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104 negozi in meno da inizio anno

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Tempi duri per le attività commerciali. Stando ai dati in possesso di Ascom e Confesercenti il 2015 non segna quella ripresa tanto attesa dagli operatori del settore. In base alle analisi del Centro studi Ascom sulle rilevazioni di Movimprese, nel commercio al dettaglio mancano all’appello 104 attività (131 se si considera il commercio in generale), in quanto nel 2015 le iscrizioni sono state 144 mentre le cessazioni 248.

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  • fortunato

    17 Ottobre @ 17.11

    e poi ci sono persone che dicono che va bene, mah......

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  • filippo

    17 Ottobre @ 12.50

    A Parma tutto cala, commercio, pil, ricchezza, occupazione, salgono solo i reati e le % di differenziata...contento Pizzarotti

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  • Pärma e po pu

    17 Ottobre @ 12.16

    E' il mondo che cambia, ma per ottusitá o per ostracismo inconscio verso tutto ció che é cambiamento, non viene accettato.I negozi di abbigliamento fanno i conti con la grande distribuzione, con il commercio online, sono dinosauri che camminano quei buchi con dieci scaffali con sopra quattro magliette e due maglioni e un'insegna col nome fantasioso.E i bar?Sono finite da un pezzo le riunioni sabato-domenicali dei 40enni col vestito buono che condividevano lambrusco e salame davanti ad un tavolo col mazzo di piacentine, a bestemmiare e a cercare di dimenticare la dura settimana di lavoro, quella appena passata, e ad esorcizzare quella che verrá.Gli altri negozi provano a fare la magata, vendono pupazzi per adulti mai cresciuti, videogiochi a prezzi da gioielleria, acque minerali che sgorgano dalla norvegia, quando la gente storce giá il naso a pagare la bolletta dell'acqua nostrana.Insomma, per concludere...col portafoglio in mano, giá da tempo, abbiamo votato per un mondo piú economico, piú alla portata di tutti, con margini di profitto sempre piú ridotti e, ripeto, votato da NOI, col portafoglio in mano, non c'é stato alcun obbligo, ma suadenti proposte.Ecco fatto, benvenuti nel nuovo mondo, il mondo di Bezos e di quelli come lui.L'unica cosa che puoi fare é sperare di far parte di quel meccanismo, come ingranaggio, e mangiarne le briciole.Io sono preparato da tempo, la cosa non mi meraviglia e non mi spaventa piú di tanto, pur non essendo un Bezos e pur non essendo ingranaggio di nessun meccanismo.Quello che mi spaventa sono invece le persone...le stesse che si indignano, che gridano contro le istituzioni, quelli che é-sempre-colpa-di-qualcuno, che manifestano contro il mercato del lavoro che li esclude...avete votato VOI, con il portafoglio in mano, questi nuovi governanti del mercato, non sono stati imposti, non affannatevi a trovare giustificazioni, fermatevi e riflettete...ció che non avete fatto negli anni passati con il portafoglio aperto in mano, quello era il momento buono, ora é troppo tardi.Cosí come in politica, VOI li avete messi sul trono i cannibali del mercato.Sono voraci, mangeranno e ditruggeranno tutto, noi staremo a guardare...fino al prossimo cambiamento.

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    • Vercingetorige

      17 Ottobre @ 20.08

      SIGNOR "PARMA E PO' PU' " , io è tutta la vita che faccio quello che lei dice . Quando vado in un negozio o mi rivolgo ad una artigiano , chiedo il prezzo , e , se lo ritengo troppo alto , non ho vergogna a rispondere "no grazie , costa troppo". Ho un piccolo "bollino" sullo sportello posteriore della macchina . Quasi non si vede , comunque sono andato da un carrozziere . Secondo me è una questione rimediabile con un paio di colpi di martelletto . Quello voleva rifarmi tutto il portellone ......No grazie ! Un paio di scarpe nuove le compero quando , in quelle vecchie , ci piove dentro . Quanto al voto l' ho sempre dato in direzione anti-capitalista . Cosa devo fare ? La rivoluzione bolscevica da solo ? Se viene anche lei , almeno siamo in due !

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    • Virginia

      17 Ottobre @ 17.11

      Intervento scritto con molto pessimismo-realista che condivido in pieno, a volte come dici tu "con il portafoglio in mano" acquisto da Besoz ho sempre un senso di colpa per il danno che faccio all'economia locale e penso ai dipendenti Amazon sfruttati, però lo faccio e mi sento stupida, è come quando compri le sigarette sai che è sbagliato ma lo fai, però mi chiedo faccio resistenza da sola? Sarei l'unica. Ci vorrebbe un movimento grande ma sai con il portafoglio in mano nessuno ti segue. Non è vero quello che dici quando ti riferisci al fatto che non dobbiamo dare colpe ai governanti, prendi per esempio la scelta della Giunta che fece venire l'Ikea, secondo te non ha rovinato i mobilieri di Parma? In quel caso è colpa degli amministratori non dei consumatori. Le norme anti-Amazon che la Francia ha cercato di attuare sono a testimonianza che se un Governo vuole bene ai suoi cittadini può opporsi al mercato globale....peccato che queste norme erano troppo blande ma la strada è giusta

