PARMA-FORLI' 0-0

Parma, solo un punto col Forlì

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Il Parma si deve accontentare di un pareggio senza reti, e di un solo punto, nel big match con il Forlì. Intanto in classifica... 

Video: Parma poco incisivo, 0-0 con il Forlì

Paolo Grossi

Al termine di una giornata di festa per i tifosi del Parma è mancata la cosa più attesa: i tre punti con il Forlì. I crociati infatti non hanno saputo superare una squadra arcigna, ben messa in campo e con buone idee, nonostante i romagnoli siano rimasti in dieci all'inizio della ripresa. E' arrivato il secondo 0-0 della stagione e ti saluto fuga in classifica. Il primato adesso è appeso a un solo punto. Niente di grave né di irrimediabile. Sulla carta si è trattato di un'occasione d'oro gettata alle ortiche per affossare un'avversaria rivelatasi davvero ostica. In realtà nella ripresa le occasioni più ghiotte le hanno avute gli ospiti, e questo dovrà far riflettere Apolloni.

Errori arbitrali

Il tecnico aveva schierato la formazione ormai «solita», mentre anche il suo collega Gadda, rispetto alla squadra battuta in casa dalla Correggese giovedì, aveva recuperato diversi titolari.

Dopo un prima fase di studio, al 6' il portiere Merelli si distende per togliere dal sette un bel tiro a giro di Ricci. Poco dopo il suo collega Zommers si esibisce, in fase di disimpegno, in un ardito dribbling sul bomber avversario Nocciolini. Al 13' applausi a scena aperta per i crociati che dopo una bella manovra corale fatta di tocchi di prima mandano al tiro da venti metri Baraye. Il suo sinistro è una sassata che sfiora il sette alla destra di portiere. Episodio da moviola al 18' quando Longobardi in area anticipa Fantini che, in ritardo, gli rifila un calcione nello stinco. Per l'arbitro, un po' distante, non è successo niente, ma resta la sensazione che si trattasse di rigore e che servisse almeno un giallo. Poco dopo né l'arbitro né l'assistente vedono un netto tocco di mano di Lucarelli su spizzata di testa di D'Appolonia. Il fallo era comunque fuori area.

Avversari ben messi

Per il Parma la partita si rivela complicata in quanto gli avversari stanno corti, stretti e alti, disegnati con un 4-3-3 interpretato con dinamismo, grinta e reattività. Ecco allora che in fase di costruzione Corapi e Giorgino vedono ridotti spazi e tempi di manovra. Di conseguenza sono i difensori che hanno corda più lunga, a effettuare lunghi rilanci e cambi di gioco, spesso a cercare Ricci, che però finisce diverse volte in off side perché i quattro difensori in linea del Forlì rischiano attestandosi sulla trequarti. Brividi al 34' quando Baldinini va sul fondo a destra e crossa, e mentre le tre punte schiacciano in basso i difensori, a rimorchio arriva l'altro interno di centrocampo Enchisi che di testa dal dischetto del rigore, pur essendo tutto solo, riesce nell'impresa di mandare la palla tra le braccia di Zommers.

All'intervallo la sensazione è che sia una partita da 0-0 ma la speranza è che il Parma possa uscire fisicamente alla distanza come avviene ormai regolarmente mentre i romagnoli sono reduci da due turni infrasettimanali consecutivi. La cosa certa è che i forlivesi sono la squadra che sin qui ha più impegnato sul piano fisico i crociati, complice fors'anche il terreno viscido.

Nella ripresa Apolloni prova a smuovere le acque invertendo la posizione degli esterni d'attacco. Ma il colpo di scena arriva al 2' quando su un lancio dalle retrovie Zommers anticipa nettamente D'Appolonia che in scivolata lo fa cadere. L'arbitro accorre e ammonisce l'attaccante che aveva già preso un giallo nel primo tempo e viene così espulso. Le riprese tv mostreranno che il contatto era veniale e il che portiere ci ha messo del suo. A questo punto il Forlì arretra il baricentro, schierandosi con un 4-4-1 con il solo Nocciolini in avanti.

Sfiorano comunque il gol, al 12', i biancorossi, quando Turchetta su punizione da sinistra lambisce il palo con un fendente teso. Al 19' Nocciolini di testa grazia Zommers, spedendogli addosso la palla da posizione defilata su bel cross di Turchetta. Al 23' ci prova Adorni con un bel tiro al volo ma Merelli para in due tempi.

Assedio inutile

Al 26' altro spavento quando Turchetta saetta da sinistra senza centrare, per un soffio, la porta. Apolloni intanto ha mandato dentro Guazzo per Melandri, passando a un 4-2-4 in cui Baraye fa l'esterno, prima destro poi sinistro. Gli ospiti si limitano ormai a rinviare lungo rinunciando a ripartire ma nel Parma manca lucidità. Fioccano punizioni dal limite: Merelli para quella di Guazzo, Capellupo respinge, uscendo alla barriera, quella di Baraye. C'è qualche inevitabile sceneggiata per perdere tempo da parte dei forlivesi e alal fine il risultato non si sblocca. Dopo il triplice fischio un gestaccio del portiere ospite all'indirizzo della Nord innesca un parapiglia in campo. Lucarelli è il primo a raggiungere Merelli e a spintonarlo via, poi gli altri si spiegano con maniere non certo oxfordiane.

Cambio

Parlando con il senno di poi non ha certo pagato il cambio Melandri-Guazzo. L'ex di turno è stato impalpabile, ma visti gli spazi stretti e l'avversaria asserragliata pareva più adatto alla bisogna Lauria. A differenza di quanto accaduto a Budrio stavolta le dimensioni del campo non sono un alibi. Chapeau a un buon Forlì, ma questo è stato un Parma sotto tono, sia sul piano dello spunto che su quello della lucidità. Poco male, speriamo si riscatti domenica nel derby.

