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Quando l'amministratore non paga le bollette

Quando l'amministratore non paga le bollette
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Spesso sono bollette vecchie di anni. Ma il rischio è più che mai attuale. Scoppia in città lo scandalo di alcuni amministratori di condominio che non hanno pagato fornitori e utenze per centinaia di migliaia di euro. E ora i residenti rischiano di restare al buio e al freddo. Sta succedendo in diverse zona della città e iniziano a partire le prime denunce. Ecco cosa accade. E come provare a difendersi.

Luca Pelagatti

Quello che sta per arrivare sarà un inverno caldo. Anzi gelido. Ma non parliamo del tempo. Gli sbalzi di stagione infatti non li portano i venti del nord. Ma i debiti lasciati da amministratori di condominio infedeli che, in certi casi da anni, hanno cestinato bolle e fatture, spolpando pure i conti correnti dei palazzi. Il risultato è semplice: utenze non pagate e riscaldamenti a rischio. Quindi animi bollenti. Ma case congelate.

«Nel nostro caso ci siamo accorti che qualcosa non andava quando è arrivato un sollecito da parte di Iren -, spiegano inviperiti i residenti di una palazzina in via Brambilla. - Il tono del messaggio era durissimo: “non riscontrando il pagamento di quanto dovuto procederemo con la sospensione della fornitura”. Ma noi abbiamo sempre pagato le spese, e quindi, abbiamo pensato ad un errore. Purtroppo no, era tutto vero: l'amministratore, dal 2013, non ha versato un euro per le forniture del riscaldamento». Inutile dire che gli abitanti si sono rivolti al responsabile per chiedere spiegazioni. Ottenendo però solo un silenzio tombale. «Per giorni il cellulare è rimasto spento e in ufficio scattava la segreteria. A quel punto ci siamo appostati, una mattina di buon'ora, sotto l'ufficio: vedendoci prima è sbiancato, poi ha biascicato qualcosa parlando di un disguido. E promesso che avrebbe provveduto». Peccato che il sollecito di Iren è datato 20 agosto. E che il buco nei conti, stiamo parlando di oltre trentaseimila euro, è ancora una voragine aperta.

Un caso isolato? La proverbiale mela marcia? Per nulla. Come hanno imparato i residenti di un grande condominio di via Verdi. Sprofondati in baratro di profondo rosso. «La doccia fredda a noi è arrivata per caso», spiega un uomo che rientrando, a giugno, ha rimproverato l'addetto alle pulizie. «Ho fatto presente che le scale erano sporche. Mi ha risposto a brutto muso che prima di lamentarmi sarebbe stato meglio pagare il dovuto». Inutile aggiungere altro: i condomini, consapevoli di aver messo mano al portafoglio con puntualità hanno scavato, non senza fatica, nei conti. «E abbiamo scoperto che non c'era più un euro. Il debito verso Iren ammonta a oltre 100mila euro mentre, in totale, il buco lasciato dall'amministratore sfiora i 235mila.»

Via Brambilla e via Verdi, abbiamo detto. Ma il nome dei beffati è legione. E seguendo le segnalazioni si rimbalza, tra l'altro, in via Torelli e via Benedetta, via Fratti e via Milazzo. Le cifre, di volta in volta oscillano: si va dai 16mila ai 250mila. Come variano i nomi dei responsabili. Chè gli studi coinvolti sono diversi, senza nessun legame tra di loro. Se non la tendenza a promettere cose che non si realizzano.

L'amministratore del palazzo di via Verdi, ad esempio, a sua volta messo alle strette dai condomini e sentito anche dalla «Gazzetta» ha infatti garantito una nota di accredito con le somme prelevate dal gruzzolo comune e dirottate sul proprio conto. Per il momento però, anche qui, non c'è traccia di ravvedimento e di versamenti. E il professionista ha anche osato un carpiato dialettico: «Restituirò con interessi superiori a quelli di mercato. I condomini mi devono ringraziare: io li ho fatti risparmiare».

Sarà. Ma intanto una denuncia per appropriazione indebita è stata presentata alla Procura per cui si preannuncia un periodo di superlavoro. Perché di casi come questi ne spunta uno dopo l'altro. E in alcuni casi le forze dell'ordine stanno iniziando a metterci il naso.

