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Quei fendenti dati per uccidere

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L'accusa è pesantissima: tentato omicidio. Dopo l'arresto a tempo di record del giovane albanese che ha ferito gravemente un altro giovane moldavo in galleria Bassa dei Magnani emergono nuovi dettagli: la lite che poteva costare la vita al 22enne è nata per un debito da soli dieci euro. Una piccola somma per cui i due si sono affrontati. Fino a quando uno ha estratto la lama.

Luca Pelagatti

Non è facile essere un duro. Perché non si può cedere mai, bisogna sempre farsi rispettare. E se uno osa alzare le mani la regola è chiara: deve pagarla cara. Perché un duro non perdona. E, se serve, ammazza. Per fortuna sua, e della sua vittima, Klaudian Palushi però è un duro a cui il destino ha voluto dare una seconda possibilità. E così S.S., 22 anni appena, nonostante le coltellate è sopravvissuto. E ora Palushi dovrà rispondere solo, si fa per dire, di un tentato omicidio. E non avrà una vita spezzata sulla coscienza. «Tutto questo è frutto di una lite nata da futilissimi motivi», spiega il dirigente della Mobile Corrado Empoli, ricostruendo quanto accaduto mercoledì pomeriggio in galleria Bassa dei Magnani. Dove due ragazzi, quasi coetanei, si sono fronteggiati e picchiati. Fino a quando il duro ha estratto il coltello. «Tutto questo perché tra Palushi e la vittima dell'aggressione, di origine moldava, da circa una settimana c'era una faccenda sospesa». Robetta, per la verità; una faida da neanche dieci euro. Ma gli aspiranti duri sanno che ogni occasione è buona per farsi valere. Così uno ha iniziato accusando l'altro di avere cercato di rubargli quelle banconote. Poi dalle parole si è passati alle spinte e una maglietta si è strappata, il display di un cellulare si è incrinato. Ancora cose da poco, sciocchezze da superare al massimo con due sguardi storti e qualche parola a mezza bocca. Ma mercoledì invece i due ragazzi hanno deciso che era arrivato il momento della resa dei conti. E in casi come questi il pareggio non è previsto. «L'albanese e il moldavo hanno iniziato a picchiarsi in mezzo al via vai dei ragazzi che affollavano la galleria-, aggiunge Empoli. - Dopo una prima scazzottato ne è nata una seconda e Palushi ha avuto la peggio. A quel punto ha estratto un coltello e ha iniziato a colpire». Fendenti alle mani, alle braccia, al torace e al volto del contendente che è finito a terra. E dal numero dei colpi e da come sono stati sferrati non ci sono dubbi: il ragazzo voleva fare molto male. Perché un duro non perdona. Per fortuna però, nonostante un polmone perforato, l'emorragia e i danni provocati da quella lama lunga almeno dieci centimetri il giovane moldavo è stato soccorso che era ancora vivo. Poi, il resto del miracolo lo hanno fatto i medici del Maggiore: e ora la prognosi è sciolta e il 22enne se la caverà con una trentina di giorni. «A quel punto sul posto dell'accoltellamento sono arrivati gli uomini delle Volanti e della Mobile. Mentre i primi hanno raccolto le prime confuse testimonianze gli investigatori della sezione antirapina hanno orecchiato un nome. E si sono messi in caccia».

Il nome era proprio quello di Klaudian Palushi, anche troppo conosciuto dalla polizia per i suoi precedenti per rissa, furto, estorsione, lesioni. Di lui si sa anche che abita a Colorno. E che non possiede la macchina. Gli investigatori, coordinati da Ledis Fontana hanno quindi scommesso di trovarlo sull'autobus diretto verso casa. In borghese, senza farsi notare, così sono saliti sul 2 e poco dopo lo hanno notato. Parlava con un amico e aveva dei pantaloni verdi. Pesantemente chiazzati di sangue. A Colorno, ovviamente non ci è mai arrivato. I poliziotti, con cautela, hanno aspettato di arrivare al parcheggio scambiatore dell'autostrada e poi hanno circondato il ragazzo. Addosso aveva ancora il telefono che aveva appena rubato alla sua vittima. Il coltello no, quello lo aveva lanciato via durante la fuga. Ma lui stesso ha indicato dove così come ha ricostruito l'accaduto. Ammettendo di fatto le proprie responsabilità. Per lui è scattato l'arresto per i reati di tentato omicidio, rapina e ora si trova in carcere. «La conclusione in tempi rapidi di questa inchiesta dimostra l'ottimo lavoro svolto dal personale», conclude il dirigente della Mobile che ribadisce come il tempestivo fermo dimostra la presenza e l'efficacia dell'azione delle forze dell'ordine. Intanto nelle gallerie alle spalle di via Mazzini tra i ragazzi che qui spendono i pomeriggi non si parla d'altro. Chi c'era ed ha assistito racconta senza sosta quello che ha visto. Gli altri stanno ad ascoltare. Qualcuno parteggia per uno dei due ma molti preferiscono non commentare. D'altra parte si sa. Non è facile essere un duro. E i duri non parlano.

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  • Massimiliano

    26 Ottobre @ 07.57

    @vercingetorige va benissimo, ha ragione lei. Però per le prossime volte, le chiedo vivamente di astenersi di commentare i miei post, che comunque scrivo dopo aver letto. In questo caso il giovane ha una cicatrice visibile sul volto e un polmone lesinato. Le consiglio di andarsi a leggere il reato di lesioni personali e varianti. Vivamente, la prego, di non commentare più i miei post ok????