L'analisi di Paolo Emilio Pacciani

Sarà lunga e incerta. Questa stagione di passione in serie D, come era facilmente prevedibile, non sarà solo rose e fiori per il Parma, che dopo l'assaggio di Budrio contro il Mezzolara, ha avuto ieri pomeriggio la conferma che se non gioca al centro per cento del suo potenziale non sempre riesce a portare a casa la vittoria. A volte può succedere, visto il divario tecnico abissale esistente con la maggior parte delle squadre del girone, ma quando l'avversaria è tosta e ben messa in campo, come questo Forlì, al tasso tecnico bisogna unire l'intensità atletica e l'agonismo.

Ieri è finita nuovamente 0-0, nonostante l'uomo in più, ma il Parma ha seriamente rischiato di perdere perché il Forlì ha avuto due ottime occasioni da gol nel finale di partita, mentre i crociati hanno dominato il campo ma di palle gol veramente nitide ne hanno messe insieme ben poche.

Per assurdo, l'ingiusta espulsione di D'Appolonia, ha finito per danneggiare i crociati. Il Forlì infatti a quel punto ha chiuso ancor più gli spazi giocando solo di rimessa e limitandosi a difendere un pareggio diventato ancor più prezioso.

Ma l'arbitro ha inciso sulla partita soprattutto nel primo tempo, quando non ha concesso un evidente calcio di rigore per fallo su Longobardi. Passare in quel momento in vantaggio avrebbe voluto dire cambiare completamente l'inerzia della partita e costringere il Forlì a uscire dal bunker preparato da Gadda.

Sta di fatto che il Parma si è dovuto accontentare di un solo punto e ora torna a sentire sul collo il fiato dell'Altovicentino, che insegue a una sola lunghezza visto che ieri non ha sciupato l'occasione di recuperare parte dello svantaggio.

Tutto lascia prevedere che la volata per la promozione sarà una corsa a due, proprio fra Parma e Altovicentino, e che per avere un verdetto dovremo aspettare la prossima primavera. I tifosi crociati non devono però demoralizzarsi per questo mezzo passo falso, perché le considerazioni fatte fin qui restano tutte più che valide: il Parma ha la squadra più forte del girone e tutte le carte in regola per vincere il campionato. Pensare di vincere anche tutte le partite è utopistico.

Domenica a Brescello contro il Lentigione si riapre la caccia ai tre punti.

Le pagelle di Paolo Grossi

ZOMMERS 6

Senso della posizione? Fortuna? Forse tutt'e due: fatto sta che è sempre sulla traiettoria delle rare conclusioni avversarie, che neutralizza senza sforzi. La recita sull'entrata di D'Appolonia è stata però una pentola senza coperchio, nel senso che alla fine non ha pagato.

ADORNI 5,5

Turchetta, il suo dirimpettaio, è uno dei migliori giocatori che abbiamo visto all'opera quest'anno e lui non l'ha saputo arginare. In compenso è stato generoso e continuo nel proporsi in avanti.

CACIOLI 6

Nocciolini è un bomber di rango e lo ha messo alle strette. Anche ieri però se l'è cavata e la difesa è rimasta imbattuta.

LUCARELLI 6

Ha capito ben presto che ieri non conveniva uscire palla al piede e fare il regista aggiunto. Per il resto se l'è cavata anche di fronte ad attaccanti rapidi.

SAPORETTI 5,5

In ambasce contro il guizzante D'Appolonia, spinge ancor meno del solito. In realtà su azione da corner gli capita anche una palla buona sotto porta, ma stavolta non fa centro.

SERENI 5,5

Intraprendente, vivacizza l'attacco ma come spesso gli càpita vanifica tutto con l'imprecisione dell'ultimo tocco.

CORAPI 6

Gli avversari hanno capito che è lui il fulcro del gioco e quindi lo «schermano» appena possibile. Ci ha messo comunque corsa, tenacia, e qualche geometria interessante.

GIORGINO 6

E' in grado di supplire Corapi in regia ma ieri ha girato a vuoto. La densità e la rapidità degli avversari lo hanno frenato.

RICCI 5

Ha corso molto, ma troppo spesso a vuoto. Bello il suo tiro iniziale, poi però è caduto spesso nella trappola del fuorigioco. Nella ripresa è stato caotico e così non serve alla squadra.

BARAYE 5

Gran bel tiro fuori di poco, ma se ci chiedete in che ruolo ha giocato, ancora adesso non lo sappiamo. In certi frangenti bisogna sapersi tirare indietro dieci o quindici metri, fare un respiro, guardarsi attorno, scegliersi nuovi spazi per attaccare. Lui è sempre a testa bassa, sia pur con tecnica sopraffina.

MELANDRI 5

Era l'attesissimo ex, aveva promesso di esultare in caso di gol, ma non ci è neppure andato vicino. Del tutto evanescente, ha attraversato la partita senza lasciare segno.

LONGOBARDI 6,5

Il più efficace tra i crociati. Nel primo tempo ha conquistato un rigore che l'arbitro non ha dato innescando altre buone situazioni. Nella ripresa ha lottato e strappato una punizione da ghiotta posizione. Attorno a lui però Melandri e Baraye avevano le polveri bagnate.

ALL. APOLLONI 6

Ha tentato varie mosse (scambiare gli esterni, Sereni davanti e Ricci dietro, doppio centravanti) per schiodare la gara, ma è mancata la contromossa prima al pressing poi al bunker. E quel Lauria rimasto in panchina per 90' (con un cambio ancora da fare) lascia qualche rimpianto.

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