Sei ragazzi

Presa la baby gang

Presa la baby gang
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Rapina e estorsione. Sei ragazzi denunciati in Val d'Enza., ancora episodi di bullismo e violenza giovanile. Ma stavolta le vittime hanno alzato la testa, sostenute dai genitori: grazie alle loro denunce, i carabinieri di Montecchio hanno individuato i membri della banda. Sulla Gazzetta di Parma la ricostruzione degli episodi, la riflessione degli esperti e i progetti messi in campo per prevenire il bullismo.

Umberto Spaggiari

Sono stati individuati i componenti della baby gang protagonista, durante la scorsa estate, di minacce e furti ai danni di studenti minorenni.

I carabinieri della stazione di Montecchio hanno posto fine alle loro imprese ed ora i protagonisti dei gesti di violenza e aggressione dovranno rispondere, a vario titolo, di concorso in estorsioni e rapine. Le loro scorribande, messe in atto nel periodo compreso tra giugno ed agosto, avevano creato grande allarme nell’area della Val d’Enza, in particolare nei territori di Montecchio e Sant’Ilario, al punto che gli uomini dell’Arma di Montecchio avevano intensificato i controlli nelle zone frequentate dai minori. La loro attività investigativa, in sinergia con la Procura del Tribunale per i minorenni di Bologna e quella ordinaria di Reggio Emilia, ha portato ad identificare i componenti della banda composta da un 19enne, da due 18enni e da tre minorenni. Tutti e sei sono indagati a vario titolo dei reati di concorso in estorsione e rapina aggravata.

Il capo della banda, il 19enne residente in Val d’Enza, è stato arrestato dai carabinieri di Montecchio che hanno dato esecuzione a un provvedimento restrittivo di natura cautelare emesso dal Gip del tribunale di Reggio Emilia. La gang agiva di volta in volta, a gruppi di due o cinque elementi sotto la regia del loro capo, il 19enne finito in manette, che in base alle indagini, risulta avere preso parte a tutti i colpi, contrariamente ai complici che si alternavano. Avvicinavano le vittime e con pesanti minacce estorcevano loro denaro e telefoni cellulari. In un caso non hanno esitato a usare violenza nei confronti di un minorenne rapinato del danaro posseduto nel portafoglio, circa una settantina di euro.

Sono stati i genitori dei rapinati a convincere i loro ragazzi a vincere la paura di ritorsioni ed a fornire quindi un forte contributo al positivo esito delle indagini. Tre fino ad ora gli episodi accertati e ricondotti ai sei indagati. Ma per gli investigatori i colpi contestati alla gang potrebbero essere la punta di un iceberg di una più ampia condotta criminale che potrebbe averli avuti protagonisti, anche con la partecipazione di ulteriori complici, in altre occasioni ai danni di giovani vittime che per paura non hanno confidato ai genitori i soprusi subiti.

ADOLESCENTI SEMPRE PIÙ AGGRESSIVI

Pierluigi Dallapina

Adolescenti più aggressivi e trasgressivi da cinque anni a questa parte. A farlo notare è Fabio Vanni, psicologo e psicoterapeuta dell’Ausl, referente del «Programma Adolescenza», durante il seminario organizzato ieri dall’Azienda Usl in occasione della giornata mondiale del bambino e dell’adolescente indetta dall’Unicef.

«Negli ultimi cinque anni si è verificato un aumento ingente delle situazioni con adolescenti problematici. Una delle chiavi di lettura può essere fornita dalla difficoltà della famiglia nel gestire certe dinamiche, tale da richiedere il ricorso a chi esercita l’autorità indossando una divisa», spiega Vanni, nella parte del seminario dedicata proprio al tema «Adolescenti e forze dell’ordine». Negli ultimi due anni è stato avviato un lavoro con carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale che ha portato alla formazione di 116 agenti.

Questo risultato è stato ottenuto grazie a «Come out», un progetto che dipende dal «Programma Adolescenza» e che ha coinvolto Ausl, Comuni, scuole e privato sociale, per elaborare strategie di approccio a chi presenta atteggiamenti problematici nella fascia di età compresa fra gli 11 e i 19 anni. «Le forze dell’ordine hanno dimostrato grande disponibilità. Si sono dimostrati sensibili alle problematiche adolescenziali. Abbiamo cercato di insegnare a riconoscere i comportamenti a rischio, spesso definiti come ragazzate. E’ stato mostrato che certi atteggiamenti manifestano segni di disagio», spiega il referente del programma. Alfio Maggiolini, docente di psicologia del ciclo della vita all’università Bicocca di Milano, prova a dare alcune coordinate utili a inquadrare il perché di certi atteggiamenti durante l’adolescenza. «La trasgressività è un comportamento fisiologico, è un dato universale, presente in ogni epoca e in ogni cultura. Mettere in discussione le regole poste dagli adulti serve a crescere».

