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Baganzola: assalto a Banca Monte

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All'ora di chiusura i ladri entrano da una finestra e prendono di sorpresa i dipendenti: il racconto della rapina

Roberto Longoni

La banca ha chiuso la porta, e loro si sono spalancati la «finestra», togliendo il coperchio a un varco fatto in precedenza, in un angolo sul retro della Banca del Monte di Parma di Baganzola. Da lì sono passati, sbucando alle spalle dei dipendenti. Passamontagne sul volto, pistole in pugno: calmi e senza fretta. Un'ora hanno atteso nell'agenzia, fino all'apertura dei forzieri a tempo. Poi, sono fuggiti con 40mila euro. Pochi minuti di vantaggio sulle volanti intervenute non appena è scattato l'allarme è bastato loro per sparire nel nulla. Ora tocca all'Antirapine della Mobile portare a termine una caccia all'uomo che si annuncia complicata. Quarantamila euro: un malloppo di tutto rispetto, se confrontato con quanto di solito arraffano i rapinatori con il cutter. Ieri non è andata così. Il colpo deve aver avuto un prologo la notte precedente. L'istituto di credito si trova appena oltre le Poste di Baganzola, per chi proviene dalla città: il fronte si affaccia sulla strada, il retro dà sull'argine. Qui è più buio che altrove, dopo il tramonto. E soprattutto meno frequentato di altri luoghi. La banca è un bunker trasparente: i muri laterali sono di vetri doppi e blindati. I banditi ne hanno adocchiato uno, in fondo a destra, se si guarda da strada Baganzola. Sfondarlo a mazzate avrebbe fatto scattare l'allarme volumetrico. Così, gli sconosciuti si sono concentrati sul telaio metallico. In qualche modo - facendo attenzione che l'antifurto non avvertisse movimenti - l'hanno tagliato, staccando un rettangolo di un metro di base per un'altezza di una quarantina di centimetri: spazio più che sufficiente per il passaggio di un uomo. L'apertura è stata tappata con una lastra di plexiglass assicurata alla cornice con il nastro isolante (mentre il pezzo tagliato è a sua volta finito nel bottino: non si trova). Da quel varco sono entrati i rapinatori, quando la banca ha chiuso, verso le 17, evitando il bussolotto dell'ingresso, protetto dal metal detector e dal sensore che registra le impronte digitali. Entrare come normali clienti, inoltre, avrebbe significato almeno per uno l'obbligo di mostrare il volto. Invece, i due banditi sono comparsi già con indosso la «maschera professionale»; sembra che fuori sia rimasto un palo, pronto a dare l'allarme. I cinque dipendenti e l'addetta alle pulizie non hanno potuto che obbedire. Tutti sono stati chiusi in uno stanzino, tranne chi è stato obbligato a digitare i codici per l'apertura ritardata delle casseforti. Per l'apertura si è trattato solo di aspettare. L'incasso e la fuga dopo un'ora: quando il tempo è denaro.

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  • momo

    17 Novembre @ 09.14

    Banca Monte?

    Rispondi

    • 17 Novembre @ 09.15

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Ho visto anch'io che le insegne sono ancora quelle storiche

      Rispondi

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