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Musetti il bomber crociato

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L'autore dello storico primo gol stagionale è rientrato dopo l'infortunio ed è tornato subito protagonista: nella sua carriera, dal Martina Franca alla doppietta di domenica contro il San Marino è stato anche protagonista di una sfida contro il Parma in serie B...

Alberto Dallatana

Quattro gol in 288 minuti giocati, ovvero uno ogni 72. Riccardo Musetti è il giocatore del Parma che, in campionato, ha la miglior media realizzativa. La doppietta di domenica contro il San Marino è pesantissima, sia perché ha permesso ai crociati di ribaltare una partita fondamentale, sia perché dà ad Apolloni – specialmente dopo l’infortunio di Longobardi - la certezza di poter contare appieno su di lui.

Carrarese di Gragnana, nato il 24 marzo 1983, Musetti si è ritagliato uno spazio nella storia del Parma Calcio 1913 lo scorso 6 settembre, ad Arzignano, segnando su rigore il primo gol ufficiale di questo nuovo corso. Subito dopo però, un infortunio al tendine d’Achille lo ha costretto a star fuori un mese e mezzo.

Rientrato a Brescello contro il Lentigione, gioca titolare in Coppa Italia a Correggio e a Carpi con il Castelfranco, senza brillare. Mercoledì scorso subentra contro il Legnago e sigla il terzo gol con un intelligente colpo di punta, mentre a San Marino, davanti alla sua ex squadra (6 reti in 16 presenze l’anno scorso), Apolloni lo schiera sulla linea dei trequartisti e il «Muso» (questo il suo soprannome) si rivela determinante.

Piuttosto riservato e completamente assente sui social network, Musetti è un giocatore duttile, una prima punta che in carriera ha però giocato in tutte le posizioni dell’attacco. Uno che lavora per la squadra, che ama correre e andare a cercare la palla senza aspettarla in area. Anche per questo non ha mai segnato caterve di gol.

Cresciuto nella Carrarese, ad appena 16 anni debutta in prima squadra, lanciato da Fabrizio Tazzioli in un Como-Carrarese del 1999, in C1. Il grande calcio lo sfiora soltanto: la Samp lo acquista per 200 milioni di lire, poi va al Napoli, che nel 2002 lo manda al Martina Franca, in C1, dove resta per tre stagioni. Passa poi all’Imolese in C2, ma è quando torna dalle parti di casa, nella Massese, che sboccia il suo talento: segna 11 gol in C1 e va alla Pro Sesto, che lo sceglie per sostituire Ghezzal (sì, proprio «quel» Ghezzal), e lui ripaga la società lombarda con altre 11 reti e diversi assist. Merita la chiamata del Treviso in B, nella stagione 2008-2009, con Luca Gotti (attuale vice di Donadoni) in panchina. Quell’anno incrocia il Parma, giocando contro la squadra di Guidolin all’andata: al «Tenni» finisce 2-2 e lui per poco non segna. In totale realizza cinque reti, ma i veneti retrocedono.

Dopo stagioni così, Musetti per la C1 è un pezzo pregiato. Lo vogliono in tanti, lo prende la Cremonese. Segna 15 gol (la sua stagione migliore) e fa coppia con Massimo Coda, un altro che di lì a qualche stagione vestirà la maglia del Parma. Arrivano terzi. Ma l’anno successivo è un incubo: esonerato Baroni, arriva Leo Acori, che fa fuori quattro «senatori» tra cui proprio Musetti. Prima però, il 14 novembre, c’è Cremonese-Paganese. È la famosa partita che diede il via all’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse, quella in cui il portiere grigiorosso Paoloni «avvelenò» cinque suoi compagni mettendo del Lormetazepam (un ansiolitico che ha come principio attivo la Benzodiazepine) nelle borracce. Uno di questi era proprio Musetti, che a gennaio cambia aria e va a La Spezia in prestito.

Intanto, a Cremona, l’interregno di Acori dura pochissimo e, nell’estate del 2011, Musetti torna all’ombra del Torrazzo, dove la sua stella però non brilla più. Cambia completamente aria, va a Sorrento e ci resta per due stagioni piene di infortuni. Nel settembre 2014 sembra tutto fatto per il ritorno a casa, a Carrara, invece no, perché il suo cartellino rimane intrappolato nelle lungaggini burocratiche di un club della serie B rumena al quale si era legato. Resta fermo quattro mesi, poi Galassi lo porta a San Marino, dove ritrova Tazzioli, il suo primo allenatore, che viene presto esonerato. Musetti, nonostante la retrocessione finale, lascia un buon ricordo, tanto che domenica i suoi ex tifosi lo hanno applaudito a fine partita.

Il resto è storia nota: quando Galassi gli propone di scendere tra i dilettanti per venire al Parma, Riccardo accetta la crociata senza pensarci due volte. E domenica al Tardini arriva l’Imolese, un’altra sua ex…

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