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Parroci fidentini anti-Halloween

Parroci fidentini anti-Halloween
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Niente zucche vuote, sabato, notte di Ognissanti, negli oratori parrocchiali della città. In programma invece momenti di festa insieme col «sale in zucca». Serate anti-Halloween, dunque. Parroci ed educatori spiegano perché.

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  • Vercingetorige

    27 Ottobre @ 16.49

    IL GIORNO DELLA COMMEMORAZIONE DEI MORTI , PER I CATTOLICI , E' IL 2 NOVEMBRE , CHE CADE DI LUNEDI' ED E' UN GIORNO LAVORATIVO . Chiunque abbia una capacità di discernimento appena superiore ai sacchettini infami , capisce che tutti andranno a far visita ai Cimiteri domenica , 1 Novembre , Festa di Tutti i Santi . MA DOMENICA E' LA PRIMA DEL MESE , QUINDI , NEL COMUNE DI PARMA , C' E' IL BLOCCO DELLA CIRCOLAZIONE ALL' INTERNO DELLE TANGENZIALI ! Una genialata così non l' avrebbe pensata neanche Leonardo da Vinci ! Senza contare poi che , durante la settimana , tutti andranno a pulire ed adornare le tombe , ma , a Parma , potranno farlo solo se non hanno un' auto a benzina euro 1 o precedente , oppure un diesel precedente l' euro 3 .

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  • Biffo

    27 Ottobre @ 12.22

    Ma sono cose ridicole, al limite dell'indecenza e del grottesco! Sarebbe meglio che i parroci di Fidenza-Borgo pensassero a faccende ben più serie ed importanti, che non ad Halloween, dove, anticipando il Carnevale, ci si ritrova, tra amici, per una serata insieme, all'insegna dello scherzo. Già aveva lanciato anatemi e scomuniche Mons. Solmi, ora spente. Io, prossimo scomunicando, per i tre parroci zelanti, per sabato 31, mi ritrovo con 11 amici, a casa mia, per una cena a base di piatti con la zucca, in vari modi, e non penso minimamente di celebrare, nel contempo, Messe nere e riti satanici. Ai parroci brucia molto , così almeno pensano loro, che la gente poi non si dedichi a festeggiare Ognissanti e il 2 novembre, tutto qui, nei modi funerei, tetri e macabri con cui si svolgono i riti cattolici in questione, solitamente.

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  • kelticheart

    27 Ottobre @ 12.09

    Egregio Sig. Direttore, per quanto lodevole l'iniziativa anti-satanismo delle parrocchie Fidentine riguardo al Samhàin o Capodanno Celtico, altrimenti conosciuto come Halloween, non posso fare a meno di rilevare ancora una volta la disinformazione operata dalla Chiesa Cattolica. Non è diffondendo ignoranza che si combatte la negatività di coloro che userebbero quest'antichissima festa per scopi oscuri. Anzi, così facendo, si creano spazi vuoti nell'immaginario collettivo che inevitabilmente vengono riempiti dall'Islam, la cui espansione delle conversioni preoccupa non poco il Vaticano. La notte del 31 Ottobre per l'antichissima cultura Indoeuropea da cui originò la cultura Celtica, segna la fine dell'anno vecchio e l'inizio dell'anno nuovo. Gl'Indoeuropei misuravano lo scorrere di tempo e stagioni con le fasi lunari, il loro mese era di 28 giorni. In questa notte Essi credevano che il mondo reale e quello spirituale si avvicinassero talmente tanto da consentire l'apertura di porte che permettevano la comunicazione ed il passaggio tra la dimensione dei vivi e quella dei "viventi", ossia gli spiriti degli antenati. Secondo tale tradizione multimillenaria, entità negative, che avrebbero provocato il male fino al Capodanno successivo, potevano trovare il passaggio nel mondo dei vivi. In Irlanda la cultura Celtica originale sopravvisse più a lungo che nel resto d'Europa, grazie al fatto che non fu mai invasa dai Romani. La tradizione lì era di spegnere tutti i fuochi domestici, aprire porte e finestre di casa, vestirsi in modo pauroso, indossare maschere diaboliche e, percuotendo pentole ed oggetti metallici, con urla e strepiti spaventare gli spiriti maligni, perchè non si fermassero in case rese fredde ed inospitali. I fuochi venivano riaccesi attingendo la fiamma da un unico fuoco sacro benedetto dai sacerdoti, o Druidi, il 1° Novembre, in cui venivano celebrati gli antenati e tutti i cari scomparsi. La parola halloween, che sostituì quella Celtica Samhàin, deriva infatti da una contrazione dell'Inglese arcaico "All Hallows' Eve" che significa "Sera di tutti i Santi". Niente di satanico, quindi, ad Halloween, che era anche la festa dello spegnimento e riaccensione rituali della Luce. Talmente positiva da venire molto accortamente inglobata nella tradizione Cattolica d'Europa. Questa è la verità storica, da difendere per non cancellare le nostre radici. Il carnevale commerciale nato in USA per i bimbi non ha niente a che spartire con la storia Europea.

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  • Vercingetorige

    27 Ottobre @ 12.04

    Nel celebrare la commemorazione dei defunti, una tradizione vuole che i primi Cristiani, vagabondassero per i villaggi chiedendo un dolce chiamato “pane d’anima”, più dolci ricevevano e maggiori erano le preghiere rivolte ai defunti del donatore. A Serra San Bruno, in Calabria, vi è la secolare tradizione del "Coccalu di muortu". I ragazzini, dopo aver intagliato una zucca riproducendo un teschio (in dialetto serrese, appunto, "Coccalu di muortu"), gironzolano per le vie del paese tenendo in mano la loro creazione e, o bussando agli usci delle case oppure rivolgendosi direttamente alle persone che incontrano per strada, esordiscono con la frase: "Mi lu pagati lu coccalu?" ("Me lo pagate il teschio?"). In Puglia, a Orsara di Puglia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) per illuminare la strada di casa ai defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornerebbe a trovare i viventi. Sulla brace di questi falò, viene cucinata della carne che tutti mangiano in strada assieme ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio). In Friuli e Veneto (dette lumère, suche baruche o suche dei morti) era diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio, e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, ed infine che gli animali nelle stalle potessero parlare. In Sardegna è conosciuta nel Sud come Is Animeddas (Sarrabus) o Is Panixeddas; in Ogliastra come Su Prugadoriu; nel Nuorese come Su mortu mortu, Sas Animas o Su Peti Cocone (Orosei). È una tradizione antichissima e prevede che i bambini si rechino di casa in casa per chiedere di fare del bene per le anime dei morti attraverso richieste di doni usando frasi di rito come "Mi ddas fait is animeddas?" ("mi fa le piccole anime?") o "Carchi cosa pro sas animas" ("qualcosa per le anime). I bambini che bussano alle porte si presentano nel Nuorese come "sos chi toccana" ("quelli che bussano"). Caratteristiche simili ad Halloween si riscontrano anche nel Nord dell'isola, nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell'Anglona e del Goceano .

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