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Il caso

Vede il suo stalker: arbitro ferma la partita

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E' accaduto ieri durante un incontro di un campionato minore: la donna che dirigeva la sfida ha chiamato i carabinieri

Quando si gioca dovrebbero valere solo le regole dello sport. Quelle che prevedono correttezza, onestà, rispetto. Peccato però che, a volte, in campo finiscano per infiltrarsi anche le prassi sbagliate della nostra vita malata. Dove prevale la protervia, la violenza. E quindi la paura. La prova è quanto è accaduto ieri in un campo da calcio di un campionato minore dove il risultato finale è finito, davvero, per passare sullo sfondo. E dove una giovane donna, arbitro dell'incontro, si è trovata faccia a faccia con chi la molesta giorno dopo giorno. Con chi, in pratica, la perseguita. Al momento del fischio d'inizio, in apparenza, nessun problema: le due squadre in campo, qualche manciata di spettatori e una bella giornata che pare d'estate. Ma poi, quasi subito, una folata gelida ha spento il sole.

L'arbitro (di cui per evidenti motivi vogliamo tutelare la privacy) alza gli occhi e incrocia uno sguardo che non avrebbe certo voluto incontrare. Si tratta di un uomo che da tempo la importuna e la molesta, che da tempo le rende la vita difficile. In una sola parola uno stalker, un persecutore che con il suo atteggiamento ha incrinato la serenità della giovane donna che subito aveva chiesto aiuto, Rivolgendosi alle forze dell'ordine e presentando denuncia. In questi casi la legge è chiara. E costruisce difese intorno alle vittime. Prima il persecutore viene richiamato, poi scatta la diffida ad avvicinare la vittima. Infine, se serve, possono arrivare misure ancora più pesanti. In questo caso l'uomo non avrebbe dovuto essere su quella tribuna. Così, per un po', l'arbitro ha provato a dominarsi, a trattenere la rabbia e il timore. Ma alla fine la sua reazione è stata la più ovvia. Ha fischiato, fermato il gioco, e chiesto aiuto, spiegando la situazione. Immediata la reazione delle squadre e dei dirigenti che hanno compreso come volendo continuare a giocare quella partita avrebbero perso tutti. Al campo sono così arrivate le forze dell'ordine che hanno constatato l'accaduto, accertata la violazione delle regole. E compreso la giusta preoccupazione della donna. La gara a quel punto era già finita anche se lo stalker è stato allontanato. Quali saranno per lui le conseguenze ora lo decideranno le autorità. Ma per quella giovane donna scesa in campo per fare rispettare le regole dello sport quella di ieri è stata una giornata da dimentica. Per colpa di quell'uomo, l'ennesima. r.c.

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  • marirhugo

    10 Novembre @ 12.38

    manca la nazionalita' dello stalker. peccato, ma dovreste fare cosi' sempre. Peccato perche', adesso e' tardi

    Rispondi

  • Bastet

    10 Novembre @ 10.31

    Verci :"E' TRISTE CHE NON SI CAPISCA che qui il problema non è la potenziale pericolosità del molestatore , ma l' idoneità della signora a fare l' arbitro di Calcio , se ritiene di dover vivere sotto scorta ! Se deve vivere sotto scorta non può andare in giro ad arbitrare partite di calcio !" Non diciamo c...ate,va la! quindi se una barista viene importunata....dobbiamo decidere se è idonea a fare la barista? ma per favore!

    Rispondi

    • Vercingetorige

      10 Novembre @ 10.59

      LE C...ATE LE DICE CHI NON CAPISCE LA DIFFERENZA tra un lavoro necessario per mantenersi ( la barista) , ed un' attività ludica ( l' arbitro di calcio ) , quindi evitabile se si ritiene ne vada della propria sicurezza . LE C...ATE LE DICE CHI NON CAPISCE che non si possono mettere sotto scorta tutte le donne molestate come il Presidente della Repubblica , chi non capisce che un molestatore può essere diffidato , e , se non rispetta la diffida , può anche essere arrestato, ma non può essere tenuto in carcere a lungo per il reato di "molestie" . Voi femministe pretendereste che un uomo possa essere messo in prigione solo sulla base delle parole di una donna , ma non è così , e non può essere così !