«Purtroppo ci sono molti associati che si stanno rivolgendo a noi chiedendo un supporto di fronte a pesanti ammanchi», allargano le braccia all'Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari di galleria Bassa dei Magnani. Gli stessi consulenti che, come è ovvio, invocano la riservatezza ma una previsione se la fanno scappare: «E' una bomba destinata ad esplodere».

E la miccia ormai è assai corta. Anche negli uffici della gestione del credito di Iren si preferisce tergiversare, ammettere non meglio precisate sofferenze e glissare sui numeri. Ma ormai le conferme sono troppe. E l'eco diventa boato. «Un solo professionista ha accumulato un debito verso Iren di oltre un milione di euro per fatture non pagate», racconta sottovoce un addetto ai lavori. Il rischio è che di rinvio in rinvio, alla fine, e molto a breve, la società metta in atto le proprie minacce. Chiudendo di colpo gli interruttori del riscaldamento e delle altre utenze, come luce e gas. Decine e decine di appartamenti si troverebbero così al buio, senza acqua calda e riscaldamento nel cuore dell'inverno. L'abbiamo detto: si preannunciano brividi. Di rabbia però.

IL RESPONSABILE? CHI ABITA IL PALAZZO ANCHE SE HA GIÀ PAGATO IL DOVUTO

La zona non conta: i casi di conti in rosso e utenze a rischio stanno scoppiando in ogni parte della città, sia in centro sia in periferia. A riprova che si tratta di un fenomeno trasversale che di recente sembra avere avuto un'improvvisa accelerazione. Ma in realtà è una impressione inesatta. Il dato, infatti, viene falsato dalle nuove procedure che alcuni fornitori di servizi, come Iren, hanno introdotto per tutelarsi. Perché un dettaglio importante è proprio questo: le prime vittime sono ovviamente i residenti. Ma anche i creditori ricevono danni pesanti da una gestione scorretta dei conti di un palazzo. E l'esempio delle forniture delle utenze condominiali è esemplare. Alcuni dei palazzi citati si sono accorti dei pagamenti «dimenticati» dall'amministratore, solo dopo anni. Quando cioè Iren, che vanta crediti per decine di migliaia di euro, ha scritto personalmente ad ognuno dei residenti. «Con la presente si rileva che nonostante i precedenti solleciti inviati all'Amministratore le fatture scadute non sono state pagate». Ecco, la chiave è tutta qui. Prima i solleciti arrivavano all'amministratore che, essendo infedele, sapeva benissimo di essere in torto. E aspettava il più possibile a pagare, spesso solo quando la minaccia di un distacco era imminente. A quel punto saldava solo una bolletta, quasi sempre la più vecchia, e guadagnava tempo prezioso. Ora con l'invio dei solleciti direttamente agli interessati, cioè a chi paga, il castello di carte è caduto. Ma resta pendente la minaccia. Secondo la legge infatti il beneficiario del servizio «è il singolo condomino» e non il condominio o peggio l'amministratore. Quindi il fornitore, che ha diritto ovviamente di essere pagato, può sospendere il servizio di erogazione e «agire giudizialmente per il recupero coattivo del dovuto». «Il linguaggio può sembrare astruso: ma è semplice da capire .- spiega un tecnico. - Di fronte a bollette scadute si deve pagare di nuovo. E se prima erano rate da 400 euro ora raddoppieranno. Per pagare quanto dovuto oggi e quanto pregresso e mai saldato».

