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«Mi ha quasi ucciso, ma lo perdono»

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«Lo so, mi voleva uccidere: ma per lui non provo né odio né rabbia». Ecco le parole di Roberto Frati, accoltellato da uno sconosciuto sabato a Fidenza e ora ricoverato al Maggiore

Silvana Loreni

«Non provo odio per il mio aggressore, lo perdono». Roberto Frati, il fidentino aggredito a coltellate, non usa parola di vendetta e dal suo letto all'ospedale di Parma lancia un messaggio di pace.

A riferirlo, commossa, è la moglie Ivana Bianchi: «Continua a ripetermi: per fortuna ho voi che mi state vicino». Frati è al Maggiore da sabato, dopo essere stato accoltellato da Maurizio Mascia, un 43enne sottoposto a obbligo di dimora in una comunità del piacentino. Roberto è sereno, sta meglio, anche se i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Ha ancora la febbre e adesso quello che preoccupa maggiormente i medici è il rischio di infezioni.

La moglie Ivana, che con i figli don Alessandro, vice parroco a Busseto e Chiara, non lo abbandonano un istante, spiega che parla con loro, anche se ancora si affatica. Quello che ha stupito i familiari del pensionato 66enne, è che non mostra una parola di odio per il suo aggressore. «Non lo abbiamo mai sentito infierire contro quell’uomo - ha spiegato Ivana - mai rabbia, odio, niente. Solo una grande serenità e un amore profondo per noi, che gli stiamo vicino. Quando arriviamo ci guarda e si illumina».

Il figlio don Alessandro gli ha detto: «Papà, quando ti senti in un momento di sconforto ricordati sempre di pregare», e lui per tutta risposta con un sorriso ha sussurrato: «Certo che prego e lo faccio per un giovane che è qui e deve essere operato». Nemmeno in questo drammatico momento della sua vita, Roberto pensa a se stesso, ma agli altri.

Intanto Frati ha raccontato ancora quegli attimi drammatici vissuti sabato pomeriggio. «Quando mi sono trovato quell’uomo nel garage, mi ha puntato da dietro un coltello al collo e mi ha urlato “stai fermo, non girarti o ti ammazzo”. Quando mi sono girato e ho fatto per mandarlo fuori mi ha colpito all’addome e anche più su, vicino al cuore, con un coltello. Sono vivo per miracolo. Se non avessi avuto la forza di chiedere aiuto e se i miei vicini non fossero accorsi, sono convinto che quell’uomo avrebbe continuato a colpirmi sino ad ammazzarmi. Solo l’intervento dei vicini lo ha messo in fuga».

Secondo Frati, che ricorda perfettamente tutto quello che gli è successo, il suo aggressore non era affatto ubriaco. «Per me non aveva bevuto, ma aveva gli occhi allucinati, quelli sì, me li ricordo perfettamente purtroppo». E questo particolare è stato confermato anche da un altro residente che pochi istanti prima dell’aggressione, aveva parlato con quell’uomo, che si aggirava nel quartiere Luce.

Intanto ieri anche il sindaco di Fidenza Andrea Massari ha fatto visita a Frati. «E’ stata una fortissima emozione poter incontrare in ospedale a Parma il nostro concittadino Roberto Frati per portargli l’abbraccio di Fidenza e dargli testimonianza delle centinaia di messaggi di preghiera e di speranza che mi sono arrivati in questi giorni, tutti dedicati a lui, attraverso i mezzi più disparati, da Facebook alle mail passando per WhatsApp. Una straordinaria dimostrazione di solidarietà, l'esempio, ancora una volta, di quanto sia speciale la comunità di Fidenza. Ho trovato Roberto in grande recupero dopo la terribile aggressione di cui è stato vittima. Ho parlato con tutto lo staff medico e, giustamente, è d’obbligo essere prudenti, ma dopo tanti momenti di paura è davvero liberatorio dire che il peggio è passato. Considero doveroso ricordare che questo grande evento è merito di due protagonisti: l’ottimo lavoro dell’Ospedale di Parma - di cui ringrazio il primario Fausto Catena, i medici Marco Bertolani e Nicola Busi che ha eseguito l’intervento su Roberto, unitamente a tutto il personale medico e paramedico della Rianimazione - e l’affetto unico con cui la famiglia ha protetto Roberto. Una famiglia speciale, come ho potuto toccare con mano anche oggi (ieri, ndr), parlando con la moglie Ivana e la figlia Chiara, oltre che col figlio don Alessandro, col quale sono stato in costante contatto subito dopo l’accoltellamento del padre. Superare un trauma di questo tipo non è solo una questione medica, ma un fatto che richiede tempo e tanta consapevolezza di non essere mai soli. Fidenza c’è stata, c’è e ci sarà al fianco di Roberto e della sua famiglia. Anche quando verrà il momento del processo al balordo che è stato arrestato».

