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Monsignor Dall'Aglio: «Quegli anni indimenticabili»

Monsignor Dall'Aglio: «Quegli anni indimenticabili»
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Monsignor Walter Dall'Aglio, canonico della Cattedrale, riceverà domani la cittadinanza onoraria di Noceto. Leggi il racconto dei suoi primi anni da sacerdote nel paese: gli scout, l'Azione Cattolica, il calcio. E un «sopralluogo» da record in Lambretta.

Luca Molinari

Il viaggio da Noceto a Madonna di Campiglio in Lambretta, il pellegrinaggio a Lourdes tra pentole e tende degli scout, i campi estivi a Vecciatica di Monchio. Sono trascorsi più di cinquant’anni da quando monsignor Walter Dall’Aglio - canonico onorario della Cattedrale - ha svolto il servizio di cappellano a Noceto, ma i ricordi di quell’esperienza sono rimasti più che mai nitidi nella mente e nel cuore del sacerdote ottantacinquenne. Ora che si appresta a ricevere la cittadinanza onoraria dal Comune di Noceto, monsignor Dall’Aglio ripercorre con dovizia di particolari i sette anni vissuti tra i giovani della parrocchia a partire dall’estate del 1953. «Sono stato ordinato sacerdote il 21 giugno del 1953 – ricorda – Dopo due settimane sono stato nominato cappellano di Noceto per affiancare l’allora parroco monsignor Luigi Copello e l’altro cappellano, don Armando Bizzi. Appena arrivato sono stato inviato a Vecciatica di Monchio per seguire le attività della colonia parrocchiale. Sono rimasto un mese tra lupetti e ragazze dell’Azione Cattolica, curando le iniziative estive della parrocchia». Una volta tornato, monsignor Dall’Aglio si è occupato dei giovani e degli scout, un gruppo fondato nel 1924 da don Giuseppe Cavalli e quindi da don Rino Monesi. «Nel 1954 – racconta il sacerdote – abbiamo celebrato il trentesimo di fondazione degli scout a Noceto invitando don Cavalli ed Ernesto De Bernardis». Indimenticabile il campo estivo dell’anno successivo a Madonna di Campiglio. «Prima del campo estivo – sottolinea monsignor Dall’Aglio – sono andato a Madonna di Campiglio per verificare dove potevamo essere ospitati. Ricordo il viaggio Noceto-Madonna di Campiglio in Lambretta assieme al capo scout, seduto dietro di me. E’ stata un’avventura indimenticabile».

Tre anni più tardi monsignor Dall’Aglio ha guidato il gruppo scout di Noceto in pellegrinaggio a Lourdes. «Nel 1958 – spiega – siamo andati a Lourdes nel primo centenario delle apparizioni della Madonna. Siamo partiti con uno scalcinato pulmino carico di pentole, tende e vettovaglie. Abbiamo impiegato due giorni per arrivare, visitando diverse città della Francia. La prima notte abbiamo fatto tappa a Nimes. Arrivati in città abbiamo trovato uno spazio vicino a un ruscello dove montare le tende e abbiamo pernottato lì».

Monsignor Dall’Aglio ha conservato l’agenda di quell’anno dove sono riportati tutti i dettagli del pellegrinaggio. «Abbiamo macinato la bellezza di 2.376 chilometri – prosegue – Una volta arrivati al santuario abbiamo montato le tende in uno spazio attrezzato partecipando alle celebrazioni e aiutando i malati e gli infermi come barellieri».

Gli anni vissuti a Noceto sono quelli in cui monsignor Dall’Aglio ha «imparato a fare il parroco». «Sono stati gli anni del fervore della prima messa – osserva – Il 2 novembre monsignor Copello mi aveva fatto presiedere la messa al cimitero. Avevo preparato alcune note scritte per l’omelia ma, davanti a tanta gente, ero andato nel panico e avevo improvvisato. Ho parlato col cuore, guadagnandomi la stima della gente».

Innumerevoli le partite di calcio organizzate in oratorio. «L’oratorio era il punto di ritrovo di tutta la gioventù – rimarca il sacerdote – Organizzavamo continuamente tornei di calcio. Proprio in quegli anni abbiamo ideato la manifestazione culturale “La noce d’oro”, che tutt’ora prosegue. I ragazzi rimanevano lì da mattina a sera perché era l’unico punto di ritrovo e le famiglie si fidavano di noi.
Due mamme affidandomi due adolescenti mi dissero: “Le affidiamo due ragazzi, li faccia diventare uomini”».

Lo scorso 2 luglio, in occasione dell’ottantacinquesimo compleanno, monsignor Dall’Aglio ha incontrato nuovamente i suoi “ragazzi” di Noceto. «Ci siamo ritrovati in quaranta a Costamezzana, dove abbiamo celebrato una messa dopo aver ricordato don Monesi al cimitero. Ho riabbracciato tanti ex Lupetti diventati papà e nonni. E’ stata una bella festa».

«Ripensando a quei tempi – conclude scherzosamente don Dall’Aglio – ringiovanisco».

LA CERIMONIA AL TEATRO MORUZZI

Monsignor Walter Dall’Aglio domani diventerà un cittadino nocetano a tutti gli effetti. La cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria avverrà domani alle 21 nel teatro Moruzzi nell’ambito della cerimonia legata al «Premio San Martino 2015». Nella comunicazione inviata al sacerdote dal sindaco Fabio Fecci si legge che l’amministrazione comunale ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a monsignor Dall’Aglio «per le attività in campo sociale, culturale e sportivo da lei svolte a favore della comunità nocetana».

«È A NOCETO CHE HO IMPARATO A FARE IL SACERDOTE»

Ordinato sacerdote il 21 giugno del 1953, monsignor Walter Dall’aglio due settimane più tardi viene nominato cappellano della parrocchia di Noceto, dove rimane fino al 1960. «È lì che ho imparato a fare il sacerdote», dice. Poi assume l’incarico di parroco di San Secondo, dove resta per 25 anni, guadagnandosi l’affetto dei parrocchiani. Dal 1985 al 2011 monsignor Dall’Aglio è vice rettore della basilica della Steccata al fianco di don Franco Sandrini, rettore per 28 anni.

Dal 2011 è canonico onorario della Cattedrale, un impegno che porta avanti tra celebrazioni, ma soprattutto confessioni. «Anche pochi giorni fa – racconta monsignor Dall’Aglio – sono rimasto in confessionale per tre ore. Ci sono tanti fedeli che chiedono di confessarsi. Alcuni vengono saltuariamente, ma c’è anche chi si accosta a questo sacramento una volta settimana, non tanto per riparare a peccati più o meno gravi, ma per prevenire le proprie colpe».

In Duomo si confessano persone di tutte le età. «Non mancano i giovani e le madri di famiglia- precisa monsignor Dall’Aglio – I peccati più comuni sono legati alla bestemmia, all’egoismo e alla superbia. In alcuni casi emergono anche dei peccati più gravi».L.M.

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