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LENTIGIONE-PARMA 0-3

Il Parma torna a volare

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I crociati hanno sofferto ma poi hanno battuto nettamente il Lentigione 3-0 con i gol di Cacioli e Longobardi. E il difensore ammette: «Il mio gol...

Paolo Grossi

Che bella domenica, ancora una volta, hanno vissuto i tifosi del Parma. Sì, la favola continua e se oggi il lieto fine è arrivato anche grazie ad alcuni episodi fortunati, non fa niente. Basta ammetterlo e lavorare per vincere anche quando la dea bendata sarà avversa.

Non è stato un bel Parma, quello di ieri a Brescello. Sono stati più belli i suoi supporter, che si sono mossi in tremila. Non pareva davvero un campo di serie D, ieri, il Morelli. Però la squadra di Apolloni ha vinto con merito perché si è rivelata più matura ed equilibrato della pur arrembante avversaria.

Sorprendente Lentigione

I crociati si erano preparati a dover far la partita stanando i reggiani dai loro trenta metri e invece, pronti via, il Lentigione parte attaccando e pressando e sul secondo di due corner consecutivi la palla arcuata calciata da Savi sbatte sulla faccia superiore della traversa con Zommers fuori causa. I reggiani si mostrano subito più reattivi e grintosi e così riescono a colmare il divario tecnico che li separa dai crociati.

Al 17' il Parma rischia davvero di subire il primo gol su azione del campionato quando Miftah serve sul filo dell'off side Mezgour che s'invola, defilato sulla destra, ma quando arriva a tu per tu con Zommers si fa respingere dal portiere la conclusione sul palo più vicino. Bravo Zommers, ma netto l'errore dell'attaccante marocchino.

Il Parma non si raccapezza e perde un po' la bussola. Su punizione dalla trequarti Cacioli avanza per andare a sfruttare il traversone e invece Giorgino e Miglietta appoggiano palla all'indietro, costringendolo a tornare di corsa in zona difensiva smoccolando verso i compagni. Subito dopo Lucarelli regala un pallone pericolosissimo a Miftah ed è poi costretto a recuperarlo vincendo alla grande, in piena area, un rischioso uno contro uno. Per venti minuti in campo si vede solo il Lentigione ma ecco che, al 24', a segnare è il Parma. E non deve nemmeno tirare in porta.

Uno-due da kappaò

Stavolta su punizione dalla trequarti Miglietta calibra un traversone per l'avanzante Cacioli che in quei frangenti di solito fa la torre per i compagni che attaccano la porta. In quest'occasione invece la sua inzuccata genera una parabola telecomandata che finisce nell'angolino dalla parte opposta, assolutamente fuori dalla portata di De Angelis. Il paradosso è che il Lentigione ha studiato allo spasimo i calci piazzati offensivi, consapevole che sono la chance principale per trafiggere Zommers, e poi invece ha pagato proprio una situazione del genere. La squadra di Zattarin ad ogni corner, ad ogni punizione, sfodera uno schema diverso, con la costante di un blocco a liberare i guizzi di Miftah.

Il Parma raddoppia al 46': Giorgino di testa ributta in area una respinta da corner. De Angelis esce per abbrancare la palla che rimbalza, entra in contatto con Longobardi e la perde. Lo stesso centravanti è lesto a recuperarla insaccando. Si scatenano le proteste dei reggiani, che portano solo all'ammonizione di Miftah. A onor del vero, su dieci episodi del genere nove volte si vede fischiare fallo, ma l'astuzia di Longobardi e l'uscita comunque imperfetta di De Angelis hanno indotto l'arbitro a convalidare. Si va così al riposo sul 2-0, punteggio assolutamente esagerato per il Lentigione, che ha fatto un'ottima gara e ha pagato cari due episodi particolari, dovendo recitare il mea culpa per l'errore di Mezgour sullo 0-0. In realtà la partita era cambiata già dopo l'1-0, che aveva disteso un Parma sin lì contratto, aiutandolo a reggere meglio gli assalti avversari.

Ripresa senza storia

Nella ripresa il Lentigione si ripresenta con Ferrari al posto di Vecchi, acciaccato dopo un tackle con Giorgino. Visto che Ferrari è un under e Vecchi no, ci saremmo aspettati, il contemporaneo cambio Tarana per Berti. Zattarin lo ordinerà solo dopo che Miftah si sarà fatto ammonire ancora per simulazione fuori area (fiscale l'arbitro) e quindi espellere. Mezgour resta unica punta. Ma ormai il Lentigione è sfiduciato e Longobardi e Lauria sfiorano il gol con conclusioni da fuori. I crociati non affondano, pensando anche alla sfida infrasettimanale di Coppa. C'è il tempo però per una bella girata di testa di Lucarelli che centra la traversa al 33'. Intanto però Longobardi insiste e al 39', su perfetto traversone pennellato da destra da Messina, di testa schiaccia nell'angolino per il 3-0. Finisce lì, il Parma ha faticato venti minuti poi quasi passeggiato. L'arbitro ha lasciato un segno è vero, Mezgour e Miftah no. E, sia pur tra le discussioni, ha vinto la squadra più forte.

Le pagelle di Paolo Grossi

ZOMMERS 7

Passa dei pomeriggi da disoccupato e notoriamente questa è una condizione che non esalta le doti dei portieri. Lui però quando serve è sempre pronto e ben piazzato. Su Mezgour, si era sullo 0-0, ha fatto una parata che vale un gol.