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  • Massimiliano

    05 Novembre @ 00.15

    Il Sig. Frati è il lampante esempio di buonismo a tutti i costi.... Cerchi di ammazzarmi???? Ti perdono, Hai rubato a casa mia???? Ti perdono.... Hai violentato mia moglie / figlia / compagna??? Ti perdono. Questo buonismo a tutti i costi è proprio di una certa fazione politica....... Mi dispiace Sig. Frati, ma è anche grazie al suo perdono facile che questo paese è allo sfascio....

    Rispondi

    • 1999NA

      06 Novembre @ 09.45

      Se non sbaglio, il perdono è un sentimento cristiano, non di destra ne di sinistra.Visto che voi di destra vi riempite la bocca sempre di parole come "valori cristiani..., la famiglia....", etc, cosa tirate in ballo la religione, se poi la disprezzate? Predicare bene, e razzolare molto male?!!!!!!!!!!!!

      Rispondi

  • LISA

    04 Novembre @ 15.08

    Roberto dice di perdonare il suo assassino. Lui lo perdona, non dice di volerlo libero. Lui vuole che questa persona sconti la sua pena, non lo vuole libero.

    Rispondi

  • Massimiliano

    04 Novembre @ 14.27

    No no, questo è vero e proprio buonismo, quello che ha distrutto le fomdamenta del viver civile. Figuriamoci se io perdono chi ha cercato di ammazzarmi, per di più un delinquente recidivo, alcolizzato, tossico, con alle spalle una lunga carriera criminale.... Ma figuriamoci.... Italiano o straniero non ha importanza....... In galera per sempre....... Oppure come in alcuni stati americani....... Una bella scarica e il delinquente non farà mai più del male a nessuno..... ( anche un bel lettino con 4 aghi piantati in vena non sono poi così male....) .....

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    • jack

      04 Novembre @ 20.42

      sono d'accordissimo con te, ma noi italiani "purtroppo" siamo un popolo di pecoroni e di bla bla....

      Rispondi

    • Cj

      04 Novembre @ 15.16

      Il concetto è che non spetta a Roberto. E nemmeno ai suoi figli o sua moglie. Spetta allo Stato, quello con la S maiuscola, che spesso si eclissa. A Roberto spetta decidere cosa fare di un sentimento. E lui ha deciso di perdonare. Quindi di cosa stiamo parlando? Buonismo? Vivere civile? Quindi chi è civile non perdona? Mi sembra che si ragioni su piani differenti. Se tu non perdoni, è una tua scelta. E non per questo sei una persona grama così come Roberto non è un buonista... ma solo uno che ha deciso di convogliare i suoi sentimenti in quel modo.

      Rispondi

  • Biffo

    04 Novembre @ 11.19

    Io non mi sono m,ai vendicato di niente e di nessuno, ma assolutamente non capisco il perdono di Frati, nei confronti di un criminale recidivo, ubriacone ed assassino. È come gettare perle ai porci.

    Rispondi

    • Cj

      04 Novembre @ 15.20

      Biffo, il perdono per una persona che ha sempre vissuto in modo, come dire, spirituale, è l'ennesima conferma che è una brava persona, coerente con i suoi pensieri e i suoi credi. Io non sono credente, non perdonerei affidandomi alla fede così come fa lui, Alessando (suo figlio, mio compagno di scorribande da adolescenti e ora prete) e la sua famiglia. La chiamano carità cristiana e di fronte a queste cose (lo dico da NON cattolico) alzo le mani e non mi impegno a capire, non ci riuscirei.

      Rispondi

      • Biffo

        04 Novembre @ 17.09

        Guarda che io non sono ateo, agnostico o anticattolico; ma non riesco a concepire il perdono per una bestia bipede come quel tipo, con tendenze assassine per un nonnulla. Il perdono è una cosa troppo preziosa per essere offerta ad ogni piè sospinto e verso tutto e tutti. Persino Cristo, in croce, prima di spirare, affidò al Padre il perdono per chi lo aveva crocifisso, ma non si sentì di esprimerlo personalmente.

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        • Cj

          04 Novembre @ 18.00

          Sono d'accordissimo con te... per quello ho detto che non mi impegno a capire la scelta o l'animo di Roberto. Non mi apparterrebbe un gesto così (lo dico da seduto al mio pc in ufficio, bello in forma... poi chissà). Ma attenzione ad una cosa: lui ha scelto di perdonare la persona (perchè anche se per me, uno così, è peggio di una bestia, volenti o nolenti è una persona), non il gesto o l'atto. E' un filo diverso, no?

          Rispondi

  • Cj

    04 Novembre @ 10.18

    Il buonismo non c'entra. Il perdono è un sentimento umano... E credo sia giusto, per Roberto (che conosco personalmente, e non mi stupisco quindi del suo animo), perdonare, se il suo cuore e la sua fede lo guidano così. L'importante è che giudici e PM non siano buonisti nè pietosi. Senza nessuna pietà la giustizia deve prendere quest'uomo e farlo marcire in galera. Ma se del sentimento di Roberto non ho dubbi... su quest'ultima frase... purtroppo sì.

    Rispondi

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