      Rispondi

      • 10 Novembre @ 11.20

        REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Scusate se mi intrometto nel dibattito (che purtroppo come spesso accade non va alla ricerca di una sintesi ma solo del rigetto delle opinioni altrui). Credo di avere capito lo spirito dell'intervento di Vercingetorige rispetto all'operato della ragazza sul campo, ed è altrettanto ovvio che nessuno debba essere messo in prigione "solo sulla base delle parole di una donna". Ma allo stesso tempo credo che lo stalking sia un tema troppo forte e a volte tragico (lo sappiamo anche a Parma, purtroppo) per poterci fermare a questa parte di riflessione nel giudicare l'episodio. Non conosco lo specifico di questo stalker, ma in Italia troppe volte "le parole di una donna" non sono bastate a prendere provvedimenti che potevano poi evitare omicidi o tragedie simili. Credo che la valutazione della portata dell'episodio, prima ancora che agli organismi arbitrali, spetti alle forze dell'ordine, per capire se l'arbitra ha ecceduto in apprensione oppure ha avuto una reazione legittima, e se l'uomo in questione meriti o meno provvedimenti anche più severi. Però lasciatemi ripeterlo: il "bello" di questi forum sta nella possibilità per tutti noi di arricchire le proprie idee con quelle altrui, anche se non le condivideremo del tutto. Forse, se partissimo da questo e da qui, un pezzetto della battaglia contro le violenze (tutte le violenze) avremmo già iniziato a vincerlo, non trovate?

        Rispondi

        • marirhugo

          10 Novembre @ 12.45

          ah tu hai capito lo spirito dell'intervento del nick...blabala. No ciccio, non hai capito proprio niente, o fai finta di non aver capito. Rileggi va che e' megli. Ci sono 8 9 commenti di sto individuo dove stringi stringi sta scritto che se una donna ha paura di un uomo che la guarda e' meglio se ne stia in casa.

          Rispondi

        • 10 Novembre @ 13.08

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Non sono "ciccio" e non sono solito "fare finta". Ci risentiamo quando hai imparato l'ABC dell'educazione. Buon riposo !

          Rispondi

        • Vercingetorige

          10 Novembre @ 12.01

          LE "FORZE DELL' ORDINE" NON HANNO nessun provvedimento da prendere contro una persona perchè va a vedere una partita di calcio . La molestia ci sarebbe stata se avesse aspettato la signora all' uscita e l' avesse abbordata PERSONALMENTE . QUI IL PROBLEMA NON E' CHI ABBIA RAGIONE TRA MOLESTATORE E MOLESTATA . E' chiaro che ha ragione la molestata , ma non è questo il punto . In questo caso ci è stato chiesto se approviamo l' annullamento della partita perchè l' arbitro ha visto tra il Pubblico una persona sgradita , e la risposta è sicuramente "NO" . Sul libero scambio di opinioni diverse sul "forum" sono perfettamente d' accordo , sul rispetto per tutte le opinioni altrettanto , ma , se voi andate a vedere le risposte che ho ricevuto , vedrete che sono tutte condite di insulti . Secondo voi va bene ? Poi mi costringono a rispondere con altrettanta ruvidezza , pur se ne farei volentieri a meno.

          Rispondi

        • 10 Novembre @ 13.39

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Noi interveniamo spesso di forbici e cestino (qualcuno dice anche troppo). Per il resto conto sulla vostra autodisciplina, visto che non siamo fra bambini. E chi si sente migliore lo dimostri anche in questo. Grazie a chi ci aiuterà in questo senso: noi perderemo meno tempo e i vostri commenti saranno più efficaci.

          Rispondi

  • Bastet

    10 Novembre @ 10.29

    ...che commenti penosi! benissimo ha fatto la donna ad interrompere il tutto!

    Rispondi

    • Vercingetorige

      10 Novembre @ 11.10

      PENA RECIPROCA ! Benissimo farebbe la Federazione degli Arbitri ad esonerare la signora dall' arbitraggio , se non vuole dover rifare tutto il calendario dei campionati , trovandosi una partita annullata tutte le domeniche , visto che nessuno può proibire al molestatore di andare a vedere una partita . E' PENOSO che non si capisca che , ciò che lo "stalker" non può e non deve fare , è molestare PERSONALMENTE la sua vittima , ma stare in mezzo alla folla che assiste ad una partita non è una "molestia" e non può proibirglielo nessuno ! Sarei curioso di leggere il rapporto arbitrale sulle ragioni dell' annullamento di quell' incontro !

