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Paura alla scuola media, genitori in allarme

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Genitori preoccupati, dopo gli episodi di violenza alla scuola media di Medesano. E adesso pensano di ritirare i figli da scuola per iscriverli in altri Comuni. Leggi anche cosa ne pensa il dirigente scolastico Demaldè.

Giuseppe Labellarte

Dopo le due risse tra adolescenti che, nei giorni scorsi, hanno portato al ricovero in ospedale di due studenti medesanesi, in paese si è aperta un’accesa discussione sulla scuola media di Medesano. Molti genitori, preoccupati dall’accaduto, hanno riportato un quadro preoccupante dell’istituto, descrivendo «una scuola media in cui da diverse settimane, anche prima dei due eventi che hanno fatto notizia, si ripetono situazioni spiacevoli, con continue manifestazioni di violenza da parte di un gruppo di studenti che non rispetta compagni e professori».

Per alcuni genitori a scuola ci sarebbero «troppi extracomunitari e una grande quantità di casi sociali», per cui più di una famiglia starebbe pensando al trasferimento del figlio nelle scuole dei comuni vicini.

La corrente di pensiero di queste famiglie è ben espressa nell’interrogazione consigliare a firma del capogruppo di minoranza Cesare Gandolfi, che, preparata prima degli scontri che hanno portato i ragazzini in ospedale, riporta: «Nel corso delle ultime settimane siamo stati ripetutamente informati da genitori ed insegnanti di una perdurante situazione difficile e assai critica che sembra ormai divenuta una costante nella scuola secondaria di primo grado di Medesano. Con cadenza quasi giornaliera si registrano episodi di mancanza di rispetto da parte di alcuni studenti nei confronti di compagni e insegnanti, di atteggiamenti che disturbano l’attività scolastica e che certamente non garantiscono il corretto svolgimento delle lezioni; tutto ciò senza che, per quanto ne sappiamo, siano assunti i dovuti provvedimenti da parte delle competenti autorità, tali da essere di esempio per tutti. La scuola rappresenta per la Comunità la massima espressione della cultura e del rispetto, il luogo ove le regole devono essere rigorosamente applicate e rispettate, non può certo essere alla mercé di pochi soggetti che incuranti di tutti e di tutto impediscono il quotidiano lavoro di insegnanti e studenti creando peraltro non poche preoccupazioni alle famiglie».

Non tutti i genitori intervistati hanno riportato una situazione così grave. Una mamma sottolinea: «In tre anni di medie mio figlio non si è mai trovato in situazioni pericolose e non ha mai assistito a episodi di bullismo. Anche quello tra le due ragazzine credo non sia stato bullismo, ma uno scontro violento tra due adolescenti».

Per un altro padre invece: «Ragazzi difficili ci sono qui a Medesano, come in tutti gli altri comuni. Credo che si stia esasperando la situazione». E’ invece un professore dell’istituto a chiarire: «Lavoro in questa scuola da vent’anni e la situazione non mi sembra peggiore o più grave di quella riportata dai miei colleghi che lavorano in altre scuole parmensi. C’è un aumento della violenza in tutta la società e i ragazzi ne sono influenzati. La scuola da tempo si adopera per dare un sostegno agli studenti in situazioni difficili anche attraverso uno psicologo a disposizione di ragazzi, famiglie e insegnanti».

Parlando della presenza di immigrati l’assessore alla scuola Deborah Corsaro ha poi fatto notare: «Non credo che il problema siano gli stranieri, che a Medesano ci sono come in tutti gli altri comuni. Per capirlo basta dare un’occhiata alle cifre: nel nostro territorio inoltre la percentuale degli stranieri residenti è dell’11,7%, più o meno allo stesso livello di Noceto (11,5%) e molto più bassa rispetto a Fornovo (17%) o alla stessa Parma (15%)».