    Rispondi

    • Vercingetorige

      26 Ottobre @ 11.21

      NO , "OKAY" UN BEL NIENTE ! Quello che si può scrivere e pubblicare su questo "blog" , per Grazia di Dio , non lo decide lei , ma la Redazione , Poi , se ben ricordo , quello che ha cominciato a rimbeccare me , anche in maniera offensiva , è stato lei e non sono stato io . Quel che dice l' articolo 383 del Codice Penale a proposito di lesioni personali glie l' ho copiato pari pari , così può ripassarselo . Il ragazzo ferito non ha le lesioni che dice lei . Vuole andare ad informarsi in Medicina d' Urgenza , dove è stato ricoverato ?

      Rispondi

  • Vercingetorige

    24 Ottobre @ 21.45

    LA LESIONE PERSONALE E' GRAVE SE --comporta pericolo di vita ( il giovane ferito non è mai stato in pericolo di vita ) --la prognosi di guarigione è superiore ai 40 giorni ( la prognosi del ragazzo è di 30 ) --se c' è indebolimento permanente di un senso o di un organo ( quale ? ) -- se provoca acceleramento del parto in una donna incinta ( non mi sembra il caso) . LA LESIONE E' GRAVISSIMA SE --determina una malattia certamente o probabilmente insanabile --la perdita di un senso--la perdita o la mutilazione di un arto --la perdita dell' uso di un organo--la perdita della capacità di procreare --una permanente e grave difficoltà a parlare --la deformazione o lo sfregio permanente del viso --provoca l' aborto. ARTICOLO 583 CODICE PENALE , CHE , CERTO , UN RAFFINATO GIURISTA COME MASSIMILIANO CONOSCE PERFETTAMENTE .

    Rispondi

  • Massimiliano

    24 Ottobre @ 14.18

    @vercingetorige, dimenticavo, si intendono lesioni gravi anche quelle che porteranno a cicatrici visibili sul volto e a quelle che possono compromettere la normale vita della persona offesa. ( e un polmone perforato non credo si possa curare senza lasciare nessun minimo deficit)....

    Rispondi

    • Vercingetorige

      24 Ottobre @ 22.07

      NO , non basta che la cicatrice sia "visibile" , bisogna che sia deturpante , e la deformazione o lo sfregio permanente del viso non è lesione grave , è lesione gravissima , ma il ragazzo non ha cicatrici sul viso . Un polmone perforato può guarire completamente , ma il giovane non ha un polmone perforato .

      Rispondi

    • Vercingetorige

      24 Ottobre @ 21.21

      Il "polmone perforato" chi te lo ha detto ?

      Rispondi

  • Massimiliano

    24 Ottobre @ 14.08

    @vercingetorige, tra le "LESIONI GRAVI" si annoverano anche quelle che hanno messo in pericolo di vita la persona offesa e, a quanto pare, il moldavo è stato in pericolo di vita. Comunque i trenta giorni sono solo la prima prognosi, la quale verrà sicuramente prorogata. Ad ogni modo anche l'accusa di rapina potrebbe decadere ed essere derubricata in un altro reato ben più lieve. Quale???? Lascio al Sig. Vercingetorige e alla di lui cultura sconfinata il compito di scoprirlo......

    Rispondi

    • Vercingetorige

      24 Ottobre @ 21.52

      Il moldavo NON è stato in pericolo di vita . Che presenti un pacco di certificati di malattia è sicuro , ma bisognerà vedere in quanta considerazione saranno tenuti .

      Rispondi

    • Vercingetorige

      24 Ottobre @ 21.24

      Non credo che l' accusa di rapina possa essere derubricata . Pare gli abbia portato via il telefonino con la violenza . E' rapina .

      Rispondi

  • Massimiliano

    24 Ottobre @ 09.56

    Certo, come no, " tentato omicidio" , sarà trasformato dal primo avvocato ( ribadisco pagato da noi) in lesioni gravi, quindi reato ben più lieve e con pene molto, molto inferiori...... Quindi il nostro eroe albanese sarà presto libero di fare delinquente insieme al 90% dei suoi connazionali e al nostro Moldavino con il cellulare da 800 euro dopo cure dispendiose (che paghiamo sempre noi) verrà trovato un lavoro da invalido che ovviamente rifiuterà per bivaccare allegramente con i suoi compaesani nei parchi pubblici della città, nei pressi dei bar e negozi che vendono prodotti dell'est, godendosi magari anche una pensioncina di invalidità........

    Rispondi

    • Vercingetorige

      24 Ottobre @ 11.15

      HO SENTITO PARLARE DI UNA PROGNOSI DI GUARIGIONE DI 30 GIORNI . Se si conferma che è così , si tratta di LESIONI VOLONTARIE LIEVI ( non gravi ) . La lesione è "grave" se la prognosi supera i 40 giorni . Ma non eri tu che volevi darmi lezioni di Giurisprudenza ? Comunque , in questo caso , mi pare sia stata mossa anche l' accusa di rapina , per cui il conto sale ..........

      Rispondi

      • marirhugo

        24 Ottobre @ 15.20

        se uno spara per uccidere e manca il bersaglio e' tentato omicidio anche se l'altro non si fa un giorno di ospedale o no? L'hanno accusato di tentato omicidio, non solo di averlo ferito.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          24 Ottobre @ 21.27

          SI , INFATTI E' PROPRIO su questo presupposto che si fonda l' accusa di tentato omicidio volontario .

          Rispondi

      • Biffo

        24 Ottobre @ 12.13

        Sì, Verci, il conto salirà forse ad un paio di anni, quindi niente carcere, con il condono; fosse stato un italiano, 30 anni non glieli levava nessuno.

        Rispondi

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