      Rispondi

  • Mirco

    10 Novembre @ 09.31

    Vercingetorige. ...ma come fa a scrivere certe cose e a sostenerle. .quindi per lei questa donna è lei che deve rinunciare a qualcosa e non il persecutore? Quindi non dovrebbe andare a fare la spesa, a lavorare, a fare un giro in centro, a correre in cittadella? Secondo lei, questa signora non vorrebbe lasciarle fuori le sue vicende da qualsiasi situazione? È la controparte che è in torto...nonla ragazza...la sua ssuperficialità è disarmante

    Rispondi

    • Vercingetorige

      10 Novembre @ 11.43

      QUESTA DONNA DEVE COLLABORARE CON LE FORZE DELL' ORDINE ALLA SUA STESSA PROTEZIONE , evitando di dare al suo "stalker" facili occasioni per molestarla . Deve capire che non è possibile darle una scorta permanente come al Presidente della Repubblica , e non è possibile mandare il suo persecutore ad Auschwitz , come lei verosimilmente vorrebbe . Potrà essere arrestato , ma , inevitabilmente , dopo pochi giorni sarà fuori . Nel fatto che fosse tra il Pubblico allo stadio non c' è nessun reato .

      Rispondi

      • Mirco

        10 Novembre @ 14.57

        Ma cosa sta dicendo????? E' la ragazza che deve dare meno opportunità allo stalker di incontrarla? cioè deve muoversi mascherata da zorro? andare a far spesa a Borgotaro, arbitrare a Latina? Ma dove vive? a che epoca è rimasto ? a quella della pietra? Dei cavernicoli? Non si tratta di essere femministi!! Ma di essere essere "essere umani".Qua non si tratta di dare la scorta a qualcuno come i preseidente della Repubblica. La ragazza non ha chiesto la scorta durante l'arbitraggio o mentre va a lavorare...ma ha chiesto di essere protetta perchè si sentiva in pericolo, Vorrei vedere sua moglie o sua figlia se dovessero sentirsi in pericolo se non chiamerebbero la Polizia...si sta arrampicando sui vetri. Tenuto conto che magari lo stalker magari doveva stare ad una certa distanza dalla ragazza(quato non lo sappiamo). Ma credo che l'arbitra in quel momento non potesse avere a disposizione una tavella per misurare la distanza a cui si trovava lo stalker....

        Rispondi

  • Vercingetorige

    09 Novembre @ 18.24

    QUALSIASI AVVOCATO sosterrà che lo "stalker" non era allo stadio per perseguitare l' arbitro , ma per vedere la partita !

    Rispondi

    • Valerio

      10 Novembre @ 10.09

      raq.cantiere.hera@gmail.com

      Purtroppo oggi non sono in accordo con te. Leggo volentieri ogni tuo commento. Ma oggi penso che non sia corretto il tuo ragionamento. Vivere in uno stato di paura e terrore, vivere con la paura di trovarsi un chiunquesia dove potrebbe essere capace di far del male, se non addirittura peggio non e' bello. Le donne devono essere difese sempre.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        10 Novembre @ 11.23

        LE PERSONE DEVONO ESSERE DIFESE SEMPRE , donne o uomini che siano . HAI RAGIONE QUANDO DICI CHE E' TERRIBILE VIVERE NEL TERRORE , ma lo "stalker" terrorizza la sua vittima seguendola per strada , tempestandola giorno e notte con telefonate , SMS ed e - mail , aspettandola davanti a casa e davanti al posto di lavoro , ma andare a vedere una partita di calcio non è una molestia. Tu mi dirai " ma poi avrebbe aspettato la sua vittima , a partita finita , all' uscita dallo stadio " . Può darsi , ed allora , in quel momento , si sarebbe realizzata la molestia , non prima. Non c' era nessuna ragione di annullare la partita finchè il molestatore era , del tutto innocuo , in mezzo al resto del Pubblico .

        Rispondi

    • marirhugo

      09 Novembre @ 19.55

      E magari prima dovrebbe venirsi a legge il tuo commento per sapere come deve difenderlo.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        10 Novembre @ 11.24

        Spero che ci pensi da solo !

        Rispondi

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