Parla il dirigente scolastico Gastone Demaldè

Parlando degli episodi di violenza e della situazione generale nella scuola media di Medesano, il dirigente scolastico Gastone Demaldè ha sottolineato: «I due episodi riportati dalla stampa nei giorni scorsi sono differenti: nel primo le due studentesse coinvolte sono ragazze vivaci che però fino ad ora non hanno provocato grandi guai a scuola. L’episodio è avvenuto fuori dalla scuola per motivi non scolastici. Nel secondo caso sono invece coinvolti due studenti di prima media piuttosto vivaci che anche l’anno scorso hanno tenuto diversi comportamenti negativi, alcuni dei quali sanzionati con sospensioni di alcuni giorni. Questo ha portato per entrambi, insieme ad un profitto carente, ad una ripetizione dell’anno scolastico».

Parlando della situazione generale dell’istituto, Demaldè spiega: «Nella scuola sono presenti diversi allievi che hanno bisogno di aiuto per poter regolare correttamente il loro comportamento sociale. Con tali studenti bisogna valutare con estrema attenzione gli eventuali provvedimenti disciplinari per evitare che possano abbandonare la scuola. Le sanzioni che vengono prese hanno sempre un carattere educativo e sono rivolte alla correzione dei comportamenti sbagliati. Nei prossimi giorni è previsto un consiglio di classe straordinario per parlare dell’episodio avvenuto all’interno della scuola e decidere se applicare eventuali sanzioni».

«E’ il terzo anno che sono dirigente scolastico in questo istituto comprensivo - continua Demaldè - e non ho notato particolari differenze rispetto agli anni passati. Come in tutte le scuole, confermo che anche da noi ci sono diverse situazioni con casi difficili che a volte riescono a mettere in difficoltà i nostri docenti, nonostante la grande professionalità con cui gli insegnanti affrontano il quotidiano lavoro scolastico».

«Ogni caso è diverso - conclude il dirigente scolastico - ed è di conseguenza affrontato in maniera differente dai docenti delle classi con l’aiuto dei genitori, sempre fondamentale per poter trovare le migliori soluzioni. All’interno della scuola esiste uno sportello di ascolto per aiutare famiglie, studenti e docenti. Per poter aiutare gli studenti con maggiori difficoltà, con la collaborazione del Comune, si stanno poi organizzando delle attività scolastiche ed extrascolastiche che partiranno nelle prossime settimane». G.L.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Filippo

    15 Novembre @ 17.58

    filippo.cabassa.1970@gmail.com

    Sono personaggi pericolosi. PRIMA vanno isolati e messi in condizioni di non nuocere e DOPO si possono fare tutti i soliti discorsi sul disagio sociale dei poveri giovani ecc. ecc.. O aspettiamo che ci scappi il morto con la solita coltellata?

    Rispondi

  • Vercingetorige

    15 Novembre @ 12.29

    IL PRESIDE DELLA SCUOLA ammette che ci sono alcuni soggetti ed alcuno gruppetti identificabili responsabili degli episodi di teppismo , che offendono e minacciano non solo i compagni , ma anche gli insegnanti , però dice che non si possono punire troppo severamente , per evitare il rischio che possano abbandonare la scuola , cosa che sarebbe invece la più auspicabile ! Anche alcuni genitori dicono che è tutta una montatura e tutto va ben , Madama la Marchesa ! Dunque , non vi preoccupate ! Se vostro figlio torna a casa con occhio nero , non ci fate caso ! E' il prezzo della Cultura ! BASTEREBBERO TRE DATI : NOME , COGNOME , PROVENIENZA DELLA FAMIGLIA , ricavabili dall' Anagrafe in cinque minuti , per poi cominciare a disboscare !

    Rispondi

    • gigiprimo

      15 Novembre @ 15.20

      vignolipierluigi@alice.it

      Attento a Parma e provincia c'è la 'sindrome di Bonsu ' purtroppo! la paura di passare per 'fascisti' se ci allontaniamo da questo preside.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        15 Novembre @ 17.03

        Guardi , tra i princìpi che ho tratto dal Socialismo ci sono la libertà del pensiero e della sua espressione .

        Rispondi

  • Vercingetorige

    15 Novembre @ 11.24

    NON C' E' LA VOLONTA' di risolvere il problema , continuando a non voler circoscrivere il contesto sociale in cui nascono . Questi fatti si ripeteranno .

    Rispondi

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