      Rispondi

      • Medioman

        17 Ottobre @ 18.30

        Se posso correggerti, quelle che oggi si chiamano "vendite online" esistevano già decenni fa: si chiamava CONTRABBANDO, oppure "vendite a domicilio"; ovvio che, "risparmiando" sulle tasse, i prezzi sono inferiori; ma, perlomeno, ci guadagnavano persone italiane, e i soldi rimanevano sul territorio. Per quando riguarda Ikea (che conosco da prima che arrivasse in Italia) non è una "scelta della giunta" farla aprire: decidono loro ; i mobilieri non sono stati rovinati da Ikea, ma dal crollo del mercato immobiliare e del reddito reale della popolazione.

        Rispondi

        • Virginia

          17 Ottobre @ 20.12

          Quando la politica vuole nessun centro commerciale scomodo apre, leggi "Falce e carrello" di Bernardo Caprotti sull'impossibilità di apre Esselunga nel regno delle Coop. Per Ikea questo non è avvenuto, invece di tutelare il commercio di mobilieri e artigiani locali si è pensato solo ad incassare gli oneri di urbanizzazione da una multinazionale straniera.

          Rispondi

        • Medioman

          18 Ottobre @ 01.41

          Hai ragione quando dici "se la politica vuole", però, ad esempio, esiste un certo "decreto Bersani" sulle liberalizzazioni; ti pare che la giunta di Parma potesse mettersi contro una legge nazionale, e contro una Regione gestita come sappiamo? Comunque, ci sono mobilieri (in altre città) che, negli anni passati, hanno fatto affari d'oro aprendo vicino ad Ikea e sfruttandone il flusso.

          Rispondi

        • Vercingetorige

          17 Ottobre @ 19.40

          SIGNOR "MEDIOMAN" , ha dimenticato la storica , celeberrima "Postal Market" ? ( ahimè fallita......) .

          Rispondi

        • Medioman

          18 Ottobre @ 01.48

          Non l'ho dimenticato; infatti è fallita anche grazie alle "vendite a domicilio" di merce contraffatta. Anche a Parma, quando c'erano più pelletterie, alcune si erano "specializzate" in merce tarocca, che ovviamente non poteva essere venduta tramite canali regolari. Comunque, come ho già detto, perlomeno anche quegli incassi "irregolari" (rimanendo in zona) contribuivano al "benessere complessivo" della cittadinanza.

          Rispondi

  • Dario

    17 Ottobre @ 12.02

    E noi continuiamo a fare entrare e pagare, milioni e milioni di Euro, clandestini che qualche genio chiama erroneamente profughi.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    17 Ottobre @ 11.39

    LE STATISTICHE SONO UNO STRUMENTO PREZIOSO DI STUDIO E DI LAVORO , MA , AL TEMPO STESSO , SONO UNO STRUMENTO INFIDO E DIFFICILE DA USARE . Sullo stesso argomento una statistica può dire bianco e un' altra può dire nero , secondo come i dati vengono raccolti ed interpretati . Tutti siamo capaci di calcolare una media , e pensiamo d' aver fatto una statistica , ma non è così ! C' è una specifica Disciplina , chiamata , appunto , "Scienze Statistiche" , che insegna come devono essere raccolti ed elaborati i dati , per avere risultati attendibili , e come si deve analizzare un lavoro , per vedere se sia affidabile o meno . Allora , qui , la "gioiosa macchina da guerra" renziana continua a dirci che è iniziata la ripresa , che stiamo uscendo dalla crisi , che la disoccupazione è in diminuzione , che l' edilizia è in ripresa , e così via. Ma la realtà è che , ogni giorno , le Ditte chiudono , o eliminano "esuberi" , sbattendo sul lastrico migliaia di famiglie. I "giovani" , non più "giovani" , a quarant' anni vivono ancora in casa dei genitori , con la pensione del papà . Passano da uno "stage" all' altro , retribuiti con un rimborso spese di tre o quattrocento euro al mese . Sono destinati a restare "apprendisti" fino alla morte. Dicono che aumentano i posti di lavoro "a tempo indeterminato" , ma questo non significa nulla se si abolisce l' articolo 18 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori , e , di conseguenza , si può essere licenziati in ogni momento. Le Imprese Edili che io conosco hanno i dipendenti in cassa integrazione e sono piene di "invenduto" nelle costruzioni degli anni scorsi. Dicono che aumentano i consumi , ma i negozi chiudono uno dietro all' altro. Forse aumentano le vendite nei supermercati , ma per forza ! I negozi "di prossimità" non ci sono più , o , tra isole pedonali , ZTL , divieti di qua e divieti di là , non sono più raggiungibili . Guardate il centro di Parma : più che vestiti da 5000 euro , scarpe da 500 euro al paio e mutande rosse per Capodanno non c' è ! Allora mi sorge il sospetto che i dati che ci propinano siano falsi , o , quanto meno , manipolati , nel contesto di un quadro politico avviato , sempre più palesemente , verso un regime totalitario .

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