ho detto – ha raccontato ieri nel dopo gara -. Non potevo prevedere quanti gol avrei realizzato, ma era come se sapessi che avrei giocato bene e messo la palla in rete. Questi tre gol sono dedicati a lei». Baraye che, proprio venerdì, aveva parlato in conferenza stampa, analizzando le difficoltà realizzative della partita di Mezzolara e dicendo che lui e i suoi compagni avrebbero dovuto tirare più spesso da fuori, perché non potevano pensare di entrare in rete con la palla. Ha dato buon seguito alle sue parole.

Tirare da fuori area può essere la chiave per aprire le difese avversarie?
«Molte squadre ci aspettano e si chiudono, per poi cercare di colpirci in contropiede. Da parte nostra dobbiamo essere pronti a provarci spesso anche da fuori. Oggi è andata benissimo sotto questo aspetto».

Dei suoi tre gol, quale le è piaciuto di più?
«Tutti e tre, ma forse quello di sinistro, il secondo, è stato il più difficile, perché io sono destro. Quindi anche il più bello. Mi sono girato e ho tirato col mancino da fuori area: non era facile per le mie caratteristiche».

Qual è il significato della sua esultanza?
«Con il gesto di mettere la mano sulla fronte è come se, simbolicamente, volessi guardare tutti i nostri tifosi, che sono veramente tanti e ci danno grande carica. L’esultanza è rivolta a loro».

Apolloni chiedeva più cinismo alla squadra, difficile dargli una risposta migliore di questa.
«Sì, occorreva più cinismo da parte nostra, direi che abbiamo centrato l’obiettivo. È bello quando tutti gli attaccanti vanno in gol, perché ognuno vorrebbe sempre segnare. Stavolta ci siamo riusciti. Giorno dopo giorno impariamo a conoscerci meglio e questo è importante, perché ognuno capisce quali sono le giocate migliori per mettere un compagno in condizione di fare bene».

Con i cinque gol siglati finora ha già segnato tanto quanto negli ultimi due anni in Lega Pro. Significa che il livello della D è molto più basso?
«No, affatto. Anzi, non c’è molta differenza tra le due categorie. Io ho spesso fatto belle partite in passato, mi è sempre piaciuto giocare bene e dribblare, ma davanti alla porta ero poco concreto, per cui facevo pochi gol. Molto spesso ho fatto dei partitoni, ma quando non segni, non parlano di te. Da quando ho capito di dovermi avvicinare alla porta e segnare di più sono cambiato. Gioco per la squadra, cerco di essere meno bello e più concreto, essere più «killer» davanti».

Che meriti ha Apolloni in questa sua evoluzione?
«Ogni allenatore che ho avuto mi ha insegnato e lasciato qualcosa, ma Apolloni mi sta aiutando veramente tanto. Contro il Mezzolara facevo fatica a trovare la posizione, dopo quella partita mi ha parlato molto, spiegandomi tante cose, e credo di aver capito. Oggi ho fatto ciò che mi ha detto e le cose mi sono riuscite bene. Sono a sua completa disposizione e lo ascolto sempre, perché vuole migliorarmi».

Qual è il suo obiettivo in termini di gol? Magari diventare capocannoniere?
«Non ci penso, l’importante è che il Parma vinca il campionato. Io gioco per la squadra, quindi se raggiungeremo il nostro obiettivo non sarà importante il numero di gol che avrò segnato, ma quanto avrò dato alla squadra».

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  • Vercingetorige

    05 Ottobre @ 10.53

    BARAYE E' UNA PUNTA ! Non solo , ma è un giocatore di categoria superiore alla serie "D" , per cui è probabile che , a giugno , ce lo porti via qualche club più in alto di noi. Speriamo che non ce lo portino via a gennaio . Peraltro può rendere anche di più , perchè , secondo le voci che circolano nell' ambiente , quanto a voglia di lavorare , pare non sia propriamente uno stakanovista............

    Rispondi

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