MESSINA 7

La sua miglior partita in maglia crociata, coronata dalal ciliegina del cross per il 3-0. Attento in difesa, pronto a proiettarsi in avanti con piede sempre morbido.

CACIOLI 7

Ha il merito di sbloccare la gara nel momento più difficile per il Parma, ma anche quello di tener botta nei duelli con due attaccanti rognosi come quelli del Lentigione. D'altra parete non si hanno alle spalle tante battaglie sui campi della D per niente.

LUCARELLI 6,5

Commette un errore puerile nel primo tempo servendo Miftah, ma rimedia subito con chiusura perfetta. Poi sbaglia qualcosa in impostazione ma non concede niente a nessuno dietro.

SAPORETTI 6,5

Un altro crociato in evidente crescita, prende confidenza con il ruolo di esterno e ha anche più fiducia belle avanzate. Peccato per l'ammonizione.

MIGLIETTA 6

Come regista tende a rallentare troppo la manovra. Serve però a Cacioli l'assist per il gol e continua a interdire, agevolato dal crollo fisico e psicologico degli avversari.

GIORGINO 6

Non bene come in altre occasioni, forse deve affiatarrsi con Miglietta. Però se il Parma non becca mai gol è anche perché davanti alla difesa c'è lui.

LAURIA 6

Ci aspettavamo di più. Contro una difesa arcigna come quella del Lentigione i suoi numeri in realtà non si sono mai visti. Lavora anche in fase difensiva, è vero, ma è davanti che deve fare a differenza come ha dimostrato di saper fare.

BARAYE 5

Un fantasma. Quando viene, giustamente, sostituito, il broncio dovrebbe farlo a se stesso perché tatticamente ha buona libertà ma non la sfrutta, né sul piano individuale né su quello corale. E, da attaccante, non conclude mai. Quando gioca così è uno spreco di talento.

MUSETTI 6

Uno scampolo in cui comunque conferma di aver riacquisito un buon tono e di avere grande tecnica.

MELANDRI 5,5

Entra a gara già indirizzata e non si capisce bene neppure perché. Comunque non aggiunge nulla.

RICCI 5,5

La prova più opaca da quando è al Parma. Ha di fronte un coetaneo, eppure non trova mai uno spunto, una giocata. Anzi, gira piuttosto a vuoto anche se fisicamente il suo apporto è sempre importante.

LONGOBARDI 7,5

Di partite ne ha fatte anche delle migliori ma segna due gol oltre a lavorare come sempre fino allo sfinimento per la squadra. Sull'1-0 è fondamentale la sua astuzia: tocca il portiere arretrando, quel tanto che basta a sbilanciarlo. La seconda rete per lui è un gioco da ragazzi ma è importante perché significa che dopo 90' di lotta sa ancora farsi trovare pronto in zona gol.

ALL.APOLLONI 6,5

Dopo il pareggio con il Forlì ha deciso di cambiare qualche pedina e ha portato a casa comunque una larga vittoria. Conoscendolo però siamo certi che avrà intravisto parecchie cose su cui lavorare. Non è stata una vittoria arrivata attraverso il gioco come piace a lui, bensì grazie alla superiore esperienza e concretezza del suo gruppo rispetto all'entusiasmo dal fiato corto della neopromossa. Ha fatto bene a mandar dentro Musetti, che deve ritrovare condizione, poi forse, visto l'andamento della gara, ci stavano venti minuti per Rodriguez.

L'analisi di Paolo Emilio Pacciani

Dopo il pari casalingo contro il Forlì il Parma aveva bisogno di dare un segnale forte. Non tanto ai tifosi, che non si sono certo fatti demoralizzare da un mezzo passo falso, quanto al gruppo stesso di Apolloni e a tutte le avversarie. Il messaggio dice pressapoco così: «Il primato è nostro e non abbiamo nessuna intenzione di cederlo. Neppure per un momento».

Così a Brescello, contro il Lentigione, i ragazzi in maglia crociata hanno saputo reagire ad una brutta partenza (merito, per questo, dell'ottima prova dei reggiani) in modo molto concreto ed hanno trasformato (anche fortunosamente, come ha ammesso Cacioli) le occasioni create per portare a casa tre gol e tre punti.

Lo “slalom parallelo” con l'Altovicentino è stato momentaneamente interrotto dall'infortunio dell'arbitro che costringerà i veneti a ripetere la partita ripartendo dallo 0-0, ma il duello sembra destinato a proseguire fino alla fine della stagione.

Ma a Brescello il Parma ha detto chiaro e forte che non ha nessuna paura e che la sua rosa è talmente ampia da poter sopperire a qualunque carenza. Ieri Apolloni ha lanciato nella mischia Messina e Miglietta e rilanciato Lauria e la squadra non ha avuto nessun contraccolpo negativo. Anzi, proprio dal piede di Miglietta è partito il pallone trasformato in rete da Cacioli, e da quello di Messina il cross incocciato splendidamente da Longobardi.

Mercoledì (o giovedì, lo deciderà oggi la Prefettura di Reggio) si torna già in campo a Correggio per la Coppa Italia. La stagione non concede un attimo di respiro, ma il Parma ha i polmoni grandi.

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