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  • Citizen

    18 Novembre @ 20.04

    Grazie Luca per l'articolo in oggetto, finalmente si parla di cio' che da anni accadeva e che era a conoscenza solo dell'amministratore e di IREN. E' vero che in ultima analisi il responsabile è sempre l'utente finale, cioè il condomino che ha il dovere di verificare l'attendibilità' della contabilità' ma tra consuntivi falsificati, bollette contraffatte, scuse di ogni genere, alla fine il compito diventa piuttosto arduo. Senza parlare poi del fatto che dopo 10,20 anni che ci si affida al medesimo amministratore si instaura un rapporto di fiducia, che è poi quello che lega le due parti. Quello che pero' non è emerso e spero che diventi oggetto di discussione e' il "dettaglio" della mora sulle bollette consuntivate ma non pagate ad IREN. Dettagli che su 60.000 eur, il mio caso, ammonta a circa 17.000 eur e questo importo e' direttamente proporzionale all'ammontare dei gg in cui la comunicazione di IREN viene notificata ai condomini, dopo 3 anni sempre nel mio caso. Le domande che mi sono fatto ed alle quali IREN non ha risposto alle richieste del singolo utente sono : 1) Le notifiche ai condomini tengono conto della variabile tempo o dell'importo oppure entrabe ? 2) Dipendono forse da accordi / simpatie tra i commerciali e l'amministratore ? Ho solo una certezza , nel mio caso, hanno guadagnato/guadagneranno tutti, l'amministratore ed IREN. Ovviamente l'unico a rimetterci 2 volte + mora è il cittadino onesto. Una sola domanda mi risulterebbe che la pioggia di avvisi presenti e futuri sia dovuta ad un cambio di dirigenza di IREN e quindi ad un giro di vite alla gestione fantasiosa dei crediti. Un saluto

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  • Dino broker

    17 Novembre @ 15.51

    Senza giustificare il comportamento degli amministratori in questione credo che un grosso errore lo commetta IREN stessa che dovrebbe comunicare immediatamente il mancato pagamento delle bollette condominiali ai residenti in modo da far scattare l'allarme tempestivamente e salvaguardare i propri interessi e soprattutto quelli dei propri clienti. Per quanto riguarda i nominativi sono d'accordo che vengano divulgati se appurata la truffa , tuttavia ritengo che potrebbe essere utile sapere il n° civico dei condomini truffati in questo modo non fareste nomi ma chiunque può scoprire chi è l'amministratore che li gestisce e tutelarsi.

    Rispondi

  • stefano

    16 Novembre @ 22.35

    io prendo esempio sempre dalle cose positive. In questo caso stati uniti. Se uno si permette di fare una cosa simile in uno qualsiasi degli stati uniti come minimo si prende 20 anni senza condizionale e gli vengono sequestrati TUTTI i beni . da noi? grazie al buonismo DC e PCI questi galantuomini si prendono un paio di anni con la condizionale senza dovere risarcire nulla e i condòmini pagano ancora . Grazie ancora, a voi e a chi ancora vi sostiene.

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    • Vercingetorige

      17 Novembre @ 16.42

      Io , invece , continuo a sentire gente che attribuisce agli Stati Uniti i sogni della sua fantasia senza averli mai visti .

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  • Titta

    16 Novembre @ 16.11

    Sarebbe giusto sapere i nomi di questi "bravi" amministratori (del loro portafoglio..e neanche) per dare la possibilità di controllare....e allontanare definitivamente......purtroppo non si può

    Rispondi

    • salamandra

      17 Novembre @ 08.54

      È vero che, attualmente, non ci sono condanne. Però in altri casi i nomi degli indagati saltano comunque fuori (vedasi caso di Bore di qualche giorno fa). Dove sta la differenza? E lo chiedo da ignorante non per polemica.

      Rispondi

      • 17 Novembre @ 09.05

        REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Come ho già spiegato in un'altra risposta, la funzione pubblica del personaggio (che sia Berlusconi p De Luca o il sindaco di Bore) fa fare eccezione alla regola generale. Così come (ho già ricordato anche quell'episodio) di nessun denunciato per pedopornografia conosciamo le generalità, ma quando fu denunciato Alberto Stasi - nelle indagini sull'omicidio di Garlasco - anche quella denuncia venne fuori.

        Rispondi

  • Vercingetorige

    16 Novembre @ 11.57

    MI PARE , PERALTRO , CHE GLI AMMINISTRATORI CONDOMINIALI DEBBANO ESSERE ISCRITTI AD UN APPOSITO "ALBO" . Cosa dicono i responsabili di questo "Albo" ?

    Rispondi

    • Betti

      16 Novembre @ 14.06

      non esiste nessun albo, purtoppo

      Rispondi

      • Vercingetorige

        16 Novembre @ 16.47

        HA RAGIONE . Esistono diverse "associazioni" , ma sono "associazioni" , non "albi" . Comunque forse varrebbe la pena di sentire qualche esponente di queste "associazioni" , anche se , verosimilmente , non farebbe altro che prendere le distanze.......

        Rispondi

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