Se il correre rischi, il mettersi alla prova e l’esplorare hanno una funzione evolutiva, esistono, al contrario, atteggiamenti estremi che provocano invece danno a se stessi e soprattutto agli altri. «I ragazzi antisociali già da bambini hanno avuto difficoltà ad autoregolarsi, a gestire l’aggressività. E perché certi bambini sono così? Il più delle volte dipende da una combinazione di tratti genetici e fattori ambientali», spiega Maggiolini, prima di tracciare le tre caratteristiche che descrivono un ragazzo con tendenze antisociali: «La spavalderia, l’impulsività e l’incapacità di essere empatico».

GLI ARTISTI INSEGNANO A COMUNICARE LE EMOZIONI

Silvio Tiseno

Prevenire forme di disagio sociale, tra cui disturbi dell’alimentazione e abuso di sostanze, ed educare i ragazzi affinché crescano con la consapevolezza che la salute e il benessere sono importanti e vanno preservati, questi gli obbiettivi del progetto «Arte e prevenzione» a cura di Ausl e Forum Solidarietà, con il patrocinio del Comune di Parma.

L’iniziativa, che è stata presentata nella mattinata di ieri nella sala stampa del Comune, vede coinvolti diversi artisti parmigiani di fama nazionale e internazionale che hanno deciso di prestarsi come volontari al fine di affrontare il tema della prevenzione attraverso un approccio emozionale, in modo da coinvolgere attivamente gli studenti che parteciperanno al progetto. Ad accompagnare i ragazzi in questo percorso saranno gli artisti Savino Paparella, Mario Mascitelli, Umberto Fabi, Loredana Scianna, Antonio Bucarelli e la Compagnia del Teatro Necessario, per il teatro; Paolo Schianchi, Leonardo Mussini, Rocco Rosignoli, Rose Ricaldi, Grazia Cinquetti, Michela Ollari e Fabio Carima, per la musica; Elide La Vecchia per la poesia; Cesare Pastarini con giornalismo e letteratura; Gianluca Fogliazza per il disegno e Francesco Busani con l’illusionismo. A coordinare gli artisti volontari sarà Forum Solidarietà: «Abbiamo accolto volentieri l’appello in quanto rientra pienamente in quelle che sono le nostre funzioni – ha spiegato Monica Bussoni, responsabile dell’area formazione di Forum Solidarietà -. E’ una bella iniziativa che ci consente di lavorare in rete assieme all’Ausl». L’iniziativa è già stata sperimentata lo scorso anno con quattro artisti, fra cui il disegnatore Gianluca Fogliazza, negli istituti Bocchialini, Ipsia e Bodoni, con un riscontro positivo per l’impatto avuto sugli studenti. Gli organizzatori hanno ritenuto di estendere gli interventi al progetto «Ausl per la scuola», iniziative di educazione sanitaria e promozione alla salute che i professionisti dell’Azienda Sanitaria propongono ogni anno alle scuole. «Il lavoro degli artisti riesce ad arrivare al cuore dei ragazzi, coinvolgendoli in maniera concreta – ha dichiarato Paolo Volta, direttore delle attività socio sanitarie dell’Ausl di Parma -. Il progetto è stato inserito all’interno dell’offerta che l’Ausl rivolge alle scuole del territorio».

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  • Vercingetorige

    21 Novembre @ 16.15

    TORNO A RIPETERE CHE IO NON FACCIO IL GIORNALISTA E LASCIO CHE IL GIORNALISTA LO FACCIANO I GIORNALISTI , ma la "Gazzetta" evita , accuratissimamente , di fare anche il minimo cenno al contesto sociale da cui provengono i teppisti . A mio parere è invece un elemento fondamentale per valutare e cercare di circoscrivere il fenomeno . Così si lascia galoppare la fantasia dei lettori , e , dove andrà a galoppare , ci vuol poco ad immaginarlo , ma non è detto che galoppi nella direzione giusta . Michelangelo ha affrescato la Cappella Sistina, una delle meraviglie dell' Arte mondiale , ma , siccome le sue figure facevano vedere le "vergogne" , hanno chiamato da Volterra Daniele Ricciarelli , detto "il Braghettone" , a pitturare le mutande sull' affresco , ma , tra il "Braghettone" e Michelangelo , quello che è rimasto è Michelangelo .

    Rispondi

    • Filippo

      22 Novembre @ 11.20

      filippo.cabassa.1970@gmail.com

      Sono d'accordo. Qual è l'origine ed il contesto sociale dei delinquenti?

      Rispondi

  • corra

    21 Novembre @ 09.43

    e adesso una bella terapia a base di ceffoni affinchè non abbiano cambiato i connotati perchè quelli attuali non sono idonei.

    Rispondi

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